Post in evidenza (clicca sull'immagine e firma la petizione)

Ci metti la firma? Idee e proposte per un accesso più equo alle elezioni

martedì 26 marzo 2019

Democrazia solidale, un simbolo recente che non vedremo alle europee

Tra i simboli che finiranno nelle bacheche del Ministero dell'interno in vista delle elezioni europee - a meno che qualcuno non decida di depositarlo a mero scopo cautelativo o per marcare la propria presenza-esistenza - probabilmente non ci sarà quello di Democrazia solidale, il soggetto politico creato da Lorenzo Dellai alla fine del 2014 e diventato più riconoscibile con un proprio emblema dopo poche settimane
Questo, in effetti, non si è visto nemmeno alle ultime elezioni politiche, anche se a gennaio, nei giorni che hanno preceduto il deposito dei contrassegni al Viminale, il nome di Democrazia solidale è stato in qualche modo presente nel dibattito politico, con riguardo alle polemiche legate all'esenzione dalla raccolta firme per +Europa, legata alla concessione del simbolo di Centro democratico, con cui la formazione di Dellai aveva formato un gruppo parlamentare autonomo da gennaio 2017 (Dellai era capogruppo e aveva lamentato di non essere stato informato della decisione, cosa sicuramente poco delicata, ma è altrettanto vero che quel gruppo, essendo composto da meno di venti deputati, era nato "in deroga" proprio grazie all'apporto di Centro democratico che aveva partecipato col suo simbolo in modo consistente alle elezioni del 2013, ottenendo i risultati richiesti dal regolamento della Camera).
Il primo simbolo del partito
Il fatto che Democrazia solidale possa essere assente dalla scheda elettorale delle prossime elezioni europee - anche per l'oggettiva difficoltà, per quella lista, di raggiungere il 4% richiesto dalla legge elettorale - non può far passare sotto silenzio il fatto che, da ottobre, il simbolo del soggetto politico è cambiato. Il giorno 6, all'evento di lancio del partito - anzi, della rete civica - su scala nazionale, guidato dall'ex ministro Andrea Riccardi, l'ex viceministro Mario Giro e il consigliere regionale Paolo Ciani (tre figure di primo piano della Comunità di Sant'Egidio), con l'appoggio di esponenti Cisl, Azione cattolica e di Alleanza solidale di Nello Formisano, nonché con la partecipazione straordinaria dell'ex presidente del Consiglio (e non ancora presidente del Pd) Paolo Gentiloni, non c'era più il simbolo delle origini, con le tre figure umane e uno striscione azzurro molto europeo. C'era invece un logo, imperniato sulle lettere D e S, con la seconda legata alla prima e inserita in essa, color verde acqua su fondo bianco, con al di sotto la scritta Demos - versione abbreviata del nome del partito - unita alla denominazione intera. Con il tempo è stata elaborata anche la versione "da scheda elettorale", che sostanzialmente ribaltava i colori per consentire l'uso di un cerchio "pieno" (ma la parola "Demos" è stata messa in verdino per differenziarla dal bianco del nome integrale).
Quella mossa, peraltro, non fu particolarmente apprezzata da un altro soggetto politico già esistente, denominato Demos Italia, al quale forse era sfuggito l'uso della versione abbreviata del nome da parte di Dellai e compagni e proseguito da Riccardi, Giro e altri. "Avendo appreso, in queste ore, dell’origine di una nuova formazione politica dal nome 'Demos, Democrazia Solidale' - fece sapere l'8 ottobre il portavoce dell'associazione Alessandro Calabria - si precisa che è preesistente il Movimento Politico DEMOS, nato nell'ambito del pubblico impiego italiano il 21/02/2013, che il 22/03/2013 ha acquisito il Codice Fiscale [...] presso l’Ufficio Territoriale di Treviso dell’Agenzia delle Entrate e che altresì l’11/04/2013 ha registrato il proprio atto costitutivo presso l’Ufficio Territoriale di Viterbo dell’Agenzia delle Entrate [...]. Successivamente, il 06/06/2018 DEMOS ha modificato il proprio nome in 'DEMOS ITALIA - MOVIMENTO POLITICO' depositando variazioni statutarie e simbolo presso il predetto Ufficio di Viterbo dell’Agenzia delle Entrate [...]". Il simbolo, ovviamente, non aveva nulla a che fare con quello successivo legato a Riccardi, essendo caratterizzato dalla sagoma dell'Italia su fondo blu, con le stelle dell'Europa e, a contorno dell'emblema, una fascia tricolore con tanto di nodo. Sta di fatto che, per Calabria, Demos Italia - Movimento politico era "attualmente nell'esercizio della propria attività istituzionale" e intendeva evitare "inutili sovrapposizioni e dannose confusioni" riservandosi "ulteriori approfondimenti e/o accertamenti". 
Non è dato sapere se quell'avviso abbia avuto qualche seguito in azioni giudiziarie; di fatto, l'azione di Democrazia solidale è continuata sia col nome intero, sia con quello abbreviato e non è improbabile che il simbolo finisca su qualche scheda elettorale alle prossime amministrative. Alle europee, invece, se ne farà a meno, ma certamente quella forza politico-sociale darà il proprio sostegno a una delle liste in campo (probabilmente quella del Pd).

Nessun commento:

Posta un commento