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venerdì 23 dicembre 2016

Noi Repubblicani, un nuovo simbolo appare a cena

A volte i simboli nuovi vengono strombazzati in ogni dove, sperando che rimangano impressi (anche quando, magari, non ne vale affatto la pena); altri volte invece un simbolo appena nato spunta così, senza troppo clamore, per vedere più o meno di nascosto l'effetto che fa. Qualcuno nemmeno gli fa caso, altri invece se ne accorgono, dunque curiosità e dubbi di varia natura iniziano a farsi strada. A volte finiscono persino sui giornali, com'è accaduto pochi giorni fa per un'iniziativa politica legata a Daniela Garnero, già coniugata Santanchè
Tutto è iniziato venerdì 16 dicembre, in un hotel alla periferia di Milano (a Pero, per l'esattezza): la struttura era stata scelta come teatro della "Cena di Natale" (maiuscole comprese) organizzata appunto dalla deputata, già pitonessa, e dal senatore Mario Mantovani; con loro, c'erano anche i parlamentari Giuseppe Romele, Luca Squeri e Sante Zuffada, nonché Paolo Del Debbio in veste di intervistatore e Mario Cipollini come "ospite". Quello che interessa qui non è tanto il sold out della serata (oltre mille presenze, tutte paganti), né i contenuti dei discorsi dei presenti, quanto piuttosto "un mistero inquietante - ha scritto su Libero all'indomani della cena Azzurra Noemi Barbuto - al quale nessun commensale sapeva rispondere: cosa significava il simbolo impresso sul menù?"
Già, perché sul menù e, prima ancora, sulle cartoline d'invito alla cena si vedeva un cerchio con la scritta Noi Repubblicani - Popolo sovrano. La grafica era di respiro americano, per i colori usati (rosso e blu), per le font utilizzate (stile Clarendon) e per le stelline, anche se queste sono rigorosamente tricolori; al centro, manoscritta e sovrapposta a un azzurro scorcio d'Europa con l'Italia in evidenza, la parola "Noi", piuttosto gettonata nel centrodestra degli ultimi anni, avendola già fatta loro prima Angelo Pisani (Noi consumatori), poi Annagrazia Calabria e, più di recente, Matteo Salvini e Diego Della Valle. 
"Questo - aveva spiegato Squeri alla cronista di Libero - è il simbolo di una nuova corrente interna a Forza Italia che fa il suo esordio ufficiale questa sera"; Barbuto però ha guardato oltre, parlando espressamente di tecniche di "pubblicità subliminale". "Fai una cena - ha spiegato - ed il simbolo è lì sotto i tuoi occhi, poi ne fai un' altra, ridi, mangi e scherzi, ed il simbolo è lì, sotto i tuoi occhi; poi ne fai un'altra, finché alla fine ti accorgi di essere della corrente 'Repubblicani, noi, popolo sovrano' bla bla bla del partito di Forza Italia. Già la politica italiana appare alquanto incasinata, ad aggravare la situazione caotica dei partiti ci si mettono pure le correnti. Peraltro con nomi che più lunghi non si può". Anche gli altri giornali alla corrente forzista alla prima uscita hanno mostrato di credere fino a un certo punto: Marco Cremonesi, sul Corriere, ha parlato di "un bollo tondo, assolutamente identico al simbolo di una lista elettorale. Certo, in cima all'invito c'è il simbolo di Forza Italia. Almeno per il momento".
L'impronta americana del dopo-Trump è ben visibile e non sarebbe nemmeno la prima volta che si cerca di costruire "qualcosa di repubblicano" da contrapporre a "qualcosa di democratico" (anche se al tandem Fini-Segni del 1999 era andata male e anche ad alcuni successori); l'idea è di tenere una "grandissima convention a febbraio", con persone riunite da tutta l'Italia, nel tentativo di "dare più forza a Forza Italia" e in generale al centrodestra, con Lega e Fratelli d'Italia (alle cui platee strizza l'occhio il riferimento al "popolo sovrano"); nel frattempo le occasioni di far conoscere l'emblema non mancheranno. Un emblema che, comunque, era già stato modificato (in meglio) rispetto alla prima versione visibile in rete, che aveva mantenuto il "Noi" nella parte superiore della corona bianca, mentre al centro aveva piazzato una gigantesca "R" rossa, che voleva richiamare il tricolore assieme alla circonferenza interna verde (poi resa invece in blu). L'idea forse era di riferirsi ai Repubblicani con leggerezza (vista anche la font Centaur utilizzata), ma quella lettera piazzata lì sembrava piuttosto un corpo estraneo nella grafica e averla sostituita è stato un bene; aver tolto il "noi" dalla corona, poi, ha permesso al logo di "respirare" un po' di più, ponendo le stelline in fila e non ammassate a triangolo (mentre la mappa centrale, debitamente sfumata, è più leggera di prima). 
I ripensamenti grafici "in zona Cesarini", insomma, per una volta hanno fatto bene all'emblema. Che resta non particolarmente gradevole, ma ha se non altro il pregio della chiarezza. Se poi si tratterà di una corrente interna a Forza Italia o di un ulteriore movimento radicato nel centrodestra (del resto il dominio www.noirepubblicani.it è stato acquistato, a nome di Dimitri Kunz, compagno di Garnero), è presto per capirlo: il battesimo, intanto, c'è stato e chissà che, cammin facendo, non si faccia qualche altra modifica... 

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