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lunedì 14 marzo 2016

Euro Exit, ultimo nato (per ora) in Parlamento

Non è un partito, in realtà, ma per ora è l'ultimo nato - o quasi - nel microcosmo parlamentare. In effetti l'ultima modifica in ordine di tempo registrata tra i nomi dei gruppi parlamentari riguarda l'ingresso del Movimento politico Libertas all'interno di Grandi autonomie e libertà al Senato, ma come soggetto politico questo esiste da tempo. Dal 14 gennaio, invece, l'aula di Palazzo Madama ha preso atto della nascita di un'ulteriore componente nel citato gruppo di Gal, denominata Euro Exit. Ne fanno parte due senatrici, Paola De Pin e Monica Casaletto, entrambe elette nel 2013 con il MoVimento 5 Stelle e uscite dal gruppo in tempi diversi (la De Pin a giugno del 2013, la Casaletto a marzo del 2014).
Trattandosi di una "semplice" componente, non c'era bisogno di creare un simbolo identificativo: le due senatrici, peraltro, hanno provveduto comunque a farne creare uno, chiedendone anche - per quanto se ne sa - la registrazione come marchio per tutelare il segno onde evitare copie (entrambe, del resto, sono titolari di due segni distintivi registrati, per lo meno come marchi verbali: la De Pin - assieme al deputato ex M5S Adriano Zaccagnini - della denominazione "Gruppi di azione e partecipazione popolare - Gapp", la Casaletto della dicitura "Democrazia 2.0").
Il contrassegno, oltre a contenere il nome della componente, racchiude due archi di cerchio, quello esterno verde e quello interno rosso, con uno spazio bianco in mezzo. Non si tratta solo di una citazione del tricolore: due taglietti bianchi sull'arco rosso lasciano indovinare il logotipo dell'Euro, "leggibile" nella parte bianca. Il fatto che non sia espressamente disegnato appare con un modo per non evocare nemmeno la moneta unica, per indicare il desiderio di non appartenenza; il concetto è rafforzato dalla presenza dello stesso tricolore (e dall'assenza di ogni riferimento alla bandiera europea) e dalla freccia che indica, anche plasticamente, la volontà di abbandonare il sistema dell'Euro. 
Era stata la stessa senatrice Casaletto a spiegare, in un video postato sul suo account Facebook all'atto della costituzione della componente, che "Il progetto di moneta unica, introdotta nel 1999, ha portato le economie di molti paesi alla distruzione produttiva interna", soprattutto per colpa dei parametri di Maastricht: alla rovina di vari stati periferici avrebbe corrisposto il rafforzamento di alcuni paesi, a partire dalla Germania che, anche nell'idea di approdare agli Stati Uniti d'Europa, terrebbe una linea "più predatrice che collaboratrice con gli stati europei". La posizione delle due senatrici fa riferimento al pensiero più volte espresso da Alberto Bagnaiprofessore associato di Politica economica all'università di Pescara che, assieme ad altri economisti euroscettici, era noto già all'epoca della militanza nel M5S. 
Come si diceva, Euro Exit non è (ancora) un partito, dunque è presto per dire se la sua comparsa in Senato prelude a nuove azioni su più larga scala. Di certo, la formazione di questa componente di Gal ha fatto sparire dalla denominazione del gruppo ogni riferimento alla Federazione dei Verdi: Paola De Pin era rimasta l'ultima rappresentante parlamentare del partito ambientalista, dopo che Bartolomeo Pepe aveva aderito al Movimento Base Italia (per poi approdare a Libertas). Il sole che ride, dunque, torna a oscurarsi, almeno nel cielo delle Camere.

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