giovedì 3 settembre 2020

Campania, simboli e curiosità sulla scheda

Nelle settimane che hanno preceduto la presentazione ufficiale delle liste sembrava che la Campania potesse seriamente ambire al titolo di regione da record, con il numero più alto di liste presentate. Il primato, tuttavia, appartiene alla Puglia con 29 liste) e la Campania l'ha solo sfiorato: le liste depositate sono state 27, ma quelle che effettivamente finiranno sulla scheda saranno solo 26, dopo il ritiro della candidatura a presidente di Gabriele Nappi e della lista collegata Naturalismo (su cui comunque varrà la pena tornare in seguito); non era invece stata depositata la candidatura di Carmine Attanasio, che avrebbe voluto correre con i Verdi Federalisti (lui, su Facebook, sostiene di essersi ritirato nel momento in cui la lista aveva pensato di entrare in una coalizione non meglio precisata: visto il pessimo rapporto con i Verdi, era improbabile che si trattasse di quella di centrosinistra). 
Certamente tutta l'attenzione di chi osserva questa competizione è puntata sulla terza edizione - e questo certamente è un primato mai visto - della sfida tra Vincenzo De Luca, presidente uscente sostenuto da una pletora di liste (ben 15, eguagliando il numero raggiunto da Emiliano in Puglia), e Stefano Caldoro, candidato del centrodestra (sostenuto da sei liste) che spera di tornare alla guida della regione come nel 2010. Di seguito ecco le liste sulla scheda secondo l'ordine sorteggiato per la circoscrizione di Napoli (l'unica che pare completa, con 26 contrassegni).
 

Sergio Angrisano

1) Terzo Polo - Idee in movimento

Il sorteggio a Napoli ha collocato al primo posto una candidatura che viene da lontano, nel senso che almeno da marzo si parla di una possibile lista denominata Terzo Polo. Questa alla fine è stata presentata, mantenendo il fondo azzurro con fascetta bianca (per ospitare il nome) simile a quello originario, aggiungendo lo slogan "Idee in movimento". Il candidato alla presidenza, Sergio Angrisano, è portavoce della Confederazione dei movimenti identitari (tra i soggetti costituenti della prima idea di lista). La candidatura e la lista sono animate da uno spirito "autenticamente meridionalista", con attenzione anche a salute, territorio da sanificare e giovani.
 

Vincenzo De Luca

2) Campania libera

Nel napoletano la prima lista estratta della nutritissima compagine che sostiene la ricandidatura di Vincenzo De Luca è Campania libera, uno del progetti civici più vicini al presidente uscente, al punto da essere stato replicato - anche graficamente - pure in varie elezioni comunali nel territorio campano. Il simbolo è esattamente uguale a quello di cinque e dieci anni fa, con il semicerchio superiore tinto di azzurro, quello inferiore di verde, il nome della lista diviso tra le due parti e, in basso, il riferimento al candidato presidente (in ogni caso scritto più piccolo rispetto alla denominazione di lista). Tra le candidature spicca quella di Erminia Mazzoni, già deputata Ccd-Udc, poi europarlamentare Pdl, poi Ncd fino al sostegno a De Luca alle scorse elezioni.
 

3) Democratici e progressisti

Dopo essere stata incerta per non poco tempo, si è effettivamente presentata la lista Democratici e progressisti, espressione soprattutto di Articolo Uno: ne è promotore il consigliere uscente Francesco Todisco, ricandidato anche stavolta in provincia di Avellino. Il contrassegno, che nella struttura ricorda quello dei Progressisti per la Basilicata, riporta la sagoma verde della regione su fondo rosso; il tricolore è ricreato con le scritte bianche e la sottolineatura (tipica di Liberi e Uguali) che evidenza il nome scelto per la lista. 
 

