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venerdì 1 novembre 2019

La tenzone araldica sul simbolo della Lega Giovani Toscana

Parlare dei simboli dei partiti che nascono, evolvono e si fronteggiano sulla scheda elettorale e altrove (comprese, a volte, le aule di tribunale) mette in ombra un altro ambito simbolico, che pure esiste e meriterebbe attenzione: quello delle organizzazioni politiche giovanili. Oggi in effetti sono quasi scomparse, per mille motivi (a partire dall'estrema debolezza dei partiti "veri"), ma qualcuna ancora resiste, specie per i partiti con una storia consolidata. Per operare, ovviamente, quelle associazioni si danno un simbolo: non ha funzione elettorale, quindi non ci sarebbe l'obbligo della forma rotonda, ma quasi nessuno si sottrae, forse per abituarsi al futuro che arriverà pochi anni dopo.
Da ieri in Rete un simbolo di queste organizzazioni politiche giovanili è oggetto di un fuoco di fila ironico e sarcastico, aperto dalla pagina Facebook Socialisti gaudenti, ben nota ai frequentatori di questo sito:
  
Oggi la Lega Giovani Toscana ha presentato il suo nuovo logo.
Noi abbiamo trovato ben quattro errori "storici" (ma immaginiamo ce ne siano altri):
1. Lo stemma del Granducato di Toscana nel periodo degli Asburgo-Lorena (precedentemente dinastia imperiale del Sacro Romano Impero Germanico, poi dell’impero Austro-Ungarico) è al contrario;
2. Il soldato raffigurato è un fante medievale che indossa il simbolo della Lega Lombarda (probabilmente richiama il personaggio leggendario Alberto da Giussano, celebre per la battaglia di Legnano del 1176 contro l’imperatore del Sacro Romano Impero Germanico Federico Barbarossa);
3. Il soldato medievale è del XII secolo, lo stemma del XIX secolo;
4. Non so quanto potesse essere d’accordo Alberto da Giussano a combattere con uno stemma “straniero” sullo scudo, visto che la Lega Lombarda si costituisce proprio contro l’imperatore del Sacro Romano Impero Germanico.
Visto che chiedono un test sulla storia e sulla cultura per accedere alla Cittadinanza, dite che possiamo toglierla a loro dato che il test non l'hanno passato?

