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mercoledì 28 febbraio 2018

Lombardia, simboli e curiosità sulla scheda

Mancano ormai pochi giorni al voto, oltre che per le elezioni politiche, anche per le elezioni regionali di Lombardia e Lazio. Come è stato fatto in passato (e si farà ancora) per le elezioni comunali, ci si limita ad analizzare i simboli così come gli elettori li troveranno sul manifesto delle candidature e sulle loro schede, senza dare attenzione alla fase di deposito: non si dà dunque conto di eventuali contrassegni che non potranno essere scelti in cabina elettorale perché le loro liste non sono state ammesse a partecipare al voto. Partiamo dalla Lombardia, dando i simboli e le coalizioni nell'ordine sorteggiato per la circoscrizione di Milano.


Dario Violi

1) MoVimento 5 Stelle

Ad aprire il manifesto e le schede elettorali delle prossime regionali lombarde è il simbolo del MoVimento 5 Stelle, che schiera alla guida della regione Dario Voli. Nessuna novità, tecnicamente, nel simbolo, sia perché la grafica generale non cambia, sia perché nel contrassegno il sito riportato, "ilblogdellestelle.it", è quello scelto alla vigilia delle elezioni politiche e svelato in occasione del deposito al Ministero dell'interno. Il simbolo, ovviamente, corre in perfetta solitudine, come è sempre stato in ogni tipo di elezione, politica, regionale o comunale che fosse; in ogni caso, era e resta perfettamente riconoscibile da chiunque, senza bisogno di correre con altri soggetti.


Onorio Rosati

2) Liberi e Uguali

Al MoVimento 5 Stelle segue l'emblema di un'altra corsa solitaria, quella di Onorio Rosati che è sostenuto soltanto da Liberi e Uguali. Nella struttura il simbolo del cartello elettorale che a livello nazionale è guidato da Pietro Grasso è identico all'emblema depositato alle politiche; cambia soltanto la parte inferiore, che al riferimento al presidente del Senato uscente sostituisce la dicitura "In Lombardia". Anche a uno sguardo non troppo attento, tuttavia, appare come la parola "in" sia quasi illeggibile; in più, se probabilmente è stata centrata avendo come riferimento la sottolineatura di "Uguali", nella composizione generale sembra del tutto fuori asse. Non si poteva proprio evitare?

Giorgio Gori

3) Insieme x Gori

Il terzo candidato in ordine di sorteggio è Giorgio Gori, dunque dalla posizione numero 3 dei contrassegni si dipana la sua coalizione, composta da ben sette liste, ben di più delle quattro del centrosinistra nazionale. Il sorteggio ha stabilito che per prima comparisse su schede e manifesti Insieme, che anche in Lombardia raccoglie i simboli del Psi, dei Verdi e di Area civica (e le foglie dell'Ulivo); la struttura è identica a quella del simbolo presentato a livello nazionale, ma per l'occasione è stata aggiunta la dicitura "x Gori", con il pallino della "i" colorato di rosso in uniformità allo stile dell'emblema. Tutto sommato non ci sta malissimo, ma quella "x" che significa "per" francamente stona un po'.

4) Gori presidente

La legge elettorale lombarda, come si sa, non prevede il "listino" del candidato presidente, ma di certo non impedisce di presentare una lista che sia sua diretta espressione. Così, seconda della sua coalizione, compare la formazione Gori presidente, che come emblema sceglie un profilo stilizzato e stondato della Lombardia, azzurro scuro, su fondo color carta da zucchero: su tutto campeggia il cognome del candidato presidente in bianco e la dicitura "presidente" in arancione. Non si può certo dire che il simbolo comunichi qualcosa di particolare, ma in effetti non ne ha bisogno: l'abbinamento di nome e grafica in fondo racchiude tutte le informazioni di cui chi guarda il simbolo ha bisogno. 

