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sabato 19 maggio 2018

Avellino, simboli e curiosità sulla scheda

Tra i comuni chiamati al voto il prossimo 10 giugno, uno dei più interessanti (di cui si è già in grado di dare il quadro esatto delle candidature, anche prima della pubblicazione del manifesto complessivo) è Avellino. L'interesse è dato dal numero di emblemi che finiranno sulla scheda - ben 18, a sostegno di 8 aspiranti sindaci - e anche dalle curiosità inevitabili che alcuni di essi suscitano nei veri #drogatidipolitica.

Vincenzo Ciampi

1) MoVimento 5 Stelle

Il sorteggio ha indicato come primo candidato sindaco per Avellino Vincenzo Ciampi, indicato come aspirante primo cittadino dal MoVimento 5 Stelle: normale dunque che il primo simbolo che gli avellinesi troveranno su manifesti e schede sia proprio quello del M5S. Simbolo che, ovviamente, è stato depositato per queste amministrative (ad Avellino come altrove) nell'ultima versione utilizzata, ossia quella presentata al Viminale a gennaio per le elezioni politiche, dunque con la dicitura Ilblogdellestelle.it. E, altrettanto ovviamente, l'emblema stellato è l'unico in appoggio al candidato sindaco, com'è prassi codificata fin dall'inizio della vita del MoVimento. 

Giuliano Bello

2) CasaPound Italia

Secondo candidato sindaco sorteggiato per le prossime elezioni avellinesi è Giuliano Bello, che come unica lista a suo sostegno ha CasaPound Italia. Si tratta della prima presentazione di questa lista nel comune capoluogo (mentre per il citato M5S è la seconda volta, anche se nel 2013 il risultato era stato poco soddisfacente, con la lista - fuori dal consiglio - di poco sopra il 3% e la candidata sindaca sopra al 5%), così finora gli avellinesi hanno potuto trovare l'emblema della tartaruga dal carapace-casa ottagonale solo sulle schede delle elezioni politiche, oltre che su manifesti e bandiere esibite durante i comizi. Sarà il responso delle urne a dire quanto l'emblema sarà penetrato tra i cittadini.

Luca Cipriano 

3) Mai più - Adesso cambia

In terza posizione apparirà il primo degli emblemi non noti a livello nazionale, perché creati appositamente per questa consultazione elettorale. Si tratta della lista Mai più - Adesso cambia (la prima in ordine cronologico a essere stata presentata), che sostiene la candidatura a sindaco di Luca Cipriano. "Mai più" era stato il leitmotiv della campagna di manifesti 6x3 che dall'inizio di aprile erano apparsi in città, accompagnati a un cerchio verde con il motto e il "+" sospeso morbidamente sopra la "U", a mo' di accento: una serie di manifesti che, nell'intenzione del fondatore dell'associazione "Ossigeno" (che vuole dare "aria nuova" alla città) intendevano marcare un cambio di passo rispetto alla gestione del comune. Si parlava di tre liste a sostegno di Cipriano; alla fine è sopravvissuta solo questa, con il protosimbolo "fagocitato" da un cerchio verde più scuro, chiuso quasi a pennellate, che contiene anche la rassicurazione "Adesso cambia" (se mi votate, ovvio).

Nello Pizza

4) Partito democratico

Il quarto candidato estratto è anche quello sostenuto dalla coalizione più ampia, con ben sette liste: si tratta dell'aspirante sindaco del centrosinistra Nello Pizza, che cerca così di dare continuità agli ultimi cinque anni di amministrazione di centrosinistra. La prima lista a essere estratta è quella del Partito democratico, il cui contrassegno occupa dunque la posizione numero 4 sulla scheda e sui manifesti. Per l'occasione, il Pd ha scelto di confermare la sua policy di cinque anni fa, presentando agli elettori il suo emblema nazionale, senza alcuna caratterizzazione locale: nel cerchio, dunque, c'è solo il logo ideato da Nicola Storto, anche se la stessa immagine in qualche modo sulla scheda ci sarà due volte (un po' di pazienza e si capirà perché).

