venerdì 24 settembre 2021

Varese, simboli e curiosità sulla scheda

In Lombardia, oltre che a Milano, si vota anche in un capoluogo di provincia, cioè a Varese. La competizione, cui partecipa anche il sindaco uscente, è più affollata che in passato ma nemmeno troppo: coloro che aspirano alla carica di sindaco sono 7, con 18 simboli di lista a loro sostegno. Per dare un'idea, nel 2016 i candidati alla guida del comune erano stati 6, mentre le liste su cui avevano potuto contare erano state 16 (i numeri erano stati più alti nel 2011, con 10 aspiranti sindaci e 18 liste).

Caterina Cazzato

1) Noi civici per Varese

Il sorteggio ha collocato al primo posto la candidatura di Caterina Cazzato, avvocata, tarantina di origine, c
onsigliera di parità vicaria della provincia di Varese, già tra le persone schierate nel 2016 nella lista Paolo Orrigoni sindaco (proposto dal centrodestra). Cazzato in suo sostegno avrà una sola lista, Noi civici per Varese: il simbolo nella parte superiore (con i due settori rossi che lasciano una striscia bianca in mezzo) ricorda lo stemma comunale, mentre sotto spiccano la "n" e la "c" blu, intersecate, realizzate a partire da corone circolari ritagliate. Un dettaglio non da poco: il capolista è Claudio Chiappucci, el Diablo, già ciclista di primissimo livello, che peraltro nel 2015 aveva già provato a correre - è il caso di dirlo - come candidato sindaco a Saronno, ma le firme raccolte non erano state sufficienti.

Giuseppe (Pippo) Pitarresi

2) Sinistra Alternativa Varese

La seconda lista che si incontra sulla scheda è l'unica presentata in appoggio della seconda candidatura sorteggiata, quella di Pippo Pitarresi, palermitano da quasi quarant'anni trapiantato a Varese, già consigliere comunale dal 2006 al 2011. La lista si chiama Sinistra Alternativa Varese e il suo stesso simbolo - un po' artigianale, come emerge da vari dettagli - rappresenta una netta scelta di campo. Sotto al segno di una mano più forte che ne stringe e sorregge un'altra, c'è la miniatura del Partito comunista italiano (di cui Pitarresi è il segretario varesino), ma a fianco non può sfuggire l'immagine del Movimento Che Guevara, rappresentato proprio dalla celebre icona tratta dalla fotografia scattata da Alberto Korda e collocata su fondo rosso.
 

Carlo Alberto Coletto

3) Azione - #obiettivo2030

Subito dopo quella di Pitarresi c'è un'altra candidatura sostenuta da una sola lista (il sorteggio le ha quasi tutte concentrate nella prima parte della scheda). L'aspirante sindaco è Carlo Alberto Coletto, commercialista di 59 anni e tra i fondatori a Varese di Azione. Ed è proprio espressione del partito guidato da Carlo Calenda l'unica formazione presente in appoggio a Coletto. Sul piano simbolico si è scelta una curiosa inversione: il fondo del simbolo è blu (in questo caso solo bordato di giallo oro), ma l'area che ospita il nome del partito e il riferimento a Calenda è bianca e gli elementi contenuti sono stati dunque virati al blu. Si segnala, nella parte inferiore, l'hashtag #obiettivo2030, utilizzato da Coletto fin dal lancio della sua candidatura.

Daniele Zanzi

4) Varese 2.0 - La città in un giardino

Per la quarta candidatura di fila che in questo turno elettorale è appoggiata soltanto da una lista l'estrazione ha sorte ha indicato Daniele Zanzi, già vicesindaco dell'amministrazione guidata da Davide Galimberti fino a quando, a maggio di quest'anno, l'incarico gli è stato revocato. In quel momento è maturata l'idea di partecipare in forma autonoma alle elezioni, recuperando la propria lista Varese 2.0, già schierata nel 2016 e già allora contenente un riferimento a Zanzi (ovviamente non come aspirante sindaco). La grafica è stata però rivoluzionata: al posto del rosso domina il verde chiaro, in particolare quello di un fiore stilizzato al centro. Non a caso il contrassegno contiene anche lo slogan "la città in un giardino", legato all'appellativo di "città giardino" che nel corso degli anni Varese ha conquistato.
 

Davide Galimberti

5) Partito democratico

La quinta candidatura sorteggiata è quella del sindaco uscente, Davide Galimberti, che un po' a sorpresa nel 2016 aveva "espugnato" il fortino leghista di Varese dopo (tra l'altro) due mandati da sindaco di Attilio Fontana, futuro presidente della regione. L'estrazione ha indicato come prima lista quella del Partito democratico, cioè della forza politica che cinque anni fa era risultata di gran lunga la più votata (con il suo 24,24% aveva staccato anche la Lega Nord). Non sembra un caso, dunque, che il simbolo impiegato sia esattamente lo stesso visto anche nel 2016, con una fascetta verde inserita sotto al logo del Pd per inserire il cognome del sindaco uscente e subito sotto la parola "sindaco".
 

6) Europa Verde - Verdi

La seconda lista della coalizione che sostiene Galimberti - le formazioni presentate sono in tutto 8, il primato di questo turno elettorale - è quella di Europa Verde - Verdi. Si tratta, in qualche modo, di un ritorno rilevante: i simboli legati ai Verdi, infatti, sono stati a lungo assenti dalle schede elettorali varesine (salvo errore, si deve tornare al 2006 per trovare il contrassegno della Federazione dei Verdi). Qui all'emblema ufficiale (con tanto di nome e girasole del Partito verde europeo e di Sole che ride dei Verdi italiani) si aggiunge il nome del comune, mentre in basso si è ricavato un segmento bianco per inserire il riferimento al candidato sindaco, unito agli stessi quattro elementi colorati che accompagnano il contrassegno usato a Milano a sostegno di Beppe Sala.

