domenica 4 giugno 2017

Palermo, simboli e curiosità sulla scheda

Di certo uno dei test elettorali più importanti di questo turno primaverile del 2017 riguarda Palermo: le ragioni per questo interesse sono varie. Innanzitutto, a queste elezioni potrebbe seguire il quinto mandato da sindaco - un record assoluto - per Leoluca Orlando, che dalla sua coalizione (ben sette liste) ha cercato di tenere fuori i simboli dei partiti e ci è quasi riuscito. Era questo l'intendimento anche di uno dei suoi due principali avversari, Fabrizio Ferrandelli, al punto tale da creare un terremoto all'interno dei partiti che lo volevano appoggiare; di fatto, però, sul manifesto e sulle schede di sette contrassegni tre sono di partito. Sarà poi interessante verificare i consensi del MoVimento 5 Stelle (che candida Ugo Forello), al primo appuntamento elettorale importante in Sicilia dopo l'emersione delle accuse di aver presentato firme false proprio alle comunali palermitane di cinque anni fa. 
Da ultimo, risulta particolarmente interessante anche l'applicazione - al massimo grado possibile - della nuova legge elettorale: essa, tra l'altro, oltre a introdurre la doppia preferenza di genereinserisce di nuovo il cosiddetto "effetto trascinamento", per cui il voto alla lista darà in automatico il voto al candidato sindaco (a meno che sia stato esercitato il voto disgiunto), premiando di fatto i candidati con più liste a sostegno; soprattutto, il premio di maggioranza scatta già al primo turno se un candidato raggiunge il 40% delle preferenze (non occorre più la metà dei voti) con le liste che hanno superato il 5%, soglia che vale anche come sbarramento per l'ingresso in consiglio comunale.


Ciro Lomonte


Il sorteggio ha designato come primo tra i candidati sindaci Ciro Lomonte, per il movimento sovranista Siciliani liberi (curiosamente, Lomonte figura pure come capolista). Il gruppo, ritenendo violata da parte dello Stato italiano l'autonomia riconosciuta per statuto alla Sicilia, vuol costituire uno Stato di Sicilia "dotato di piena indipendenza e sovranità, per una libera nazione che dovrà riacquistare il posto che le spetta tra i popoli liberi, crocevia nel Mediterraneo tra popoli e culture". Tutto questo è rappresentato nel contrassegno, che oltre al nome leggermente arcuato (blu e in font Candara) contiene la stilizzazione della Sicilia (tre linee blu non collegate) con "una fascia orizzontale ondeggiante e sfumante alle estremità" rossa e gialla, con due aquile d'oro ad ali spiegate.

Salvatore Forello detto Ugo

La seconda posizione sulla scheda è toccata in sorte al candidato sindaco del MoVimento 5 Stelle Ugo Forello (di cui il manifesto e le schede svelano il vero nome, Salvatore), indicato attraverso le "comunarie", anche se il suo concorrente, il poliziotto Igor Gelarda, è comunque presente come capolista. Il simbolo utilizzato per la competizione è lo stesso di cinque anni fa, fatta eccezione per l'indicazione del sito del MoVimento al posto di quello di Beppe Grillo. In mancanza di coalizioni (escluse per principio), il M5S dovrà basarsi solo sulla propria forza per arrivare almeno al ballottaggio, sperando di ottenere di più del 5% solo sfiorato da Riccardo Nuti nel 2012 (Il MoVimento si fermò al 4.24%).