5) Avellino libera è progressista


Il sorteggio ha collocato al secondo posto nella coalizione di centrosinistra la lista Avellino libera è progressista. A colpo d'occhio, chi ha buona memoria visiva può facilmente identificare il "marchio" di questo raggruppamento: il cerchio diviso in orizzontale in due parti, verde e azzurra, e l'aggettivo "libera" nella metà inferiore rimandano chiaramente alla lista Campania libera che nel 2010 e nel 2015 hanno caratterizzato la campagna elettorale per le regionali di Vincenzo De Luca. Per l'occasione, tuttavia, è stato aggiunto - a costo di squilibrare visivamente l'emblema - "è progressista", riferimento molto velato (assieme al colore rosso della "è") alla partecipazione alla compagine anche di Articolo Uno - Mdp.



6) Avellino democratica

Eppure sembrava che il simbolo del Pd ci fosse già... e infatti c'è, ma sulle schede gli elettori troveranno subito sotto - per uno scherzo impagabile del sorteggio, che a volte crea situazioni inimmaginabili -  anche l'emblema di Avellino democratica, formazione plasmata dall'ex consigliere Ettore Iacovacci. Se chi ha seguito la politica irpina sa che a lungo l'apparentamento con la coalizione di Pizza a trazione Pd non era stato affatto scontato, quello che non può non colpire è una sorta di reinterpretazione del concept grafico alla base del simbolo del Pd, con la prima lettera verde e la seconda ottenuta "in negativo" grazie al fondo rosso (circolare e non quadrato). In più, certamente senza volerlo, la sigla richiama un po' l'incidente grafico in cui incappò proprio il simbolo Pd, il cui autore fu ingiustamente accusato di essersi ispirato un po' troppo a un logo esistente basato proprio sulla sigla Ad.


7) Davvero Avellino

La lista di mezzo della coalizione di centrosinistra non è certo una novità per gli elettori di Avellino, per lo meno quanto al nome e alla grafica principale: già cinque anni fa Gianluca Festa si era candidato a sindaco (ed era stato eletto consigliere) trainato soprattutto dalla lista Per Avellino Davvero, con le due V di dimensioni diverse e semisovrapposte; lo stesso espediente grafico, unito a una tinta tricolore, è stato usato alle regionali 2015 per la lista Davvero - Verdi. Ora Festa è di nuovo della partita con Davvero Avellino, che al suo collaudato claim unisce il nome della città, riportato ombreggiato su una fascetta verde, tagliata seguendo il profilo della A.


8) Avellino è popolare

Non poteva assolutamente mancare, nel bel mezzo dell'Irpinia di Ciriaco e Giuseppe De Mita, una lista che fosse declinazione avellinese - dunque verace - del progetto ri-democristiano demitiano L'Italia è popolare: ecco dunque Avellino è popolare, con i suoi colori rosso e azzurro a individuare chiaramente una croce all'interno (nel cui braccio orizzontale è riportato il nome). Il simbolo nazionale, in effetti, si era già visto come "pulce" all'interno del contrassegno della Civica popolare di Beatrice Lorenzin, ma le dimensioni lo avevano reso difficilmente leggibile; questo, di fatto, è il vero battesimo elettorale per il progetto dei De Mita e toccherà agli elettori decretarne il radicamento.


9) Insieme protagonisti

Penultimo tra i simboli della coalizione di centrosinistra è quello di Insieme protagonisti, ispirata da Angelo Antonio D’Agostino (già deputato di Scelta civica, tra coloro che seguirono il segretario Enrico Zanetti nel gruppo unitario con Ala) e guidata da Armando Pirone. Questa si distingue sul piano grafico, più che per il riempimento blu sfumato, per il nome bianco e giallo e la lineetta tricolore (che ricorda un po' quella di Cittadini per l'Italia), soprattutto per lo schizzo persino elegante della fontana di Bellerofonte (o dei tre cannuoli) che occupa la parte superiore del cerchio. Un segno del territorio che per un avellinese non può certo passare inosservato.