7) MoVimento 5 Stelle

Terza lista presentata a sostegno del sindaco uscente è quella del MoVimento 5 Stelle, che nel 2016 non si era presentato alle elezioni (mentre aveva partecipato nel 2011, ottenendo il 3,18% sostenendo come aspirante cittadino Francesco Cammarata, ovviamente presentandosi in forma autonoma rispetto alle altre forze politiche). Anche a Varese, dunque, si è perseguito il disegno di alleanza tra Pd e M5S (non portato avanti, invece, nella vicina Milano); il simbolo schierato in quest'occasione è ovviamente l'ultima versione di quello ufficiale, che riduce di poco gli elementi grafici tradizionali del MoVimento e nella parte inferiore ha aggiunto il segmento rosso con il riferimento al 2050.
 

8) Lavoriamo per Varese

Quarta formazione che appoggia la ricerca di riconferma di Galimberti è Lavoriamo per Varese, qualificata come lista civico-politica, da collocare nell'area moderata e riformista: capolista è Stefano Malerba, indicato come aderente a Italia viva (e tra chi ha promosso questo progetto c'è anche la deputata Maria Chiara Gadda, sempre di Iv ma che ha tenuto a distinguere questo progetto dal suo partito; il nome però ricorda almeno in parte Lavoriamo per Milano, riconducibile alla stessa area). Il simbolo è dominato dal colore rosso sfumato, che occupa più di metà del cerchio; in alto quattro corone circolari di colore diverso sembrano rimandare in qualche modo al concetto del lavoro di squadra, con gli ingranaggi.
 

9) Partito socialista italiano

Della coalizione che sostiene Galimberti in questa sua seconda corsa a sindaco c'è anche il Partito socialista italiano: anche questo in qualche modo è un ritorno, visto che per anni non ci sono stati segni socialisti sulle schede delle amministrative (nel 2006 c'è stata la Rosa nel Pugno, per ritrovare lo Sdi occorre andare al 2002). Insieme al Psi torna anche il garofano, che dal 2019 troneggia di nuovo nel simbolo del partito: in quest'occasione viene usato come contrassegno proprio l'emblema ufficiale, secondo la decisione del Psi di Enzo Maraio di partecipare al maggior numero di competizioni elettorali possibili con le proprie insegne, in modo da rendersi finalmente riconoscibile.
 

10) Volt - Varese radicale

Nella compagine presentata in appoggio alla riconferma di Galimberti spunta anche la lista dei giovani europeisti di Volt, che dunque riesce a essere presente in entrambi i capoluoghi di provincia interessati alle elezioni in Lombardia (considerando anche Milano, anche se in questo caso dovremmo parlare di Città metropolitana). In questo caso il simbolo ha i colori originari, con il nome in bianco su fondo viola. Questo però è stato ridotto sul fondo (con un curioso profilo "morbido") per inserire il riferimento all'associazione Varese radicale, che ha concorso alla presentazione della lista. Quasi impossibile da leggere, su quelle dimensioni, il riferimento al candidato sindaco sotto al logo di quell'associazione.
 

11) Lista Davide Galimberti sindaco - Varese PratiCittà

Le ultime due liste della coalizione che sostiene il sindaco uscente hanno natura civica. La prima era già presente alle elezioni del 2016 come "lista personale" dell'aspirante primo cittadino (la seconda più votata della coalizione, con l'8,42%): rispetto ad allora, la Lista Davide Galimberti sindaco ha aggiunto quest'ultima parola, tenuto gli stessi colori del simbolo (fondo azzurro, nome un po' bianco e un po' verde) e tolto le "virgolette" che erano state inserite nel cerchio. Queste sono state sostituite con l'espressione "Varese PratiCittà", progetto presentato già alla fine dello scorso anno: l'idea era di puntare tutto - per il secondo mandato - sul senso pratico e sulla concretezza. Anche per questo, forse, le "V" contenute nel simbolo hanno allungato il segmento di destra, come a voler sembrare la "spunta" delle cose già fatte.
 

12) Progetto concittadin*

Ultima formazione su cui Davide Galimberti può contare per cercare la riconferma è il Progetto concittadin*. Andando a vedere i risultati elettorali di cinque anni fa si nota che è l'evoluzione (concettuale prima che grafica) della lista Progetto concittadino, che con il 3,71% aveva ottenuto un consigliere e aveva sfiorato il secondo. Della lista inizialmente dovevano far parte anche i Verdi (che poi come si è visto hanno preso un percorso autonomo, pur sempre dentro la coalizione); il simbolo comunque è quasi identico (stessi colori verde e arancione), ma si vedono anche una pennellata gialla e l'asterisco viola del gruppo CollettiVa* ("la nostra azione politica - spiegava il collettivo - vuole riportare al centro del dibattito quei temi che troppo spesso vengono relegati ai margini. Gli stessi margini in cui si incontrano le fragilità e i bisogni delle persone. L'asterisco sta lì a rappresentare tutto questo e a ricordarci che solo attraverso un'azione politica collettiva, determinata e dal basso, possiamo vivere i margini e portarli al centro del dibattito pubblico". In più significa anche un atteggiamento inclusivo sul piano del genere.
 

