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giovedì 17 ottobre 2019

Costituente democratica liberale, catto-lib che guardano all'Europa

Dici "Cdl" a chi segue un minimo la politica e probabilmente chi ti ascolta penserà alla berlusconiana Casa delle libertà. Se la persona in questione appartiene alla schiera dei #drogatidipolitica potrebbe anche pensare ai Cristiani democratici per la libertà, partito fondato nel 1998 da Raffaele Fitto (con cui confluì in Forza Italia, che così poté riutilizzare la stessa sigla per contrassegnare l'alleanza di centrodestra). Oggettivamente è più difficile che a qualcuno venga in mente di collegare in prima battuta l'acronimo alla Costituente democratica liberale, a meno che si tratti di un soggetto malato di politica del tutto irrecuperabile e/o sia salentino o almeno pugliese.
Già, perché questo movimento politico ha il suo cuore in Puglia, visto che è nato a Campi Salentina, nel leccese, il suo fondatore e segretario nazionale, Antonino Ingrosso: classe 1949, uomo profondamente legato alla sua terra anche se ha vissuto a lungo a Milano e a Genova dove creò l'emittente regionale Radio Stereo International, affiliata a Top Italia Radio: lì ha lavorato con lo pseudonimo di Tony Morgan). Sempre a Genova si era affacciato per la prima volta alla politica, iscrivendosi alla Democrazia cristiana nel 1966; la militanza è proseguita sempre nell'area moderata, cattolica e liberale, solco nel quale si inserisce anche la "sua" Cdl, sorta nel 2009, dopo un lungo impegno nell'area democristiana, soprattutto quella riconducibile allora a Giuseppe Pizza (ma nel 2004 si era candidato anche alle elezioni provinciali di Genova per gli Italiani nel mondo di Sergio De Gregorio e aveva lavorato alla presentazione della lista Centro - Dc - Pli alle regionali liguri del 2010, anche se poi la formazione non finì sulle schede).
Il movimento venne fondato da Ingrosso "in un momento particolare della sua vita politica, di grande caos politico, di difficoltà di comprensione della complessità che si stava evidenziando" (così è scritto nel sito del partito), con l'idea di accostare e fondere la dottrina sociale della Chiesa e la cultura liberale democratica. Vista la lunga militanza nelle correnti democristiane di centrodestra (anche se ormai il partito era andato a rotoli da un po'), non stupisce che nel 2010 il fondatore abbia stretto un accordo con Futuro e libertà di Gianfranco Fini, dando al suo gruppo il nome di Costituente destra liberale
Nel 2013, tuttavia, in coincidenza con la sostanziale consunzione di Fli, il nome tornò Costituente democratica liberale, anche in ossequio ai nuovi ingressi di quell'anno che segnarono un ritorno alle origini del movimento: i gruppi democristiani liguri e pugliesi, in particolare, contribuirono al nuovo corso della Cdl. Per un periodo, tra l'altro, la Costituente democratica liberale ha aderito alla Democrazia cristiana guidata da Angelo Sandri e in occasione del XXII congresso (2013) venne eletto vicesegretario nazionale del partito e in seguito è divenuto segretario regionale Dc Liguria. Finita quell'esperienza, Ia Costituente democratica liberale ha riacquistato la sua autonomia.
Questo nuovo inizio ha avuto riflessi anche di natura simbolica, in un emblema che si mostra come composto e complesso. "Il nucleo iniziale del simbolo è quello con i quattro colori nazionali, il blu in alto e il tricolore ribaltato in basso, leggermente curvo, tanto per distinguerci dagli altri - spiega Ingrosso - Volevamo però distinguerci ancora di più, così abbiamo creato un contrassegno "a bicicletta", che a sinistra conteneva il simbolo nostro e a destra la miniatura di eventuali forze con cui ci siamo alleati o cui abbiamo partecipato, come la Democrazia cristiana. Quando poi siamo tornati autonomi, quella struttura è stata mantenuta, associata al nostro nome e nella parte destra abbiamo inserito una bandiera europea incollata sopra quella italiana: voleva essere un omaggio al progetto dell'Europa come l'avevano concepito i suoi padri fondatori, quando abbiamo scelto una grafica definitiva per l'emblema abbiamo pensato che quella ci rappresentasse in pieno".   
Il movimento opera a livello locale raccogliendo coloro che si considerano moderati, cattolici e liberali: "Noi - precisa Ingrosso - non facciamo accordi con le aree estreme, di destra o di sinistra che siano; con le altre forze siamo disposti a collaborare, non siamo pregiudizialmente contro nessuna di queste, purché vogliano fare il bene del popolo senza seguire personalismi o cambiare idea a seconda di come tira il vento".  

Il simbolo usato nel 2017
Il simbolo non si è visto di frequente sulle schede elettorali (l'ultima volta lo si è visto nel 2017 a Bagni di Lucca) ma l'attività politica prosegue. "Costituente democratica liberale - si legge ancora nel sito - non è un punto di arrivo o un soggetto statico, ma una iniziativa aperta al contributo di singoli cittadini e ad organizzazioni di varia natura che, di fronte ai gravi problemi del nostro Paese e dell'Europa, vogliono impegnarsi per trovarne le soluzioni, convinti che le ricette liberali, opportunamente aggiornate, possano fornire una indicazione indispensabile ed efficace". Il tutto sotto l'insegna di un emblema a due simboli, molto moderati, molto italiani, molto europei.

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