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lunedì 23 maggio 2016

Alternativa per l'Italia, new entry in Senato (con nome vecchio)

Dare periodicamente uno sguardo ai profili Facebook dei parlamentari può fornire nuovi spunti di materie da trattare. Da alcuni giorni, per esempio, la senatrice Paola De Pin come foto profilo ha un nuovo simbolo, di cui molti forse non si erano ancora accorti. Euro Exit, prima denominazione utilizzata dalla componente da lei fondata (assieme alla collega Monica Casaletto) è presente, ma senza l'emblema intravisto nei mesi scorsi e solo con il nome, collocato in alto, in posizione un po' defilata ma non troppo; la denominazione principale è invece Alternativa per l'Italia, che su uno sfondo di un azzurrino sfumato verso il bianco piazza un tricolore sviluppato in tre foglioline morbide. 
Il movimento "politico e culturale" in questione ha poche settimane di vita: in rete, in particolare, si trova l'atto costitutivo e lo statuto provvisorio dell'associazione, datato 22 marzo 2016. I fondatori sono Antonio Maria Rinaldi, Maurizio Gustinicchi (entrambi autori di Scenarieconomici.it), Luigi Pecchioli e Fabio Lugano: il loro scopo è "perseguire la diffusione dei valori fondamentali della Costituzione Repubblicana nella sua versione originale del 1948, attuando l'attività politica necessaria alla sua piena attuazione, riscattandone le garanzie perdute e ripristinando la piena Sovranità, compresa quella monetaria, e la piena indipendenza dell'Italia quale Repubblica Democratica fondata sul lavoro".
Nello statuto manca il riferimento al simbolo (dovrà essere aggiunto in seguito, se il gruppo vorrà essere riconosciuto come partito e accedere alle provvidenze pubbliche), perché solo otto giorni dopo l'atto costitutivo è stato lanciato su Scenarieconomici.it un concorso per la scelta del nuovo emblema: indicazioni valide per tutti i partecipanti, l'emblema proposto doveva essere rotondo, senza riferimenti e/o richiami a partiti/movimenti politici esistenti o passati, né tanto meno all'emblema di Alternative für Deutschland (AfD), mentre doveva contenere un richiamo al tricolore. 
Entro l'8 aprile sono arrivate ben 43 proposte (visibili in questa e in questa pagina) da sottoporre al voto dei frequentatori del sito. Il simbolo più votato (elaborato da Luca Tibaldi) e adottato in modo ufficiale il 24 aprile è stato così descritto dalla redazione: "Una giovane pianta che cresce, la vita che si sviluppa sono messaggi positivi per una Nazione stanca e tradita dai suoi governanti. Noi vediamo questo nel simbolo, ed invitiamo tutti e vedervi lo stesso e quindi a concentrarsi sui contenuti, lasciando le sterili polemiche sulle apparenze a chi, di apparenza, vive". Il corpus fondamentale del contrassegno, la piantina, è stato conservato (sono spariti solo i due piccoli elementi bianchi che davano l'idea del terreno da cui spuntava il vegetale ed è stato marcato il contorno delle tre foglie); il fondo invece è diventato bianco e il nome è stato messo decisamente in evidenza. 
La rappresentanza parlamentare in Senato - proprio grazie a Paola De Pin - è stata ufficializzata il 10 maggio, su comunicazione del presidente del gruppo Grandi autonomie e libertà, Mario Ferrara: l'etichetta della nuova formazione è stata aggiunta tra quelle comprese nella parentesi prevista dalla denominazione, tra Idea ed Euro Exit. Il nome scelto per la nuova avventura politica, tuttavia, non è nuovo: già dal 1997, infatti, esiste un atto notarile con cui è stata costituita Alternativa per l'Italia, che fa capo al cremasco Fulvio Lorenzetti e ha come simbolo una rondine con ombra tricolore
Naturalmente non si tratta affatto dello stesso soggetto politico, anzi, non ci sarebbe stato nessun contatto tra i due gruppi. Lorenzetti non ha preso molto bene la notizia: già in passato, con la nascita di Alternativa libera, aveva rivendicato la primogenitura del concetto di Alternativa, ma questa volta a essere clonato - non per forza in modo consapevole, s'intende - è stato l'intero nome. Per questo Lorenzetti ha scritto al movimento, ritenendo "legittima scelta di fondare una aggregazione associativa politica", sottolineando però che "Alternativa per l’Italia già esiste", dunque invita il gruppo "a cambiare il nome scelto in quanto già ampiamente esistente, anche a ragione di una evidente 'usurpazione nominale' risultante". Obiettivamente, come ai proponenti si è chiesto che il simbolo non facesse riferimento ad alcun emblema del passato, sarebbe stato opportuno mettere la stessa attenzione per la denominazione.

