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domenica 26 maggio 2024

Vercelli, simboli e curiosità sulla scheda (di Massimo Bosso)

Uscendo per un attimo dai capoluoghi di regione, lascio volentieri spazio a Massimo Bosso per parlare dei simboli che si potranno trovare sulla scheda di Vercelli.

Dopo cinque anni si va al voto anche a Vercelli, capoluogo piemontese, noto in ambito sportivo per i sette scudetti  conquistati dalla Pro Vercelli agli albori del calcio italiano.
Il Sindaco uscente, l'avvocato Andrea Corsaro sostenuto dal centrodestra, nel 2019 aveva sconfitto al ballottaggio la professoressa Maura Forte, esponente del Pd ed eletta sindaca nel 2014; Corsaro era già stato sindaco dal 2004 al 2014. I vertici regionali del centrodestra, con decisione non immune da polemiche, hanno però deciso di non puntare più su di lui, preferendogli un altro avvocato, Roberto Scheda, senatore PSI dal 1992 al 1994, persona molto conosciuta in città, con un passato da assessore nelle precedenti giunte Corsaro ma che nel 2019 si era candidato come sindaco per una coalizione civica e che per cinque anni, quindi, era stato seduto nei banchi dell’opposizione. Le persone che aspirano al ruolo di sindaco sono in tutto 7, come nel 2019, così com'e rimasto invariato il numero delle liste collegate, 12. Esaminiamo le candidature e i simboli, in ordine di sorteggio.

Valentina Bruson

1) MoVimento 5 Stelle

È un medico veterinario residente a Guardabosone, quindi un paese della provincia ma distante da Vercelli, la candidata alla carica di sindaco di Vercelli del MoVimento 5 Stelle. Il M5S nel 2019 aveva eletto un consigliere che poi in seguito si è dichiarato indipendente; in Piemonte, anche alle concomitanti regionali, il M5S non fa parte della coalizione di centrosinistra. Il simbolo utilizzato é quello nazionale, senza riferimenti al candidato od alla città. Nel 2019 avevano ottenuto il 6,6% e un seggio. Valentina Bruson è l'unica donna tra i sette aspiranti alla carica di sindaco. La lista è stata l'ultima a presentare la lista, proprio alla scadenza del termine, sembra per qualche difficoltà nella raccolta firme.

Roberto Scheda

2) Lega

Il candidato del centrodestra, Roberto Scheda, 82 anni, é sostenuto da tre liste, quelle dei partiti nazionali: la Lega per Salvini premier é la prima delle tre. Il simbolo - che è declinato in chiave piemontese, con il drapò a fianco di Alberto da Giussano e il riferimento al Piemonte al posto di "premier" - non contiene riferimenti al candidato, anche se ufficialmente risulta in quota Lega nel quadro di una ripartizione regionale che ha collocato a Biella il candidato espresso da Fratelli d'Italia e a Verbania il candidato di Forza Italia. La lista presenta alcuni assessori e consiglieri uscenti (uno dei questi eletto nel 2019 con la civica di Scheda); nel 2019 la Lega era stata il partito più votato con il 25,05% e aveva eletto 12 consiglieri, ma nel corso della legislatura sei di loro hanno lasciato il gruppo per aderire a Fratelli d'Italia.

3) Forza Italia

Anche Forza Italia si propone a Vercelli con il simbolo nazionale (anzi, quello nazionale, con il riferimento al Partito popolare europeo, ma privo della parola "presidente" sotto al cognome di Silvio Berlusconi: lo stesso contrassegno che si è visto per la prima volta alle regionali sarde). Nel 2019 la lista aveva ottenuto un buon risultato con l’11,43% e cinque eletti: la lista schiera tre consiglieri dei cinque uscenti. Nel corso della consiliatura in conclusione ci sono stati alcuni abbandoni, ma anche un paio di nuove adesioni. Tra i candidati in questa tornata elettorale si trovano anche alcune persone che avevano fatto parte di amministrazioni precedenti.

4) Fratelli d'Italia

Simbolo nazionale (o meglio, lo stesso schierato in contemporanea alle elezioni europee, dopo il debutto alle regionali della Sardegna) anche per Fratelli d'Italia, vale a dire il partito che nelle previsioni dovrebbe trainare il centrodestra. Tra i 32 candidati (tutte le liste a sostegno di Scheda sono complete) si trovano un assessore e diversi consiglieri uscenti, anche se non tutti sono stati ricandidati. Tra i candidati l’attuale capogruppo di Forza Italia; il gruppo consiliare di Fdi, inizialmente formato da tre esponenti (grazie al 6,53% ottenuto nel 2019) é quello che nel corso dei cinque anni di mandato ha avuto l'incremento numerico maggiore, grazie all’adesione di eletti sotto le insegne di Lega e Forza Italia.

