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venerdì 25 ottobre 2019

Umbria, simboli e curiosità sulla scheda

La tornata delle elezioni regionali autunno-inverno 2019-2020 si apre il 27 ottobre con il voto anticipato in Umbria, per dare una nuova guida alla regione dopo che la presidente eletta nel 2015, Catiuscia Marini, si è dimessa in seguito a un'inchiesta che riguardava anche lei. Se quattro anni fa otto persone aspiravano alla presidenza, nulla sembra cambiato questa volta, visto che il numero di coloro che si affronteranno è rimasto lo stesso; aumenteranno invece i simboli, che passeranno dai 16 di quattro anni fa ai 19 di questo turno, per altrettante liste.

Claudio Ricci

1) Proposta Umbria

Il sorteggio ha indicato come primo candidato alla presidenza della regione Claudio Ricci, al suo secondo tentativo: nel 2015, infatti, aveva sfidato Catiuscia Marini come esponente civico che però era stato capace di riunire tutto il centrodestra. Questa volta, invece, Ricci si presenta sostenuto unicamente da liste civiche (anzi, lui tiene a rimarcare il fatto che si tratta di un esordio assoluto per una coalizione solo civica). A conquistare il primo posto in scheda è Proposta Umbria, emblema che già era noto da mesi assieme agli altri due a sostegno di Ricci, visto che erano stati presentati già in estate (e la campagna era iniziata in primavera): qui il centro è la sagoma della regione, tinta di verde come la semicorona in cui è riportato il nome dell'aspirante presidente.

2) Italia civica

In qualche misura era noto da più tempo il simbolo della seconda lista sorteggiata, Italia civica. Proprio Ricci, infatti, lo aveva registrato nel 2017 come segno distintivo, come a dire che il suo progetto di ricandidatura ha avuto lungo corso. Nelle intenzioni del candidato presidente, Italia civica dovrebbe essere la formazione in grado di aggregare "il voto d'opinione civico, legato alle proposte per lo sviluppo regionale, ma con una prospettiva nazionale verso un'area civile, moderata, popolare ed europea". Per questo si parla di Italia e non di Umbria, per questo c'è una bandierina stilizzata (con tanto di pallino blu che fa pensare sia a una figura umana, sia a una figura angelica (che rimanda almeno in parte ad Assisi, comune di cui Ricci è stato sindaco). 

3) Ricci presidente

Delle tre liste a sostegno di Ricci, è alla sua seconda partecipazione elettorale regionale solo Ricci presidente: nella coalizione civico-politica del 2015, in cui però le liste di natura politica avevano fatto la parte del leone, il risultato migliore tra le civiche lo aveva fatto proprio la "lista del presidente". La grafica torna quasi uguale, giusto con la silhouette della regione un po' rimpicciolita e la corona tricolore a bande ingrossate rispetto a quattro anni fa; l'idea di fondo, comunque, resta la raccolta di consenso diretto a una figura già nota a livello regionale (che anche nel 2015 scelse di mettere in campo tre liste, accanto alle tre di natura politica).
 

Emiliano Camuzzi

4) Potere al popolo!

La sinistra in Umbria non esprime una candidatura unitaria, ma sono due le liste che convergono sul nome di Emiliano Camuzzi, già candidato sindaco a Terni nel 2018 ed esponente di Potere al popolo! E proprio il simbolo di quella lista apre la coalizione a due a sostegno dello stesso Camuzzi: si rivede così l'emblema che, dopo l'esordio non troppo fortunato alle elezioni politiche del 2018 per contrassegnare la sinistra che non si riconosceva in Liberi e uguali, ha continuato a fare capolino qua e là sempre per rappresentare un'area che da anni è fuori dalle aule parlamentari. Nessun cambiamento grafico rispetto al simbolo presentato oltre un anno e mezzo fa. 

