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martedì 9 luglio 2019

Il partito che serve all'Italia? Nasce domenica, contro il neoliberismo

Da quasi otto mesi in Italia sta nascendo un nuovo partito. Non un partito qualunque, ma Il Partito che serve all'Italia. Non è un giudizio di chi scrive, ma il nome temporaneo che il gruppo si è dato in vista dell'assemblea costituente che si terrà domenica 14 luglio 2019 a Roma, dalle ore 9 alle 20, presso l'Istituto Sant’Orsola di Via Livorno 50/a (zona Piazza Bologna): il nome definitivo, il relativo simbolo - che vada a sostituire quello evidentemente provvisorio riportato qui a fianco - e il programma definitivo saranno decisi in quella sede. 
Alcune idee, peraltro, sono già state abbozzate dall'inizio: introduzione in Italia di una moneta non a debito a circolazione nazionale, "non calare le braghe dinanzi ad alcuno" (che sia la Commissione europea, la Bce o altri "poteri apolidi, postdemocratici e neoaristocratici" che hanno impoverito e massacrato l'Italia e il resto d'Europa), riforma costituzionale per eliminare ogni riferimento all'equilibrio di bilancio (puntando piuttosto sul diritto al lavoro per tutti), abbattimento del carico fiscale per imprese e famiglie, eliminazione di ogni clausola segreta (scritta o orale) che limiti la sovranità e l’autonomia politico-diplomatica italiana in ambito internazionale (per essere di nuovo protagonisti nel dialogo tra Usa e potenze occidentali con Russia, Cina e Paesi emergenti).
Il progetto nasce come progetto collaterale del Movimento Roosevelt, "movimento politico, meta-partitico" ispirato da Gioele Magaldi, istituito - come si legge nel sito - da 500 soci fondatori a Perugia il 21 Marzo 2015. Alla base c'è la convinzione che lo stato sociale e la democrazia dei paesi occidentali siano messi in pericolo da "pulsioni neo oligarchiche impegnate nel ridurre i diritti umani, lo stato sociale e la democrazia" e da "una deriva politico-economica illiberale ed antidemocratica che rischia di amplificare la polarizzazione sociale, di far arretrare le condizioni di vita materiale delle persone e di arrestare il processo di avanzamento sociale ed economico mondiale". 
Il movimento ha come obiettivo "un mondo libero che sia però attento alle questioni sociali" e che ponga l'uomo al centro della vita politica. Ciò si dovrebbe ottenere contemperando la garanzia a ogni persona di pari diritti e opportunità e la possibilità per tutte loro di essere "libere di seguire i propri talenti, le proprie passioni ed anche il loro profitto", seguendo gli insegnamenti economici di John Keynes e William Beveridge o di politologi come John Rawls (oltre che l'esempio di politici quali Franklin Delano Roosevelt e John Fitzgerald Kennedy). 
Magaldi (romano, classe 1971), laureato in filosofia, esperto di tradizioni esoteriche e sapienziali occidentali, massone marcatamente progressista ed euroatlantico, nonché poeta, tra il 2010 e il 2011 era già divenuto leader del movimento politico d’opinione Democrazia Radical Popolare, fondato con l'intento "di contribuire a rifondare e rigenerare - si legge nel sito - l’identità politica dei partiti che si riconoscano in una prospettiva riformatrice, libertaria, liberal-socialista e socialista-liberale, 'laica' (soprattutto se si è cattolici e/o cristiani e/o comunque religiosamente orientati in senso forte), insomma in una prospettiva 'innovatrice' e autenticamente di 'Centro-Sinistra', oltre le mediocrità velleitarie e le ambiguità infeconde che hanno caratterizzato la recente (e anche meno recente) storia di questa famiglia politica". Negli anni seguenti, tuttavia, quel soggetto non dev'essere parso sufficiente, preparandosi la nascita di "un'originale entità associativa ispirata ai valori di democrazia sostanziale, promozione della giustizia sociale e dell’uguaglianza concreta delle opportunità per tutti e per ciascuno", rappresentata proprio dal Movimento Roosevelt, di cui lo stesso Magaldi è stato subito acclamato presidente. 
