Manca ancora un po' di tempo alle elezioni amministrative programmate in questa primavera (previste non in contemporanea al referendum costituzionale in materia di giustizia, ma in una data successiva: devono infatti tenersi nella finestra tra il 15 aprile e il 15 giugno e nelle settimane scorse sono circolate ipotesi circa il 24-25 maggio, con gli eventuali ballottaggi da tenersi due settimane dopo) e alla presentazione delle candidature (che solitamente cade negli ultimi giorni di aprile), ma già inizia a muoversi qualcosa in varie regioni, nel tentativo di creare progetti più ampli, che mettano in sinergia forze affini in comuni diversi.
In Piemonte, per esempio, da pochi giorni è stato diffuso un nuovo simbolo, Solidali, che punta a mettere insieme varie formazioni civiche di varie sensibilità, unite dalle battaglie per i diritti. Il primo consiglio in cui il simbolo - fondo viola, scritta bianca ben visibile al centro, ventaglio arcobaleno con sei spicchi mossi - apparirà sarà quello di Gravere (To), grazie a Michele Pastore e a Davide Betti Balducci, eletti nel 2021 con la lista Progetto Paese. Ecco di seguito il post pubblicato da Davide Betti Balducci - che è anche presidente nazionale dell'associazione Diritti e Libertà per l’Italia - sui suoi profili social:
Il giorno 3 febbraio 2026 io ed il mio collega il dott. Michele Pastore abbiamo costituito il primo gruppo consiliare della lista Civica regionale denominata Solidali. Nei prossimi giorni verranno costituiti altri gruppi consiliari in altri comuni, per portare il nostro messaggio e le nostre idee su tutto il territorio regionale del Piemonte. L'unione di diverse liste civiche e movimenti, oltre a diminuire i simboli presenti sulle schede elettorali, creerà una rete di amministratori che collaboreranno scambiando idee, progetti e segnalando bandi per portare finanziamenti sui territori per migliorare la qualità dei centri abitati piemontesi. #Solidali è una Lista Civica libera dalle ombre dei partiti politici, raggruppa diverse categorie di persone di diversa provenienza, che rappresentano differenti realtà, tutte legate al mondo dei diritti. Siamo un gruppo di amministratori locali ed amici, dallo spirito liberale, impegnati a tutelare i diritti: della comunità lgbt+, delle famiglie, dei giovani, dei pensionati, degli invalidi, dell'ambiente, degli animali, dei piccoli commercianti, degli artigiani, degli agricoltori, delle popolazioni dei piccoli centri abitati e dei comuni di provincia, proteggendo i territori sempre più isolati dallo stato centrale.
A prescindere dalle idee politiche che ciascuno può avere, appare interessante il tentativo di creare una rete tra liste civiche e gruppi locali che sono presenti in vari comuni (si parla, al momento, di una cinquantina di consiglieri comunali piemontesi potenzialmente interessati, eletti sotto vari simboli che via via saranno resi noti), hanno già partecipato a competizioni elettorali portando le loro istanze relativamente omogenee, ma hanno finora operato in modo autonomo. "C'è una dispersione enorme di forze - spiega Betti Balducci - tra tante sigle impegnate in battaglie simili o comunque non lontane tra loro e l'idea di poter unire le energie in un unico progetto più ampio ci interessa, perché a livello civico si può lavorare meglio per le comunità".
Solidali si presenta come un contenitore politico-elettorale inclusivo, che sembra adatto a operare tanto in comuni piccoli o molto piccoli (nei quali, al di là delle liste più legate ai paesi, non manca uno spazio per gruppi che si rivolgono soprattutto alla parte di elettorato più sensibile alle battaglie per i diritti (e magari sono in grado di intercettare anche una parte del voto di protesta che spesso è comunque presente), quanto in città più grandi: nei comuni sopra i 15000 abitanti, nei quali sarebbe possibile collegare più viste in coalizione, può essere utile disporre di una lista comune che riduca sensibilmente gli sforzi necessari in termini di raccolta delle firme e, allo stesso tempo, consenta di ottimizzare i risultati, pure con riguardo alla ricerca delle preferenze (unire le forze consente anche a più gruppi di mettere nella stessa lista le persone ritenute in grado di ottenere più consenso, per sé e per la formazione che li candida). Tra l'altro, il contrassegno elettorale ha volutamente uno spazio libero nella parte inferiore: è possibile immaginare di inserirvi eventuali miniature di simboli già esistenti, qualora in un comune risulti opportuno rendere maggiormente visibili (alcune del)le forze politico-civiche che concorrono alla lista. Il progetto parte dal Piemonte, dal momento che molte delle prime persone a manifestare interesse a Solidali sono piemontesi, ma potenzialmente può estendersi ben al di là dei confini della Regione.

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