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domenica 6 gennaio 2013

Quando la lite si inFiamma - Il 2006

Sembra un anno calmo, il 2006, per i due maggiori contendenti della fiammella tricolore di Almirante: alle elezioni poliriche di quell'anno, infatti, non fanno registrare particolari schermaglie, se non quelle strettamente politiche. Alleanza nazionale continua a usare il suo simbolo ormai consolidato, anche se sceglie di indicare nel contrassegno pure il nome di Gianfranco Fini (per come è scritto, lo vedrebbe anche un ipovedente): è entrata in vigore la nuova legge elettorale, il Porcellum, e il leader della Casa delle libertà è Berlusconi, ma Fini e Casini sperano di prenderne il posto, dovessero ottenere dagli elettori più voti di Forza Italia. 
Il Movimento sociale Fiamma tricolore di Romagnoli, invece, decide di presentarsi da solo, dopo alcune esperienze precedenti nel cartello elettorale di Alessandra Mussolini "Alternativa sociale", insieme a Forza Nuova, al Fronte sociale nazionale  e alla lista della stessa Mussolini, Libertà di Azione). Questa volta, il partito non prova nemmeno a utilizzare la fiamma tradizionale o, comunque, il simbolo del 1999: si accontenta di depositare la fiammella battezzata tra il 2002 e il 2004, la goccia-fiamma con le parti colorate dai bordi seghettati. Il Ministero dell'interno, naturalmente, non ha problemi ad accettare l'emblema e l'ammissione fila liscia, come auspicato.
Le due versioni del simbolo del Mis ricusate
Tutto tranquillo dunque? Nemmeno per sogno. Innanzitutto prova a ripresentarsi Pino Rauti, con il suo Movimento Idea Sociale: abbandonato il simbolo che alle europee del 2004 gli era toccato spennarellare perché fosse accettato, tenta di presentare addirittura due versioni dell'emblema, con due soggetti diversi. In uno c'è scritto "Lista Rauti" e nell'altro no, ma in sostanza si tratta sempre di una fiamma stilizzata, con una sagometta dell'Italia nel mezzo; nella parte superiore del cerchio c'è la denominazione maiuscola del partito (e il termine "Idea" è scritto più piccolo, in un caso molto più piccolo, chissà perché), alla base della simil-fiamma c'è ancora il trapezio con la scritta "M.I.S", oro su fondo nero o nero su fondo bianco
I due simboli del Mis ammessi
Il Viminale li fa saltare entrambi: troppo confondibili con altre fiamme, non vanno bene. Rauti almeno un po' si rassegna: un simbolo pone la denominazione su una corona blu, riporta "Idea" a grandezza naturale, toglie le seghettature all'elemento tricolore e cancella con una toppa blu la scritta nel trapezio; l'altro emblema è completamente diverso e, i pochi che in Puglia possono vederlo sulle schede, trovano semplicemente la scritta gialla "Lista Rauti" su fondo blu e, su un tricolore piuttosto incerto e statico, la dicitura "per l'Italia".
I simboli del Nuovo Msi di Saya (ricusato e ammesso)
Chi non è rassegnato per niente, anche perché è alla prima partecipazione elettorale importante, è Gaetano Saya, che nel 2001 aveva già presentato alle elezioni politiche l'emblema del suo partito Destra nazionale (fondato un anno prima), ma che questa volta tenta un colpo più grosso. Tra il 2003 e il 2005, infatti, Saya sostiene di aver "rifondato" (la formula giuridica non è chiarissima) il Msi e alle prime elezioni politiche ne deposita il simbolo, con la vecchia fiamma, la base trapezoidale rossa con scritta bianca (uniche differenze, la parola "Nuovo" prima della sigla e il punto inserito anche dopo l'ultima "I") e persino la ® accanto alla dicitura "Destra nazionale" (in effetti il marchio, in bianco e nero, è depositato all'Ufficio italiano brevetti e marchi dal 2003, ma la registrazione non risulta mai avvenuta). Registrato o no, i funzionari del Ministero bocciano comunque il simbolo: Saya ripiega sull'emblema di cinque anni prima, ma non sembra aver deposto le proprie intenzioni. Tornerà, alla prima occasione utile.

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