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martedì 3 febbraio 2026

Fronte Verde, un nuovo arciere per i vent'anni d'attività

Formalmente raggiungerà il traguardo dei 20 anni di attività il prossimo 21 dicembre; il movimento politico Fronte Verde, però, si prepara già ora a festeggiare, intervenendo sull'elemento più visibile della propria immagine, vale a dire il simbolo. Un simbolo che, nelle sue varie evoluzioni - grafiche e nominali - è stato presente parecchie volte nelle bacheche del Viminale prima degli appuntamenti elettorali più importanti che hanno interessato l'Italia in questo periodo (anche se poi magari sulle schede si è visto molto di meno e solo a livello locale).
Il presidente nazionale, nonché principale fondatore, Vincenzo Galizia, rivendica "due decenni di battaglie per l’ecologia indipendente, la giustizia sociale e la sovranità dei popoli": non ha mai rinnegato il suo percorso precedente qualificabile come "di destra" (Msi, Gioventù nazionale della Fiamma Tricolore, Movimento idea sociale), ma ha sempre sottolineato di avere sviluppato una sensibilità ecologista fin dai tempi dei Gruppi di Ricerca Ecologica e di Fare Verde, che lo ha condotto alla fine del 2006 a fondare appunto Fronte Verde. 
Sembrano ormai piuttosto lontani i tempi in cui l'ingrediente principale del fregio era una freccia verde piegata a forma di "V", vista per la prima volta nel 2008 al Ministero dell'interno: l'anno dopo si tentò di sostituirla con un girasole su fondo verde, ma per l'ufficio elettorale nazionale presso la Cassazione il nuovo simbolo somigliava troppo al sole che ride dei Verdi (che si erano opposti all'ammissione) e finì ricusato, così si tornò alla freccia verde. Poco tempo dopo si passò dalla freccia verde a Freccia Verde, nel senso di Green Arrow, l'arciere dei fumetti dell'universo DC Comics: nel 2011 il disegno era effettivamente in stile comics (e in quel modo apparve nelle bacheche del 2013), ma poco dopo il disegno fu semplificato e la figura che tendeva l'arco divenne bionda-rossiccia, senza rinunciare a un cappello-feluca con penna, di colore verde (era la versione depositata al Viminale nel 2014 e anche nel 2018). L'arciere ha subito in seguito ulteriori modifiche, per cui nel 2019 - anno in cui Fronte Verde ebbe un'inattesa notorietà per la partecipazione di due sue candidate alla lista di Europa Verde - al Viminale finì la versione che guardava verso destra e avanti (ribaltata rispetto alla precedente) e con il nome schiarito. Alla fine del 2020, però, quell'elemento grafico venne lasciato da parte per essere sostituito da un globo terrestre blu e verde conformato a cuore, mutuato in parte dall'Alleanza ecologista indipendente francese: anche il nome venne temporaneamente cambiato in Più Eco, con l'idea di costruire un fronte ecologista indipendente più ampio rispetto al passato (e quel simbolo venne depositato nel 2022 in vista delle elezioni politiche, così come venne usato - insieme a quello del Partito pensionati + Salute - alle elezioni comunali di Fiumicino in appoggio a Mario Baccini, mentre nel 2013 e nel 2018 l'arciere aveva appoggiato Esterino Montino).
Quando però nel 2024, in vista delle elezioni europee, si è concretizzata la possibilità di finire davvero sulle schede a livello nazionale grazie all'affollatissima lista Libertà promossa da Cateno De Luca e dalla sua Sud chiama Nord, l'arciere è tornato, sia pure in una nuova versione - non troppo leggibile, a causa del contrassegno comune strapieno, ma comunque presente su tutte le schede d'Italia - con volto in primo piano celato in parte da un cappuccio e tutte le frecce nella faretra. Si tratta dell'immagine che ora è stata di nuovo leggermente modificata, togliendo il cappuccio all'arciere (che ora mostra la sua capigliatura rifinita) e sistemando le penne e le cocche delle frecce.
"L'arciere richiama l'immagine dell’eroe leggendario Robin Hood - spiega oggi Vincenzo Galizia -. In lui è rappresentata la giustizia e la difesa dei più deboli, la lotta per la libertà contro la tirannia. Dopo vent'anni di coerenza, questo simbolo racconta la nostra volontà di vivere a contatto diretto con la natura, proteggendola senza sopraffarla, proprio come chi abita la foresta e la difende con coraggio". Galizia rivendica come Fronte Verde abbia mantenuto per due decenni "la sua identità di movimento antisistema, lontano dalle logiche dei grandi blocchi di destra e sinistra, focalizzandosi sulla difesa della Natura e del Paesaggio, contro il nucleare, gli inceneritori e la distruzione del territorio; sulla giustizia sociale, dalla parte dei cittadini contro lo strapotere delle lobby finanziarie; su libertà e tradizione, proponendo una visione spirituale e identitaria dell'ecologismo, radicata nella cultura dei popoli. Celebrare vent'anni significa onorare il percorso iniziato in quel solstizio del 2006. Il nuovo emblema è la nostra freccia pronta a essere scoccata verso il futuro. Non siamo una moda passeggera, ma una forza radicata che continua a battersi per un mondo più giusto e naturale".

