giovedì 17 maggio 2018

Valle d'Aosta, simboli e curiosità sulla scheda

Dopo le elezioni in Lombardia, Lazio, Molise e Friuli Venezia Giulia, ora tocca alla Valle d'Aosta rinnovare la propria amministrazione regionale. Sono 10 le liste che si contendono i 35 posti in consiglio regionale (una in meno di quelle depositate: c'era anche quella di CasaPound Italia, ma le firme non erano sufficienti); prima di passarle in rassegna, occorre ricordare che la regione ha previsto per sé un sistema interamente proporzionale (senza alcuna quota maggioritaria, fatto salvo un premio di 21 seggi alla lista o alla coalizione che abbia ottenuto almeno il 42% dei voti) a liste concorrenti. Non saranno poi gli elettori a indicare il nuovo Presidente della Regione, bensì i nuovi consiglieri regionali: anche per questo, alle liste non è collegato nessun candidato presidente.

1) Pour Notre Vallée - Area civica - Stella alpina

Il primo simbolo sorteggiato per essere inserito su schede e manifesti è una sorta di bicicletta, che riunisce l'emblema di Pour notre Vallée (formazione politica qualificata come centrista, nata da una scissione dell'Union valdôtaine alla fine del 2016, ma comunque rimasta a sostegno della stessa giunta regionale guidata da Augusto Rollandin) e quello della Stella alpina, altra formazione autonomista e centrista molto più risalente, nata nel 2001 e che via via si è allargata diventando sempre più popolare in regione. All'interno dell'emblema di Pnv, sotto i colori della Vallée, c'è anche il riferimento testuale ad Area civica, compagine nata in consiglio regionale alla fine di giugno dell'anno scorso, come sostenitrice di "una politica declinata con forme nuove al di fuori dei partiti tradizionali" (così l'ha definita il suo demiurgo, il consigliere Carlo Norbiato), in ogni caso qualificabile come "liberale e popolare, credibile alla società civile". All'interno del contrassegno, completato dai colori giallo e blu, si ricostituisce quindi il gruppo consiliare presente nell'assemblea in scadenza.

2) Centrodestra Valle d'Aosta (Forza Italia - Fratelli d'Italia - Nuova Valle d'Aosta)

Secondo contrassegno sorteggiato è quello che riunisce due dei simboli dell'area di centrodestra, ossia Forza Italia (eccezionalmente solo con la bandiera, ingrandita per l'occasione senza essere compressa in un cerchio) e Fratelli d'Italia (presentato nella versione "cannocchiale", che inserisce il simbolo di Fdi in un cerchio dalla struttura simile, con il nome di Giorgia Meloni in evidenza). Sotto agli emblemi dei due partiti, si trova anche il fregio un po' più piccolo del Movimento Nuova Valle d'Aosta, con il profilo azzurro della regione in primo piano (con tanto di ombra un po' naïve), contorno di otto stelle e bandiera con i colori locali: il soggetto politico era nato a dicembre per "abbattere la mancanza di lavoro che ha messo in ginocchio la regione", con una posizione sulla carta "al di là degli schieramenti politici" ma comunque qualificato come di centrodestra.

3) Partito democratico

Terzo emblema indicato dal sorteggio è quello del Partito democratico, ben riconoscibile, ma arricchito per l'occasione (anche se, in realtà, si tratta dello stesso contrassegno utilizzato cinque anni fa). Il logo disegnato da Nicola Storto, infatti, è stato "confinato" nel semicerchio superiore, mentre la parte inferiore del cerchio è stata riempita sia con una striscia dai colori della regione, con la scritta "Valle d'Aosta bene comune", sia con la dicitura "Sinistra VDA". Cinque anni fa l'espressione si riferiva ad altre forze politiche rappresentate in lista (Psi, Idv, Prc); oggi quelle forze non stanno lì, ma in lista sono comunque presenti persone chiaramente di sinistra pur non essendo tesserate Pd, dunque l'espressione è rimasta al suo posto.


4) Impegno civico

Subito dopo il Pd il sorteggio ha indicato al quarto posto Impegno civico, lista che è stata da più parti indicata come unico riferimento della sinistra radicale in questo turno elettorale (considerando che manca il simbolo di Potere al popolo!, che non è riuscito a raccogliere le firme; firme che invece qui non sono state raccolte, grazie alla formazione dell'omonimo gruppo consiliare alla vigilia del voto). La lista, qualificatasi come nata "dalla volontà di un gruppo di cittadin* che, unendo la loro passione per la res publica, le loro energie e le loro competenze, hanno deciso di formulare una nuova proposta di governo per la Valle d’Aosta", si distingue in modo geometrico, con tre cerchi di tre tonalità diverse di arancione, mettendo in evidenza i temi più cari al gruppo (lavoro, ambiente e uguaglianza).


