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mercoledì 19 marzo 2014

Udc e Popolari per l'Italia insieme in Europa (e Mauro toglie le frecce)

Chissà, forse non ci ha pensato per niente, forse ci ha pensato a prescindere da quello che avevo detto qui in passato, commentando il simbolo nuovo nuovo dei Popolari per l'Italia. Eppure Mario Mauro alla fine ha ceduto alla "maledizione della freccia", che in un recente passato aveva colpito Fare per Fermare il declino, la Lista 3L di Tremonti e Forza Evasori (bloccato prima ancora delle elezioni): le punte direzionali, infatti, sono proprio l'unico dettaglio che non si vede nel contrassegno composito presentato questa mattina da Pi e Udc in vista della partecipazione alle elezioni europee.
Naturalmente la parte del leone - rispettando le proporzioni numeriche - la fa l'emblema del partito rimasto nelle mani di Lorenzo Cesa, con lo scudo crociato in ampia evidenza, senza che ci sia la minima intenzione di dismetterlo. Dell'emblema scelto dal gruppo di Mauro rimane solo la striscia tricolore che ospita il nome del partito, un po' più coricata e, come si diceva, senza le punte di freccia. In questo modo, però, "Popolari per l'Italia" è l'unica parte testuale che si vede sul simbolo, senza alcun riferimento al nome o alla sigla dell'Udc, com'era stato alle precedenti elezioni politiche ed europee. Da un certo punto di vista, il simbolo vuole presentarsi come una sorta di fusione in parte già avvenuta o per lo meno naturale, visto il percorso che le due formazioni hanno intrapreso nelle ultime settimane.
Non stupisce l'accostamento dei colori e dello scudo, del resto già presente nell'emblema che il segretario amministrativo dell'Udc aveva depositato tempo fa ad Alicante come marchio. Nonostante questo, però, c'è qualcosa di precario in questa grafica, come spesso avviene quando due o più gruppi politici si mettono insieme senza optare per un segno nuovo, ma unendo quelli già noti. Perché il tanto spazio "vuoto" lasciato in alto a destra, dovuto alla scelta di mantenere obliqua la banda tricolore di Mauro & co., ricorda un po' quei contrassegni preparati per le elezioni amministrative, piazzando un fiore qui o una stretta di mano là, tanto per dire che, anche se non si corre con un proprio emblema, si esiste ancora. Quello verso Strasburgo sarà solo un piccolo cammino comune, sarà una tappa verso un'assimilazione o, nel frattempo, qualcuno avrà messo di nuovo mano al marchio politico?  

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