Fabrizio Ferrandelli detto Fabbrizio

Terzo candidato sindaco, in base al sorteggio, risulta essere Fabrizio Ferrandelli (e già vedere l'espressione "detto Fabbrizio" fa un po' sorridere, considerando che sarebbe stato riconoscibile anche con una sola B). Il primo simbolo estratto è quello della lista civica Per Palermo con Fabrizio (senza cognome e con una sola B), che raccoglie candidati "che vengono dal mondo del sindacato, della rappresentanza e con esperienze amministrative passate" (si legge nel sito di Ferrandelli) e si fa rappresentare da una sfilata di monumenti della città (tra cui la Cattedrale, la Basilica di san Francesco, la chiesa di san Cataldo) disegnati a mano, su fondo rosso e arancione, con un rilievo nella parte superiore del cerchio.
La seconda lista in appoggio a Ferrandelli, invece, è chiaramente politica, anche se è poco nota al di fuori dei confini siciliani. Si tratta infatti del Cantiere popolare, che rappresenta l'evoluzione dei Popolari di Italia domani di Francesco Saverio Romano (con l'apporto anche di Azione Popolare di Silvano Moffa, del Movimento Cristiano Lavoratori di Carlo Costalli e del Patto Cristiano Esteso di Massimo Ripepi). La lista, già presente alle elezioni del 2012, si riconosce per la bandiera tricolore leggermente ondulata, circondata da una corona circolare blu, colori che rimandano direttamente a una collocazione di centrodestra, quale in effetti è.
Al terzo posto tra le liste che sostengono Ferrandelli c'è probabilmente quella che ha maggiormente legato il suo nome al candidato sindaco: Coraggiosi Palermo, legata al movimento fondato dallo stesso Ferrandelli dopo le sue dimissioni dall'Assemblea regionale siciliana. Dalla grafica molto schematica e immediata, il simbolo si fa notare soprattutto per l'uso del punto esclamativo color porpora su fondo blu: vicino al nome (scritto in bianco) sembra quasi fare la funzione della I, come se si dovesse leggere "I coraggiosi". E che sia la lista direttamente di emanazione del candidato lo conferma il fatto che Ferrandelli è schierato anche come capolista.
Quarta lista sorteggiata tra quelle presentate da Ferrandelli è di nuovo una formazione di partito: si legge perfettamente, infatti, il simbolo dell'Unione di centro, o per lo meno di ciò che è rimasto (com'è noto, in Sicilia, la scissione dei Centristi per la Sicilia, parte dei Centristi per l'Europa di Gianpiero D'Alia è stata pesante). In questo caso, in effetti, il nome risulta integrato anche dalle parole Liberali e Popolari, segno che in questo caso è stato allargato il campo delle candidature ospitate in lista. Nel segmento rosso superiore, al posto della parola "Italia", è stato inserito il riferimento al comune di Palermo; partirà da qui il rinnovamento per l'Udc siciliana e nazionale?
In quinta posizione si troverà probabilmente il simbolo più discusso in assoluto di tutta la coalizione di Ferrandelli. Com'è noto, Forza Italia voleva a tutti i costi conservare il proprio simbolo per una questione di visibilità, mentre il candidato sindaco avrebbe preferito l'appoggio di sole liste civiche. Alla fine, come è facile da capire, l'hanno spuntata i forzisti più intransigenti, che hanno soltanto tolto il nome di Berlusconi e inserito il riferimento a Palermo. Ed è innegabile che, dopo aver visto il nome di Ferrandelli accostato al simbolo del Pd nel 2012, vederlo ora vicino un altro tricolore, quello della bandierina forzista, non possa davvero passare inosservato.

Altra lista presentata dallo stesso Ferrandelli si chiama Al centro e si presenta come una "bicicletta" di due simboli. Il secondo, quello di Palermo al centro, è un raggruppamento espresso dal comitato elettorale del candidato (con tanto di sottolineatura sull'espressione rossa "Al centro", curiosamente ribattuta due volte nel contrassegno) e, nel proprio emblema, rappresenta il profilo di San Giovanni degli Eremiti, in modo abbastanza gradevole. Colpisce di più il primo simbolo, quello di Forza Palermo, con una testa nera di aquila su un fondo rosa attraversato da una barra nera. I colori sono chiaramente quelli del Palermo calcio e a livello nazionale qualcosa di simile non sarebbe più possibile; è vero però che le istruzioni elaborate dalla Regione Sicilia non prevedono alcun divieto di uso di marchi di società sportive e non risulta che la squadra si sia lamentata pubblicamente di quell'uso.
Ultimo simbolo della compagine a sostegno di Ferrandelli è Palermo prima di tutto, la lista nata (così si legge sempre nel sito del candidato) "dal percorso di partecipazione fatto nei quartieri e nelle borgate di Palermo, attraverso la Palermocrazia". Il simbolo, anche in questo caso, è molto semplice e utilizza i colori nazionali, con il semicerchio inferiore riempito di verde ma con la linea di demarcazione in alto tracciata in modo irregolare, come se fosse stato riempito a matita. Sorprende un po' l'uso di caratteri graziati (soprattutto per quanto riguarda le I maiuscole), piuttosto raro, ma in fondo la grafica è piuttosto pulita. Anche se, ovviamente, al di là del testo non dice granché.