Carlo Olmo

5) Carlo Olmo sindaco

Il "lupo bianco" é la maggiore novità di queste elezioni: il logo della lista Carlo Olmo sindaco riproduce appunto una testa di lupo, soggetto profondamente legato all'aspirante primo cittadino. Si tratta di una civica "pura", fondata e ispirata totalmente sulla figura di Carlo Olmo, balzato alla cronaca - anche nazionale - per l'impegno profuso durante il periodo del Covid-19. Non ci sono, ovviamente, punti di riferimento in elezioni precedenti, quindi il risultato della lista é una incognita anche se si suppone possa essere di tutto rispetto. Olmo, per sua stessa ammissione, è erede di un importante patrimonio; "Ho sempre dichiarato che non mi interessava diventare sindaco - ha detto - ma tanti cittadini me lo hanno chiesto e nelle ultime settimane è maturata questa decisione. Correrò con una lista civica, come uomo libero e semplice che deve rispondere solo alla sua coscienza".

Michelangelo Catricalà

6) Uniti per Vercelli

Tecnico informatico, eletto nel 2014 quale più votato del MoVimento 5 Stelle, riconfermato nel 2019 come candidato sindaco sempre del M5S, Michelangelo Catricalà nel corso della consiliatura ha lasciato quelle insegne e il gruppo consiliare per aderire al gruppo misto. Nella sua attività di consigliere comunale si è distinto per l’impegno a favore delle fasce più deboli della popolazione; in questo caso si presenta con una sua lista civica, Uniti per Vercelli, presumibilmente almeno con l'obiettivo di essere rieletto tra in 32 consiglieri. Il simbolo contiene due mani le cui dita si uniscono a forma di cuore (non a caso lo spazio intermedio è tinto di rosso) e contiene un disegno della sommità della Torre dell'angelo. 

Andrea Corsaro

7) Lista civica Corsaro

L’ultimo ad avere ufficializzato la propria candidatura è Andrea Corsaro, sindaco dal 2004 al 2014 e dal 2019 al 2024. La ricandidatura del primo cittadino uscente per il centrodestra, come già detto, è saltata per scelte compiute a livello regionale. Spinto dai suoi sostenitori Corsaro ha scelto di scendere di nuovo in campo con una sua lista, denominata semplicemente Lista civica Corsaro: il simbolo è molto semplice, con il nome della lista (e il cognome in rilievo) di colore blu sul fondo bianco; due pennellate ad arco completano la grafica. Con Corsaro ci sono tre assessori e un consigliere uscente, nonché molti esponenti della società civile e dell'associazionismo. Resta una grande incognita sul risultato che potrà ottenere, ma senza dubbio la lista e la candidatura sottrarranno voti al centrodestra ufficiale.

Gabriele Bagnasco

8) Gabriele Bagnasco sindaco

Già sindaco di Vercelli dal 1995 al 1999 per il centrosinistra e dal 1999 al 2004 per una coalizione Verdi-Sinistra-Civica, medico di base ma ormai non più in servizio, Gabriele Bagnasco è la persona schierata dal centrosinistra per cercare la riconquista della città dopo cinque anni. Sostenuto da tre liste, la prima per sorteggio è quella che porta il suo nome e che si identifica come “civica”: il nome della lista è racchiuso - insieme a una stilizzazione dei monumenti principali del centro - in una freccia azzurra e rossa che sembra indicare un "ritorno". Nel 2019 un civica a sostegno della candidata del centrosinistra aveva ottenuto il 4,43% e un seggio.

9) Partito democratico

Il Partito democratico inserisce nel proprio contrassegno, sotto al logo nazionale, il richiamo al candidato su un segmento curvilineo verde. La lista del Pd è l’unica completa (con 32 candidati) delle tre che sostengono Bagnasco in coalizione; tra le persone candidate ci sono alcuni consiglieri uscenti e anche ex amministratori della giunta Forte 2014-2019; senza dubbi sarà la formazione trainante della compagine di centrosinistra. Nel 2019, del resto, il Pd aveva comunque ottenuto il 17,36% e - pur dovendo restare all'opposizione - 4 consiglieri comunali.