Francesco Tomasella

13) Varese libera

Dopo il record di liste per Galimberti, sulla scheda si incontra di nuovo una candidatura sostenuta da un solo simbolo. L'aspirante sindaco in questo caso è Francesco Tomasella, già militante di Forza Nuova (poi considerato vicino a Vox Italia), animatore da tempo del comitato Varese libera con posizioni nettamente contrarie alle restrizioni causa Covid-19. E proprio Varese libera è la lista presentata in vista di questo appuntamento elettorale (che ovviamente ha un programma non certo limitato alle questioni legate alla pandemia). Emerge con evidenza nel simbolo la figura di San Vittore, patrono di Varese: a livello di curiosità, inizialmente la bandiera era quella con la croce di san Giorgio e la figura reggeva la palma del martirio; già a luglio, tuttavia, la bandiera è stata cambiata e la palma è stata tolta, probabilmente per evitare la ricusazione come soggetto religioso.
 

Matteo Luigi Bianchi

14) Varese con Bianchi sindaco

Chiude la rassegna delle persone candidate a sindaco finite sulla scheda elettorale Matteo Luigi Bianchi, proposto dal centrodestra. Le liste su cui può contare sono cinque e il sorteggio ha indicato per prima Varese con Bianchi sindaco: al di là del nome generico, che potrebbe far pensare a una lista personale, guardando il simbolo emerge subito il carattere politico della formazione. Il contrassegno infatti contiene le miniature dei simboli di Forza Italia, Noi con l'Italia e Il Popolo della famiglia (indicati in ordine decrescente di dimensioni. Nel 2016 Fi aveva ottenuto l'11,15% e tre consiglieri (il Pdf si era limitato a sfiorare il 2%): più difficile fare previsioni su come possa andare questa volta, ma forse non era ovvio attendersi un blocco simile nella stessa lista.
 

15) Fratelli d'Italia

Cinque anni fa, nella coalizione che aveva sostenuto il candidato del centrodestra Paolo Orrigoni, c'era anche Fratelli d'Italia, che con il 3,48% era però rimasta fuori dal consiglio comunale. Un simile esito sembra difficile da immaginare questa volta, vista la forza che il partito sta dimostrando a livello nazionale e locale. Rispetto al 2016, quando era stato impiegato il contrassegno di Fratelli d'Italia - An usato alle europee (ma con intorno una corona bianca che recava il riferimento al candidato e l'espressione "Varese cresce"), stavolta il modello è il simbolo delle politiche del 2018: il nome di Giorgia Meloni è sensibilmente ridotto per fare spazio all'espressione "Bianchi sindaco".
 

16) Per una grande Varese

La coalizione a cinque comprende anche due liste di natura maggiormente civica, indicate una dopo l'altra. La prima a essere sorteggiata è Per una grande Varese (civica anche se è stata lanciata direttamente da Giancarlo Giorgetti all'inizio di luglio). Il simbolo è piuttosto scuro, confrontato a quelli che normalmente si vedono sulla scheda elettorale: interamente basato su testo e colori, comprende il riferimento al sindaco stretto tra il nome scelto (legato a una delle prime frasi di Bianchi: "farò di nuovo grande Varese") e il riferimento a "Varese città giardino", entrambi visti come auspici da realizzare restituendo l'amministrazione cittadina al centrodestra.
 

17) Varese ideale - Bianchi sindaco

La seconda lista che appare piuttosto civica è Varese ideale - Bianchi sindaco. In realtà, a ben guardare, al centro si riconosce la struttura del simbolo presentato a sostegno di Roberto Maroni alle regionali del 2013 (Maroni presidente, con croce di san Giorgio tracciata col gesso/pastello a cera). Lo stesso nome "Varese ideale" rientra nel più ampio progetto "Lombardia ideale" che ha appoggiato la candidatura di Attilio Fontana alla guida della regione nel 2018 (proprio uno dei consiglieri, Giacomo Cosentino, risulta promotore della lista) e che è stato declinato in vari comuni lombardi all'interno delle coalizioni di centrodestra, ponendosi spesso come lista "personale" non lontana dall'area leghista e comunque attenta a valorizzare le identità locali.
 

18) Lega

Ultima lista a finire sulla scheda e formazione di chiusura della coalizione che appoggia Bianchi è proprio quella della Lega, il partito per il quale Matteo Bianchi ricopre la carica di deputato (dopo essere stato sindaco di Morazzone per un mandato intero e un altro interrotto dall'elezione alla Camera). Tocca a lui trainare la coalizione, dopo che fino all'inizio di giugno sembrava che il candidato sindaco potesse essere Roberto Maroni (oltre tre anni dopo la fine del suo mandato da presidente della giunta lombarda). Il simbolo è una variante di quello usato alle politiche e alle europee, con il riferimento alla Lombardia al posto della parola "premier" sotto al cognome di Matteo Salvini. Qui però, a differenza che a Milano, è tornata la pulce della Lega Lombarda (dunque con il guerriero di Legnano sopra la sagoma della regione) come la si era vista in tutti i simboli precedenti: la cosa non stupisce affatto, visto che la Lega (autonomista) lombarda è nata proprio a Varese nel 1984...

giovedì 23 settembre 2021

Caserta, simboli e curiosità sulla scheda

La Campania è la regione con più capoluoghi di provincia al voto: sono ben quattro, comprendendo anche Napoli. Oggi l'attenzione cade su Caserta, comune in cui la riduzione delle firme necessarie per presentare le liste ha indubbiamente spiegato i suoi effetti: elettrici ed elettori troveranno sulla scheda 7 aspiranti alla carica di sindaco (tutti uomini), ma soprattutto vedranno uno dopo l'altro 31 simboli di lista: nel 2016, per esempio, a contendersi la guida del comune erano 8 persone, ma le liste erano "solo" 22 (e, volendo andare ancora più indietro, nel 2011 c'erano 6 candidati, sostenuti da 25 liste).
Un'altra curiosità riguarda i nomi degli sfidanti: per la seconda volta, infatti, si affrontano Carlo Marino (sindaco uscente, del centrosinistra) e Pio Del Gaudio (sindaco dal 2011 al 2015, fino alla sua decadenza per dimissioni di più di metà dei consiglieri). Ultimo particolare, stavolta tutto simbolico: da un certo punto di vista, a Caserta le elezioni le ha già vinte la Reggia.