10) Avellino rinasce

Ultima tra le liste a sostegno di Nello Pizza (il cui nome non appare su nemmeno un emblema) è Avellino rinasce, legata sempre all'area De Mita: non occorre nemmeno un occhio così attento per riconoscere nell'emblema, su fondo verdino, una margherita molto simile a quella varata da Lorenzo Dellai nel 1998 con la sua Civica per il governo del Trentino e conservata in seguito nella sua Unione per il Trentino. Verrebbe da chiedersi se l'operazione sia perfettamente regolare, anche se non risultano rilievi fatti dalla Commissione elettorale. Nel frattempo, però, è arrivato un comunicato piccato dell'associazione Avellino Rinasce, fondata nel 2015 da alcuni attivisti del Meetup di Avellino (dunque vicini al M5S) e poi cresciuta in modo trasversale, che ha lamentato di essere stata espropriata del nome dopo avere condotto varie battaglie "per la città su vari fronti", dall'ambiente al sociale: per ora il gruppo si limita a una diffida informale della lista "da qualsiasi azione o dichiarazione tesa a pescare nell'ambiguità creatasi: se qualcuno pensa di poter utilizzare il nostro nome per intestarsi anche le nostre battaglie si sbaglia di grosso".


Massimo Passaro

11) I cittadini in movimento

Subito dopo il candidato del centrosinistra, il sorteggio ha collocato il nome di Massimo Passaro, avvocato a capo dell'associazione I cittadini in movimento. E I cittadini in movimento è il nome della lista che sostiene Passaro, il cui simbolo è forse il più elaborato e il più "pieno" di queste elezioni. Basta vederne la descrizione: "un cerchio nel cui interno lungo la circonferenza superiore, lato destro, viene rappresentato un semicerchio di colore verde ed uno di colore rosso e tra i due semicerchi lo sfondo è bianco. In basso, lato sinistro, a forma di semicerchio si legge la scritta [...]. Nella parte interna è rappresentata la città composta da palazzine di varie misure, alberi ed uccelli. Nella parte centrale sono presenti n. 7 figure tra uomini e donne sistemate lungo un semicerchio di colore verde. Quest'ultimo nella parte terminale si divide in tre estremità". Tutto chiaro? Se sì - e sarebbe strabiliante - battete il cinque, come le due figure centrali...


Nadia Arace

12) Si può - Avellino

Nadia Arace è l'unica donna tra coloro che aspirano alla guida della città di Avellino. La sostiene la lista Si può, stesso nome del gruppo consiliare uscente e raccoglie le forze di sinistra avellinesi (Rifondazione comunista, Sinistra Italiana, Possibile): lo dimostra, in qualche modo, la stella rossa contenuta all'interno del simbolo - esattamente la stessa forma di quella di Potere al popolo!, anche se il colore cambia - posta accanto a un arco che ricorda un emiciclo, una parte del quale è colorata di rosso (più o meno quella che coincide con la "lunetta" rossa del Prc). Da segnalare anche che "Si" è tinto di rosso come Sinistra italiana, mentre "può" è dello stesso colore di Possibile, esprimendone lo stesso concetto.


Costantino Preziosi

13) Fratelli d'Italia

Penultimo candidato estratto, tra coloro che aspirano a diventare sindaco di Avellino, è Costantino "Dino" Preziosi, che si presenta dopo avere già tentato di diventare sindaco nel 2013, allora sostenuto da una coalizione di quattro liste, caratterizzata come civico-centrista. Questa volta le liste sono solo due e l'equilibrio sembra più spostato a destra. La prima formazione estratta, infatti, è quella di Fratelli d'Italia, che cinque anni fa aveva sostenuto lo stesso candidato del Pdl (Nicola Battista), mentre stavolta ha fatto una scelta diversa. Il partito, incidentalmente, ha scelto di presentarsi con l'ultima versione del suo simbolo ufficiale, privo del nome di Giorgia Meloni.


14) La svolta inizia da te!

La seconda lista in appoggio a Preziosi è anche l'unico elemento di continuità rispetto al turno elettorale precedente. Il simbolo di La svolta inizia da te!, infatti, era presente proprio tale e quale sulla scheda elettorale del 2013, sempre a sostegno della candidatura dell'avvocato ed ex manager dell'Air trasporti. Si tratta di una lista civica, come il nome stesso suggerisce, anche se a carattere personale (in un turno in cui l'unico altro emblema con il nome del candidato è quello, già visto, di Mai più): le strisce e i segmenti rossi e blu hanno il bordo curvilineo, probabilmente per dare l'idea del movimento, del cambiamento da imprimere (ragione che può spiegare anche l'uso del corsivo per il nome).