10) Alleanza Verdi e Sinistra

Non poteva certo essere presente nel 2019 la lista di Alleanza Verdi e Sinistra: in quell'occasione si era presentata autonomamente una lista civica di sinistra, raccogliendo il 2,30% e senza ottenere alcun eletto (a Vercelli, del resto non sempre la sinistra riesce a raggiungere accordi che consentano l'alleanza con il Partito democratico). Questa lista propone molti nomi storici della sinistra locale: schiera infatti vari ex consiglieri regionali, provinciali e comunali tra i candidati. Il simbolo è lo stesso coniato nel 2022 e schierato anche alle contemporanee elezioni europee.

Fabrizio Finocchi

11) Stati Uniti d'Europa per Vercelli

Negli anni '90 esponente di Forza Italia, attualmente militante in Azione, Fabrizio Finocchi è l'ultimo estratto tra i candidati sindaci. Si presenta in questa tornata elettorale sostenuto da due due liste, la prima delle quali è Stati Uniti d’Europa per Vercelli. Il simbolo di base è quello delle elezioni europee; sotto il nome e la bandiera europea sventolante, però, i simboli sono solo quattro (+Europa, Italia viva, Partito socialista italiano e Libdem europei; non figurano invece L'Italia c'è e Radicali italiani). Questo gruppo politico attualmente non è presente in consiglio comunale; si può ricordare che nel 2019 il candidato di +Europa aveva ottenuto, in solitaria, il 2,78% solo sfiorando il seggio.

12) Azione - Siamo europei

La seconda lista a sostegno di Fabrizio Finocchi, com'era facile immaginare, è quella del partito di riferimento del candidato sindaco, vale a dire Azione. Il contrassegno impiegato è parente stretto di quello che finirà sulla scheda delle elezioni europee (con il riferimento a Siamo Europei nella parte alta); nel mezzo c'è il cognome del leader Carlo Calenda (nessun riferimento all'aspirante primo cittadino), mentre in basso non c'è nessuna delle "pulci" viste nel fregio elettorale presentato alle europee (facendo pensare che quello schierato a Vercelli possa essere il "modello base" da impiegare nelle consultazioni quest'anno). Si tratta, ovviamente, del debutto assoluto del partito di Calenda in una tornata amministrativa vercellese.

CHI MANCA?

Rispetto al 2019 ed al 2014 non si ripresenta la civica SiAmo Vercelli che nel 2019 aveva ottenuto il 7,49% e due seggi; assente, per ovvi motivi, anche la coalizione delle due civiche di Scheda, nel 2019 il 13,52% e tre seggi. In tutto, dunque, le liste assenti possono formare una platea di oltre il 20% dei voti  espressi in passato: potrebbero andare ad altre liste, sempre che coloro che li avevano espressi allora tornino ai seggi...

domenica 28 aprile 2019

Vercelli, simboli e curiosità sulla scheda

Inizia qui una carrellata relativa ai comuni che andranno al voto il 26 maggio 2019, contemporaneamente alle elezioni europee. Visto il gran numero di enti chiamati alle urne, non si potrà certo fare una mappatura completa. Si comincia con Vercelli, grazie alle informazioni di chi conosce bene la città e il suo contesto; chi volesse contribuire alla scrittura per gli altri capoluoghi, sarà il benvenuto.

Dopo cinque anni Vercelli torna al voto per eleggere il sindaco del capoluogo della provincia piemontese, nata nel 1927 separando il territorio delle odierne province di Vercelli e Biella da quello di Novara (che, nel 1992, ha visto staccarsi anche il territorio dell'attuale provincia di Verbano-Cusio-Ossola, mentre anche il biellese è diventato provincia a sé): tentativi di riunificare in una le quattro province, proposti anni or sono, sono peraltro falliti a causa della forte rivalità campanilistica che oppone Vercelli a Novara e, in misura minore, a Biella. 
Scaramucce tra campanili a parte, l'amministrazione comunale uscente è arrivata a naturale conclusione e i cittadini sono chiamati al voto come da programma. Nella città dei "7 scudetti e non solo", come recita la gigantografia posta dietro la curva dei tifosi bicciolani allo stadio Silvio Piola, sulla scheda arriveranno 12 liste, a sostegno di 7 candidati sindaci: questi dovevano essere 8, ma Casa Pound non ha presentato la lista a supporto di Roberto Milan, come pure aveva annunciato, probabilmente per problemi di raccolta delle firme necessarie. Di seguito ecco i simboli sottoposti ai vercellesi, in ordine di sorteggio.


