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venerdì 16 dicembre 2016

Sicilia futura, binomio inossidabile con Crocetta

L'osservazione dei mutamenti all'interno dei gruppi parlamentari non è l'unico esercizio utile per conoscere l'esistenza di formazioni nuove o poco note fino a quel momento: può essere utile uno sguardo anche ai consigli regionali, sapendo che prima o poi qualcosa di interessante uscirà fuori. Giusto ieri, per esempio, si poteva leggere che all'interno dell'Assemblea regionale siciliana è nato un nuovo intergruppo di undici deputati (dunque tutt'altro che irrilevante), formato da coloro che hanno aderito al Psi e a Sicilia futura: un'aggregazione che fin dall'inizio appare decisamente vicina al presidente siciliano Rosario Crocetta e verosimilmente lo sosterrà alle elezioni regionali che sono previste per l'autunno 2017.
Chi non è nato o cresciuto in Trinacria, tuttavia, potrebbe domandarsi: d'accordo per il Psi, ma Sicilia futura cos'è? Da dove viene? La grafica del simbolo, in sé, non dice molto; da un certo punto di vista, anzi, potrebbe sembrare fuorviante. La sagoma dell'isola, infatti, è collocata - con una sorta di ombra che vorrebbe renderla tridimensionale - in un segmento rosso che occupa quasi tutto il semicerchio superiore; il tricolore che si vede nell'emblema, un po' costruito ad arcobaleno, e l'uso del blu per tingere il nome del partito farebbero pensare a un movimento a vocazione nazionale (il che è significativo, per una realtà legata a una regione) magari collocato nel centrodestra, cosa che evidentemente lo schieramento al fianco di Crocetta smentisce.
Qualche elemento in più, peraltro, si ha guardando al contenuto testuale del contrassegno: accanto al nome di Sicilia futura, infatti, è stata inserita - sia pure con una dimensione troppo piccola, da "corpo estraneo" - la sigla Pdr. Che sta, evidentemente, per Patto dei democratici per le riforme, progetto politico moderato formato a metà del 2014 dall'ex ministro delle comunicazioni Salvatore Cardinale, il cui emblema era caratterizzato - oltre che dalla sigla scritta decisamente in grande - dall'uccello ad ali spiegate e da una stretta di mano (coi colori della Sicilia) collocata curiosamente proprio sulla corona circolare blu che "chiude" lo spazio del contrassegno.
Alla formazione di Sicilia futura, peraltro, aveva contribuito anche un altro gruppo, quello di Sicilia democratica, nato sempre nel 2014 per l'opera dell'eletto regionale Lino Leanza, già membro del gruppo Articolo 4. Anche qui la regione ritorna, nel nome della formazione, nella sagoma dell'isola che "ritaglia" la D della sigla, come pure nel segmento inferiore colorato di giallo e di rosso, mentre il resto del simbolo è completamente virato al blu, in varie sue sfumature. Una parte di Sicilia democratica (in particolare Salvatore Lentini) poco più di un anno fa si era avvicinata al gruppo di Cardinale, costituendo appunto la nuova realtà di Sicilia futura. La politica siciliana, tuttavia, è il contrario dell'immobilità, dunque non c'è da stupirsi della nascita di nuove formazioni. Così come è lecito aspettarsene altre nei prossimi mesi, in questa marcia di avvicinamento alle elezioni regionali.

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