4) Partito socialista italiano

La terza lista estratta (nel napoletano) della coalizione che sostiene Vincenzo De Luca è quella del Partito socialista italiano, che presenta il suo simbolo più recente, con il ritorno al garofano unitamente alla sigla e al nome integrale. La presenza di questa lista - completamente predisposta dal partito, non condivisa con altre forze politiche - non può stupire: tra i consiglieri uscenti c'è Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, che più di tutti aveva voluto un nuovo simbolo, da schierare in tutte le competizioni. Lui non si ripresenta in lista, ma il partito punta comunque a confermare la propria presenza in regione (nel 2015 aveva ottenuto il 2,18%), magari con il segretario regionale Massimo Tarantino.
 

5) De Luca Presidente

Se Campania libera si è presentata uguale a se stessa per la terza volta, anche la lista De Luca Presidente - un progetto elettorale ancora più legato all'ex sindaco di Salerno - torna esattamente con la stessa immagine che l'aveva caratterizzata alle elezioni del 2015: nome di De Luca bianco e con ombra, "Presidente" giallo, il tutto su cerchio blu sfumato, come a dare l'impressione che il fondo del simbolo sia convesso, "bombato". Tra le candidature spiccano quelle delle assessore uscenti Lucia Fortini (Napoli) e Sonia Palmeri (Caserta).
 

6) Fare democratico - Popolari

La quinta lista per De Luca è visibilmente frutto dello sforzo di contenere il numero di formazioni da presentare sulla scheda. Il contrassegno è una "bicicletta" che riporta per intero i simboli di due liste previste in origine: Fare democratico, gruppo (promosso da Giosy Romano e Felice di Maiolo) che sembra traghettare verso De Luca persone del centrodestra (come anche i colori mostrano) e i Popolari legati a Ciriaco De Mita e al nipote Giuseppe, che rispolverano il gonfalone messo a disposizione dai Popolari - Collegio 12 di Moncalieri. I due emblemi sono delimitati da due segmenti azzurri sfumati a base curvilinea, dando quasi l'idea delle palpebre di un occhio (con due iridi...); incredibile poi che il riferimento "De Luca presidente" sia riportato addirittura tre volte (nei simboli e nel contrassegno generale) e con tre caratteri diversi. Tra i candidati, a Caserta, c'è anche il giornalista Rai Geo Nocchetti. 
 

7) Davvero - Partito animalista

A Fare democratico - Popolari segue un'altra lista composita, che però aveva trovato il suo assetto molto prima. Già il 16 luglio, infatti, era stata annunciata l'alleanza tra Davvero, il gruppo legato a Michele Ragosta, e il Partito animalista del campano Cristiano Ceriello, per un progetto che voleva andare oltre l'occasione elettorale. Tra fine luglio e inizio agosto era parso che anche Italia in comune potesse entrare anche visivamente nel contrassegno, ma già pochi giorni dopo il suo fregio era sparito dal simbolo. Davvero si presenta come in passato (ma stavolta il claim tricolore è "Sostenibilità & diritti", con la prima parola al posto di "Ecologia"; il Partito animalista ha semplicemente inserito la sua fascia rossa con impronte all'interno del contrassegno.
 

8) Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati

All'ottava posizione (e come settima lista di De Luca) a Napoli si trova una delle formazioni emerse più di recente: Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati. Il nome stesso testimonia l'unione di gruppi inizialmente separati: in particolare Campania popolare promossa da Pasquale Sommese e Luigi Bosco (il colore carta da zucchero e la striscia tricolore sono ciò che restano del gruppo campano di Ncd) e i Moderati, legata alla forza che è si è sviluppata soprattutto in Piemonte (e che qui ribalta i colori e rinuncia alla sua font). Il riferimento ai Liberaldemocratici (escludendo che si tratti degli ex diniani, se non altro perché sono saldamente nel centrodestra) sembra piuttosto un'indicazione della collocazione politica, senza riferirsi a un'altra forza; tutte si sentono rappresentate da un curioso cuore tricolore (che nelle prime versioni appariva da uno squarcio nel fondo: la soluzione attuale, per quanto non splendida, è almeno migliorata).
 

