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giovedì 14 marzo 2019

La disputa delle stelle a Castelnuovo del Garda

Manca poco meno di un mese e mezzo al deposito delle liste delle elezioni comunali e qualche polemica scoppia già a proposito dei simboli che circolano tra le varie formazioni. Accade, per esempio, a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona: è stato proprio il quotidiano veronese L'Arena a far sapere, una settimana fa, che a qualcuno non sarebbe andato giù il contrassegno divulgato dalla futura lista Si cambia, nata a partire dai gruppi di opposizione in consiglio comunale.
L'emblema, a guardarlo, risulta curato piuttosto bene, pieno ma non troppo ammassato; al suo interno spiccano tre "pulci", quella di due liste entrate in consiglio cinque anni fa, Castelnuovo in comune (con la Gran Torre Viscontea in evidenza) e il Movimento civico La Strada, nonché quella della Lega, di cui è espressione il candidato sindaco Giovanni Dal Cero (legato al gruppo di Castelnuovo in comune). L'attenzione di molti, tuttavia, si è appuntata sulle cinque stelle adagiate nella parte inferiore del simbolo tra le "pulci" e un piccolo segmento azzurro-blu. 
Se già il numero delle stelle può far pensare male qualcuno, uno sguardo appena più attento conferma che si tratta proprio dei segni presenti anche nel simbolo del MoVimento 5 Stelle (giusto piegati un po' alle leggi della prospettiva). Di più, le lamentele di parte degli iscritti e simpatizzanti del M5S sono dati dal fatto che tra coloro che hanno fatto nascere la lista c'è anche Marcello Giacomelli, candidato sindaco di Castelnuovo nel 2014 proprio per il MoVimento: il simbolo ufficiale non c'è, ma quelle stelle sarebbero un chiaro segno della partecipazione del M5S a questa lista. 
Le voci "ufficiali" (o, per lo meno, più accreditate) ovviamente dicono altro e ricordano le regole scritte e consolidate nel MoVimento, a partire da quella di Mattia Fantinati, deputato stellato veronese: "La posizione ufficiale è che nessuno del M5S può fare alleanze, se il M5S si presenta alle elezioni deve farlo da solo. Non eravamo a conoscenza del caso Castelnuovo; anche se le cinque stelle del logo sono quelle del Movimento, il nostro simbolo è uno solo e le altre cose non sono ufficiali. Quella di Castelnuovo non può considerarsi un’alleanza vera e propria". Se la dichiarazione si limitasse a questo, si potrebbe quasi pensare che i vertici a 5 Stelle sarebbero disposti a chiudere un occhio, in mancanza di un uso ufficiale e integrale del simbolo che non renda incontrovertibile un'alleanza che ufficialmente non sarebbe possibile (una sorta di "don't ask - don't tell" che avrebbe funzionato se nessuno avesse sollevato il caso); in realtà l'articolo prosegue, con lo stesso Fantinati che annuncia "che la questione sarà affrontata con il collegio dei probiviri", dunque se non altro il problema si porrà, anche se non è detto che vengano presi provvedimenti.
Al momento non sembra particolarmente preoccupato il portavoce Giacomelli, che all'Arena ha parlato di "un accordo nato anche da un candidato del M5S che entra in una lista civica senza utilizzare il simbolo ufficiale del Movimento", anche se le stelle non vengono certo da altri cieli. "Non ripudiando la mia storia, mi ritengo ancora all'interno del Movimento e mi candido portando con me i cinque princìpi rappresentati dalle cinque stelle: acqua, ambiente, trasporti, connettività e sviluppo. Non ho ricevuto alcun disconoscimento ufficiale, ma neanche appoggio", mentre rivendica il "sostegno morale di buona parte della base". 
In tutto questo, se anche il M5S non dovesse prendere provvedimenti, occorrerà comunque attendere le decisioni della sottocommissione elettorale circondariale competente: anche in mancanza del simbolo integrale del M5S, se i componenti fossero particolarmente fiscali, potrebbero pretendere che l'uso di quelle stelle (e non di altre) sia giustificato da un'espressa delega all'uso dell'emblema da parte dei vertici del M5S e, mancando questa, potrebbero anche scegliere di non ammettere il simbolo, magari invitando i presentatori a ridisegnare le stelle. Così come è possibile che i commissari, impegnati in attività più complesse quali il controllo delle firme, decidano di lasciar correre e di ammettere il simbolo così com'è. Se ne parlerà, in ogni caso, alla fine di aprile.

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