Leoluca Orlando

Subito dopo Ferrandelli, il sorteggio ha voluto che fossero sciorinate le liste in appoggio al sindaco uscente Leoluca Orlando: rispetto a cinque anni fa, in cui era sostenuto da Idv e dal cartello Verdi-Prc, questa volta le liste sono ben sette, quasi tutte civiche. Il primo simbolo estratto, peraltro, è quello che appare meno riuscito: Alleanza per Palermo (lista messa in piedi dal deputato regionale Totò Lentini per "portare avanti il progetto del sindaco") utilizza una foto di San Giovanni degli Eremiti e, in basso a sinistra, vi sovrappone la statua della Fontana del Genio di Villa Giulia, tagliando entrambe le immagini con un segmento tricolore tratteggiato, al punto da non far leggere a dovere la dicitura "Movimento d'iniziativa popolare". Anche la scelta di tre (o quattro) font diversi per il simbolo non aiuta a creare un buon risultato.
Secondo simbolo estratto è quello del Movimento 139, soggetto politico-amministrativo nato già a maggio del 2013, con il contributo determinante di Felice Belisario, già senatore Idv (partito in cui Orlando militava allora); capolista è il presidente del consiglio comunale Totò Orlando. L'origine del nome era facilmente individuabile: 139, infatti, sono gli articoli della Costituzione italiana, cui il movimento sostiene di ispirarsi, anche in chiave locale per risolvere i problemi di Palermo; per Orlando, anzi, la sua formazione politica si distingueva come "atto di amore per questa città". La grafica, molto semplice, tinge il numero 139 - proposto in Bodoni - dei colori della bandiera italiana (il 3 però è colorato di grigio, per poter risaltare sul fondo bianco); meno elegante la parola "Movimento" contornata di rosso, ma non si può avere tutto...
La successiva lista è stata una delle più discusse nelle scorse settimane. A molti Democratici e popolari è apparsa un tentativo di non presentare ufficialmente simboli di partito, accontentando comunque le esigenze soprattutto del Pd (ma anche di Alternativa popolare) di visibilità e riconoscibilità. Così, la D bianca ritagliata nel rettangolo rosso (come pure quella della parola "Democratici" e la P di "Popolari") è chiaramente quella del Pd, che occupa graficamente più di metà del simbolo (e metà della lista); la parola "Popolari" evoca il partito di Angelino Alfano e, volendo, i Centristi per l'Europa di D'Alia, citati anche con il segmentino inferiore blu con quattro stelle europee. Il risultato alla fine è comunque gradevole, ma è difficile dire che questo simbolo non è di partito.
In quarta posizione è stata sorteggiata la lista Sinistra comune, gruppo che fin dall'inizio aveva deciso di sostenere il tentativo di riconferma di Leoluca Orlando. La formazione, che raccoglie soprattutto militanti di Sinistra italiana, Rifondazione comunista, L'Altra Europa e altri gruppi, aveva scelto per sé un nome unificante, in grado di far pensare al lavoro amministrativo e, soprattutto, ben piantato a sinistra. Altrettanto dimostra il simbolo (scelto dopo una consultazione tra gli attivisti): in effetti il rosso risulta essere il colore dominante e la sigla "Sx" (con la X pennellata gialla, anche per ricostruire i colori regionali) rimanda ulteriormente alla sinistra.
Quinta lista della coalizione di Orlando è rappresentata da Uniti per Palermo, riconducibile al partito Sicilia futura dell'ex ministro Salvatore Cardinale: la regola di non presentare il simbolo, tuttavia, valeva anche per lui e non sembra essere stato un grave problema adattarsi. La lista - che si pone l'obiettivo di "realizzare la visione di una città moderna e culturalmente importante, una città in cui credere" - ha scelto di distinguersi raffigurando graficamente il suo nome: la parola "Uniti", dunque, è stata posta davanti a un gruppo nutrito di persone, unite appunto (e tinte di blu per far emergere a dovere la parola bianca). Su fondo giallo c'è anche l'espressione blu "X Palermo", scritta in stile gesso.
Sesta e penultima formazione che appoggia il sindaco uscente nella sua nuova corsa è Palermo 2022, con chiaro riferimento nel nome all'anno di fine naturale dell'attuale consiliatura (inteso come sguardo al futuro, ma anche come certezza che si continuerà a operare fino a quella data, senza scossoni e dimissioni o decadenze precedenti). La lista, che è tra quelle più vicine al sindaco, si è dotata di un emblema molto semplice, quasi naïf, con un arcobaleno tracciato a mano (quasi tentacolare) su fondo verde, con l'anno 2022 scritto con una font manuale, come se fosse stato inserito con un pennarello o qualcosa di simile. Non un capolavoro di grafica, ma va bene cosi.
Ultima tra le liste a sostegno della ricandidatura di Orlando è Mosaico Palermo, una lista che punta anche e soprattutto su una sorta di rinascimento "artistico" della città. Il messaggio è trasmesso, tra l'altro, con la scelta della font con cui è scritta la parola "mosaico" (manuale, ma non sgraziata né troppo bambinesca) e con l'uso delle tessere da puzzle per formare la corona circolare che chiude il contrassegno. Un espediente grafico, questo, che consente l'impiego di dodici tessere ciascuna con una tonalità cromatica diversa: un modo per dire che ogni sfumatura è importante e che tutte insieme, come in un mosaico o in un puzzle, appunto, costituiscono un'entità completa.