5) Partito comunista italiano

Nessun cambiamento e nessuna personalizzazione nemmeno per l'altra lista che sostiene Camuzzi nella sua corsa a presidente dell'Umbria: quella del Partito comunista italiano, guidato a livello nazionale da Mauro Alboresi. Il simbolo è quello storico, con le aste in blu (come le si vedevano sui manifesti a fondo scuro con la scritta "vota comunista"), la sigla - senza punti - è quella rinfrescata dal restyling del 2016, ma lo sforzo per essere presenti sulle schede è rinnovato. Si tratta di una delle prime presentazioni della lista a elezioni regionali, dunque la presenza è significativa, nel tentativo di radicare nuovamente il partito, iniziando da una regione la cui storia è sempre stata a sinistra (ora chi lo sa...).
 

Donatella Tesei

6) Lega

La seconda candidatura sorteggiata è quella di Donatella Tesei, candidata del centrodestra, avvocata, senatrice della Lega dopo essere stata sindaca di Montefalco. E il sorteggio ha collocato proprio la Lega al primo posto all'interno della coalizione, che è composta da cinque liste. In effetti non è la prima volta che un simbolo con Alberto da Giussano appare sulle schede delle elezioni regionali umbre: nel 2015, infatti, la Lega Nord era stata la lista più votata (sfiorando il 14%) tra quelle che avevano sostenuto la corsa di Ricci. Questa volta non c'è più il Nord, il cognome di Matteo Salvini è molto più visibile e l'Umbria è citata solo con il nome della regione, senza più la sagoma verde a fianco della statua.

7) Tesei presidente per l'Umbria

Non manca ovviamente la "lista della presidente", denominata Tesei presidente per l'Umbria. Si tratta, naturalmente, dell'emblema in cui il cognome della candidata è più evidente rispetto a tutti gli altri (curioso invece che "per l'Umbria" sia quasi invisibile, tendendo a sparire nel segmento giallo inferiore). Il simbolo riprende i colori (forse solo un po' più chiari e con un vaghissimo riferimento leghisa, nel senso che le dimensioni del segmento giallo sono quasi le stesse di quello con il cognome di Salvini) e i motivi grafici della campagna elettorale (il cognome scritto con quel carattere e il "fumetto") e punta a trasformare in voti il consenso personale dell'aspirante presidente dell'Umbria

8) Forza Italia

Trattandosi della coalizione di centrodestra, non può mancare l'emblema della lista di Forza Italia, che quattro anni fa era pur sempre la seconda forza della coalizione (pur se ridotta all'8,5%). Rispetto al 2014, l'emblema continua a contenere il riferimento a Silvio Berlusconi e la bandierina tricolore, anche se è rimpicciolita e in parte fuori dal cerchio (la struttura base è quella delle politiche 2018), mentre è presente e ben visibile il cognome della candidata alla presidenza, benché questa faccia riferimento a un altro partito (che, curiosamente, non adotta alcun riferimento a Tesei ed è l'unico a non farlo). Le urne saranno certamente un test anche all'interno del centrodestra: se è sicuro che Fi non arriverà prima, è tutt'altro che improbabile che arrivi terza...
 

9) Fratelli d'Italia

Completa lo schieramento di centrodestra - ma non la coalizione, che comprende ancora un posto - la lista presentata da Fratelli d'Italia, che parte dal 6,24% ottenuto quattro anni fa. Il simbolo utilizzato in questa occasione riprende evidentemente quello inaugurato alle elezioni politiche del 2018, con l'emblema ufficiale ridotto a miniatura e collocato nella parte inferiore e il riferimento a Giorgia Meloni in alto. Il nome, tuttavia, viene ridotto di dimensioni per lasciare spazio al cognome della candidata presidente (stesse dimensioni per i patronimici, cambia solo il colore, giallo per Meloni e bianco per Tesei). Curiosa la scelta del "per" in corsivo, posto a sinistra del cognome di Tesei e leggerissimo, quasi invisibile (e infatti nella struttura del simbolo è come se non ci fosse).
 