9) Per le persone e la comunità

Anche la posizione successiva ai Liberaldemocratici - Campania popolare - Moderati propone una lista dal nome lungo: si tratta di Per le persone e la comunità, che nel simbolo evidenzia soprattutto il "per", le persone e la comunità (in mezzo ai colori deluchiani, oltre che della terra e del mare). La lista è espressione di vari ambiti della società civile: la promuovono Giuseppe Irace (responsabile della formazione politica nell'Azione Cattolica di Napoli), Gianluca Guida (direttore del carcere minorile di Nisida) e Antonio Nocchetti (presidente della onlus "Tutti a scuola"), unendo sensibilità diverse in un unico progetto.
 

10) Europa Verde - Democrazia solidale

Un'altra formazione elettorale composita della coalizione di De Luca è il cartello tra Europa Verde e Democrazia solidale. Due terzi del contrassegno sono occupati da Europa Verde Campania, che - al di là della caratterizzazione regionale -. riprende il suo simbolo in uso da oltre un anno (capolista a Napoli è il consigliere regionale uscente Francesco Emilio Borrelli); nel segmento inferiore trova posto invece Demos, che dunque alle battaglie per la giustizia ambientale unisce quelle per la giustizia sociale. Un'alleanza simile è prevista anche in Liguria.
 

11) Noi campani

La decima lista a sostegno del presidente uscente è una di quelle di cui si è parlato di più: questa segna infatti il ritorno (per ora...) di Clemente Mastella nel centrosinistra, schierando a sostegno di De Luca la lista Noi campani, evoluzione regionale di Noi Sanniti (che mantiene un fregio ondulato tricolore dall'aspetto discutibile). Non c'è più l'indicazione dell'Udeur, ma è rimasto il campanile, anche se - assieme all'idea del frottage blu in alto - l'immagine usata nel simbolo sembra copiata pari pari dal simbolo dei Democratici per cambiare di Sansepolcro (Ar).
 

12) Partito democratico

Formalmente all'interno della coalizione di De Luca non poteva mancare una lista espressione del Partito democratico. In effetti è stata presentata e non senza polemiche: nelle settimane precedenti il deposito delle candidature i dem si sono mostrati irritati per la proliferazione di liste che avrebbero sostanzialmente "svuotato" la propria. Il che non poteva essere accettabile per un partito che nel 2015 con il 19,49% era nettamente la prima forza della compagine del presidente. Il simbolo è quello nazionale, leggermente sacrificato nelle dimensioni per consentire l'inserimento di un segmento blu con il riferimento a De Luca.
 

13) Centro democratico

Subito dopo il Pd, si assiste a un ritorno, di quelli che non possono passare inosservati: si rivede infatti - pur dopo una sostanziale sparizione del partito a livello nazionale - un'intera lista dedicata a Centro democratico, che nel 2015 aveva ottenuto il 2,77% due seggi nella lista condivisa con i montiani di Scelta civica (o, già allora, ciò che ne era rimasto). Il simbolo originario di Centro democratico è stato compresso nel 60% del cerchio per lasciare il resto al riferimento di De Luca (a colori ribaltati rispetto al contrassegno di cinque anni fa): se a qualcuno l'emblema della lista - che in un primo tempo doveva ospitare anche i Repubblicani democratici di Giuseppe Ossorio - non piacesse, sappia che questo è frutto di un lungo travaglio e le versioni precedenti erano assai meno convincenti, per cui poteva andare molto peggio.
 

14) Italia viva

Esordisce alle regionali in Campania con una propria lista anche Italia viva, il cui sostegno a De Luca non sembra essere mai stato in discussione. Anche questa lista, non a caso, contiene il riferimento al candidato presidente, sacrificando il segmento inferiore dai toni sfumati di Instagram e allargando quell'area tingendola di azzurro per inserire la dicitura "con De Luca presidente". La Campania sarà certamente uno dei luoghi in cui sarà più interessante monitorare il risultato del partito di Matteo Renzi, anche per confrontarlo con i voti ottenuti nelle regioni in cui non corre con i candidati del Pd.
 