Andrea Corsaro

1) Fratelli d'Italia

Il centrodestra candida come sindaco di Vercelli Andrea Corsaro: 60 anni, avvocato, già sindaco della città dal 2004 al 2014, non legato ad alcuno dei tre partiti che lo sostengono. Il sorteggio lo ha indicato per primo e, tra le su liste, ha collocato al primo posto Fratelli d’Italia: nel 2014 (1,70%) era rimasta fuori dal consiglio comunale; negli ultimi mesi ha acquisito un consigliere nella persona di Stefano Pasquino, eletto in Forza Italia che si ricandida (in lista ci sono anche altri candidati con esperienze amministrative diverse nelle passate consiliature). Il simbolo è quello presentato al Viminale per le europee, con la variante del nome di Giorgia Meloni sostituito dal cognome del candidato sindaco (anche se il "per", scritto così, sembra un po' fuori contesto anche se non sgraziato).

2) Lega

Subito dopo Fdi, tocca alla Lega, unica forza della coalizione a non inserire il nome del candidato sindaco nel simbolo: il partito preferisce utilizzare l'emblema Lega - Salvini - Piemonte (con tanto di drapeau piemontese). La lista è capeggiata dal consigliere uscente, Alessandro Stecco, medico ospedaliero, che è anche inserito nel listino regionale di Alberto Cirio, candidato alla presidenza della Regione; al secondo posto c'è il vice segretario provinciale, Gian Carlo Locarni. Nel 2014 la Lega (Nord) aveva eletto un solo consigliere con il 3,84%; questa volta l'esito promette di essere decisamente diverso, così come gli equilibri all'interno della coalizione.

3) Forza Italia

Terza e ultima lista a sostegno di Corsaro è quella di Forza Italia: come capolista c'è il presidente della Provincia, Carlo Riva Vercellotti, anche lui candidato nel listino regionale di Cirio; tra i candidati, si trovano anche due consiglieri comunali uscenti, Giorgio Malinverni e Gianni Marino. Il simbolo adottato in questa occasione ha come base uno di quelli che il partito ha indicato per le elezioni amministrative, con il nome Berlusconi e, in basso ad arco, quello del candidato sindaco; il nome dell’ex Presidente del Consiglio è però eccezionalmente rimpicciolito rispetto a quello del candidato, che dunque assume maggior rilievo. Nel 2014, gli eletti forzisti in consiglio erano stati 5, grazie al 15,92% ottenuto.


Roberto Scheda

4) Voltiamo pagina

Il secondo posto sulla scheda è.. per Scheda: non è un gioco di parole ovviamente, ma ci si riferisce a Roberto Scheda, 76 anni, anche lui affermato legale, senatore Psi dal 1992 al 1994 ed ex assessore della giunta Corsaro. In questo caso si presenta sostenuto da due liste civiche: la prima, Voltiamo pagina, nella parte superiore del contrassegno contiene un libro aperto sfogliato che, tuttavia, con le due pagine marcate in blu sembra anche suggerire una "V come Vercelli". In lista, tra gli altri, ci sono i consiglieri uscenti Maurizio Randazzo, ex olimpionico di scherma, eletto nel 2014 con una civica di centrodestra, e Paolo Campominosi, che invece cinque anni fa era entrato in consiglio con una formazione civica di centrosinistra.

5) Uniti si vince

La seconda lista a sostegno di Scheda, formata soltanto da 27 candidati, ha probabilmente insinuato qualche dubbio nella commissione elettorale: ciò perché la parte inferiore (dalla fascetta tricolore in giù) è sostanzialmente identica a quella del simbolo sorteggiato per primo; cambia soltanto la parte superiore, che contiene il nome della lista, Uniti si vince, in una font "pennellata" (anche se l'etichetta, per qualcuno, è piuttosto anonima). Tra i candidati non c'è alcun amministratore uscente, per cui questa lista sembra in qualche modo un escamotage per schierare 59 nomi (su due liste) invece che 32 (in una sola); non sembra facile distinguere le due compagini, per cui potevano forse esserci gli estremi per chiedere una modifica più profonda al secondo emblema. Così non è stato e si voterà con questi due simboli quasi uguali. 