Al centro dell'ironia pungente di una delle pagine satirico-politiche più seguite dai #drogatidipolitica - va precisato - non c'è il simbolo nazionale dei Giovani Padani, organizzazione giovanile della Lega, adottato giusto un mese e mezzo fa a Pontida, al tradizionale raduno annuale leghista, ma quello della sua articolazione toscana. In effetti la base grafica è esattamente la stessa - e, come si vedrà più tardi, ha origini ben più antiche rispetto al tempo dell'adozione - ma ogni gruppo locale ha scelto di variare l'emblema anche solo con una scritta o con interventi grafici più marcati: le poche modifiche fatte in terra toscana, a quanto pare, sono state sufficienti a produrre un paio di scivoloni, che non sono sfuggiti agli occhi attenti di qualche acuto osservatore. 
In effetti, se si guarda con attenzione lo stemma che è stato posto sullo scudo al posto del leon da guèra di San Marco e lo si mette a confronto con quello presente sulla bandiera del Granducato di Toscana, è facile rendersi conto che la banda rossa diagonale con le aquile asburgiche nel simbolo è a destra, mentre nello stemma vero si trova a sinistra. Un errore, evidentemente, una messa a specchio non prevista e che non ci doveva essere, ma chissà com'è saltata fuori. Lo stesso errore, peraltro, risulta compiuto nel guidone, la bandiera triangolare in cui al posto della bandiera con la croce di San Giorgio è stata inserita quella granducale degli Asburgo-Lorena: inserita sì ma, appunto, al contrario.
La croce di San Giorgio, invece, è rimasta addosso al guerriero a spada sguainata, identificato con Alberto da Giussano: non si tratterebbe di una novità, ovviamente, visto che la figura era la stessa già adottata dal Movimento Giovani Padani, promosso nel 1991 da Paolo Grimoldi: se nel simbolo della Lega Nord c'era la stilizzazione della statua del guerriero di Legnano, per i giovani il tema poteva essere ripreso in un contesto più complesso e, insieme, quasi fumettistico (ma con un tratto fine, quasi da graphic novel, anche se nessuno allora l'avrebbe chiamata così). Il soldato medievale dunque era in piedi e proteso in avanti, con il piede destro poggiato sulla parte alta di un muretto (invece che sulla pietra del monumento delle origini); il contesto era più guerresco e "pronto alla pugna" (o alla vittoria sugli oppressori), visto che dietro al muro spuntavano "le spade sguainate e i vessilli di un esercito pronto a combattere". Così si legge nella descrizione su Wikipedia, che nota anche nella mano sinistra "uno scudo già provato dalla battaglia", senza che si legga bene il disegno al centro (difficile vedervi il leone marciano). E se il disegno era in bianco e nero, le scritte erano in blu (font Optima come per la Lega Nord).
Già dal 1997, peraltro, nel simbolo leghista era entrato il "Sole delle Alpi" verde, così fu aggiunto in formato gigante sullo sfondo dei Giovani Padani, parzialmente coperto da Alberto da Giussano. Il colore verde divenne la tinta dominante più in là, probabilmente nel 2010 (o forse prima), quando tutte le scritte presero quel colore e furono convertite in un altro carattere più marcato e caratteristico. Si diffuse già allora l'abitudine a personalizzare l'emblema nei vari territori, lasciando all'estro e al gusto dei vari gruppi locali la scelta di aggiungere qualcosa (magari nello spazio bianco rimasto libero nella parte inferiore della grafica) o magari osare un po' con il colore.  
Finita l'epoca di Umberto Bossi, diminuì anche la fortuna dell'emblema, anche per i numeri più ridotti del partito e dell'organizzazione giovanile. La sparizione (già dal 2014) del riferimento alla Padania nel simbolo aveva reso il nome del giovanile almeno in parte inattuale, di pari passo con il tentativo leghista di sbarcare al Centro-Sud. A dispetto di questo, il simbolo non venne messo da parte, ma solo collocato in secondo piano: sulla pagina Facebook ufficiale, infatti, si vede la grafica ufficiale adottata all'inizio del 2018, con l'emblema ridotto al minimo accanto a quello del partito. In quest'ultimo il Sole delle Alpi non c'era più, mentre era rimasto nella miniatura nel simbolo del Mgp. Tempo qualche mese e, dopo le elezioni, il nome sarebbe diventato Lega Giovani, pur senza cambiare simbolo, almeno in questa fase. 
Il cambiamento si è compiuto il 15 settembre: il nuovo nome è stato inserito (e in grande evidenza), è sparito ogni accenno di verde (assieme a tutto il Sole delle Alpi) e la figura del soldato a spada sguainata è stata interamente colorata, mentre sullo scudo al centro ora campeggia il leone, assai più evidente che nel simbolo del partito. La coloritura ha messo in luce la casacca con la croce di San Giorgio, ma l'abbinamento toscano - nato forse perché inserire lo scudo era più semplice che lavorare sulla casacca - ha creato un cortocircuito non previsto: non solo le insegne della Lega Lombarda e del Granducato di Toscana non sono coeve ("il soldato medievale è del XII secolo, lo stemma del XIX secolo"), ma addirittura un personaggio indossa una bandiera e sullo scudo ha lo stemma dei successori del suo nemico. Quasi sicuramente chi ha lavorato alla grafica non ci ha pensato, ma questo è solo un assaggio di quello che può accadere lavorando sui simboli e mettendo di mezzo l'araldica...

Aggiornamento: Dopo la "tenzone" qui descritta, il simbolo della pagina è tornato quello nazionale. Ma basta scorrere i commenti al post per vedere che la disputa non è terminata e ha finito per coinvolgere altre varianti locali, con tanto di invocazione di un'altra pagina storica della Rete, Feudalesimo e libertà.  Come dire che, una volta avviata, la tenzone si fa sempre più singolare e, nel contempo, si allarga e non finisce mai...

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