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venerdì 9 novembre 2018

Udc e Dc-Rotondi, ecco il simbolo della lista unitaria (ma con scudo di Pizza)

In uno degli ultimi post si è parlato del progetto dell'Udc guidata da Lorenzo Cesa e della ridestata Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi (ogni volta che si chiama in causa un partito con quel nome, ormai è chiaro, bisogna sempre precisare la paternità per evitare sicure confusioni) di presentare una lista unitaria alle prossime elezioni regionali in Abruzzo. E di farlo, soprattutto, riunendo il nome storico e il simbolo dello scudo crociato, avvalendosi della "doppia copertura" dell'uso parlamentare del simbolo da parte dell'Udc e del preuso legittimo del nome da parte della Dc di Rotondi. 

Lo spirito della lista lo ha spiegato bene Rotondi alla conferenza: "Noi stiamo cercando, senza enfasi né retorica, di creare una condizione per cui questo nostro ideale sopravviva nella Terza Repubblica. Non ha senso presentare due liste filo-democristiane alle elezioni, quindi siamo qui per dire che ce ne sarà una. E non sarà la lista di Cesa e Rotondi, ma sarà la lista dei democristiani". Due liste avrebbero preso inevitabilmente meno, rischiando che i voti raccolti singolarmente dal nome e dallo scudo non bastassero a entrare in consiglio; un'unica lista dei democristiani, a questo punto, sembra avere più chance di ottenere almeno un seggio.
Quello abruzzese, peraltro, dovrebbe essere secondo Cesa un banco di prova per un'opera più ampia, cioè il rilancio di "un soggetto politico di centro, un progetto che vada oltre l'appartenenza ai due partiti Udc e Dc" e guardi di nuovo alla politica come servizio (e il segretario Udc cita l'esempio di Remo Gaspari e Lorenzo Natali "che fecero dell'Abruzzo la prima regione del Mezzogiorno", anche se alla storia è passata soprattutto la loro capacità raccomandatoria, al pari della rivalità, anche autostradale).
Si vota il 10 febbraio 2019, tre mesi abbondanti prima delle elezioni europee, ma già da una decina di giorni, dopo la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa - svoltasi il 29 ottobre a Pescara - circola il contrassegno che dovrebbe essere utilizzato in questo appuntamento elettorale dalla lista unitaria Dc-Udc. Il modello, almeno in parte, è il simbolo congiunto utilizzato nei mesi scorsi in alcune elezioni comunali, con il fondo blu (più scuro rispetto all'Udc), ma qui il nome dell'Unione di centro è riportato per intero - non solo con la sigla - ed è collocato nella parte inferiore, mentre in quella superiore è stato inserito quello della Dc. Lo scudo utilizzato, vai a capire perché, non è quello dell'Udc, ma quello inaugurato nel 2004 dalla Dc guidata da Giuseppe Pizza: lo dimostrano il carattere Helvetica - utilizzato in tutto il contrassegno - e i bracci della croce molto stretti. C'è ancora tempo, in ogni caso, per ritocchi al simbolo più o meno visibili, così come bisognerà capire cosa faranno "le altre Dc", a partire dalle altre anime della federazione guidata da Rotondi (in primis l'associazione degli iscritti del 1993 guidata da Raffaele Cerenza e Franco De Simoni) e dalla "riattivata" Dc ora guidata da Renato Grassi: potrebbero arrivare diffide da loro? 

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