giovedì 27 dicembre 2018

Il Fronte Verde ha 12 anni, un nuovo simbolo e un futuro da partito

Nelle bacheche del Ministero dell'interno è comparso per la prima volta nel 2008, anche se il simbolo - una freccia verde piegata a forma di V - era piuttosto diverso da quello attuale. Il Fronte Verde, tuttavia, era già operativo da un anno e mezzo, essendo nato il 21 dicembre 2006: dodici anni dopo esatti, in via degli Scipioni a Roma si è riunito l'ufficio politico del movimento ecologista indipendente che ha scelto di adottare un nuovo emblema, leggermente diverso rispetto a quello attualmente in uso, ma in piena coerenza grafica e comunicativa con questo; la scelta è arrivata in coerenza con la decisione di fare un passo avanti sul piano politico, trasformandosi in partito e cercando di unire altre forze. 
In vista di quella riunione si erano prospettate varie possibili soluzioni, innanzitutto sul piano del nome: il 99% degli aventi diritto, tuttavia, ha espresso la volontà di mantenere la denominazione adottata dall'inizio dell'attività, preferendola a Movimento Verde ed Alternativa Verde. Dal punto di vista grafico, invece, si è concordata una variazione minima rispetto all'emblema attuale: si è mantenuto il nome verde su fondo bianco (e non a colori invertiti, come pure era stato proposto per far risaltare ulteriormente la connotazione ambientalista del movimento) e si è scelto di sostituire quella sorta di "onda" tricolore con una fascia sempre a doppia curva, ma a due tonalità di verde, dal momento che il soggetto politico ha iniziato ad aprirsi anche a livello internazionale (per cui non aveva senso marcare ulteriormente il carattere nazionale del Fronte Verde). 
Simbolo per le politiche 2018
Presenza costante di tutte le varianti sottoposte al voto degli aventi diritto è l'arciere, presente dal 2014 (anche se nel 2013, guardando la versione depositata al Viminale, l'immagine era diversa e ricordava più Green Arrow che Robin Hood): il disegno allora fu curato da Gianni Giansanti, mentre l'attuale restyling - che ha ribaltato "a specchio" la figura, con l'arco teso nuovamente verso sinistra e leggermente più in alto - è stato opera di Carlo Pompei, nuovo responsabile stampa e propaganda del Fronte Verde. Il risultato netto delle votazioni, in ogni caso, dimostra la compattezza e il comune sentire del gruppo dirigente attuale del movimento. Il cambio di simbolo, tuttavia, non è fine a se stesso, ma si inserisce in un disegno più ampio sul piano politico, anticipato a settembre dall'appello per una confederazione ecologista lanciato dal presidente nazionale del Fronte Vincenzo Galizia.
"Abbiamo deciso - spiega lo stesso Galizia - che entro il 2019 ci trasformeremo ufficialmente in partito politico per poter affrontare al meglio le battaglie ecologiste, sociali e politiche in difesa della Terra e dei cittadini con la volontà di entrare nelle istituzioni. Nel frattempo, il Fronte Verde proverà a presentarsi alle prossime elezioni Europee e amministrative": lo ha già fatto in passato, in particolare partecipando alle ultime due tornate elettorali a Fiumicino, ma intende estendere l'esperimento. "Ci stiamo sempre più radicando sul territorio sia in Italia che all'estero - continua il presidente - e abbiamo deciso di aprire le nostre liste ai cittadini delusi e traditi da tutti i partiti attuali, compreso il MoVimento 5 Stelle, che vorranno candidarsi in prima persona con noi per cambiare davvero l'Italia e l'Europa". 
Il progetto politico si occupa anche e soprattutto della dimensione europea: "Siamo contro quest'Europa di banchieri e burocrati: noi proponiamo, al posto di questa Unione, la nascita della Confederazione Europea per poter realizzare l'Europa verde, sociale e democratica che desideriamo, perché sia in grado di affrontare tutte le sfide epocali di questo secolo. Una nuova Europa dei popoli, profondamente impegnata sui temi della giustizia sociale e della solidarietà, favorevole a un'economia verde e circolare, che ponga come urgenza l’uscita dalla dipendenza dei combustibili fossili per puntare ancora di più su fonti rinnovabili e sull'efficienza, combatta in maniera concreta i cambiamenti climatici e si liberi definitivamente della plastica". Per riuscire in tutto questo, partecipando alle elezioni europee, ovviamente il Fronte Verde dovrà raccogliere le firme e non sarà semplice; in questo duro compito, peraltro, il nascente partito sarà in buona compagnia.