Errico Ronzo

1) #iopartecipo

Si vedrà che a queste elezioni tre candidati si distinguono per la coalizione assai affollata che li sostiene; il sorteggio, tuttavia, ha indicato per primo uno degli aspiranti sindaci che saranno appoggiati da un'unica lista. Si tratta di Errico Ronzo (ma si sarebbe tentati di aggiungere "detto Oronzo", stando a un fac-simile di scheda circolato di recente e ovviamente non emesso dal candidato): classe '48, già capitano della Juvecaserta (basket), poi a lungo impegnato in vari istituti bancari (come figura di vertice), oggi consulente finanziario. Il contrassegno della lista #iopartecipo (nome del gruppo che lo ha individuato come esponente della società civile) è forse il più semplice di questa competizione elettorale, ma anche il più diretto: il nome-hashtag in blu (che ricorda l'azzurro, uno dei due colori dello stemma cittadino) su fondo bianco e, nel segmento inferiore, tinte rovesciate per il riferimento al candidato.

Pio Del Gaudio

2) Partito repubblicano italiano

Seconda candidatura estratta, tra quelle presentate in questo turno elettorale, risulta essere quella di Pio Del Gaudio, come si è detto già sindaco di Caserta dal 2011 al 2015: può contare sull'appoggio di ben 9 liste, molte delle quali hanno natura civica (a differenza che in passato: mancano ovviamente molte liste di centrodestra presenti nell'amministrazione Del Gaudio e ora a sostegno di Zinzi). Il sorteggio, tuttavia, ha collocato in prima posizione nella compagine a favore di Del Gaudio la lista del Partito repubblicano italiano, che in determinati territori tiene a mantenere viva la sua presenza anche partecipando alle competizioni elettorali. Dopo l'ultima apparizione nel 2006, dunque, il simbolo dell'edera - nell'ultima versione conosciuta - torna sulle schede comunali casertane.
 

3) Cmi - Partito meridionalista

La seconda delle formazioni presentatesi a sostegno di Del Gaudio, in questa sua seconda avventura elettorale, è la lista denominata Cmi - Partito meridionalista. La sigla, già incontrata in questo sito sempre con riferimento alla Campania, significa Confederazione dei movimenti identitari, nata nel 2019 per rappresentare "
la storia del meridionalismo e dell'identitarismo campano" (e che l'anno scorso appoggiò, creando il Terzo Polo, la candidatura a presidente della regione di Sergio Angrisano). Capolista della formazione è il suo segretario casertano, Maurizio Redi; il simbolo, sopra alla sigla scritta a grandi caratteri e al nome, ospita un faro (così almeno sembra) pronto a brillare, a emergere.

4) Caserta Tu

Si qualifica e si propone come formazione nettamente civica Caserta Tu, terza in ordine di sorteggio tra le liste su cui Del Gaudio può contare in questa campagna elettorale. Sul piano cromatico il simbolo gioca decisamente con i colori cittadini, affiancando al blu (sempre versione più scura dell'azzurro dello stemma) il rosso, che pure in questa raffigurazione ha un ruolo residuale rispetto all'altra tinta. La massima evidenza nel cerchio spetta invece al pronome "Tu", scelto con l'idea di far immedesimare la persona chiamata a votare; la parte inferiore è dedicata al riferimento al candidato sindaco, quasi immancabile in una formazione civica. La lista è nuova, non essendo stata vista alle consultazioni elettorali precedenti.
 

5) Autonomi e partite Iva

Quarta lista tra quelle presentate per sostenere Del Gaudio è quella legata all'associazione e soggetto politico Autonomi e partite Iva, nato nel 2018 con l'idea di aiutare quelle categorie produttive e professionali ad autorappresentarsi a livello delle istituzioni, locali o nazionali. Il simbolo utilizzato per distinguere la lista è quello tradizionale del gruppo guidato a livello nazionale da Eugenio Filograna, con il tricolore che tinge il fondo del cerchio e tre tessere del domino che rischiano di abbattere la "I" i "Iva" (e dunque occorre sostenersi tutti insieme, per non aumentare i danni). Si tratta di una delle non molte partecipazioni elettorali (per ora) del movimento, che almeno dal 2019 ha manifestato l'intenzione di presentare candidature.

6) Rinascimento

La quinta lista - quella di mezzo - della coalizione di Del Gaudio è più politica, quanto al simbolo, anche se porta con sé un chiaro segno territoriale: ci si riferisce a Rinascimento, il partito fondato da Vittorio Sgarbi. Anche a Caserta il contrassegno mantiene quasi intatta la sua parte centrale, con il nome, una striscetta tricolore e il cognome di Sgarbi in grande evidenza; nella parte superiore è rimasto anche il particolare michelangiolesco della Cappella Sistina. Sotto al riferimento al critico d'arte, invece, è stato inserito quello al comune, accompagnato a una riproduzione fotografica della Reggia di Caserta. Si tratta, come si è accennato, del primo di una lunga serie di simboli che citano il palazzo storico; questo, a dire il vero, è quelli in cui ci si sorprende meno a trovarlo riprodotto.
 

7) CaserTiAmo

Dopo una lista almeno in parte politica, una civica: al sesto posto nella compagine che sostiene Del Gaudio nella sua nuova corsa elettorale compare CaserTiAmo: così almeno verrebbe da scrivere il nome, stando alla soluzione cromatica adottata, che ha tinto di verde la prima parte della denominazione e di bianco la seconda (si è resistito -  per fortuna, almeno dal punto di vista grafico - alla tentazione di ricreare il tricolore tingendo di rosso le ultime tre lettere). Il nome è stato collocato su un fondo blu scuro tendente al viola, su cui si possono leggere (in tono ancora più scuro) i nomi delle frazioni del comune. Nella parte inferiore si è ritagliato un segmento bianco per il riferimento al candidato sindaco, usando gli stessi colori.
 

