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giovedì 23 novembre 2017

+Europa, nonostante tutto (e firme permettendo)

Quando, a febbraio, Benedetto Della Vedova lanciò il suo nuovo progetto politico - precisando che non si trattava di un partito o di un movimento - con il nome Forza Europa, furono in molti a chiedersi se quell'etichetta fosse nata per arrivare alle elezioni (che ancora non si sapeva quando si sarebbero tenute, anche a causa delle incertezze legate alla legge elettorale) e trasformarsi almeno in lista (magari non con quel nome, perché sarebbe stato fin troppo facile un accostamento indebito a Forza Italia), con l'apporto di altre persone che all'idea di Europa non hanno mai smesso di credere, a dispetto delle storture degli ultimi anni. Compagni di viaggio ideali potevano essere i Radicali italiani, che sugli Stati Uniti d'Europa puntano da sempre, generalmente poco ascoltati se non da sparuti soggetti e gruppi.
Oggi quell'idea si è fatta più concreta: questa mattina all'hotel Minerva Della Vedova, che - prima di creare nel 2005 i Riformatori liberali, di entrare con questi nel Popolo della libertà, salvo poi uscirne per aderire al finiano Futuro e libertà, fino alle elezioni del 2013 che lo hanno visto candidato ed eletto nella lista Con Monti per l'Italia, con la successiva adesione a Scelta civica, abbandonata nel 2015 - era stato a capo dei Club Marco Pannella - Riformatori, europarlamentare per la Lista Bonino e portavoce di Radicali italiani, ha presentato proprio con Emma Bonino e il segretario di Radicali italiani Riccardo Magi il progetto di una nuova lista - anzi, una "proposta elettorale autonoma" - con relativo emblema, +Europa (il cui sito è www.piueuropa.eu).
Il messaggio lanciato è chiaro: "Per affrontare le grandi questioni del nostro tempo occorrono risposte più ampie che può dare solo un’Italia più europea in un’Europa unita e democratica". In uno dei periodi più euroscettici in assoluto, con forze dichiaratamente antieuropeiste, Benedetto Della Vedova ha coniato una sintesi ancora più diretta: "Europa sì anche così", in contrapposizione ai molti che - non senza ragioni - invocano istituzioni europee diverse da quelle attuali. Il motivo della scelta lo ha spiegato Emma Bonino: "più Europa vuol dire più pace, più sicurezza, più diritti, più crescita, più efficienza, più cultura, più libertà", anche se ora il raccolto europeo può sembrare magro e insoddisfacente e le regole imposte da Bruxelles (comprese quelle finanziarie, della cui bontà il nuovo progetto politico è convinto) possono apparire difficili da rispettare.
Queste idee vengono rappresentate con un emblema tutto basato sul lettering e sui colori: il nome scelto è scritto in una font "bastoni" e stondata, con il segno del "più" giallo che si fonde con la E di Europa, lettera in cui domina il blu, così da richiamare nel segno essenziale i colori europei (senza nemmeno una stella, a differenza dell'abitudine degli ultimi anni di vari partiti); le altre lettere, invece, sono tinte dei colori dell'iride in un motivo a quadrati obliqui. Certamente quello presentato somiglia molto più a un marchio che a un contrassegno elettorale e, se inserito da solo nel cerchio di prammatica, lo lascerebbe piuttosto vuoto: è più probabile che il logo mostrato oggi sia solo un elemento di un eventuale contrassegno elettorale, magari composito con i fregi di altre forze o con l'inserimento di un nome (possibilmente quello di Emma Bonino, la persona più illustre e più nota tra chi ha promosso il progetto-lista e che nel 1999 aveva portato la lista con il suo nome a un ottimo risultato). 
Perché il simbolo, comunque sia fatto, arrivi sulle schede, è tuttavia necessario superare il durissimo ostacolo della raccolta delle firme, dal momento che la lista non può vantare alcun collegamento con gruppi parlamentari esenti da quell'onere. A dispetto dell'abitudine consolidata a raccogliere le firme per chi ha avuto una storia radicale, il compito con il passare del tempo si è fatto molto più arduo e, soprattutto, il tempo per la raccolta è ridotto a poche settimane. Se non si è di fronte a una "missione impossibile" (parole di Emma Bonino), centrare l'obiettivo di una presenza della lista in tutte le circoscrizioni sarà comunque difficile. La situazione sarà identica sia che la lista cerchi di presentarsi da sola, sia che scelga - possibilità non esclusa, ma non facile per alcune divergenze sul programma - di apparentarsi con il Pd nel sostegno ai singoli candidati dei collegi uninominali. Il nucleo del simbolo, in ogni caso, c'è; il gruppo spera di poterlo utilizzare, per presentarsi agli elettori con la sua idea di Europa. 

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