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sabato 31 gennaio 2015

Senza più stelle: le grafiche degli ex M5S

In questi giorni, con l'attenzione monopolizzata dal voto per il Quirinale, si è spenta piuttosto in fretta la notizia del nuovo esodo di massa di parlamentari dal MoVimento 5 Stelle (ma ne hanno ben tenuto conto i pallottolieristi che si sono lambiccati su numeri e maggioranze), Eppure il numero ormai è consistente: ormai tra Camera e Senato si è toccato il numero di 36 passaggi ad altri gruppi (considerando anche l'addio, da ufficializzare, di Francesco Molinari). A Palazzo Madama, volendo, ce ne sarebbero abbastanza per creare un gruppo autonomo, ma le condizioni a quanto pare non ci sono.
Nei mesi scorsi, in effetti, c'è stato più di qualche tentativo di rimettere insieme i pezzi degli ex M5S; a volte si è anche vista qualche prova di identità grafica. Questo blog si era già occupato, per esempio, di Libertà di Movimento, partita dal tentativo di candidatura alle regionali sarde, oppure delle formazioni che hanno visto impegnati Federica Salsi e Giovanni Favia; ora è tempo di guardare agli ambienti parlamentari.
Sembra ancora presto per capire se gli ultimi fuoriusciti, autoetichettatisi come Alternativa libera, si daranno un segno distintivo comune. Lo hanno fatto, invece, due gruppi che sono oggi configurati come componenti del gruppo misto al Senato. La compagine più numerosa, a ben guardare, era stata quella di Italia lavori in corso, legata soprattutto al senatore Francesco Campanella: alla nascita, il 5 maggio 2014, la componente aveva addirittura 9 membri, salvo poi perdere pezzi fino ai due oggi rimasti (lo stesso Campanella e Fabrizio Bocchino). 
Dall'inizio, il nome si era configurato come una sorta di hashtag, aperto dal "cancelletto" e con la parola Italia inevitabilmente tricolore, su fondino giallo-arancione. Se la grafica degli esordi era molto semplice, con il tempo si è cercato di tradurla comunque in un segno "elettorabile": l'etichetta è rimasta, un po' di traverso e ombreggiata all'interno di un cerchio bianco a contorno giallo-arancio, sul cui interno basso si adagia l'indirizzo del sito, come nella vecchia casa stellata. La parte grafica preponderante, però, diventa il cancelletto, piegato alla logica tricolore tanto da farlo spezzare in due metà, una verde e una rossa, decisamente in rilievo e "metallizzate". Così però sembrano due segni di "diverso" uno accanto all'altro (e forse è proprio la differenza rispetto ad altre compagini politiche che il gruppo voleva marcare), anche se qualcuno su Facebook è certo di vedere nel segno un "richiamo alla croce di Lorena".
Al momento, invece, è più numerosa un'altra componente del misto, Movimento X, cui oggi si richiamano Maria Mussini, Maurizio Romani, Bartolomeo Pepe (gà Italia lavori in corso) e Laura Bignami. Già il nome, a modo suo, è un enigma: il nome che emerge dall'indirizzo del gruppo Facebook è "Movimento ics", come se fosse la lettera appunto; la descrizione del gruppo, tuttavia, suggerisce anche altre piste ("per", "ics", "ecs", "10", etc etc: così si legge) e quindi l'interprete può avere quasi briglia sciolta.
Graficamente l'idea ha qualche spunto interessante: la parola "Movimento", scritta in un semplicissimo Times New Roman, appare in viola come su una superficie a specchio, ma la V (un po' stiracchiata) è in realtà la metà superiore di una X grande più del doppio, le cui gambe inferiori sono tinte - guarda caso - di verde e di rosso (ma il riflesso è viola come tutto il resto).
Quella forma della X, tra l'altro, consente di evitare problemi di ricevibilità elettorale, visto che almeno in un caso - la lista Noi Meridionali, alle comunali di Torino del 2006 - un simbolo che conteneva un "crocesegno" era stato bocciato, perché poteva confondere elettori e scrutatori; alle comunali di Roma del 2008, in compenso, era passato senza problemi a sostegno di Alemanno l'emblema di Cittadini X Roma, la cui croce era molto più "manualmente realistica" di quella torinese di due anni prima. Certo, la grafica di Bignami e altri non si presta ancora molto a essere inserita in un cerchio, ma chissà se in futuro tutto resterà così o cambierà qualcosa. Nel disegno o, magari, nel nome e nel progetto.

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