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sabato 13 aprile 2013

Via Monti dal simbolo?



Sembra lontano secoli il giorno in cui Mario Monti aveva chiesto ai ragazzi di Proforma – cercati e incaricati da Lelio Alfonso di Italia Futura – di dare maggiore visibilità al suo nome nel simbolo della lista che stava per nascere. A prendere per buono quanto scritto oggi sul Corriere della Sera da Francesco Verderami, infatti, il nome di Monti dovrebbe proprio sparire dall’emblema di quello che è comunque in procinto di trasformarsi in partito (questa, per lo meno, sembra l’intenzione di una parte consistente del gruppo dei “montiani” entrati in Parlamento e di qualcuno di quelli rimasti fuori).
La cancellazione del nome, più che di una damnatio memoriae, sarebbe il frutto di una scelta del senatore a vita, non particolarmente a suo agio nel ruolo di «capro espiatorio» (sono sempre parole tratte dal pezzo di Verderami) dopo un risultato elettorale che in condizioni normali sarebbe stato apprezzabile, ma è stato molto lontano dalle aspettative iniziali. Probabilmente con l’annessa tentazione di dire con i fatti un chiaro «E ora sbrigatevela da soli. Se siete capaci» agli altri del gruppo e alle forze di contorno, quali l’Udc, ridotta a percentuali che, rispetto a un passato nemmeno troppo lontano, richiedono la lente d’ingrandimento per essere viste.
Cosa resterà, dunque, di quel simbolo le cui linee fondamentali erano state suggerite proprio dallo staff montiano? aveva raccontato Giuseppe Salvaggiulo sulla Stampa che il logo avrebbe dovuto avere un’impronta istituzionale, arricchita «da uno slancio» e con «un incitamento alla partecipazione» della società civile, usando il tricolore «in chiave identitaria ma in modo dinamico e non ingessato» come in altri simboli, il tutto condito da un’abbondante dose di sobrietà. Sarà ancora necessaria, ora che Mario Monti sembra annunciare un passo a lato e uno indietro? Toccherà ancora a Giovanni Sasso e allo staff di Proforma interpretare il nuovo corso di Scelta civica? Auguri e buona scelta. Più che civica, critica.

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