10) Umbria civica 

L'ultimo posto dedicato su manifesti e schede alla coalizione che appoggia Donatella Tesei è per la lista Umbria civica, che fin dal nome dichiara la propria matrice. Nata sul calco di Perugia civica vista alle ultime amministrative della città, Umbria civica si propone di aggregare i consensi di un'area liberal-riformista che preferisce il civismo, guardando tanto ai delusi del centrosinistra quanto a coloro che, pur di centrodestra, non si riconoscono nei partiti esistenti. Il simbolo scelto per l'occasione riprende la struttura di quello di Perugia civica (nome blu su fondo bianco in alto, riferimento alla candidata bianco su fondo blu in basso), con la sagoma dell'Umbria sfumata di tricolore nella parte superiore. 
 

Rossano Rubicondi

11) Partito comunista

Si diceva prima che la sinistra extraparlamentare non si presenta compatta in questo appuntamento elettorale. Se il Pci sostiene Camuzzi, il Partito comunista (guidato da Marco Rizzo a livello nazionale) appoggia da solo un diverso aspirante alla presidenza: si tratta di Rossano Rubicondi, ex funzionario della Cgil, solo omonimo del modello e personaggio televisivo. A sostenere la sua corsa è il simbolo ormai consolidato del Pc, che dunque rappresenta la seconda falce e martello di queste elezioni; quella del Partito comunista dei lavoratori, che quattro anni fa si presentò assieme a Casa Rossa, questa volta invece non sarà sulle schede.
 

Martina Carletti

12) Riconquistare l'Italia

Sbarca alle elezioni regionali anche Riconquistare l'Italia, progetto politico legato al Fronte sovranista italiano, che si era ripromesso di partecipare ad almeno 15 rinnovi di consigli regionali su 20 (tra il 2018 e il 2020) e candida alla guida dell'Umbria una componente del comitato direttivo del Fronte, Martina Carletti. Anche l'emblema utilizzato è mutuato da quello del Fsi, con le iniziali del nome affiancate dalla Stella d'Italia, tagliata però da una parentesi per segnalare la sua incompletezza e il percorso di crescita (e di riconquista della sovranità) che è necessario compiere. Si tratta in ogni caso di una delle prime presenze visibili della lista, quindi sarà interessante vederla alla prova delle urne.
 

Vincenzo Bianconi

13) Europa Verde Umbria

Ultima coalizione estratta è quella civica e di centrosinistra, che candida alla presidenza Vincenzo Bianconi, presidente di Federalberghi Umbria. Ad aprire l'ultima colonna della scheda è la lista Europa Verde Umbria, realizzata a partire dalla lista Europa Verde presentata alle europee: la grafica di base è la stessa (con il girasole e ll riferimento testuale allo European Green Party su fondo verde, oltre al sole che ride), ma con l'aggiunta della dicitura "Civici delle idee e del fare". Si tratta di uno dei pochi casi in cui un emblema coniato per le europee continua ad avere vita anche in consultazioni successive; quattro anni fa non c'erano i Verdi sulla scheda, quindi il test sarà di una qualche rilevanza.


14) MoVimento 5 Stelle

Secondo emblema della "coalizione civica e di centrosinistra" è quello del MoVimento 5 Stelle. Il simbolo è lo stesso che viene impiegato in tutte le consultazioni da quasi due anni (a partire dalle elezioni politiche del 2018), con l'indirizzo del sito ufficiale "ilblogdellestelle.it" nella parte inferiore. Nessuna modifica e nessun adattamento, come del resto l'immagine coordinata del MoVimento prevede; inutile dire però che gli occhi di tutti sono stati attirati, più che dal contenuto del simbolo, dalla sua collocazione sulla scheda. Si tratta infatti del primo caso in cui i 5 Stelle non sostengono un proprio candidato da soli, ma all'interno di una coalizione. Che incidentalmente è la stessa del Pd; in più, anche la sorte ci ha messo del suo...


