mercoledì 4 novembre 2020

Nuovo simbolo "armato" per i Forconi, qualcosa si muove?

La parola "partito" per i più in politica è squalificata, al punto da non volerla più usare. Eppure, anche assai di recente, qualcuno non la disdegna e, anzi, la sceglie proprio per marcare il passaggio rispetto alla natura di movimento. Il 30 ottobre, infatti, risulta depositato come marchio il nuovo simbolo del Partito nazionale 9 dicembre Forconi, fondato in realtà già il 6 aprile 2017 e guidato da Francesco Puttilli come presidente: si tratta dell'evoluzione del Movimento 9 dicembre Forconi, fondato nel 2015 dallo stesso Puttilli, da Adolfo Bottiglione (cofondatore nel 2017 anche del nuovo soggetto), nonché da Orlando Iannotti e Danilo Calvani (quest'ultimo tuttavia nel 2017 era stato escluso da quel primo soggetto strutturato, non era parte del nuovo Partito nazionale e alla fine dell'estate 2018 si era visto anche inibire dal Tribunale di Latina l'uso del nome "9 dicembre Forconi" e del simbolo allora in uso, in quanto marchio registrato proprio da Puttilli a marzo del 2017. 
Anche questa volta è stato Puttilli, in qualità di presidente del partito, a depositare la richiesta di registrazione del nuovo emblema come segno distintivo; per l'occasione si è chiesto di registrare il simbolo per le classi 41 (Educazione; formazione; divertimento; attività sportive e culturali) e 45 (Servizi giuridici; servizi di sicurezza per la protezione di beni e di individui; servizi personali e sociali resi da terzi destinati a soddisfare necessità individuali) della classificazione di Nizza. 
Il simbolo precedente
Già la descrizione allegata alla domanda dà l'idea della maggiore complicazione grafica del nuovo segno, a dispetto di una composizione assai meno colorata rispetto al contrassegno precedente: "un cerchio bianco contornato da un anello sfumato in grigio con la scritta 'Partito nazionale 9 dicembre Forconi'. All'interno del cerchio nella metà inferiore la sagoma in colore grigio/azzurro di 7 persone stilizzate che impugnano tre forconi ed un rastrello. La parte centrale del cerchio è caratterizzata da un braccio destro teso che impugna un forcone entrambi di colore nero. Due spighe concentriche di colore giallo sono tangenti alla circonferenza esterna del cerchio bianco alla base del quale appare la scritta 'per la sovranità'".
Se dunque nel simbolo del 2017 non c'era più nessun forcone (vero o stilizzato), questa volta lo strumento tipico degli agricoltori torna in modo prepotente nella grafica, ma stavolta non stilizzato: in primo piano, infatti, c'è addirittura l'immagine decisamente forte di quel braccio che impugna il forcone e lo tiene innalzato, resa ancora più d'impatto grazie all'uso dominante del colore nero; l'unica significativa eccezione riguarda una sorta di anello di corda a trama tricolore. Anche il fondo del simbolo, molto più chiaro rispetto ai colori rossi e verdi del passato, lascia vedere tre forconi e - come recita la descrizione - persino un rastrello, quasi a dare l'idea di un popolo che arriva alla lotta e alla manifestazione senza abbandonare gli strumenti di lavoro e senza cambiare il loro modo di essere (a costo che il loro equipaggiamento appaia un po' precario). 
Simbolo depositato nel 2018
Se però il forcone qui appare più come un'arma che come un attrezzo, il mondo della campagna è richiamato anche - e in modo certamente più pacifico - dalle due spighe, che di fatto si collocano tra il forcone di primo piano e il gruppo posto sul fondo. Appare piuttosto curiosa, infine, la corona grigia sfumata che, nella parte inferiore, addirittura priva il simbolo di un "confine", lasciato di fatto intendere dall'espressione "per la Sovranità" collocata ad arco nella parte inferiore dell'emblema. 
Vale peraltro la pena di ricordare che il segno adottato nel 2017 è diverso tanto dal contrassegno elettorale visto nelle bacheche del Viminale prima delle elezioni politiche del 2018 (a fondo nero, con tanto di nastrino blu, poi non utilizzato anche per mancanza della dichiarazione di trasparenza), quanto da quello depositato in vista delle elezioni europee del 2019 (con lo sfondo tutto color porpora e le scritte bianche). 
In entrambi i casi gli emblemi erano stati depositati al Ministero da Orlando Iannotti; ma in seguito si sono visti anche altri emblemi, compreso uno con le spighe e una bandiera tricolore al vento: lo si è visto, tra l'altro, nel 2018 a Salcito (CB), nell'affollatissima elezione che aveva visto 11 liste affrontarsi in un comune che aveva 650 elettori. Bisogna dire che non è scontato che si tratti dello stesso soggetto politico di cui si sta parlando ora, se non altro perché - anche a causa di una moltiplicazione di siti e domini - non è semplice avere notizie precise su chi si candidi e in nome di quali leader lo faccia. La scelta del nuovo simbolo, in ogni caso, sembra preludere a un tentativo di (ri)lancio su scala nazionale della forza politica  Non c'è ovviamente la certezza che il contrassegno finisca sulle schede (e che ci finisca così, soprattutto con riguardo alle sfumature della corona circolare, decisamente poco adatte alla stampa); intanto però, consumati tutti i turni elettorali di quest'anno, ci si è già preparati agli appuntamenti del 2021.

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