Visualizzazione post con etichetta candida pittoritto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta candida pittoritto. Mostra tutti i post

lunedì 2 marzo 2020

Civiltà italiana, un simbolo rinnovato che ricorda qualcosa...

Alcuni mesi fa si era dato conto dell'apparizione di un nuovo simbolo nell'area sovranista: quello di Civiltà italiana, formazione fondata e guidata da Candida Pittoritto, postasi come "alternativa ideologica, politica, sociale e culturale, a tanti altri partiti e movimenti sia di sinistra come di destra", interessata a promuovere e difendere in politica la cultura italiana, il "buon vivere dei cittadini", le tradizioni, l'ambiente e la bellezza, puntando tutto sui principi dell'identità e della sovranità.
Da alcuni giorni, Pittoritto fa circolare una nuova versione dell'emblema. Il nome è rimasto lo stesso, la struttura pure; non c'è più invece l'elemento grafico centrale, ossia la riproduzione del San Michele Arcangelo di Guido Reni, inserita per mettere in luce il legame con la cultura e la tradizione dell'Italia. Al suo posto, un elemento tricolore con al di sotto una sigla puntata ben riconoscibile: Msi. Quel riferimento, in un certo senso, è un richiamo al passato di Pittoritto. lei in effetti è stata tra i dirigenti del Movimento sociale italiano di Gaetano Saya e Maria Antonietta Cannizzaro, prima di legarsi al Movimento nazionale per la sovranità di Alemanno e prima di "mettersi in proprio" con Civiltà italiana. Non c'è la fiamma tricolore che il Msi rivendicava allora e rivendica tuttora (anche contro Fratelli d'Italia che continua a utilizzarla, avendola ricevuta in uso dalla Fondazione An), così come manca la base trapezoidale (nera o rossa, a seconda delle varianti grafiche); il riferimento, tuttavia, è molto chiaro. "La destra è sociale! La destra è vita! La destra è famiglia! La destra è Patria! La destra è destra!" ha scritto Pittoritto sul suo profilo, che ha rivendicato il suo essere di destra "ieri, oggi, domani".
Posto che la sigla probabilmente attirerà l'attenzione di più di qualcuno (compresi coloro che probabilmente reagiranno per lamentare l'uso indebito di quelle tre lettere), non è inutile concentrare per un attimo l'attenzione sull'elemento grafico tricolore, che dal basso punta verso l'alto, da una base stretta a un vertice ristretto. L'idea di base, così come la spiega Pittoritto, è di colpire precisamente il bersaglio (la tutela dell'identità e della sovranità, probabilmente); eppure, per chi è cresciuto tra gli anni '70 e '80, la visione del centro del simbolo non può non ricordare qualcosa, non può non muovere qualche angolo della memoria bambina. Già, perché quei tre tratti, due curvilinei laterali e uno rettilineo interno, sembrano rimandare direttamente al marchio storico di Atari, disegnato all'inizio degli anni '70 da George Opperman. Così viene da pensare che il bersaglio da centrare somigli a quello che tante persone cercavano di mirare con la leva di comando e i pulsanti del joystick. Chissà se qualcuno si identificherà in quella scelta grafica e cercherà di seguirla (ammesso che, ovviamente, qualcuno non ritenga indebito l'uso di un'immagine troppo simile a un marchio): nel frattempo, la Civiltà italiana prosegue nel suo disegno sovranista, stavolta colorato a tinte di destra.

mercoledì 25 settembre 2019

Civiltà italiana, sovranismo e radici italiane per "tornare al futuro"