15) Partito democratico

A farlo apposta, in effetti, forse non ci si sarebbe riusciti. Fatto sta che subito sotto al simbolo del MoVimento 5 Stelle il sorteggio ha collocato proprio l'emblema del Partito democratico, che in questo momento del M5S è anche alleato di governo, dopo un lungo periodo di scontri, anche piuttosto accesi. Nemmeno questo contrassegno è stato modificato o ritoccato per quest'occasione elettorale, come in più di un'occasione il Pd è stato abituato a fare: niente riferimenti all'Umbria o al candidato presidente, come del resto era avvenuto anche quattro anni fa con Marini, quando il Pd con il 35,76% raccolse 11 seggi. Difficile, se non impossibile, che il risultato si riproponga questa volta.


16) Bianconi per l'Umbria

Si diceva prima dell'assenza di riferimenti al candidato alla presidenza negli emblemi di M5S e Pd. In effetti, l'unico simbolo della coalizione che schiera - per giunta in bella vista - il cognome di Bianconi è quello della "lista del presidente", Bianconi per l'Umbria, formazione meglio qualificata come "patto civico" nella parte inferiore della grafica (stesso nome utilizzato per etichettare l'accordo M5S-Pd). Lista guidata da Andrea Fora (in passato indicato come possibile candidato presidente), Bianconi per l'Umbria propone sullo sfondo un paesaggio decisamente stilizzato, con le montagne in verde, il cielo e la terra. E stavolta nessuna lista di quell'area politica ha scelto di inserire nei propri emblemi il contorno della regione.
 

17) Sinistra civica verde

Ultima lista che fa parte del "patto civico" è Sinistra civica verde. Come quattro anni fa, una sola formazione sulla scheda contiene la parola "sinistra" nel nome: si tratta dell'unione delle forze di sinistra e ambientaliste che evidentemente non si ritrovano in altri emblemi sulla scheda (quindi essenzialmente Articolo 1 e Sinistra italiana, con l'aggiunta di Rifondazione comunista). Il simbolo, semplice ma ben costruito, si limita a citare l'Umbria attraverso la sua iniziale che emerge in un piccolo settore bianco ritagliato nel fondo rosso. Nella sua essenzialità, difficilmente può sfuggire all'occhio dell'elettore; quattro anni fa Sel non era riuscita a ottenere seggi (e nemmeno L'Umbria per un'altra Europa), quindi anche questo risultato sarà interessante.. 

 

Giuseppe Cirillo detto Dr. Seduction

18) Partito delle Buone Maniere 

Chi segue questo sito sa che la presenza del Partito delle Buone Maniere e del suo candidato presidente Giuseppe Cirillo (noto anche come "Dr. Seduction") erano tutto meno che scontate fino a qualche settimana prima di consegnare la documentazione per le candidature, per la difficoltà di raccogliere le firme per un gruppo non legato al territorio; l'impresa però è riuscita e gli elettori umbri potranno scegliere, tra le varie opzioni in gioco, anche se votare per la valorizzazione - e a volte il ripristino - delle Buone Maniere (con tutte le maiuscole del caso) nella vita quotidiana. Ce ne sarebbe un tremendo bisogno; in quella politica, poi, ancora di più...


Antonio Pappalardo

19) Gilet arancioni

Il sorteggio ha lasciato per ultima la candidatura a presidente della regione di Antonio Pappalardo, generale dei Carabinieri in congedo, sostenuto unicamente dal simbolo dei suoi Gilet arancioni. L'emblema è lo stesso che è stato depositato alle elezioni europee 2019 - anche se poi non aveva potuto correre per mancanza di firme - tranne che per un dettaglio: manca infatti la scritta "Movimento.", con tanto di punto, che lascia spazio al fondo colore delle arance del Mezzogiorno. Per il resto, gli altri elementi sono gli stessi: il nome, il tricolore e sopra la chiave di violino, per indicare che "si cambia musica". E, già che ci si è, finisce anche la scheda e tocca ripiegarla per metterla nell'urna.

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