martedì 9 dicembre 2014

Una rondine per l'Alternativa (per l'Italia)

Il primo volatile che viene in mente pensando ai simboli politici, quelli italiani per lo meno? La risposta probabilmente è il gabbiano, se si pensa all'Italia dei Valori che lo usa da oltre dieci anni; qualche cultore della zoologia simbolica potrebbe citare aquile e colombe. Eppure bisognerebbe chiamare in causa almeno anche la rondine. Non una qualunque, ovviamente, ma quella di Alternativa per l'Italia: loro si qualificano "un movimento della Gente per la Gente, perché il nostro futuro ha bisogno di donne e di uomini che agiscano per il bene dell’Italia".
A livello nazionale hanno depositato il loro contrassegno - salvo errore, ovviamente - alle sole elezioni politiche del 2001, ma atto costitutivo e statuto sono del 1997: già allora l'emblema portava in evidenza una rondine blu (con ombra tricolore) in volo: "un'immagine che rappresenta la nostra volontà di volare sopra i limitati steccati degli attuali Partiti". L'iniziativa politica è da ricollegarsi al cremasco Fulvio Lorenzetti, nelle intenzioni "l'Uomo che ha voluto creare la vera Alternativa agli attuali Poli". 
L'idea certamente non era e non è nuova: l'impossibilità di riconoscersi negli schieramenti di allora (e attuali), unita al desiderio di "partecipare attivamente alla vita e allo sviluppo del proprio Paese", senza per questo essere "professionisti della politica". Si rivendica solo la patente di cittadini, con le loro opinioni e magari con un passato politico in altre formazioni, ma uniti dalla volontà di "contribuire a realizzare una Italia migliore". 
Allora come oggi, il programma si sviluppa a partire da alcuni punti cardine, quali l'unità della nazione, la Famiglia come "pietra d'angolo di uno stato moderno" (il che comporta, tra l'altro, una riflessione sull'identità nazionale e sul cristianesimo come difesa della famiglia stessa), il rigore morale (con la legalità dello Stato al servizio della Nazione, anche grazie a una riforma statale improntata all'efficienza) e la libertà (con lo sviluppo dell'uomo da mettere al centro, "nel contesto dell'evoluzione sociale", in pratica attuando in pieno l'art. 2 della Costituzione). 
Guardando oltre i patrii confini, il gruppo politico punterebbe agli Stati Uniti d'Europa, ma con la necessità assoluta di cambiare la politica economia, a partire dal nostro paese. "In Italia - si legge in uno degli ultimi comunicati - è la criminalità del credito che ci ha ridotto sul lastrico. Occorre stampare moneta e superare la finzione del debito pubblico, monetizzando tutto il deficit, come avviene nei Paesi ai vertici della industrializzazione mondiale". 
Chissà allora che, alle prossime elezioni, la rondine non torni, primavera o no, per chiedere che si torni a stampare moneta: spiegherà allora le Ali, che è anche la sigla del gruppo (sebbene l'Alleanza liberaldemocratica per l'Italia di Silvia Enrico e Oscar Giannino nel frattempo abbia conquistato qualche riga di cronaca in più proprio con quell'acronimo, accompagnato a un aeroplanino di carta).