L'idea di costituire un contenitore politico in grado di tradurre in programma politico-elettorale quelle riflessioni ha iniziato a marciare il 22 ottobre 2018, con un post sul sito www.ilpartitocheserveallitalia.it, in base al quale "i tempi drammatici e titanici che l’Italia sta vivendo nel suo rapporto con gli altri Paesi europei e con la propria organizzazione socio-economica ed istituzionale, richiedono la realizzazione di un nuovo soggetto politico-partitico (distinto, separato e indipendente dalla prospettiva metapartitica del Movimento Roosevelt e da quella partitica o movimentista di altre entità già esistenti)", con l'invito a cittadine e cittadini a iscriversi all'assemblea costituente, con una prima riunione tenutasi a Roma il 22 dicembre, replicata poi il 10 febbraio.
Il pensiero di fondo è che da troppo tempo la classe politica (non solo italiana) si sia piegata a interessi economico-finanziari privati e opachi, finendo schiava dell'economia e non potendo decidere oltre i confini indicati dai titolari di quegli interessi, definiti come "gruppi economico-finanziari apolidi (non positivamente cosmopoliti) e sovranazionali": questi avrebbero imposto il neoliberismo come unico modello politico ed economico ed è proprio contro ciò che il Partito che serve all’Italia si propone di combattere, "radunando tutte le forze autenticamente democratiche della società civile e politica esistenti sul territorio italiano ed europeo", per sviluppare "politiche radicalmente democratiche e social-liberali". Questo passerebbe, a livello europeo, attraverso la trasformazione dell'euro "da moneta ostaggio di poteri privati e tecnocratici in valuta gestita da poteri pubblici e politici democraticamente legittimati". 
Come si diceva, il nome del nuovo soggetto politico sarà deciso - nello spirito di democrazia interna - dai componenti dell'assemblea costituente, ai quali toccherà anche definire lo statuto e il programma, oltre che la struttura dirigente del partito. Sarà possibile iscriversi a titolo personale, oppure come membri di associazioni o movimenti esistenti, "magari - si legge sempre nel sito - denominandosi come futura 'corrente' interna del nuovo partito", al punto che il nome di quelle realtà associative potrebbe essere usato come base per la futura etichetta dell'associazione.
Al di là di coloro che, pur aderendo ad altri soggetti associativi o politici, non vogliono marcare la loro appartenenza, esistono già alcune "correnti", a partire da quella legata al Partito democratico progressista (la cui costituente ha deciso di partecipare alla fondazione del Partito che serve all’Italia "con il nostro nome, il nostro programma e le nostre idee, convinti di poterne influenzare sia l'identità che la traiettoria"); ci sono poi alcuni aderenti di Riscossa Italia e altri di Unione di Scopo (più pronti a rinunciare al nome per nuovi segni di identificazione). Non manca, sempre leggendo il sito, una corrente "sportiva", "volta alla valorizzazione del ruolo sociale, culturale e politico in senso alto dello sport italiano", proposta da rappresentanti di vertice dell'Associazione italiana cultura sport (Aics).
Punto di arrivo e di partenza, dunque, sarà l'assemblea di domenica, la cui data non è stata scelta a caso: se il 14 Luglio è la data "rivoluzionaria per eccellenza" (e, per inciso, è anche il compleanno di Magaldi), l'idea è di far nascere in quello stesso giorno "una forza politica altrettanto rivoluzionaria". Tra le persone attese per l'evento, c'è anche Nino Galloni, economista keynesiano, cofondatore del Movimento Roosevelt e già proposto da Magaldi tra 2015 e 2016 come candidato sindaco per la città di Roma. Sarà la stessa assemblea costituente a dare notizia, in seguito, degli sviluppi di questo momento fondativo.

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