8) Città futura con Enzo Bove

Se finora, con l'eccezione del Pri, si sono visti solo simboli nuovi, almeno per quanto riguarda le elezioni comunali casertane, lo stesso non può dirsi per la settima lista della compagine legata a Del Gaudio. Si tratta infatti di Città futura con Enzo Bove, che nel 2016 era stata l'unica lista di appoggio appunto a Bove (imprenditore, allora eletto consigliere); in un primo tempo si era parlato di una sua ricandidatura anche quest'anno, fino all'accordo con Del Gaudio. Il simbolo - identico a quello del 2016 - si basa sui colori blu e verde, che tingono il testo e (con sfumature) la circonferenza e la freccia che guarda avanti e in alto. A chi ha  buona memoria, però, il simbolo senza il nome (e in bianco e nero) potrebbe ricordare uno degli emblemi della Nuova sinistra visti negli anni '70.

9) Pio Del Gaudio sindaco

L'ottavo e penultimo simbolo della coalizione di Del Gaudio è di certo quello a lui più legato, visto che la lista si chiama proprio Pio Del Gaudio sindaco. Il contrassegno della "lista personale" dell'aspirante primo cittadino appare chiaramente concepito insieme a quello della formazione Caserta Tu: i colori e il loro rilievo all'interno del cerchio sono gli stessi (anche se sono oggettivamente più difficili da leggere, sul fondo blu, gli archi rossi esterni, più sottili). Resta comunque chiaro l'intento di una proposta distinta dai partiti, ma che punti molto sulla persona che ha già guidato una volta la città (vincendo al primo turno) e, dopo un mandato di riposo, vorrebbe provarci di nuovo. 

10) Caserta nel verde

Ultima formazione - in ordine di sorteggio - nella compagine che appoggia Del Gaudio in questa campagna elettorale è Caserta nel verde: si tratta di una lista civica e "di scopo", dalla chiara sensibilità ambientalista (ce ne saranno altre in questa competizione, come si vedrà). Nel simbolo, in cui dominano - che caso... - le tonalità di verde, si segue una struttura simile a quella vista per CaserTiAmo, con le parole che tappezzano il fondo: in questo caso, al posto delle frazioni si leggono alcune delle "battaglie" che secondo la lista si dovrebbero sostenere prossimamente sul piano ambientale (Macrico, Parco degli Aranci, mobilità sostenibile, cave Monti tifatini, biodigestore...).

Gianpiero Zinzi

11) Unione di centro - Democrazia cristiana - Caserta di idee

Se nel 2011 anche il centrodestra aveva sostenuto Del Gaudio, questa volta la coalizione ha deciso in gran parte di appoggiare Gianpiero Zinzi, collocato dal sorteggio al terzo posto: anche la sua coalizione è tutt'altro che trascurabile, essendo composta da 8 liste. La prima estratta è quella dell'Unione di centro (peraltro primo partito di Zinzi), che nel 2011 aveva sostenuto Del Gaudio (non era invece finita sulle schede cinque anni fa). Il simbolo è quello ufficiale, tranne che per un dettaglio rilevante: nel segmento rosso superiore, sopra lo scudo crociato, al posto del riferimento all'Italia contiene il nome "Caserta di idee" (formazione vicina ad Anna Gagliardi) e anche quello della Democrazia cristiana (verosimilmente quella che riconosce come segretario Renato Grassi e che anche altrove ha stipulato accordi con l'Udc).

12) Caserta green

La seconda lista presentata in appoggio alla candidatura di Zinzi è Caserta green, altra formazione che proclama una sensibilità attenta all'ambiente. Il simbolo, realizzato con una certa cura (la sfumatura verde del fondo e l'abbinamento al tono più chiaro, usato sulla corona esterna, sono fatti con criterio), ospita il secondo riferimento grafico alla Reggia di Caserta, questa volta stilizzata in modo bidimensionale in bianco, grigio e verde. All'interno del contrassegno ha una certa evidenza anche l'espressione "No al biodigestore", con riferimento all'impianto che la giunta uscente aveva (e ha) in animo di realizzare in località Ponteselice e che vede contrario il candidato del centrodestra.

13) Caserta nuova - La tua voce in città

Terza formazione elettorale della coalizione in appoggio a Zinzi è Caserta nuova - La tua voce in città. Anche questo gruppo-associazione è legato ad Anna Gagliardi, funzionaria apicale dell'ambito territoriale di Caserta (il vecchio provveditorato) di cui in un primo tempo si era immaginata una corsa elettorale come candidata sindaca, fino a quando a luglio è arrivato l'accordo con Zinzi. Il contrassegno contiene al suo interno il logo dell'associazione (nata per "recepire proposte e collaborazioni dai cittadini" casertani), cioè l'immagine stilizzata di una giornalista che intervista un uomo davanti al monumento ai caduti di Caserta; il fregio è stato ridotto per permettere di inserire in basso un segmento blu con il riferimento giallo al candidato sindaco (una soluzione grafica un po' "leghista", ma nemmeno troppo).
 

14) Caserta nel cuore

Al quarto posto nella coalizione che appoggia Zinzi si vede un simbolo già finito sulle schede cinque anni fa: quello di Caserta nel cuore. Il cuore costruito con la mappa del centro cittadino virata al rosso - riprendendo la soluzione grafica scelta già nel 2013 a Roma da Alfio Marchini per la lista che lo sosteneva e da lui ribadita proprio nel 2016 - domina all'interno dell'emblema, che alle scorse elezioni amministrative ottenne il risultato migliore all'interno della coalizione che sosteneva Riccardo Ventre (con l'8,83% conquistò tre consiglieri comunali). Questa volta all'interno del contrassegno è stato inserito anche il riferimento al candidato sindaco, in un segmento arancione con base concava.

