Contemporaneamente alle elezioni regionali, il 2-3 aprile in Friuli Venezia Giulia si terrà un turno di elezioni amministrative: l'unico comune capoluogo di provincia - anzi, ente di decentramento regionale - a essere interessato sarà Udine (e l'unico altro comune sopra i 15mila abitanti coinvolto sarà Sacile, in provincia di Pordenone). Si contenderanno la carica di sindaco del capoluogo di provincia quattro persone, incluso il sindaco uscente Pietro Fontanini, espressione del centrodestra. Il principale sfidante, Alberto Felice De Toni, è sostenuto dal centrosinistra, inclusa la lista di Azione-Italia viva, ma non dal M5S, impegnato ad appoggiare Ivano Marchiol insieme alla sinistra; completa il quadro Stefano Salmè, che prova di nuovo a entrare in consiglio. In tutto le liste sono 14, due in meno rispetto al 2018 (quando peraltro erano in 7 ad aspirare alla poltrona di sindaco).
Pietro Fontanini
1) Identità civica
La prima candidatura sorteggiata è quella del sindaco uscente, Pietro Fontanini, sostenuto da ben 6 liste, una in più rispetto a cinque anni fa. La prima, Identità civica, ripropone la lista schierata per la prima volta nel 2013 (a sostegno di Adriano Ioan) e terza forza della coalizione nel 2018 (dopo Lega e Fi). Il simbolo di base è sempre lo stesso, con lo stemma di Udine - un elemento citato di frequente, come si vedrà - a fianco del profilo della torre dell'orologio di Piazza libertà (con in evidenza i due mori che battono le ore sulla campana) e il tricolore sullo sfondo. Non può sfuggire l'inserimento - per la prima volta nella civica, un po' come avveniva con Gianluca Buonanno nei comuni della Valsesia - del cognome del presidente uscente della regione, Massimo Fedriga, che in quegli stessi giorni cerca la riconferma.
2) Lega
Seconda lista estratta, nella coalizione di centrodestra, è quella della Lega, vale a dire proprio la formazione di cui è espressione Fontanini e che nel 2018 aveva ottenuto oltre il 21% dei voti. Rispetto ad allora, il simbolo ha perso la bandiera blu con l'aquila friulana (in passato il fregio leghista si accompagnava spesso a segni locali), ma soprattutto non c'è più alcun riferimento a Matteo Salvini: nel segmento blu sotto alberto da Giussano, infatti, il rilievo maggiore spetta al cognome del candidato sindaco (scritto in giallo come era "Salvini"), ma sotto c'è pure il riferimento a Fedriga. Un doppio traino, in pratica.
3) Fontanini sindaco
Oltre alla lista civica che lo aveva accompagnato alla vittoria nel 2018, questa volta il candidato del centrodestra può contare anche su una lista dichiaratamente personale (dalla composizione civica ma non solo), denominata appunto Fontanini sindaco. Sul fondo bianco, oltre al nome della lista - blu e verde, come il contorno del cerchio - spicca la sagoma dell'angelo dorato che svetta sulla cupola della chiesa di Santa Maria di Castello, con impressa la V rovesciata ("al capriolo", come si dice in araldica) dello stemma di Udine, che dunque appare due volte in questa coalizione.
4) Unione di centro
Nelle contemporanee elezioni regionali non figura tra le liste, ma alle comunali di Udine nel centrodestra riappare l'Unione di centro, assente invece nel 2018. Il simbolo non è distante da quello consueto, ma l'impressione è che si siano adottati alcuni accorgimenti per dare maggiore visibilità allo scudo crociato: il segmento rosso in alto - che contiene il riferimento al comune - è stato ridotto il più possibile e anche il nome dell'Udc sembra più vicino al contorno del cerchio, in modo da recuperare spazio per l'elemento centrale in primo piano.
5) Fratelli d'Italia
Come quinta lista della coalizione di centrodestra è stata sorteggiata quella di Fratelli d'Italia, che nel 2018 aveva sfiorato il 2,5%, ma questa volta potrebbe migliorare di molto il suo risultato. Il simbolo schierato, identico a quello di cinque anni fa (e a quello usato da Fdi alle elezioni politiche), è il solo della coalizione a non contenere alcun riferimento al comune o al candidato sindaco, la stessa scelta fatta - come si è visto - per le regionali: senza pretendere di interpretare le scelte del partito, è probabile che Fdi voglia correre con la propria immagine nazionale e farsi votare per la propria identità, a prescindere dal legame col territorio (posto che ogni aggiunta grafica avrebbe complicato il simbolo, come si vede in alcuni comuni friulani chiamati al voto negli stessi giorni).
6) Forza Italia
Chiude, come sesta lista, la coalizione udinese di centrodestra Forza Italia, che nel 2018 con il 9,66% era risultata il secondo partito di quell'area (pare tutt'altro che scontato che quell'esito possa ripetersi in quest'occasione). Il simbolo presentato è quasi identico a quello di cinque anni fa, con il riferimento a Fontanini collocato ad arco sotto al cognome di Berlusconi e con la bandierina tricolore leggermente debordante dal cerchio (stavolta collocata forse appena un po' più in basso). Diversamente dal simbolo delle regionali, qui non è stato inserito il riferimento al Ppe.
Alberto Felice De Toni
7) Alleanza Verdi e Sinistra - Possibile
Conta quattro liste la coalizione di centrosinistra che sostiene la candidatura di Alberto Felice De Toni. Il sorteggio ha collocato in prima posizione il simbolo di Alleanza Verdi e Sinistra - Possibile: si tratta dello stesso che finirà nei medesimi giorni sulle schede per le elezioni regionali. Sotto i segmenti destinati a Europa Verde e Sinistra Italiana, dunque, ci sono le traduzioni di "Verdi" e "Sinistra" in sloveno e in furlan; in alto a sinistra, poi, c'è anche il riferimento testuale (e in piccola parte grafico) a Possibile, parte della lista come alle regionali.
