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sabato 11 marzo 2017

18 marzo, Ncd lascia, raddoppia o semplicemente cambia?

E se il simbolo diventasse così?
L'annuncio era già stato dato qualche giorno fa - il 1° marzo, per l'esattezza - da Angelino Alfano, non come titolare della Farnesina ma come leader del Nuovo centrodestra: "Noi vogliamo dare una casa ai moderati italiani. [...] Milioni e milioni di italiani che non vogliono allearsi con Salvini e non vogliono neanche, perché non sono di sinistra, allearsi con il Partito Democratico. Non saremo da soli e dal 18 marzo noi diremo che l'esperienza del Nuovo centrodestra si conclude con degli ottimi risultati, ma che adesso dobbiamo unirci con altri per riuscire a centrare l'obiettivo di dare finalmente una casa comune ai moderati liberali popolari italiani".
In una dichiarazione di pochi secondi, insomma, gli italiani venivano a sapere che Ncd aveva una data di scadenza (anche se, per i suoi detrattori, era già passata da tempo: "il succo dell’annuncio - scriveva poco dopo Maurizio Crippa sul Foglio - è che Ncd non c’è più e che la cosa, viste le reazioni, non interessa nessuno). La notizia è stata confermata nei giorni successivi, sottolineando che nome e simbolo sarebbero apparsi per l'ultima volta alla Winterschool di Roccaraso, in corso in questi giorni, per poi sparire a beneficio - come si legge in un'intervista rilasciata ad Alberto Orsini di AbruzzoWeb - di "una nuova formazione politica con il chiaro obiettivo di unire i moderati in una nuova casa che consentirà di potenziare la naturale vocazione riformista e di contrapporsi al marasma confuso e scomposto del populismo anti europeo".
Guai, però, a dare l'impressione che "chiudere" un partito equivalga a lasciare il campo, ad arrendersi, ad ammettere qualche fallimento. Alfano lo sa bene, non a caso proprio oggi, sempre a Roccaraso, ha dichiarato che "Ncd non lascia, ma raddoppia perché vogliamo raddoppiare gli sforzi per realizzare quella rappresentanza di popolari e liberali e di tutti quelli che non ci stanno ad essere alleati con gli estremisti come Salvini che vogliono uscire dall'Europa e di tutti quelli che non sono di sinistra".
I nomi valutati nell'ultimo anno di Alfano, potenzialmente, sono molti: innanzitutto il fascio di nomi con tanto di cuore simil-Ppe (Unione liberale popolare, Italia popolare, Unione popolare, Unione per l'Italia, Unione popolare italiana, Unione popolare liberale) di cui a marzo dell'anno scorso era stata chiesta la registrazione come marchi, fino all'ultimo, Polo Positivo, depositato a ottobre. Certo, non tutte quelle denominazioni sarebbero prive di problemi: come si è già detto, Unione popolare e Italia popolare sono già stati utilizzati, Unione popolare liberale fa venire in mente i Popolari liberali di Giovanardi (attualmente parte di Idea di Quagliariello).
E' facile vedere che nessuno di quei nomi contiene la parola "destra", anche solo nella forma composita "centrodestra". Era stato lo stesso Alfano, peraltro, a dire alla direzione nazionale di Ncd che "Ncd si evolve in nuovo soggetto politico che ne supera la denominazione ma che si conferma nella sua collocazione politica. [...] in Italia è sorta essenzialmente una nuova destra che non intendo criticare ma che non ha nulla a che vedere con la 'D' di quel centrodestra in cui abbiamo vissuto e abbiamo creduto in questi anni”.
Del resto, che ogni riferimento alla "destra" dovesse sparire dal simbolo di Alfano, magari su pressione di Renzi e di Giuliano Pisapia per non pregiudicare alleanze future (con quale sistema elettorale, non è dato saperlo), lo aveva scritto il 24 febbraio Pasquale Napolitano sul Giornale, svelando anche un possibile altro nome (dopo che l'opzione "Italia popolare" era risultata impraticabile, come rivelato dal nostro sito). 
"Moderati e Popolari" potrebbe essere l'alternativa su cui si sta lavorando in queste ore. L'assemblea potrebbe ratificare anche un altro passaggio politico: la fusione tra gli alfaniani e il movimento dei Moderati di Giacomo Portas, ex deputato Pd, dando vita ai gruppi unici a Montecitorio.
Se sia questo l'orizzonte di Alfano, non si sa (tra l'altro, l'ultimo "matrimonio" che aveva interessato i Moderati di Portas, quello con i Cittadini per l'Italia di Enrico Zanetti, non era finito benissimo, visto che Portas aveva detto no a Verdini, ma poco tempo dopo a Montecitorio nasceva un gruppo comune proprio tra ex montiani di Scelta civica e Ala). Non è detto, poi, che il cambio di pagina vada di pari passo con lo scioglimento del Nuovo centrodestra: alla fine potrebbe trattarsi di una semplice modifica di nome, un'etichetta nuova per un soggetto giuridico già esistente. In questo modo, si dovrebbe solo modificare lo statuto, senza bisogno di costituire un nuovo soggetto giuridico, che dovrebbe avviare tra l'altro una nuova procedura di "accreditamento" presso la Commissione competente. Nome e simbolo rinnovati, in ogni caso, sono certamente già pronti: basta avere pazienza e aspettare.

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