5) Lombardia progressista - Sinistra per Gori

Terza lista all'interno della coalizione che sostiene Gori è Lombardia progressista - Sinistra per Gori, che non fa riferimento ad alcuna lista nazionale esistente, ma è ugualmente facile da identificare, soprattutto grazie al colore. Al di là del bianco, infatti, spicca l'altro colore, ossia l'arancione, legato dal 2011 all'esperienza da sindaco di Giuliano Pisapia (e anche alla lista Sinistra per Milano che finì per sostenere Sala); in più c'è l'aggettivo "progressista", lo stesso del Campo che Pisapia avrebbe voluto creare a livello nazionale. Curioso che ci siano tre (vere) foglioline nel simbolo, quasi a fare concorrenza a quelle di LeU, e che questo sia l'unico altro emblema a schierare la parola "sinistra", oltre a quello della Sinistra per la Lombardia di cui si dirà poi.

6) +Europa

Al quarto posto nella coalizione di centrosinistra è stato sorteggiato il simbolo di +Europa, che non desta nessuna sorpresa sul piano grafico. Si tratta infatti esattamente del simbolo che si era pensato in origine di presentare alle elezioni politiche. Unica differenza, infatti, è l'assenza della "pulce" di Centro democratico, che però in Lombardia (e, come si vedrà, anche in Lazio) non sarebbe servita a nulla: a livello nazionale ha consentito di presentare liste senza firme, mentre in Lombardia questo non era possibile, visto che +Europa non poteva contare su un gruppo in consiglio regionale. Il simbolo in questione è anche l'unico a non contenere alcun riferimento a Gori.

7) Obiettivo Lombardia per le autonomie

Sorteggiata per quinta nella coalizione, la lista in questione intende presentarsi come progetto civico, anzi, come "un modo diverso di fare politica" per "riportare al centro la comunità e il senso di appartenenza", "la ricerca per migliorare la nostra grande Regione" (come si legge nel loro sito). Obiettivo Lombardia per le autonomie (che nell'ultima parte ricorda tanto la vecchia Dca di Rotondi, ma non c'entra nulla) è nata soprattutto dal consigliere uscente Corrado Tomasi e dal parlamentare (ex Scelta civica) Gianfranco Librandi, appoggia con chiarezza il candidato Gori (il nome è molto evidente) e adotta una sorta di tricolore con il profilo verde della regione e un elemento rosso con i rilievi lombardi. A conti fatti, però, il simbolo sembra ammassare fin troppo materiale.

8) Civica popolare per Gori

Il penultimo posto nella coalizione a sostegno di Giorgio Gori spetta a Civica popolare, dunque alla lista che a livello nazionale è guidata da Beatrice Lorenzin. La struttura dell'emblema è identica a quella del contrassegno depositato per le elezioni politiche, a partire dal fiore "petaloso" (e de-Conadizzato) e dai cinque microsimboli disposto in fila, giusto per far capire chi partecipa a quest'avventura politica. In questo caso, peraltro, il nome di Lorenzin è stato sacrificato, sostituito dall'espressione "per Gori", con il cognome del candidato alla presidenza scritto con la stessa font usata dalla sua lista personale. Ed è singolare che, tra le poche liste a farlo, ci sia anche quella più moderata del gruppo.

9) Partito democratico

Se, tutto sommato, la sorpresa apportata dal simbolo precedente è stata molto contenuta, non si può certo dire che il contrassegno che chiude la coalizione a sostegno dell'attuale sindaco di Bergamo presenti elementi originali. Il simbolo del Partito democratico, infatti, è il solito, soltanto leggermente ridotto di dimensioni per fare spazio - nella parte inferiore - a un segmento verde che contiene, in bianco, la dicitura "Gori presidente", sempre con la font notata prima. Una soluzione grafica, quella del segmento, forse meno elegante rispetto a una fascia verde su cui scrivere il nome, ma certamente più funzionale per dare peso visivo al cognome del candidato (in più era la stessa utilizzata nel 2013 per Umberto Ambrosoli).