mercoledì 14 gennaio 2015

Fronte verde: "Noi con Salvini? Noi no!"

Il varo di Noi con Salvini nelle scorse settimane aveva reso spontaneo interrogarsi sul destino delle alleanze che determinate forze politiche non radicate nelle regioni settentrionali avevano stretto con la Lega Nord nei mesi scorsi: il discorso valeva in particolare per il Fronte verde guidato da Vincenzo Galizia
E' lo stesso leader del movimento, tuttavia, a escludere categoricamente un percorso comune tra la sua formazione e la nuova creatura politica legata a Matteo Salvini. "Da più parti - spiega in una nota - mi viene domandato se siamo alleati della Lega Nord o se facciamo parte del nuovo soggetto politico lanciato dal segretario leghista Noi con Salvini, e la mia risposta è sempre la stessa per entrambe le domande: No!"
E' lo stesso Galizia a ricordare come alle elezioni europee dell'anno scorso il Fronte verde avesse stretto un accordo con la Lega: "Era stato stipulato sulla base di alcuni punti in comune, due in particolare: l'Europa dei Popoli e la lotta all'euro, ma questa alleanza era valida per la sola tornata elettorale europea". La collaborazione successiva alle europee, invece, non ha mai trovato concretezza. Per varie ragioni. 
I motivi più rilevanti li specifica la guida del Fronte verde: "la totale assenza leghista di una politica seria in ambito ecologista ed ambientalista; la mancata rinuncia da parte della Lega ad ipotesi secessioniste; un progetto nebuloso e non di ampio raggio, reale e credibile per il rilancio dell'Italia; un simbolo da partito personale del nuovo soggetto politico per il centro-sud, senza alcun richiamo all'identità o al territorio". 
Nel "Noi" del nuovo gruppo salviniano, dunque, non sarà incluso il partito che si contraddistingue con un arciere. Che punta il proprio arco altrove: "Prossimamente - conclude Galizia - lanceremo il nostro progetto politico alternativo e la nascita di un'ampia confederazione di soggetti politici che abbiamo a cuore i diritti dei cittadini, la difesa della natura e dello stato sociale". Non al fianco di Salvini, ovviamente.