15) Partito repubblicano italiano - Lega per l'Italia

Anche questo è un ritorno da guardare con attenzione. Innanzitutto liste con l'edera del Partito repubblicano italiano sono rare e meritano sempre un occhio attento; secondariamente, dopo due turni elettorali in cui in Campania il Pri aveva sempre appoggiato Caldoro, questa volta ha scelto di passare con De Luca. Non si capisce come mai il nome e la circonferenza del contrassegno siano diventate nere invece del consueto verde; non sfugge nemmeno che la lista è stata presentata insieme alla Lega per l'Italia di Luigi Pergamo, uno dei soggetti più presenti alle file del Viminale per il deposito dei simboli.
 

16) +Campania in Europa

Nella coalizione che sostiene Vincenzo De Luca c'è anche - ed è l'ultima estratta a Napoli - +Europa, che in questo caso prende il nome - sul modello già visto, per esempio, in Veneto - di +Campania in Europa. I colori impiegati ovviamente sono gli stessi di +E, ma il giallo del "più" si comunica alla parola "Europa", mentre è la Campania a colorarsi. Si è scelto di spostare in alto la bandiera europea (con stella tricolore) elegantemente ondeggiante; non manca, nemmeno qui, il riferimento al candidato presidente. Per aprire le liste, tra l'altro, il partito ha scelto di indicare cinque donne.
 

Valeria Ciarambino

17) MoVimento 5 Stelle

La terza candidatura alla guida della Campania, secondo il sorteggio napoletano, è quella di Valeria Ciarambino, già aspirante presidente per il MoVimento 5 Stelle cinque anni fa e ora nuovamente proposta per la stessa carica (per cui non può sfuggire la particolarità del caso in cui i tre principali contendenti al medesimo ruolo sono identici a distanza di un'elezione all'altra). Paradossalmente l'unica cosa a essere cambiata leggermente è il simbolo: nel 2015 c'era ancora il sito Beppegrillo.it, questa volta c'è il nuovo indirizzo Ilblogdellestelle.it.
 

Giuseppe Cirillo

18) Partito delle buone maniere

Alla posizione numero 18 - e alla quarta candidatura alla presidenza - occorre la massima attenzione, perché la Campania torna indietro di vent'anni: nel 2000 le elezioni provinciali di Caserta tenevano a battesimo il Partito preservativi gratis di Giuseppe Cirillo da Santa Maria Capua Vetere; oggi, dopo esperienze nazionali, regionali (lo scorso anno in Umbria) e locali, il Dr. Seduction si candida per la prima volta a presidente della sua regione con l'ultimo simbolo utilizzato, il Partito delle buone maniere, con i due volti di donna e di uomo che si guardano su fondo blu/rosa. Un'occasione da non perdere, nelle province in cui la lista corre (mentre Cirillo si prepara a donare cravatte verdi ai leghisti campani, invocandone la coerenza cromatica).
 

Luca Saltalamacchia

19) Terra

Dopo il Dr. Cirillo, il sorteggio di Napoli ha collocato Luca Saltalamacchia, avvocato ambientalista e candidato presidente della lista di sinistra Terra; la lista si era proposta di indicare un ticket uomo-donna per la guida della regione, per cui è stata individuata anche Stefania Fanelli, storica militante antidiscarica a Chiaiano-Marano (ma la legge imponeva di indicare un nome soltanto). Il simbolo della forza ecologista, civica e democratica (nata da Stop al biocidio e costruita con l'appoggio di Sinistra italiana, Prc, Pci, Partito del Sud e altre forze sociali) è quello disegnato e divulgato nelle scorse settimane: una figura umana rossa, che proietta un'ombra di albero, in piedi sulla terra verde (lavorata ma da bonificare) guarda il mare
 

Giuliano Granato

20) Potere al popolo!

Il sorteggio per la circoscrizione di Napoli ha collocato subito dopo Terra l'altro simbolo marcatamente di sinistra presente a queste regionali (e fuori dalla coalizione di De Luca): quello di Potere al Popolo!, che in fondo proprio a Napoli era nato come nucleo fondativo. Il candidato presidente è il sindacalista Giuliano Granato. Se la stella è rimasta del colore visto alle elezioni del 2018, gli archi dal rosso carminio sono diventati viola, con l'aggiunta di un fumetto che porta la dicitura "La Campania è il Futuro"; tutti gli elementi sono inseriti in una circonferenza più ampia. 
 