Maura Forte

6) Italia in Comune

Al terzo posto il sorteggio colloca la sindaca uscente, Maura Forte, 59 anni, insegnante, eletta nel 2014 col sostegno di una coalizione di centrosinistra ed esponente del Pd: anche lei, come Corsaro, è supportata da tre liste. L'estrazione ha collocato per prima una lista al suo debutto, quella di italia in Comune, il partito il cui esponente più noto è il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Il simbolo utilizzato è quello classico, senza riferimenti a candidati o località (cosa sempre più rara alle amministrative). La lista è formata da 32 candidati, capolista Domenico "Mimmo" Catricalà, 79 anni; tra i candidati, il gruppo di assessori e consiglieri comunali che facevano riferimento a Cambia Vercelli, ossia Emanuele Caradonna, Mario Cometti, Aisha Badji e Adriano Brusco, oltre al citato Catricalà (che recentemente  ha battuto il record mondiale di stacco della Powerlifting nella categoria over anni 80 e 52 chili di peso: 141 chili).

7) Partito democratico

Anche il Partito democratico sceglie di presentarsi solo con il simbolo ufficiale nazionale, senza inserire il nome della candidata (che pure, come si è detto, ne è un'autorevole esponente) o altri riferimenti alla competizione locale. La lista è aperta dal segretario provinciale, Michele Gaietta, e comprende assessori uscenti (Carlo Nulli Rosso, Michele Cressano, Graziella Ranghino e Maria Moccia), nonché consiglieri dell'amministrazione tuttora in carica; tra i candidati si trova anche Giorgio Grassino, ex responsabile locale del Partito pensionati. Nel 2014 il Pd aveva preso il 28,28% ed eletto 12 consiglieri, questa volta proverà a eguagliare il risultato di allora.

8) Vercelli con Maura Forte

L'unica lista a sostegno della sindaca uscente a contenere il suo nome è la civica Vercelli con Maura Forte, facilmente identificabile come "lista personale" e meno colorata politicamente. Si tratta, peraltro, della prima (e di fatto unica) lista a valersi - peraltro in modo graficamente elegante e gradevole- di un segno del territorio piuttosto riconoscibile dai vercellesi, cioè il "rosone" della facciata frontale del Sant'Andrea, basilica gotica della città. Il capolista è l'assessore al bilancio e allo sport, Andrea Coppo; tra i nomi dell'amministrazione uscente, ci sono anche quelli del consigliere Carlo Truffa, un passato in Rifondazione comunista, e dell'ex assessore alle Politiche sociali Paola Montano.

  

Alberto Perfumo

9) SiAmo Vercelli

Per uno strana combinazione del sorteggio, ai primi tre posti nel manifesto e sulla scheda sono finiti i tre candidati sostenuti da più liste; i quattro seguenti sono appoggiati da una sola lista. Vale anche per Alberto Perfumo, 57 anni, ingegnere ed imprenditore, che ci riprova dopo cinque anni: nel 2014, sostenuto da due liste, aveva preso il 16,93%, eleggendo 5 rappresentanti (e al ballottaggio SiAmo Vercelli e SiAmo i giovani avevano appoggiato Maura Forte, ma Perfumo era poi uscito dalla maggioranza dopo pochi mesi). In questa tornata la lista è una sola, SiAmo Vercelli. Il simbolo è quello utilizzato nel 2014 (uno dei tanti che schierano la coppia "SiAmo"-cuore, in una vera "esagerazione d'amore"); in lista ci sono pure i consiglieri uscenti Bobo Zanoni, Luca Simonetti ed Elisabetta Perfumo, sorella del candidato. La lista, per la cronaca, è l’unica ad avere già ufficializzato l'eventuale squadra di governo.


Michelangelo Catricalà

10) MoVimento 5 Stelle

Per la posizione numero 10 è stato sorteggiato il MoVimento 5 Stelle, che ovviamente - come in ogni occasione - utilizza il simbolo ufficiale nazionale, senza alcuna modifica o specificazione locale. Il candidato sindaco è Michelangelo Catricalà, 47 anni, tecnico informatico e consigliere comunale uscente; il capolista è invece Mark Varlotta, 46 anni, ingegnere civile. Nel 2014 la lista M5S ottenne l'8,23% mandando in consiglio, oltre che Catricalà, anche l'allora candidato sindaco, Adriano Brusco, che però nel corso del suo mandato consiliare era passato al gruppo Cambia Vercelli, in appoggio alla maggioranza che negli ultimi cinque anni ha retto il comune.