8) Azione - Italia viva
Diversamente da quanto avviene alle regionali, a Udine la lista che unisce Azione e Italia viva fa parte della coalizione di centrosinistra (anche perché, come si vedrà, questa non comprende il M5S). Il simbolo è identico a quello schierato alle elezioni politiche, con le miniature dei partiti guidati da Carlo Calenda (il cui cognome spicca nella parte bassa del cerchio) e Matteo Renzi, mentre nella parte inferiore c'è il riferimento al gruppo parlamentare europeo Renew Europe. Non c'è invece il simbolo di +Europa, inglobato alle regionali (+E formalmente non ha mai presentato liste a Udine).
9) De Toni sindaco
Terza lista della coalizione di centrosinistra è quella più vicina al candidato alla guida del comune di Udine (rettore della locale università dal 2013 al 2019), De Toni sindaco. La formazione, che unisce varie forze civiche e autonomiste (incluso il Patto per l'autonomia), è rappresentata soprattutto - su fondo blu - da un elemento geometrico curvilineo, che ricorda quattro petali di un fiore o quattro foglie (viste le varie tonalità di verde): queste rappresentano, secondo le parole del candidato, "le sfide che vogliamo far vincere agli udinesi insieme a noi: quella ambientale, economica, sociale e politica", ma anche quattro parole d'ordine (cambiamento, sostenibilità, molteplicità e innovazione). La lista è la sola della coalizione a contenere il nome dell'aspirante sindaco.
10) Partito democratico
Chiude la coalizione di centrosinistra a sostegno di De Toni la lista del Partito democratico, che cinque anni fa aveva sfiorato il 20%, arrivando poco dietro alla Lega. Se allora nel contrassegno era stato inserito anche il nome del candidato sindaco Vincenzo Martines, questa volta il Pd ha preferito schierare - come nel 2013 - il suo simbolo ufficiale "schietto", senza alcuna aggiunta territoriale o nominale, come ha scelto di fare alle contemporanee elezioni regionali. Difficile dire se questa decisione potrà avere qualche riflesso sul risultato elettorale.
Stefano Salmè
11) Liberi elettori - Io amo Udine
Dopo le candidature nel 2008 e nel 2018, si ripresenta come candidato sindaco a Udine Stefano Salmè, questa volta sostenuto da una sola lista, denominata Liberi elettori - Io amo Udine. Se in passato Salmè si era qualificato su posizioni di estrema destra, ora preferisce presentarsi come antisistema, alternativo ai due candidati principali, ritenuti due facce della stessa medaglia. Io amo Udine, con l'angelo dorato di Santa Maria di Castello, aveva già corso nel 2018 come lista autonoma; questa volta il logo è stato inserito nel simbolo più complesso - la cui struttura ricorda il simbolo di Fdi - sotto al nuovo motto "Liberi elettori", collocato sul segmento superiore sfumato giallo-arancione.
Ivano Marchiol
12) MoVimento 5 Stelle
Ultimo candidato alla guida del comune di Udine è Ivano Marchiol, sostenuto da tre liste. Quella sorteggiata per prima sarà probabilmente anche la più consistente: quella del MoVimento 5 Stelle, che dunque nel capoluogo udinese ha scelto di non sostenere lo stesso candidato del Pd (diversamente dalla posizione assunta a livello regionale). Il simbolo presentato è lo stesso introdotto con l'ultima revisione statutaria (quello che nella parte inferiore ha un segmento rosso contenente il riferimento all'anno 2050 della neutralità climatica).
13) Udine città futura
La seconda formazione della coalizione che sostiene Marchiol, Udine città futura, è una lista civico-politica. La seconda componente è ben mostrata dalla presenza, nel simbolo arancione leggermente sfumato, delle "pulci" del Partito della Rifondazione comunista e di Open FVG, dunque lo stesso gruppo di sinistra che alle regionali sostiene Moretuzzo e ha Furio Honsell come candidato di punta. Nel contrassegno si leggono anche le parole "Collettiva - femminista - ecologista - laica", ripetute due volte ad arco per coprire tutta la circonferenza; non manca sullo sfondo una banda con vari colori dell'arcobaleno, forse anche per richiamare l'idea della pace.
14) Spazio Udine
L'ultima delle tre liste che sostengono Marchiol è anche la più vicina a lui e la più civica di tutte: Spazio Udine, evoluzione dell'omonima associazione che a sua volta nel 2021 era sorta dal Comitato Autostoppisti (volto a pedonalizzare parte del centro e fondato proprio da Marchiol, persona con disabilità). "Lo spazio urbano - si legge nel sito - è il fondamento della nostra identità: ci dice chi siamo e chi vogliamo essere. Ripensarlo e riorganizzarlo a favore delle persone e del verde è il modo migliore per proiettare Udine nel futuro. Un futuro fatto di ambiente, lavoro, relazioni sociali ed economia più forti". Il simbolo contiene, tra l'altro, un segno in cui varie macchie di colore (magenta, gialle, ciano, verde, sovrapposte con uno stratagemma che ricorda il marchio di Expo 2015 e la prima lista civica di Sala) creano uno spazio scuro su cui si vede la V rovesciata dello stemma udinese. Tra le iniziative della lista, si segnala un gioco da tavolo per chi vuole cercare di "salvare" la città di Udine e ripensarla secondo le idee proposte dalla lista stessa.
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