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mercoledì 31 ottobre 2012

Ri-Forza Italia - seconda puntata

Il simbolo della rinnovata Forza Italia (da Affaritaliani.it)
Se ne parla da tempo (anche perché il Cav, in fondo, non lo ha mai nascosto), si aspetta da settimane una mossa in tal senso, ma questa volta Affaritaliani.it lo dà per certo: le strade di Silvio Berlusconi e del Pdl si dividerebbero presto. Questione di settimane, forse di giorni.
Sarà stato il risultato del partito alle elezioni in Sicilia (da dimenticare, soprattutto in confronto al "cappotto" 61 a 0 che ottenne Forza Italia alle politiche, quando il suo uomo di punta era Gianfranco Miccichè, stavolta battitore libero col suo Grande Sud), sarà la lunga e tortuosa strada verso le elezioni di primavera, che passa necessariamente per le regionali di Lombardia, Lazio e Molise (con gli azzurri dell'arcobaleno tricolore in ovvie difficoltà), sarà stata una certa condanna in primo grado in quel di Milano: come che sia, qualcuno sarebbe pronto ad assicurare che Berlusconi rifarà Forza Italia, con tutti i sodali del 1994, con l'aggiunta, senz'altro aggraziata e fine, di Daniela Garnero detta Santanché e (forse, chissà) il grande ritorno di Giulio Tremonti.
Che fine faccia il Pdl (che, oltre ad Alfano, secondo il ben informato, potrebbe contare ancora su Frattini, Gelmini, Pisanu e Cicchitto) e che vogliano fare gli ex An (magari rispolverando la loro creatura politica di provenienza, che non risulta ancora sciolta) lo si vedrà poi. Per ora vale la pena concentrarsi sul Cavaliere e sul suo desiderio di "far rinascere Forza Italia". Anche qui, non ci sarebbe alcun bisogno di una "rinascita": il partito c'è ancora, fino all'anno scorso ha ricevuto i rimborsi elettorali e basterebbe riattivarlo per farlo funzionare proprio come prima.
Stando all'informatore di turno, invece, non sarebbe proprio tutto come prima. Il nome resterebbe lo stesso, ma cambierebbe il jingle e, soprattutto, cambierebbe il simbolo. Alcune elaborazioni grafiche, per la verità, erano già circolate nei mesi scorsi, una delle quali ritraeva un aquilone tricolore su fondo carta da zucchero: quella svelata ieri sembra una variazione celeste. Celeste come il cielo appena sfumato da nuvole dello sfondo, lo stesso dei più classici sfondi forzisti; quanto al tricolore, più che un aquilone sembrerebbe dipingere un deltaplano, addirittura debordante dal cerchio dell'emblema. Sotto alla nuova insegna tricolore, il nome del partito, rinfrescato nel lettering: con un "FORZA" in un carattere bastoni e "black" e, sotto, "ITALIA" in un font più aggraziato.
Niente insegne calcistiche, niente bandiere questa volta: se proprio si dev'essere in balia del vento, più che sventolare è meglio volare. Sempre più in alto, senza il filo degli aquiloni. Ammesso che da lassù gli elettori si vedano ancora.

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