Angela De Rosa

10) CasaPound Italia

Esaurita la coalizione che appoggia la candidatura di Gori, il sorteggio ha collocato in decima posizione la lista di CasaPound Italia, che candida alla presidenza Angela De Rosa. Il simbolo, presente per la prima volta alle elezioni regionali lombarde, è esattamente lo stesso depositato ormai dal 2013 in occasione delle elezioni di livello nazionale e utilizzato in ogni altra consultazione elettorale, anche locale. La tartaruga con il carapace a otto lati emerge da manifesti e schede e si prepara a intercettare parte dei voti dei delusi da altre forze politiche e dell'area che un tempo si sarebbe definita di destra. Si vedrà il risultato di questo debutto a livello regionale.

Giulio Arrighini

11) Grande Nord

La sorte, dopo CasaPound, ha collocato un'altra lista singola, che davvero non poteva mancare in Lombardia: si tratta di Grande Nord, il progetto politico voluto e plasmato dall'ex leghista Roberto Bernardelli e che candida al Pirellone Giulio Arrighini, già al fianco di Bernardelli quando questi fondò la Lega Padana (i colori sono esattamente gli stessi), in seguito alla guida dell'Unione padana (simbolo, come il precedente, caratterizzato dalla croce - rossa su bianco - di san Giorgio su fondo blu) e poi ancora tra i fondatori di Indipendenza Lombarda. E non può non colpire come questo sia l'unico simbolo di queste elezioni a contenere la parola "Nord", per giunta in grande evidenza: basterà ad assicurarsi i voti di chi vuole attenzione per il settentrione d'Italia (Lombardia compresa, ovviamente)?

Massimo Roberto Gatti

12) Sinistra per la Lombardia

In Lombardia il simbolo di Potere al popolo! non si vede e non si vedrà sulle schede (su quelle delle regionali, ovviamente ci sarà su quelle delle elezioni politiche). Al suo posto, la sinistra radicale ha scelto di denominarsi Sinistra per la Lombardia, candidando alla presidenza l'ex consigliere provinciale di Rifondazione comunista Massimo Roberto Gatti e scegliendo come simbolo il nome stesso della lista sormontato da una grande stella a cinque punte rossa, come rosso è la circonferenza "pennellata" che racchiude tutto (scelta grafica che ricorda molto il simbolo Prima il Nord! presentato da Diego Volpe Pasini, che però era incentrato sul verde). Questo, ovviamente, è l'unico altro emblema che contiene la parola "sinistra" in questo turno elettorale: in Lombardia, evidentemente, non è tabù. 

Attilio Fontana

13) Forza Italia

Ultimo tra i candidati alla presidenza della Regione Lombardia è Attilio Fontana (solo omonimo del cantante che militò nei Ragazzi Italiani). Primo simbolo sorteggiato della coalizione - anch'essa, come quella di Gori, composta da sette liste - è quello di Forza Italia. L'emblema, in realtà, riserva ben poche sorprese: dopo il nuovo ingrandimento - rispetto allo stile del 2014 - del cognome di Berlusconi, che ricalca a colori invertiti la grafica del 2006, la bandierina tricolore resta nella parte alta del cerchio, leggermente debordante, mentre l'indicazione del candidato presidente si sposta nuovamente in basso. In fondo si tratta di un emblema pulito e relativamente equilibrato.

14) Partito pensionati

In questo caso non c'è proprio alcuna sorpresa. Il simbolo è proprio quello del Partito pensionati che siamo abituati a vedere sulle schede ormai da trent'anni, con la parola "Pensionati" in blu su fondo bianchissimo; la collocazione, nel centrodestra, è la stessa da tantissimo tempo. Anche la candidata come capolista (a Milano), Elisabetta Fatuzzo - figlia di Carlo, fondatore e leader nazionale del partito - è una sorta di certezza, essendo consigliera regionale uscente alla sua quarta consiliatura (ma in lista a Milano ci sono anche l'ex deputato Lino Miserotti e l'ex consigliera regionale piemontese Sara Franchino). Le elezioni porteranno di nuovo il partito sui banchi dell'assemblea regionale?