Sabino Morano

15) Democrazia cristiana - Udc

Sono quattro le liste che sostengono l'ultima candidatura estratta, quella di Sabino Morano, in corsa per il centrodestra. La più interessante è la formazione unitaria Democrazia cristiana - Udc, tradotta graficamente nel semplice - e un po' dozzinale, bisogna dirlo - inserimento della sigla del partito di Cesa nella parte alta del contrassegno della Dc, ma nella versione usata da Giuseppe Pizza (e fa un po' di impressione veder ricomparire quel simbolo in opposizione a Pizza, nel senso di Nello). Manco a dirlo, demiurgo dell'operazione è l'avellinese Gianfranco Rotondi (e un po' anche Giuseppe Gargani), il quale deve aver ritenuto di far mettere in atto il disegno che ha in mente da settimane: riunire in un'unica lista l'Udc (che utilizza lo scudo crociato) e la Dc (lo stesso Rotondi rivendica la possibilità di utilizzarne il nome in base a una sentenza dell'anno scorso), un test come preludio a un disegno politico più vasto e strutturato, che cerchi di mettere e tenere insieme tutti i partiti che si ispirano alla vecchia Dc. Un esperimento che non poteva che partire da Avellino, tanto per testarne il risultato "a casa".

16) Noi con Avellino

A volte il nome scelto per una formazione politica può sviare: chi lo legge o lo sente può immaginare un simbolo, che nella realtà si dimostra tutto diverso. Qualcosa di simile può dirsi per Noi con Avellino: ci si potrebbe aspettare una declinazione locale di Noi con l'Italia, con tanto di pennellata tricolore su fondo blu (ma senza Udc, visto che era già in un'altra lista); un arco che divide il cerchio c'è, ma il resto del simbolo è tutt'altra cosa, dominato dal verde (lo stesso che connota sportivamente Avellino e che marca il contorno di "Noi" quasi con un effetto neon) e dal nero. Si tratta di una lista legata al movimento omonimo, che inizialmente pensava di presentare un proprio candidato sindaco, il coordinatore Rocco Guerriero, da sostenere assieme al Msi e al cartello Italia agli italiani (Forza nuova e Fiamma tricolore), poi si era parlato di un'unica altra lista (della Fiamma); alla fine è rimasta solo Noi con Avellino, per di più in appoggio a Morano.

17) Forza Italia

Terzo simbolo della coalizione che sosterrà la candidatura di Sabino Morano (e penultimo di tutti quelli presenti sulla scheda) è quello di Forza Italia (che è anche il partito di Morano). Se altrove Fi ha scelto di presentare il proprio simbolo solo con la bandierina, ad Avellino si è preferito modificare il contrassegno utilizzato per le elezioni politiche, con il nome dell'appena riabilitato Silvio Berlusconi in primo piano (e la dicitura "per Avellino" al posto di "presidente"). Che sia stata, anche qui, un'idea - oltre che dei forzisti - di Gianfranco Rotondi, che non ha mai nascosto il suo personale vivo apprezzamento per Berlusconi (già suo testimone di nozze)?

18) Lega

Il sorteggio ha affidato la chiusura della coalizione di centrodestra, nonché dell'elenco di tutte le liste, alla Lega, che sbarca per la prima volta sulle schede di Avellino (almeno su quelle delle elezioni amministrative, visto che già il 4 marzo alle politiche l'ha votata il 5,13% degli avellinesi). Il simbolo utilizzato è lo stesso delle elezioni politiche, compreso il riferimento a Matteo Salvini; unica differenza, la sostituzione della parola "premier" con il riferimento alla Campania; sarà interessante vedere, con una consultazione di livello locale, quanto la proposta della Lega-non-più-Nord, che ha mantenuto al suo posto Alberto da Giussano, riuscirà a fare presa sugli elettori. Uno dei tanti elementi da tenere d'occhio in questa consultazione elettorale.

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