"Sovranismo" è un neologismo, una parola piuttosto recente: lo Zingarelli, uno dei vocabolari più noti, ne data la prima occorrenza al 1999. Perché il concetto e il termine si diffondessero nella sfera pubblica italiana, c'è voluto molto più tempo: negli ultimi anni le cose ovviamente sono cambiate, anche se finora era stato utilizzato soprattutto il sostantivo "sovranità": vale per Sovranità (associazione-lista legata a CasaPound fondata nel 2015) e per il Movimento nazionale per la sovranità (fondato da Storace e Alemanno nel 2017); nel frattempo però nel 2016 era nato il Fronte sovranista italiano e alle ultime elezioni europee Fratelli d'Italia ha inserito la parola "sovranisti" nel suo contrassegno. Si tratta di un'area in deciso movimento: non stupisce dunque che lo scorso 19 dicembre sia stata data la notizia della costituzione di un nuovo soggetto politico ("un movimento, più che un partito vecchio stile", si leggeva nel comunicato di lancio) di "sovranisti italiani" (così si legge nella parte inferiore del simbolo), il cui nome ufficiale però è Civiltà italiana, ritenuto dai fondatori "una forte, impellente necessità per un paese, l'Italia, che sta ormai smarrendo l'orientamento in un mondo volto al declino".
La sua portavoce, Candida Pittoritto (già legata al Msi a guida Cannizzaro e proprio al Movimento nazionale per la sovranità), alla fine dello scorso anno aveva qualificato il suo movimento come "alternativa ideologica, politica, sociale e culturale, a tanti altri partiti e movimenti sia di sinistra come di destra", rivendicando all'epoca oltre.15mila iscritti "tra liberi professionisti, imprenditori, operatori del 'sociale' e appartenenti in genere alla cosiddetta società civile che, stanchi di una politica obsoleta e ipocritamente stantia, cercano un 'ritorno al futuro' senza dimenticare le nostre radici, tradizioni, identità e cultura". La forma tradizionale del partito era rifiutata, essendole preferita quella della rete tra associazioni e altre realtà impegnate in ambito sociale e culturale. Sì, perché "la Cultura, parte integrante della nostra civiltà italiana in oltre tre millenni di Storia patria - si leggeva ancora nel comunicato - sarà uno dei capisaldi del Movimento, insieme a una attenzione al buon vivere dei cittadini italiani, alla difesa delle nostre tradizioni anche religiose, all'ambiente e alla Bellezza, in ossequio all'identità di un intero popolo oggi a rischio di sostituzione etnica".
In questi mesi il soggetto politico ha cercato di consolidarsi, come "confederazione di soggetti e coesione solidale di singoli", guardando peraltro "con simpatia all'attuale operato di Matteo Salvini e di altre forze della destra e del centrodestra": da questa posizione ha sostenuto quest'estate la necessità di tornare immediatamente al voto, con l'idea di concorrere al rafforzamento del centrodestra. "Vogliamo correre - spiegava Pittoritto - con tutte quelle forze d'area conservatrice e liberale che hanno a cuore le sorti del nostro Paese. Siamo favorevoli a una larga coalizione con Fratelli d’Italia, Forza Italia e altri movimenti liberali e ovviamente anche con la Lega di Salvini", qualora avesse deciso di non presentarsi da sola. Ciò con la convinzione che un contributo interessante possa essere apportato proprio da Civiltà Italiana, "che si rifà con forza a due principi fondamentali, l’Identità italiana e la Sovranità italiana ed è legata a quella sovranità italiana agente su sé stessa, a quella Civiltà italiana scolpita sul frontone del palazzo dell’Eur, figlia dell’immenso patrimonio latino, della cultura del Medioevo e dell’arte del Rinascimento, lungo i secoli ineguagliata sino ai nostri giorni".
Proprio a quel patrimonio culturale, tra l'altro, Civiltà italiana si è rivolta per scegliere il proprio simbolo: si tratta di una riproduzione del San Michele Arcangelo di Guido Reni (conservato nella chiesa di Santa Maria della Concezione a Roma), "per significare in maniera evidente a chiunque il proprio legame indissolubile con la grande Cultura, l’Arte, la Fede e la Vita di questo straordinario, unico, irripetibile Paese che è l'Italia". Una riproduzione in bianco e nero, più fine che guerriera, quasi seduta - anche se la posizione è un'altra - sul confine tricolore che taglia in due il simbolo (piccolo suggerimento: in caso di elezioni forse è meglio descrivere l'immagine come "figura alata", per evitare che qualcuno la consideri un soggetto religioso...).