15) Fratelli d'Italia

Nessuna sorpresa anche per il simbolo presentato dalla lista di Fratelli d'Italia, che a Milano in testa presenta l'ex parlamentare e vicesindaco Riccardo De Corato (ma subito dopo di lui c'è Maria Teresa Baldini, che nel 2016 alle amministrative milanesi aveva promosso la lista Fuxia People). Il contrassegno prescelto è esattamente lo stesso depositato in vista delle elezioni politiche, con l'emblema di Fdi inserito in un altro cerchio con struttura simile e con il nome molto evidente di Giorgia Meloni. Rispetto all'emblema del 2013, sono sparite le corde e soprattutto è tornata la fiamma tricolore che ricorda il passato: servirà a fare maggior presa sugli elettori?

16) Noi con l'Italia - Udc

Nessuna personalizzazione nemmeno per il contrassegno utilizzato dalla lista Noi con l'Italia - Udc, che in Lombardia ha come esponente di punta l'ex ministro Maurizio Lupi. Il simbolo, infatti, anche in questo caso è identico a quello definito pochi giorni prima del voto politico: esso unisce al nome del progetto politico promosso da Lupi, Raffaele Fitto, Flavio Tosi e altri (con pacchetto grafico di blu di fondo e arcobalenino tricolore pennellato) lo scudo crociato in primo piano, sopra le vele presenti ormai da anni sul simbolo del'Udc (e al massimo un po' scolorite, per non rubare troppo la scena allo scudo). Tra i più interessati al risultato finale della coalizione e al suo interno c'è sicuramente anche il gruppo che si riconosce in questo emblema.

17) Parisi per Fontana - Energie per la Lombardia

Per l'occasione, a qualcuno dev'essere venuta voglia di ribaltare uno dei simboli ultimi nati, così sulla scheda arriva l'emblema di Energie per l'Italia, fondato dall'ex candidato sindaco di Milano Stefano Parisi. Ci arriva però come Energie PER la Lombardia, riducendo di molto la dimensione delle lampadine e portando in alto il segmento circolare che contiene la dicitura "Parisi con Fontana": il cognome del candidato alla presidenza è ben visibile, ma anche quello di Parisi non scherza ed emerge bene, color carta da zucchero su fondo bianco. La vigilia del deposito della candidature era stata decisamente tumultuosa, ma alla fine il rapporto con il centrodestra non è stato in discussione.

18) Lega 

Non poteva ovviamente mancare il simbolo leghista per eccellenza, Alberto da Giussano, che campeggia tuttora all'interno del contrassegno della Lega, ormai non più Nord: il nome residuo, in ogni caso, se possibile è ancora più evidente nella parte superiore del cerchio, così come ha grande visibilità il cognome di Matteo Salvini riportato in un giallo che spicca. Non può sfuggire la peculiarità "nazionale" del contrassegno, che contiene un riferimento verbale alla Lombardia e - soprattutto - la "pulce" della Lega lombarda, presente come sempre in queste terre con l'immagine del guerriero al centro del profilo della Lombardia. Toccherà agli elettori interpellati dimostrare quanto fosse importante o poco rilevante parlare di Nord in Lombardia.

19) Fontana presidente

Chiude la coalizione di centrodestra ed è anche l'ultimo simbolo a essere sorteggiato sulla scheda quello della lista Fontana presidente, che dunque esprime un gruppo di candidati che più si riconosce nella persona che punta a ottenere la carica detenuta finora da Roberto Maroni. Il simbolo con la croce di san Giorgio tracciata a pastello a cera, a dire il vero, è tutt'altro che nuovo: era stato Roberto Calderoli a svelarlo per la prima volta, depositandolo in vista delle elezioni politiche del 2013 (salvo poi ritirarlo) con il cognome di Maroni, stessa versione che si ritrovò sulle schede regionali lombarde dello stesso anno. Ora che Maroni non si è ricandidato, al posto del suo nome c'è quello di Fontana, ma il concetto non cambia.

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