venerdì 2 gennaio 2015

Green Arrow e Robin Hood: l'evoluzione del Fronte verde

In Italia il punto sembra abbastanza chiaro da vari anni: pensare che gli ambientalisti stiano solo a sinistra nello schieramento politico è un errore, che non tiene conto di sensibilità affini, presenti (o per lo meno rivendicate) in altre aree. E se all'inizio della storia politica delle Liste verdi - era il 1985 - uno dei promotori, Alexander Langer, aveva sottolineato che "gli ecologisti non sono né di destra né di sinistra", il tentativo spinto di bipolarizzazione della politica italiana (e non solo) ha portato i Verdi a schierarsi con convinzione a sinistra, altri non hanno condiviso quella scelta. 
Si è già visto tempo fa come questo abbia portato alla nascita, tra gli altri, dei Verdi Verdi dell'orsetto, dei Verdi liberaldemocratici dell'anemone e ad avventure grafico-elettorali rocambolesche (come alle europee del 2004 e alle regionali dell'anno dopo). Tra le formazioni che non si riconoscono nel solco tracciato dai Verdi, va considerato anche il Fronte verde, nato alla fine del 2006 (ma l'assemblea costitutiva è datata 20 gennaio 2007) per iniziativa del romano Vincenzo Galizia
La formazione si proclama assolutamente esterna ai poli, anche se qualcuno non è d'accordo: Roberto De Santis, da anni impegnato in progetti politici ecologisti non a sinistra (dai Verdi liberaldemocratici agli Ecologisti), bolla quel raggruppamento come "un piccolo raggruppamento ideologico di estrema destra", frutto di "un’operazione trasformista", visto che Galizia è stato presidente della Gioventù nazionale della Fiamma tricolore. 
«Molti di noi provengono dalla destra sociale, dal Fronte della gioventù, – ammette lo stesso Galizia – ma nel nostro movimento, essendo indipendenti e autonomi, c’è di tutto: ex missini, ex comunisti, ex socialisti, ex Forza Italia, ex Margherita, ex Verdi… Nasciamo a destra ma ora siamo indipendenti al 100%."
All’inizio il Fronte verde si distingue con una freccia verde a forma di V, con un piccolo tricolore. Alle elezioni del 2008 la striscetta migra da una parte all’altra del cerchio, ma l’anno dopo l’emblema è stravolto: lo sfondo si fa verde e, in mezzo, spunta la corolla di un girasole, in Europa simbolo dei Grüne. 
Il nuovo simbolo, però, alla Federazione dei Verdi non piace nemmeno un po': la scritta "Verde" su fondo verde e il girasole giallo (che in piccolo può sembrare un sole) per il partito di Grazia Francescato confondono gli elettori. In più stavolta i Verdi si presentano in Sinistra e Libertà e il sole ridente quasi sparisce nel contrassegno, per cui la confondibilità sarebbe quasi assicurata. 
Il Viminale in prima battuta ammette l’emblema, mentre la Cassazione - dopo l'immediato ricorso dei Verdi - lo stronca: troppo rischiosi il fiore giallo su fondo verde e la parola "Verde" in evidenza, il rischio di confusione c'è tutto. Galizia allora riprende il simbolo del 2008 e nessuno, a quel punto, si lamenta più.
Nessuno naturalmente protesta nemmeno quando, nel 2011, l’emblema viene rivoluzionato di nuovo: nel cerchio bordato di verde appare il disegno di un arciere di gusto piuttosto risalente, un po’ Robin Hood e un po’ Freccia Verde (il Green Arrow dei fumetti), sopra a una banda tricolore ondulata, con il nome ben visibile, stretto tra essa e il segmento inferiore verde. 
"Il logo – mi aveva spiegato Galizia – unisce il fatto di vivere a contatto con la natura, come Robin nella foresta di Sherwood, con la difesa dei più deboli: per noi è il simbolo ideale, nel nostro programma i punti principali sono l’ecologia e la difesa dello stato sociale e dei cittadini". 
L’ultimo ritocco grafico pesante è arrivato dopo le elezioni del 2013: l’arciere ora guarda a sinistra, ha barba e capelli biondi e il disegno si semplifica; dalla grafica dettagliata da fumetto si passa a quella moderna, a colori piatti e nitidi. Alle elezioni a Fiumicino, tra l’altro, il gruppo sostiene Esterino Montino del centrosinistra. "Noi – precisa Galizia – guardiamo ai programmi e alle persone: appoggiamo chi è vicino a noi al di là di destra e sinistra."
La peregrinazione simbolica, tuttavia, non è finita: pare quasi che l'emblema sia stato sottoposto a un continuo labor limae, quasi a voler ottenere il miglior risultato per gradi, togliendo o aggiungendo per sperimentare la resa grafica.
Così, nel contrassegno depositato al ministero dell'interno all'inizio di aprile del 2014 in vista delle elezioni europee, viene tolto il segmento verde in basso, per fare più spazio al nome, visibilmente ingrandito. Tempo una decina di giorni e viene sfornato quello che, a detta dello stesso Galizia, dovrebbe essere il logo "finalmente definitivo": a occhio le modifiche sembrano minime, ma la parola "Verde" guadagna non poco in visibilità, l'arciere occupa quasi metà del simbolo e al legno dell'arco spuntano le foglie. 
"L'intenzione è dare un richiamo in più alla natura, alla foresta", spiega Galizia, che nelle settimane successive ha stabilito un accordo con la Lega Nord e con Matteo Salvini, sui seguenti punti di programma: "la battaglia contro la Banca Centrale Europea e l’Euro, per un’Europa delle Patrie e dei Popoli, libera dalla schiavitù della BCE, che sostenga e sviluppi la green economy e le fonti rinnovabili, che lotti contro gli OGM e difenda il made in Europa". Chissà come andrà ora, dopo l'inizio dell'espansione del progetto salviniano al centrosud: anche il Fronte verde giocherà la partita?