15) Con Zinzi Prima Caserta

Il candidato sindaco del centrodestra, Gianpaolo Zinzi, è capogruppo della Lega in consiglio regionale: ci si poteva dunque attendere a suo sostegno una lista contrassegnata dal guerriero di Legnano. A Caserta (come si era cercato di fare a Napoli, prima che la lista fosse esclusa per ragioni formali) il partito di Matteo Salvini ha invece scelto di presentarsi sotto le insegne di Prima Caserta (declinando in chiave locale il "Prima l'Italia"), accostando il nome azzurro su fondo bianco alla fascia tricolore curva. Il contrassegno, tuttavia, dà il massimo rilievo al cognome (giallo) del candidato sindaco, dedicandogli più di metà del cerchio e collocandolo su fondo azzurro sfumato, di fatto ribaltando la struttura consueta del simbolo.

16) Forza Italia

Le elezioni del 2021 non costituiscono certo la prima apparizione sulle schede delle amministrative casertane per Forza Italia: nel 2016 il partito aveva sostenuto Riccardo Ventre, ma si era dovuto accontentare di raccogliere il 4,35%, tradotto in un unico consigliere. In quell'occasione era stato impiegato il simbolo usato dal partito di Silvio Berlusconi alle europee di due anni prima, con la bandierina riportata per intero e, sotto, il cognome dell'ex presidente del Consiglio. Questa volta si è variato l'emblema usato alle elezioni politiche del 2018, con la bandierina ridotta (e in parte collocata fuori dal cerchio), il cognome di Berlusconi e, sotto, il riferimento al candidato sindaco (purtroppo in un carattere diverso).

17) Fratelli d'Italia

Settima e penultima lista su cui può contare Zinzi nella sua corsa elettorale è quella di Fratelli d'Italia (che in questo caso raccoglie vari soggetti con diverse sensibilità di centrodestra). Il partito guidato da Giorgia Meloni era già presente sulla scheda elettorale nel 2016, in appoggio a Riccardo Ventre: con il 3,27% era riuscito a ottenere un consigliere comunale, avendo dunque la stessa rappresentanza di Fi. Allora il simbolo era esattamente identico a quello schierato alle europee del 2014, con il simbolo di Alleanza nazionale nella parte bassa a coprire il nodo tricolore e il cognome di Giorgia Meloni incastrato nella parte alta. Ora è stato impiegato invece il contrassegno inaugurato nel 2018, con il simbolo ufficiale collocato sotto al nome intero di Meloni, sul consueto cerchio bicolore.
 

18) Gianpiero Zinzi per Caserta

La coalizione in appoggio a Zinzi si chiude con quella che senza dubbio si pone come sua lista personale: Gianpiero Zinzi per Caserta è l'unica a contenere il nome completo del candidato sindaco (e non solo il cognome) e a dagli un'evidenza molto simile a quella che ha nell'emblema di Prima Caserta. In questo caso i colori impiegati richiamano quelli dello stemma e del gonfalone cittadino e tingono soprattutto lo sfondo, diviso in due parti; in quella superiore, tra l'altro, c'è anche una doppia freccia stilizzata, sullo stile del fast forward, come a dire che con la nuova guida di Zinzi (che peraltro ha respirato la politica fin da piccolo, accanto al padre Domenico) il comune andrebbe avanti veloce, perché di questo c'è bisogno. 
 

Carlo Marino

19) Socialisti uniti

Se Del Gaudio conta su 9 liste e Zinzi su 8, ne schiera comunque 7 il sindaco uscente di Caserta Carlo Marino. La prima indicata dal sorteggio è Socialisti uniti, nella quale hanno fatto confluire le loro energie tanto gli aderenti al Psi (che nel 2016 aveva ottenuto un seggio in consiglio, ora occupato da Gianluca Iannucci), quanto coloro che sono vicini al quindicinale Avanti! diretto da Claudio Martelli (rappresentati a Caserta da Francesco Brancaccio). Il simbolo, che rappresenta una soluzione di compromesso, ricorda quello dello Sdi per il verde nella parte inferiore e la corona rossa in quella superiore, nonché per la presenza di una rosa (richiamata solo con la corolla e comunque diversa da quella dello Sdi).

20) Noi campani per il Mezzogiorno

Seconda lista tra quelle su cui può contare il sindaco uscente Marino è Noi campani per il Mezzogiorno. Non una lista qualunque o "semplicemente" territoriale, ma il progetto di Clemente Mastella che va ben oltre Benevento: se a Napoli la sua presenza si è ridotta a una piccola citazione testuale in una lista, a Caserta c'è proprio il simbolo originario, con il campanile (che però non era di Benevento o di Ceppaloni, ma veniva da Sansepolcro ed era stato usato già prima dai Democratici per cambiare, che in alto 
avevano l'arancione invece dell'azzurro) e il tricolore, stavolta tra l'altro ben rifinito nel suo sovrapporsi alla corona blu. Rispetto alle scorse regionali, dunque, Noi campani ha preso anche la dicitura "per il Mezzogiorno", come a dire che ci si prepara a uno sguardo più ampio, anche oltre la regione.

