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venerdì 4 gennaio 2013

Il "futuro antico" della lista Amnistia giustizia libertà

Alla fine sorprende quasi tutti Marco Pannella (o, meglio, lui e i suoi grafici). Chi scrive si aspettava - e nei giorni scorsi aveva anche pronosticato - che le liste "Amnistia giustizia libertà" invocate dal leader radicale nei giorni scorsi sarebbero state contrassegnate soprattutto dalla tradizionale rosa nel pugno, che a partire dalla fine degli anni '70 ha accompagnato buona parte delle iniziative elettorali legate all'arcipelago radicale. 
Invece no, Pannella e i grafici radicali, questa volta, hanno scelto di recueprare un'altra storia, certo non meno importante: quella legata piuttosto al periodo in cui la figura più nominata tra i radicali (allmeno dagli elettori) era probabilmente Emma Bonino, dopo il suo incarico di Commissario in sede europea. Comprensibile, dunque, lo stupore di chi, seguendo i tweet dello stesso Pannella, si è visto comparire all'improvviso un emblema del tutto diverso rispetto a quello prospettato in un primo tempo.
Il simbolo del 1999
Ecco allora che è stato ripescato l'emblema che nel 1999 alle elezioni europee era stato presentato dalla "Associazione politica nazionale 'Lista Marco Pannella'" - il Partito radicale, come è noto, da anni ha scelto di non presentarsi in prima persona alle consultazioni - depositato pressoché identico (anzi, per l'esattezza con il testo in posizione crescente e con l'aggiunta del sito www.radicali.it) alle consultazioni del 2001 e del 2004. Le tre parole che contano hanno certamente il posto centrale, sul fondo giallo, scritte a chiare lettere, quasi indefettibili; anche il termine "lista", quasi a voler occupare poco spazio, si fa meno evidente grazie a un carattere manoscritto, stile pennarellino, proprio come era in corsivo il nome "Emma" e i termini "lista" negli emblemi che i Radicali avevano depositato all'inizio degli anni '90.
A fare da contorno alle parole, le 12 stelle della bandiera tradizionale dell'Unione europea, anche se questa volta la composizione viene mossa di più, come se la statica corona circolare blu delle origini ora fosse diventata un nastro con tanto di coda e di testa, che fa un gomito malizioso e sembra continuare al di sotto, ricordando che oramai la famiglia europea si è allargata. All'interno del nastro stellato, il tradizionale simbolo della pace che i radicali avevano utilizzato già all'inizio degli anni '90, oltre che nell'emblema della Bonino. Eppoi c'è la rosa. Già, non è del tutto assente il simbolo che inizialmente si pensava sarebbe stato utilizzato per la lista, ma è giusto un richiamo: c'è solo la corolla del fiore, senza pugno, proprio come nella vecchia "Lista antiproibizionisti sulla droga", presentata dieci anni prima di quella della Bonino (la stessa rosa era stata concessa da Pannella anche alla "Lista Referendum" presentata nel 1992 da Massimo Severo Giannini, per esentarla dalla raccolta delle firme). Al di là dell'iconografia, sarà importante il messaggio che Pannella ha lanciato e continua a lanciare: che diventi o meno senatore a vita, come ha chiesto in una lettera Bertinotti, questa battaglia la combatterà di certo.

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