5) Union valdôtaine progressiste

In seguito è stata sorteggiata la lista dell'Union valdôtaine progressiste, altra formazione autonomista e regionalista che da alcuni anni si distingue, oltre che per i colori della bandiera valdostana, per il profilo della testa di leone ("metallizzato", come il contorno del cerchio) che domina nell'emblema. Il partito è nato nel 2012 - da una scissione dell'Uv, come il nome e il concetto del leone lasciano facilmente intendere, così come se ne intuisce la sua posizione maggiormente vicina allo schieramento di sinistra - e ha partecipato anche alle precedenti elezioni con un buon risultato. Ora ci riprova, nell'attesa dell'esito che daranno le urne.


6) Alpe

Si resta in ambito zoologico, ma si cambia animale con la lista Autonomie - liberté - participation - écologie, abbreviata anche sul simbolo in Alpe. Si tratta di un altro partito regionalista, creato a tutti gli effetti nel 2010; il simbolo del gallo su fondo rosso-arancio (per ricreare il sole), tuttavia, lo si era già visto nel 2009 alle elezioni europee (ma era girato al contrario) e anche in alcune occasioni precedenti, legate in particolare alle candidature di Roberto Nicco e Carlo Perrin. Si tratta in ogni caso di un emblema inconfondibile e, in più, è tra i simboli valdostani (assieme a quelli di Uv, Stella alpina e Uvp) a essere stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale, essendo state le loro rispettive formazioni inserite nel Registro nazionale dei partiti politici.


7) Lega

Corre da sola, con un proprio emblema, la Lega di Matteo Salvini, anche se il nome del segretario federale deve ridursi di molto rispetto all'emblema depositato al Viminale a gennaio, perché occorre fare spazio all'espressione "Vallée d'Aoste". Tutto il contrassegno, tuttavia, si presenta decisamente più pieno e "ingombro": il segmento blu inferiore, ben più grande del solito, presenta il profilo seghettato dei monti, ma soprattutto lo spazio vuoto del fondo è ampiamente ridotto. Con Alberto da Giussano, infatti, devono convivere tanto una bandiera valdostana con tanto di croce di san Giorgio, quanto la "pulce" della è Jeune Vallée d'Aoste, movimento identitario (volto a conservare tradizioni e identità della regione) vicino al gruppo giovanile leghista: il suo simbolo è, come notato dall'Ansa, "un'aquila in volo sulle vette valdostane".


8) Union valdôtaine

Non poteva chiaramente mancare a queste elezioni del 2018 il contrassegno tradizionale dell'Union valdôtaine, presenza decisamente immancabile in regione fin dal 1945. L'emblema, al di là di alcune revisioni grafiche trascurabili, è sempre rimasto lo stesso: il leone rampante d'oro a lingua fuori ben riconoscibile sullo scudo a fondo rosso e nero, contornato da un cordone d'oro, il tutto collocato in un cerchio a fondo azzurro. Per i valdostani questo emblema è realmente un must, legato di fatto a ogni stagione di governo regionale; a questo giro, peraltro, dovrà vedersela sulla scheda e nelle urne con concorrenti molto combattivi, a caccia di voti.


9) Mouv'

Più misterioso, almeno per coloro che non abitano in Valle d'Aosta, è il simbolo sorteggiato al nono (e penultimo) posto, vale a dire quello di Mouv'. Nato oltre un anno fa come movimento politico o "pensatoio", poco prima delle elezioni si è trasformato in vero e proprio partito; il nome stesso, del resto, era la contrazione (con tanto di apostrofo in rosso) del concetto di Movimento
All'interno del simbolo, come spiegano alcuni dei promotori, "c'è una spirale, che oltre ad avere molti significati, può avere molti significati, da quello della mitologia celtica che l’associa al sole fino a quello legato al succedersi delle stagioni; vuole essere un punto d'incontro tra le generazioni". Anche questo soggetto politico, in ogni caso, si pone come forza autonomista, che si propone di capire "prima cosa vuol dire oggi essere autonomisti valdostani; poi agire". Senza perdersi nella spirale.


10) MoVimento 5 Stelle

Ironia della sorte, a chiudere l'elenco delle liste ammesse alle elezioni regionali è uno di quelli su cui c'è meno a dire, visto che la grafica è sempre rimasta più o meno sempre la stessa. L'ultimo simbolo, indicato dalla sorte, è quello del MoVimento 5 Stelle, assolutamente identico all'emblema che era stato depositato a gennaio al ministero dell'interno: unica differenza sensibile rispetto alle versioni nazionali precedenti del simbolo, infatti, è la presenza della dicitura "ilblogdellestelle.it", ora presente anche a livello locale; in più, si tratta dell'unico simbolo di partito nazionale riproposto "al naturale", senza varianti territoriali o accoppiamenti. Nel 2013 il M5S si era fermato poco al di sopra del 6,5%, ora - dopo il risultato delle politiche - punta decisamente più in alto. 

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