21) Origini - Centro democratico - Radici casertane

Sulla scheda elettorale ci sarà posto anche per un simbolo composito come quello della lista Origini, che sotto il nome pennellato (su un inedito fondo verde menta) colloca le miniature di Centro democratico e di Radici casertane (formazione legata ai consiglieri uscenti Donato Tenga e Mimmo Guida, che col nome vuole indicare il radicamento dei suoi candidati nelle varie parti della città). La presenza del simbolo di Cd (che nel 2016 aveva raccolto il 7,86% e 3 consiglieri) non è tuttavia passata inosservata, avendo provocato alcune autosospensioni dal partito per la scelta di appoggiare il candidato sindaco del centrosinistra (mentre la segretaria nazionale del partito, Margherita Rebuffoni, ha gettato acqua sul fuoco).

22) Azione

Tra le liste che appoggiano la ricandidatura del sindaco uscente di Caserta c'è anche quella presentata da Azione, che dunque in questo comune riesce a partecipare al voto con una propria lista autonoma (e non visibilmente "in condominio" con altre forze politiche). Il contrassegno, dunque, riproduce per oltre metà il simbolo del partito, con la "A" frecciata e, sotto, l'aggiunta del riferimento al fondatore del partito, Carlo Calenda. Poco più di un terzo del cerchio, tuttavia, è riservata all'indicazione del candidato sindaco, in blu - lo stesso colore del fondo di Azione - su un segmento giallo oro, abbinando comunque colori che in politica sono tradizionalmente legati all'area liberaldemocratica.
 

23) Insieme per Caserta - Moderati

Una nuova stilizzazione della Reggia di Caserta accompagna il quinto simbolo della coalizione di Marino, Insieme per Caserta - Moderati. Si è parlato di "listone", frutto dell'impegno - tra gli altri - di Emiliano Casale (assessore uscente), del 
consigliere regionale Giovanni Zannini (eletto in De Luca presidente, al quale si è fatta risalire l'aggiunta dell'aggettivo "moderati", inserito con un carattere manoscritto molto leggero), di PAolo e Massimiliano Marzo e con al suo interno vari consiglieri uscenti. Sopra la facciata stilizzata della Reggia (blu, che insieme al rosso del nome del comune ricrea i colori cittadini) ci sono anche tre figure umane stilizzate (una blu, una rossa e una verde), a braccia aperte

24) Italia viva

Il sorteggio ha collocato in coda alla coalizione che sostiene la rielezione di Marino due liste chiaramente di natura politica. Sesta (e penultima della compagine) è quella presentata da Italia viva e guidata dal vicesindaco uscente (nominato a giugno), Pasquale Antonucci. Il simbolo impiegato in quest'occasione ricorda quello visto lo scorso anno proprio alle regionali in Campania: il nome e il "tick"-gabbiano a V dalle tinte sfumate ci sono e sono stati leggermente ridotti, mentre sotto - in uno spazio leggermente più grande di quello normalmente occupato dalla terra colorata e sfumata - c'è un segmento convesso blu che contiene il nome del candidato sindaco.
 

25) Partito democratico

Ultima lista delle sette che sostengono Carlo Marino nella ricerca della riconferma come sindaco di Caserta è quella del Partito democratico, che nel 2016 era risultato la lista più votata (anche se solo con l'11,48%, essendo i voti della coalizione piuttosto distribuiti). Esattamente come cinque anni fa (e anche nel 2011), il Pd si presenta ad elettrici ed elettori di Caserta con il suo simbolo ufficiale nazionale, senza aggiungere alcuna indicazione territoriale o anche solo il nome del candidato sindaco sostenuto: in questo turno elettorale si impegnerà di certo per far prevalere la coalizione, ma al suo interno cercherà anche di difendere la sua posizione di soggetto politico più votato.
 

Romolo Vignola

26) Per le persone e la comunità

Conta sul sostegno di tre liste la candidatura a sindaco di Romolo Vignola, avvocato penalista. La prima è Per le persone e la comunità, espressione della "rete" della società civile (principalmente cattolica, ma non solo) creata in vista delle regionali dello scorso anno ma tuttora attiva e impegnata su più fronti in questo turno elettorale (la si è vista innanzitutto a Napoli). Il simbolo rappresenta una variazione di quello appunto finito sulle schede verdi del 2020, con un'attenzione al territorio: se restano il "per" e i colori ormai legati a Vincenzo De Luca, in questo caso appaiono il riferimento a Caserta, al candidato sindaco e non manca la ripresa della facciata della Reggia.

27) Speranza per Caserta

La lista di mezzo, tra quelle che appoggiano Vignola, è quella che elettrici ed elettori di Caserta conoscono meglio. Speranza per Caserta, infatti, era già presente sulle schede elettorali nel 2016, a sostegno della candidatura di Francesco Apperti: lui aveva sfiorato il 17% (e anche il ballottaggio, visto che Riccardo Ventre del centrodestra era arrivato al 19,54%), la lista con il suo 7,03% era riuscita comunque ad assicurarsi tre consiglieri. Il simbolo è pressoché identico a quello di cinque anni fa (giusto il nome è scritto in modo più armonico e regolare, ma sempre in bianco): su un fondo che dal verde sfuma all'azzurro, varie sagome di uomini e donne si tengono per mano (appunto per dare speranza all'impegno) tinte dei colori dell'arcobaleno.

28) Io firmo per Caserta

La terza e ultima lista a sostegno di Vignola è forse quella che attira di più l'attenzione. Io firmo per Caserta, infatti, oltre a schierare di nuovo la Reggia sullo sfondo (il secondo emblema della coalizione), denota certamente una rilevante cura grafica, con le due figure umane (una "risvolto" dell'altra) che si danno la mano e formano un cuore al centro e un uso attento delle ombre. Più difficile è leggere bene, in bianco sullo sfondo blu, #iofirmopercambiarelanostracittà: "
Desideriamo - spiegano i promotori - che Caserta diventi, finalmente, una città normale, a misura di abitante, in cui i servizi funzionino e che dia la possibilità alle migliori intelligenze di contribuire alla vita pubblica". "Firmare per Caserta" diventa dunque un modo di sostenere quella battaglia, anche se evoca più gli sforzi per presentare la lista (con la raccolta firme) che la fase della campagna elettorale e del voto.