Nadia Spallitta

Dopo Ferrandelli e Orlando, il sorteggio ha indicato al quinto posto la candidatura di Nadia Spallitta, con una lista - di cui risulta anche capolista - denominata semplicemente Spallitta sindaco (e non sindaca). Il contrassegno si configura come una "bicicletta" tra il simbolo ben noto della Federazione dei Verdi (cui Spallita ha aderito mesi fa) e la "pulce" del comitato Palermo città futura, che era stato creato mesi fa per sostenere la sua candidatura alla guida della città (e che come emblema ha il profilo di un volto femminile tinto dei colori della Sicilia). L'emblema in fondo figura come ben congegnato, anche se il colore verde del fondo uguale a quello del simbolo del Sole che ride è un po' troppo omogeneizzante.


Ismaele La Vardera

Ultimo candidato sindaco sorteggiato - e il più giovane di tutti, essendo del 1993 - è Ismaele La Vardera, aspirante primo cittadino per la lista Centrodestra per Palermo. Si tratta, in effetti, di un cartello che per l'occasione riunisce i simboli di Fratelli d'Italia (nella versione delle elezioni europee del 2014), di Noi con Salvini e di Il Centro destra, formazione presieduta da Alessandro Fontanini e nata nei mesi scorsi "dal popolo di elettori di centrodestra" che non crede più nei vecchi partiti di quell'area (accusati di essere "destrosinistri" e desidera invece "coerenza e serietà politica". Se la si possa trovare in quell'emblema non è dato sapere; bisogna ammettere però che un po' più di cura grafica di quel piccolo simbolo (con il nome sul tricolore pieghettato per il vento e "II" che non si capisce se voglia dire "il" o "secondo"), come di tutto il contrassegno, non sarebbe stata buttata via... 

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