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giovedì 2 gennaio 2014

Se il Nuovo centrodestra non fa più quadrato

Che il simbolo del Nuovo centrodestra, presentato in modo entusiastico un mese fa da Angelino Alfano e accolto con un ventaglio di atteggiamenti tra il perplesso e l'irridente (per la scarsa inventiva grafica e la comunicativa del tutto assente), era cosa da immaginare. Anche perché, in ogni caso, il logo avrebbe dovuto essere inserito nella circonferenza richiesta dalle norme elettorali: avrebbe potuto essere inserito tal quale, con il quadrato carta da zucchero recante le lettere bianche "NC" e la "D" blu all'esterno, il tutto su fondo bianco, oppure si sarebbe potuta cogliere l'opportunità per immaginare qualcosa di diverso.
E a qualcosa di almeno leggermente diverso qualcuno ha pensato: spulciando l'elenco degli ultimi segni distintivi depositati all'Ufficio italiano brevetti e marchi, si scopre che il 6 dicembre - il giorno dopo il deposito del logo mostrato pubblicamente - qualcuno ha chiesto la registrazione come marchio di due emblemi circolari, tutti e due parenti di quello divulgato dai media. Questo qualcuno è Davide Tedesco, collaboratore di Alfano: lo stesso, per intendersi, che già il 31 ottobre aveva depositato come marchi testuali le espressioni "Centrodestra" e "Il nuovo centrodestra" e, nel mese successivo, ha depositato altri nove nomi, che potessero tentare di coprire varie combinazioni (comprese "Unione per la libertà", "Unione della libertà", "Confederazione della libertà" e "Federazione della libertà", piuttosto lontane dal nome scelto alla fine), prima che l'etichetta del nuovo soggetto politico venisse decisa definitivamente. 
Il primo ad accorgersi della mossa degli alfaniani è Franco Bechis, che su Libero imputa la scelta alla scarsa fiducia nei confronti di Matteo Renzi, in particolare delle sue dichiarazioni di sostegno al governo Letta. Chiedendo lumi al capogruppo Ndc a Montecitorio, Enrico Costa, Bechis si è sentito confermare che uno dei due emblemi rotondi "è il simbolo che dovrà essere messo sulla scheda elettorale: se la situazione dovesse precipitare serivirà subito, altrimenti uno dei due verrà utile per le europee già in calendario".
Perché due? Perché si è pensato uno schieramento a geometria variabile, dipendente dal barometro politico e giudiziario. Già, perché non è ancora dato sapere se Silvio Berlusconi, pur essendo incandidabile in base alla "legge Severino", potrà almeno far figurare il suo nome sull'emblema di Forza Italia e su quelli degli altri componenti della coalizione: se questo non sarà possibile, Alfano è pronto a inserire il suo nome all'interno dell'emblema, in modo da marcare la sua leadership. In questo modo, il quadrato blu inizialmente previsto si estenderà fino a occupare un quarto di cerchio abbondante, includendo anche il nome intero del partito (stavolta in bianco) e con una piccola sfumatura per movimentare la grafica senza esagerare; la parte destra del cerchio, ospitante la "D", resterebbe bianca ma contornata da un arco tricolore, mentre il segmento inferiore conterrebbe il cognome di Alfano in bianco, su fondo carta da zucchero. 
Non è detto, però, che il nome di Berlusconi sia off limits per un emblema (del resto non ci sono precedenti), così come non è detto che Forza Italia accetti di buon grado di apparentarsi a un simbolo con il nome di Alfano, senza averne alcuno nel proprio. Così è già pronta la variante, che toglie il nome del vicepremier e semplicemente fa continuare in verticale la grafica della parte superiore: il quarto blu si trasforma in un semicerchio abbondante (con la stessa sfumatura) e altrettanto vale per l'arco tricolore. In questo modo, peraltro, oltre a ricadere nel consueto uso e abuso dei quattro colori nazionali, sparisce ogni traccia del quadrato che Alfano aveva voluto come forma "con tutti gli angoli e i lati uguali, a rappresentare l'uguaglianza". E se forse non vuole dire che qualcuno nel nuovo soggetto è più uguale di altri (piegando Orwell alla geometria e alla grafica politica), significa senz'altro che la giustificazione sbandierata ai media e ai militanti era per lo meno gracile. Al punto che ha retto solo ventiquattr'ore.

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