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lunedì 12 giugno 2017

Vincere sul filo di lana, nonostante il necrologio a favore

Tra le storie post-elettorali, la prima che merita di essere raccontata riguarda un paese di circa 3500 abitanti, uno di quei luoghi che vanno cercati e individuati con attenzione sulle carte geografiche, che difficilmente fanno notizia e, quando accade, si spera che non sia per colpa di qualche disgrazia. Eppure, da poco meno di una settimana il comune di San Michele di Ganzaria, piccolo centro in provincia di Catania, su Facebook e in generale sulla Rete è diventato (forse non volendolo buona parte dei suoi abitanti) piuttosto noto per via di un episodio che ha caratterizzato gli ultimi giorni della campagna elettorale e che è stato debitamente immortalato e fatto circolare.
Sui muri della cittadina, infatti, il 6 giugno è apparsa un'affissione simile a un necrologio, dal contenuto inequivocabilmente non funerario: "La Figlia Amato Concettina, nel ricordare il proprio amatissimo papà Amato Salvatore, colpito a morte il 19 febbraio 2009, augura buon voto a elettorale a tutta la cittadinanza di San Michele di Ganzaria e appoggio la lista di mio cugino Gianluca Petta uomo retto e di stato, ragazzo serio e lungimirante". Il finale, poi, era da antologia: "Chi non ricorda il passato rischia il presente". Il tutto, ovviamente, firmato "Amato Concettina", come se quel foglio fosse un documento ufficiale e solenne, in carta da bollo (mancava giusto la firma autografa, ovviamente sempre con il cognome prima del nome, come ordine alfabetico pretende e come buona prassi sconsiglia). Tutto poteva restare fermo lì, noto solo allo sguardo curioso di chi, passandovi davanti, si fosse fermato per leggere cosa c'era scritto. Qualcuno, tuttavia, già che c'era ha estratto la macchina fotografica (o, più probabilmente, lo smartphone), ha scattato una foto e l'ha postata su Facebook. 
Quell'immagine l'ha vista, tra i tanti, un altro utente del social network, Fabio D'Alessandro: ne è rimasto colpito - senza avere alcun interesse per la specifica competizione - al punto da condividerla sulla sua bacheca ("Potete spendere migliaia di euro in coloratissimi manifesti elettorali ma i vostri creativi non potranno mai competere con Cuncettina"). Le molte condivisioni dei suoi contatti hanno fatto partire una diffusione virale, così c'è chi ha iniziato a cercare notizie su Gianluca Petta. Anzi, "Giovanni Petta detto Gianluca", come recitava il manifesto elettorale delle elezioni del 2017 e del 2012. Sì, perché Petta era già sindaco uscente di San Michele di Ganzaria, eletto cinque anni fa con il 57,52% dei voti: la sua lista civica Petta sindaco - San Michele Giovane, con le sue tre figure umane stilizzate e unite in movimento (rosse su fondo giallo) aveva decisamente convinto la maggior parte degli elettori. 
A maggio, Petta si è ripresentato alle elezioni, chiedendo di nuovo la fiducia dei cittadini. La lista, nel frattempo, si era rinnovata: alcuni nomi erano rimasti, alcune persone nuove erano arrivate e, soprattutto, era mutata l'etichetta, ora divenuta Competenza & Determinazione - Petta sindaco. Con la denominazione, era stato sostituito anche il simbolo: nella nuova immagine campeggiava il disegno di un albero, dai rami ricchi di volute (un po' alla Klimt, anche per il marroncino utilizzato) e con le radici che, a guardarle bene, riprendevano le tre figure umane delle origini, come a dire che da quell'inizio il progetto è cresciuto e si è ampiamente sviluppato, andando avanti (come suggerisce anche la freccia che delimita il terreno). 
Era in qualche modo a conoscenza Petta di quella strana affissione che invitava di fatto a votare per lui? Di certo lo era venuto a sapere, ma assicura di non avere nulla a che fare con quella scelta. Così, in particolare, ha spiegato a Tribupress.it:
"L’invito a votarmi sul necrologio? Guardi, si è trattato di un’iniziativa privata che mi ha creato anche un po’ di imbarazzo. Chi mi conosce sa che non ho affatto bisogno di simile pubblicità, solo qualche avversario politico può pensare di strumentalizzare una cosa del genere. Si tratta di una mia lontana parente problematica, non nuova ad iniziative del genere; quando ho visto il necrologio non sapevo se ridere o piangere. Il riferimento al papà 'colpito a morte'? Nulla di vero, anche qui si tratta di una costruzione di questa persona, che in passato e forse anche adesso ha avuto dei problemi. Detto questo per me la faccenda si chiude qui, non le ho nemmeno telefonato per chiedere spiegazione. Tutti in paese sanno di questa persona e dei problemi che ha avuto. Anche per questo le strumentalizzazione sono davvero misere”.
Non è dato sapere se effettivamente qualcuno tra gli avversari abbia protestato o accusato il candidato sindaco di essersi fatto pubblicità in modo inconsueto. Gli elettori di San Michele di Ganzaria, in ogni caso, hanno potuto decidere in piena autonomia e, col voto di ieri, hanno confermato Petta sulla poltrona di sindaco con 955 voti, pari al 46,13%. Particolarità: dei due sfidanti, Danilo Parasole, candidato della lista Impegno comune (nome e struttura del simbolo già vista in passato, con tante mani aperte, sullo stile del Mio canto libero), si è classificato secondo con il 46,03%, cioè con 953 voti. Quasi 800 in più del candidato del MoVimento 5 Stelle Michele Lo Tauro, fermo a 162 voti (7,83%), ma soprattutto solo due lunghezze in meno del vincitore. Difficilissimo che quella curiosa affissione abbia realmente influito sul risultato della consultazione (bisogna essere obiettivi), ma di certo nessuno poteva immaginare che, in una sfida rivelatasi essere - letteralmente - all'ultimo voto, nel potenziale armamentario di propaganda spuntasse anche un necrologio a fini elettorali. Tanto più, all'insaputa dell'auspicato beneficiario...

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