Post in evidenza (clicca sull'immagine e firma la petizione)

Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

mercoledì 9 gennaio 2013

Quando le elezioni sono una lotteria. Per davvero

Ci aveva mai pensato nessuno che il recipiente dal quale si estraggono i biglietti vincenti di una lotteria e quello in cui si ripongono le schede ripiegate dopo il voto si chiamano allo stesso modo, cioè "urna"? Chissà se questo pensiero è passato per la testa di chi ha creato, giusto pochi giorni fa, il "Partito lotteria". Per scoprire cosa sia questa idea "geniale" (non trovo altro termine per definirla), basta andare nel sito www.partitolotteria.org e fare un giretto tra le pagine.
Nella pagina del "Chi siamo" si legge in poche righe un ritratto del raggruppamento: si scopre così che il partito "si ispira ai valori politici della demarchia". Chiunque sia partito a razzo alla ricerca di un dizionario (cosa poco probabile in Italia) o abbia - lamentandosi in turco - aperto una finestra di Google per cercare questa parola sconosciuta ai più, non si crucci: subito dopo si spiega come il partito sia convinto "che il governo del Paese debba essere garantito da cittadini estratti a sorte nel solco della tradizione democratica ateniese di Clistene e della Repubblica Marinara di Venezia". In poche parole, l'estrazione casuale dei governanti sarebbe il toccasana (anzi, l'unico modo, a sentire i fondatori del partito) per garantire "la migliore rappresentanza statistica e politica della popolazione in quanto non suscettibile alle distorsioni proprie della democrazia elettiva". Meno facile da capire l'ultimo punto, secondo il quale il nominato partito "nasce per migliorare la condizione economica dei propri eletti scelti in modo trasparente attraverso la tecnica del sorteggio" (se la migliora con lo stipendio da parlamentare, grazie tante: "Vota e vinci", appunto...).
Al di là della battuta, non si può dire che l'idea sia completamente balzana: se ha funzionato ad Atene e a Venezia, il sistema non doveva essere privo di senso (certo, le dimensioni erano diverse, non è un particolare di poco conto). Sta di fatto che Miriam Vivacqua, che per Michela Greco di www.paesesera.it è una 38enne collaboratrice di uno studio legale romano, ha messo in piedi all'inizio di gennaio questa idea, le ha dato un nome, un inno ("Cancella la tua ira, la ruota adesso gira, parliamo di milioni, per giovani e vecchioni", nel testo si rilegge un po' La vita è tutta un quiz della banda Arbore, ma la caratura è un po' diversa...) e naturalmente un simbolo. Anche qui, abbondanza di colori nazionali, compreso l'azzurro che domina non solo sullo sfondo, ma anche nel disegnare la dea bendata (e non vestitissima) della fortuna, con tanto di cornucopia sottobraccio; non manca ovviamente il color oro, che borda l'emblema e le lettere della denominazione, con tanto di riflessi 3D.
"Siam pronti alla Sorte, l'Italia chiamò" si legge con convinzione sul sito: ecco che anche una frase del povero Canto degli Italiani di Mameli può servire per chiamare a raccolta potenziali candidati. Sì, perché il Partito lotteria sembra fare tutto maledettamente sul serio, con l'intenzione concreta di presentarsi alle elezioni. E non potendo scegliere già da ora i governanti con l'estrazione, saranno scelti così almeno i candidati: sul sito ci si può iscrivere (a patto di compiere entro il 24 febbraio l'età richiesta per essere votati, non essere ineleggibili e non avere un reddito superiore ai 35mila euro annui) e domani, salvo proroghe, si compirà l'estrazione. 
Sarà prima scelto il nome del capo della forza politica, poi saranno estratti i componenti delle liste per le varie circoscrizioni; si passerà alla raccolta delle firme (cui tutti gli iscritti all'iniziativa si impegnano) e le liste che avranno le firme sufficienti saranno ufficialmente liste in gara alle elezioni. E se nella prima fase le spese della campagna elettorale sono a carico di ciascun candidato, si legge espressamente che "Tutti i candidati eletti dispongono della totalità dello stipendio e dei rimborsi associati alla carica e sono liberi di partecipare o meno alle attività parlamentari". Scandalizzati? Male, non dovreste: che vincoli dare a chi un programma non ce l'ha? Lo si legge chiaramente nel sito: "Il Partito Lotteria non ha nessun programma politico e non intende averne.L’obiettivo del Partito Lotteria è quello di garantire l’imparzialità assoluta degli organi di rappresentanza politica attraverso la scelta su base stocastica dei propri eletti. Ogni rappresentante del Partito Lotteria è libero di perseguire le proprie finalità personali e politiche senza alcun vincolo verso il partito e verso gli altri eletti". Dovesse mai essere eletto qualcuno, sarebbe il parlamentare più sereno dell'universo...

Nessun commento:

Posta un commento