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lunedì 14 gennaio 2013

Quanti Monti in Italia...

Non c'è stata sui simboli della sua coalizione, ma una piccola "moltiplicazione dei Monti" in fondo è arrivata. L'ultimo partito, in ordine di tempo, a darvi corso è stato la Lega Nord: nel nuovo simbolo, sopra al nome di Maroni, ha piazzato una "pulce" con 3L, il partito di TreMonti. Già, perché l'ex ministro dell'economia dei governi Berlusconi non ha più la freccia, in compenso si è guadagnato una M maiuscola che all'anagrafe certamente non risulta, ma tornerebbe comoda come scherzetto al Presidente del Cosniglio uscente (che, notoriamente, non ha mai avuto i favori del Carroccio). A pensarci bene il Viminale dovrebbe bocciarlo - è pur sempre un tentativo di confusione - ma può essere che lasci correre, visto che sulla scheda quella pulce quasi non si vedrà; ricordando che nel 2009, tuttavia, è stata fatta togliere una fiamma microscopica dal contrassegno dell'Autonomia (il cartello che riuniva Pensionati, Adc, Mpa e La Destra: a volere la fiammella era stato Bontempo), quindi anche qui potrebbe accadere.
Certo, il vero scherzetto al Professore l'ha giocato un suo cognonimo molto più giovane, tale Samuele Monti, il quale ha depositato un emblema relativamente bianco (come quello di Mario Monti), con tanto di cuoricino blu e le stelle europee, mettendo in bella mostra la dicitura maiuscola "Monti presidente", aggiungendo in font corsivo "per l'Europa" e chiosando il tutto con un dominio internet, http://www.montipremier.eu, che ovviamente risulta essere in vendita. Tutto questo, riuscendo perfettamente nello scopo prefissato di portare scompiglio, avendo depositato il simbolo giusto una manciata di minuti prima del Monti più famoso del momento: nella fila diligentemente tenuta dall'Imperatrice Mirella Cece, era il numero 7, i collaboratori del Mario Nazionale avevano l'8. Fossero stati scambiati, il giochetto non sarebbe riuscito.
Già, perché di scherzetto ad ogni effetto si tratta. E sì che, in fondo, non doveva essere così difficile scoprirlo. Samuele Monti, infatti, è stato eletto consigliere comunale a Frabosa Soprana, in provincia di Cuneo, con la Lista dei Grilli parlanti - No Euro: la stessa lista che (dopo opportuna ricusazione da parte del Viminale) era stata lanciata giusto cinque anni fa da Renzo Rabellino. E qui bisognerebbe quasi togliersi il cappello. 
Non è possibile una reazione diversa, davanti all'ennesimo guizzo di genio (con tanto di risatina perfida il giusto) dello stesso uomo che, nel 2001, con Torino pronta a cadere nelle mani del forzista Roberto Rosso, era riuscito a rovinargli il giochetto evitandogli di vincere al primo turno grazie alla lista "Rosso sindaco", ove il Rosso in questione era lombardo, faceva il giornalista e si è prestato volentieri a quell'operazione. Non era la prima operazione che faceva, ma quella è rimasta la più famosa, assieme certamente alla Lista del Grillo (parlante), che continua tuttora il suo cammino, anche se allora Grillo non era ancora in politica e ora c'è (se col suo simbolo o no, non è ancora certo). 
Onore, dunque, al nuovo allievo di Rabellino: il simbolo è stato depositato - anche grazie a un gruppo di persone, probabilmente legate a Forza nuova, che nei giorni precedenti hanno tenuto il posto - e ha fatto il rumore previsto. Anche stavolta, probabilmente, il simbolo per correre dovrà aggiungere il nome del Monti junior (che, in ogni caso, ha diritto a mantenere il suo nome), ma intanto l'inesauribile Rabellino ha piazzato un altro colpo degno di sé, mostrando di non avere perso un briciolo di smalto.

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