Stefano Caldoro

21) Fratelli d'Italia

L'ultimo candidato sorteggiato per la presidenza della Campania a Napoli è Stefano Caldoro, presentato dal centrodestra. La prima lista estratta della coalizione è quella di Fratelli d'Italia, che parte dal 5,47% raccolto cinque anni fa (con cui vennero eletti due consiglieri regionali). Il simbolo scelto per l'occasione è identico a quello elaborato per le elezioni politiche del 2018, con il nome della leader Giorgia Meloni in grande evidenza e nessuna caratterizzazione territoriale o indicazione del candidato presidente (che non c'era, del resto, nemmeno nel 2015).
 

22) Forza Italia

La seconda lista è quella di Forza Italia, formalmente il partito cui appartiene il candidato presidente Caldoro. Il simbolo è quello ormai rodato dopo le elezioni politiche del 2018, con la bandierina tricolore in alto (che deborda), il cognome di Silvio Berlusconi in grande evidenza e sotto il riferimento "per Caldoro" in Arial Black, con il cognome del candidato disposto ad arco nella parte inferiore del cerchio. Tra i candidati figura come capolista napoletano l'ex assessore Ermanno Russo. Nel 2015 Forza Italia aveva il 17,82,%; confermare quel risultato, con Lega e Fratelli d'Italia in crescita, sarebbe un esito notevole.
 

23) Lega - Campania

Il sorteggio nel centrodestra a Napoli ha concentrato vicini i tre partiti principali della coalizione. Subito dopo il simbolo forzista, infatti, si colloca quello della Lega, che di fatto esordisce alle elezioni regionali in Campania. Si tratta del simbolo utilizzato per le elezioni politiche del 2018, con il riferimento alla Campania che sostituisce la parola "Premier". Alle europee il partito ha superato il 19%, quindi sarà interessante vedere il risultato in questo turno elettorale; in lista, in provincia di Napoli, c'è anche Rosa Capuozzo, già sindaca M5S di Quarto.
 

24) Identità meridionale - Macroregione Sud

Tra le liste della coalizione di Stefano Caldoro c'è anche un simbolo meno noto: quello di Identità meridionale - Macroregione Sud, legato al movimento presieduto da Antonio Parente (capolista a Napoli e Avellino). L'emblema però non è più quello bianco, con stelle blu, visto in alcune occasioni: il fondo è blu sfumato con tre gigli dorati, in ossequio al disegno meridionalista che la lista persegue (con l'idea di costruire una macroregione per rilanciare il Meridione). 
 

25) Caldoro presidente - Unione di centro

Penultima lista della coalizione e della scheda è il cartello che unisce i gruppi di Caldoro presidente (direttamente legati al candidato presidente) e dell'Unione di centro. Il simbolo è quasi equamente diviso tra i due gruppi, anche se è davvero malassortito, con il tricolore del simbolo di Caldoro che finisce nella parte superiore del semicerchio dell'Udc (coprendo in parte anche le vele), con un taglio orizzontale bruttino da vedere; il garofano del Nuovo Psi, antica casa di Caldoro, è incastrato sotto la dicitura "Caldoro presidente"; non pervenuto il riferimento alla Dc (Popolari - Unione democratici cristiani) auspicato da Giuseppe Gargani nelle settimane precedenti.
 

26) Adc - Alleanza con Popolo e territorio

A chiudere la coalizione di centrodestra e la scheda elettorale campana è la lista di Alleanza di centro, il partito fondato nel 2008 dall'ex giornalista politico Rai Francesco Pionati. Ribattezzato nel 2019 Alleanza di centro per i territori (prima "per le libertà"), aveva annunciato la sua partecipazione come "Alleanza per la Campania", ma a pochi giorni dalla chiusura delle liste il simbolo è cambiato, a seguito dell'alleanza con Popolo e territorio: i #drogatidipolitica sono tentati di pensare subito al gruppo "responsabile" nato alla Camera nella XVI Legislatura, ma si tratta in realtà di un'associazione territoriale irpina, che al simbolo ha conferito il cuore tricolore.

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