Giacomo Ferrari

11) Vercelli democratica

Appare sostanzialmente inedito e piuttosto interessante il simbolo di Vercelli democratica, lista della sinistra vercellese, che candida a sindaco Giacomo Ferrari, docente universitario ed ex preside del dipartimento di Lettere. All'interno della lista - che comprende solo 22 candidati - c'è anche il consigliere uscente Norberto Greppi, subentrato nella compagine Pd in corso di consiliatura e in seguito passato ad Articolo 1 - Mdp. L'emblema propone una colomba azzurra tra due "spighe" di riso. Non ci sono precedenti elettorali per questa lista; nel 2014 c'era stata però una lista di sinistra, Sinistra per Bassini, che aveva preso il 2,44%, alleata con un'altra civica di cui si dirà.

Federico Bodo

12) +Europa

Il candidato sindaco più giovane di questa tornata, Federico Bodo, risulta anche l'ultimo in base al sorteggio. 28 anni, psicologo con esperienze lavorative nel settore sociale e dell'accoglienza, Bodo è in qualche modo "figlio d’arte": il padre, Fulvio, era stato sindaco socialista dal 1985 al 1992 (anno di tangentopoli), ma Federico sembra aver seguito le orme della madre, Roswitha Flaibani, da sempre militante radicale ed impegnata nel sociale. La lista di +Europa è composta dal minimo richiesto di candidati, 21, ed è guidata da Pietro Oddo, storico esponente radicale di Vercelli; al numero 2 c'è Cristiano Sirianni, consigliere uscente eletto in SiAmo i Giovani (lista di supporto nel 2014 a Perfumo). +Europa, alleata con Italia in Comune alle europee, qui si presenta in solitaria e in uno schieramento diverso rispetto al gruppo vicino a Pizzarotti.

Chi manca, rispetto al passato?

Rispetto al 2014, saltata Casa Pound, manca una lista compiutamente di destra, presente dal 1999 (Fiamma tricolore nel 1999 e nel 2004, La Destra nel 2009, mentre nel 2014 si era presentata Destre Unite - 0,84% in coalizione con il centrodestra – formata da esponenti della Destra e da alcuni ex Fiamma Tricolore), uno degli esponenti storici della destra radicale vercellese, Massimo Bosso, è tuttavia candidato con Forza Italia.
Non si presenta neppure Voce Libera, che nel 2014 aveva ottenuto il 4,11% e un seggio: la lista faceva capo a Maria Pia Massa, ex assessora nelle giunte di centrosinistra dal 1995 al 2004 e in seguito consigliere comunale; nel 2014 era alleata con la lista di sinistra a sostegno della candidatura di di Remo Bassini.
Le liste alleate con il Pd nel 2014, Cambia Vercelli (5,81%, 2 seggi) e Scelta Civica con altri (1,68%, nessun eletto) non si ripresentano; come visto però i loro esponenti si sono presentati in Italia in Comune, mentre di Scelta civica (che a Vercelli aveva come uomo di punta il consigliere regionale Gabriele Molinari, ora in +Europa) si sono perse le tracce.
Manca anche la seconda lista di Perfumo, SiAmo i Giovani: nel 2014 aveva preso il 2,53% e eletto un consigliere, subentrato allo stesso Perfumo dopo la sua nomina a vicesindaco (durata come detto pochi mesi).
Mancano poi i Moderati, che nel 2014 avevano ottenuto il 2,94% e nessun eletto: l'allora candidato sindaco, Giovanni Mazzari (ex assessore allo sport di Corsaro) quest’anno preferisce proporsi come aspirante primo cittadino nel comune di Pertengo.
Non c'è una lista legata in qualche modo all'Udc, che nel 2014 aveva corso in solitaria con il cartello fondato dagli alfaniani di Ncd: il candidato sindaco Bruno Poy, recentemente scomparso, aveva preso il 2,75%.
Nessun riferimento al simbolo di falce e martello, assente anche nel 2014: l'ultima apparizione risale al 2009 con Rifondazione comunista (1,79%, che aveva concorso, assieme a Sinistra e libertà, a eleggere in consiglio il candidato sindaco comune, Giorgio Comella.
Nessuna traccia, infine, né delle liste "minori" che in passato avevano supportato i candidati  di centrodestra (a partire dai Pensionati e dai Verdi-Verdi, particolarmente attivi in Piemonte), né dell'Italia dei Valori (un eletto nel 2009), di liste socialiste o dei Verdi, che dal 1995 al 2004 avevano un loro esponente, Gabriele Bagnasco, come sindaco della città.