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martedì 6 marzo 2018

La telenovela del simbolo (sbagliato) del Pd in Lombardia

A volte basta aspettare una manciata di ore perché una notizia, potenzialmente rilevante e foriera di conseguenze, venga fortemente ridimensionata nei suoi effetti, diventando un mero elemento di colore. Tutti i media, a urne aperte, hanno dato notizia delle schede per l'elezione del presidente e del consiglio della Regione Lombardia, relative alla circoscrizione di Mantova, sulle quali è stato stampato il simbolo del Pd nazionale - puro e semplice, all'interno del cerchio - privo dunque del segmento verde inferiore con la dicitura "Gori presidente", che invece era stata prevista nel contrassegno per le elezioni regionali del 2018.
Proprio domenica, quindi, ci si era affannati a capire cosa sarebbe accaduto: probabilmente l'errore sarebbe avvenuto a monte, con la trasmissione del materiale grafico dalla Regione alla Prefettura mantovana (già nel fac simile di scheda presente nel sito della Lombardia, come scrive Marco Persico su Corriere.it, con riguardo alla sola provincia di Mantova risulta proprio impresso il simbolo nazionale Pd e non quello scelto per le regionali). La questione era emersa già sabato sera, probabilmente dopo che nei seggi gli scrutatori avevano autenticato le schede.
In un primo momento il Pd aveva solo segnalato la questione al Viminale, chiedendo anche che fossero ristampate correttamente le schede prima che si aprissero i seggi; cosa che non è stata fatta. Se però per la Regione la questione fondamentale era garantire il corretto svolgimento delle elezioni, anche con le schede sbagliate, si era detto subito che il Pd avrebbe potuto presentare un esposto per chiedere di annullare il voto, proprio per il "vizio simbolico" delle schede. Qualche precedente a loro favore, in fondo, c'era, soprattutto con riferimento alle elezioni comunali o circoscrizionali: definiti i risultati, si sarebbero potuti impugnare gli atti di proclamazione degli eletti, facendo valere proprio l'errore sul simbolo, come in quei casi.
Il problema è che, proprio in quelle occasioni, i giudici avevano annullato le elezioni, ordinandone la ripetizione, perché il simbolo in questione era stato riconosciuto come determinante per l'esito elettorale: è più difficile dirlo in questo caso, considerando che il logo del Pd occupava comunque la più parte del contrassegno (mentre la "lunetta" verde era di estensione minore) e che il collegamento con Gori risultava chiaro dagli altri emblemi della coalizione. 
A seppellire eventuali velleità litigiose dei dem lombardi, tuttavia, deve aver provveduto il risultato delle elezioni regionali: la vittoria schiacciante del leghista Attilio Fontana, arrivata con il 51,26%, deve aver suggerito al Pd (fermo al 19,24%, mentre Gori è arrivato a superare di poco il 29%) di non presentare alcun ricorso, visto che ben difficilmente il giudice avrebbe potuto concludere che la mancanza della scritta "Gori presidente" avrebbe potuto spostare decine di migliaia di voti. Così la questione del simbolo sbagliato sulle schede lombarde a Mantova si è trasformata presto in una nota di colore, in una curiosità da dire e da archiviare in fretta. Era andata in tutt'altro modo negli anni '90, in una città come Pisa e in un piccolo centro come Piscinas; le vicende, però, sono particolarmente interessanti e varrà la pena considerarle altrove.

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