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lunedì 28 novembre 2016

Civici e innovatori, un logo nuovo e antico

Non sarà ancora un simbolo vero e proprio, ma se non altro almeno una grafica Civici e innovatori ora ce l'ha. Per dire, Ala, il gruppo di senatori legati a Denis Verdini, ci aveva messo oltre nove mesi per darsi un emblema e forse l'attesa sarebbe stata anche più lunga, se non ci fosse stata l'intenzione di correre alle elezioni amministrative di quest'anno. 
Per scegliere un'immagine per sé ha impiegato invece più o meno un mesetto Innovatori e civici, ciò che restava del gruppo alla Camera di Scelta civica per l'Italia dopo la frattura al suo interno che ha portato Enrico Zanetti e altri aderenti a fondare una nuova compagine parlamentare, portando con sé almeno una parte dell'antico nome (Scelta civica verso Cittadini per l'Italia - Maie). Dopo che l'Ufficio di presidenza di Montecitorio aveva concesso la nascita in deroga (perché costituito da meno di venti membri) del nuovo gruppo di Zanetti, chiedendo contestualmente ai quindici rimasti nel gruppo originario di adottare un nome diverso, i deputati avevano scelto di ribattezzarsi Civici e innovatori: "riflette bene quello che siamo e quello che vogliamo fare", aveva spiegato su Facebook Andrea Mazziotti Di Celso, tra i membri rimasti nel gruppo.
Primo impegno della compagine - ora presieduta da Giovanni Monchiero - è, come si è già detto nel post precedente, raggiungere le venti unità "in un tempo congruo", come recita la deroga provvisoria che l'Ufficio di presidenza ha concesso: in quest'ottica, del gruppo ora fanno parte anche come indipendenti gli ex M5S Mara Mucci e Ivan Catalano (per lui si tratta di un ritorno: era già stato lì da aprile dell'anno scorso fino a febbraio di quest'anno), anche se mancano ancora tre elementi per arrivare a venti. Cercare un simbolo, dunque, non era esattamente la priorità dei Civici e innovatori.
Il 16 novembre, tuttavia, sulla loro pagina Facebook (creata poco più di un mese fa) è apparso un logo, che più che a un simbolo politico-elettorale somiglia a una grafica da carta intestata. Quel segno, a ben guardare, ha qualcosa di nuovo e qualcosa di antico: il passato è rappresentato dalla font utilizzata per il nome, lo stesso carattere Nexa già adottato da Proforma quando fu studiato il contrassegno di Scelta civica; la novità è costituita dalla "i" minuscola e corsiva, come scritta a mano (la font è Satisfy Pro), vero elemento distintivo della grafica. A completare il logo, sotto la lettera, tre punti, due in rosso mattone e uno in verde (anche se il punto di mezzo, stretto tra il rosso e il verde, all'occhio sembra piuttosto arancione, come a voler riprodurre un semaforo in orizzontale); non è dato sapere se quei punti significhino qualcosa in particolare (come non è chiaro il motivo per cui manchi la "e" che pure nel nome del gruppo c'è).
Resta il fatto che quello varato pochi giorni fa è un nome "ovviamente solo provvisorio e potrà essere modificato in qualsiasi momento, nel caso lo si ritenesse opportuno", come sottolineato sempre da Mazziotti. Possibile, dunque, che da qui in avanti l'etichetta cambi e, con questa, anche la grafica. Intanto però un minimo segno di identificazione c'è e vale la pena farlo conoscere.

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