Ciro Guerriero

29) Caserta kest'è

Penultimo candidato alla carica di sindaco è Ciro Guerriero, classe 1967. Lo sostiene una sola lista, che peraltro elettrici ed elettori di Caserta conoscono già: nel 2016 infatti a sostegno del candidato sindaco Gianfausto Iarrobino (appoggiato da tre liste) c'era anche Caserta kest'è, qualificata come "lista civica senza partiti" e Guerriero era tra i candidati. Ora lui ci riprova personalmente, con il simbolo quasi uguale, caratterizzato dalla "K" rossa e quasi tracciata a mano dell'associazione che ha dato il nome alla lista (e sopra la parola "Caserta" c'è giusto il fregio superiore della facciata della Reggia); nel cerchio però ci sono anche una fascia tricolore e, nella parte inferiore tinta di blu, il nome dell'aspirante primo cittadino.
 

Raffaele Giovine

30) Caserta decide!

Le ultime due liste che si incontrano sulla scheda elettorale sono quelle legate alla candidatura di Raffaele Giovine, 26 anni, promotore di un comitato che 
si occupa della rigenerazione urbana del parco di Villa Giaquinto. La prima formazione è Caserta decide!, progetto politico nel quale è maturata la candidatura di Giovine, nato per "agire nella città che cambia", per andare oltre il volontariato e l'associazionismo messi in campo finora. Il simbolo è color verde marino, caratterizzato da due apici/virgolette che sembrano fumetti, come per evocare l'apporto di varie persone e il confronto tra loro. Alcune candidature sono state indicate dal centro sociale ex Canapificio e da Potere al Popolo!

31) VivaCE

Ultima lista della scheda elettorale (e seconda delle due formazioni presentate per sostenere Giovine) è VivaCE, gruppo che concorre all'idea di trasformare Caserta in una "città dei diritti", ma soprattutto viva e ricca di iniziative, in una parola "vivace" (anche se è ben chiaro il gioco di parole "Viva Caserta" consentito dall'uso della sigla alla fine del nome). Il simbolo - piuttosto ben curato, anche dal punto di vista della costruzione - è basato su colori diversi rispetto al precedente, essendo visibili - oltre al nome scritto in viola - un segmento arancione, una foglia verde come segno di vita che sembra nascere dal polso di una mano rossa sfumata, inserita come segno di cura.

mercoledì 22 settembre 2021

Rimini, simboli e curiosità sulla scheda

A parte i sei capoluoghi di regione, già analizzati uno per uno, i capoluoghi di provincia chiamati al voto alle prossime elezioni amministrative previste per il 3 e il 4 ottobre sono 14. Tra questi figura anche Rimini, che cambierà necessariamente il sindaco, dopo due mandati esercitati da Andrea Gnassi. Sulla scheda elettorale sono finite 6 candidature alla guida della città (nel 2016 erano 8), appoggiate in tutto da 21 liste (tante quante se ne sono viste nel 2011 - a sostegno di 12 aspiranti alla carica di sindaco - mentre cinque anni fa erano 18). Dalla differenza tra i due numeri si può capire che varie coalizioni possono contare sull'adesione di varie formazioni.

Sergio Valentini

1) Rimini in Comune - Diritti a sinistra

A dispetto della presenza di coalizioni nutrite in questo contesto elettorale, il sorteggio ha collocato in prima posizione una delle tre candidature sostenute da un'unica lista. Quest'ultima, in particolare, è già stata vista a Rimini nel 2016: Rimini in comune - Diritti a sinistra, infatti, aveva sostenuto (sempre da sola) la candidatura di Sara Visintin (stavolta comunque schierata in lista), superando il 2% ma restando fuori dal consiglio comunale. Questa volta la lista appoggia la corsa elettorale di Sergio Valentini, ingegnere; il simbolo, in compenso, è rimasto lo stesso, con un cerchio (un po' 3D) rosso scuro, con una conchiglia bianca in posizione evidente e le due parti del nome della lista civica. 
 

Enzo Ceccarelli

2) Lega

Seconda candidatura estratta risulta essere quella di Enzo Ceccarelli, già sindaco di Bellaria Igea Marina. Alle elezioni potrà contare sull'appoggio di ben sette liste (in questa tornata elettorale è il numero più elevato). La prima sulla scheda, in ordine di sorteggio, sarà quella della Lega, che già nel 2016 (come Lega Nord) con il suo 12,37% aveva raccolto poco meno della metà dei voti della coalizione (anche se allora questa era meno ampia). Il simbolo impiegato in quest'occasione è quello sfoggiato alle elezioni politiche del 2018, con la parola "Lega", il guerriero di Legnano e, nel segmento blu in basso, l'espressione "Salvini premier", senza alcun riferimento territoriale (è sparita la caveja vista in passato).
 

3) Rinascimento

Seconda lista della coalizione che sostiene Ceccarelli è quella presentata da Rinascimento, vale a dire il partito fondato da Vittorio Sgarbi. Si tratta ovviamente della prima volta che il partito - nato nel 2017 - partecipa alle elezioni amministrative a Rimini. Per questo suo debutto locale, il simbolo modifica una delle varie versioni che si sono viste nel corso di questi anni di attività, con il dettaglio della Creazione di Adamo collocato nella parte superiore, subito sotto il nome del partito e un sottilissimo tricolore, il cognome di Sgarbi in grande evidenza e, in basso, il riferimento a Rimini, il tutto su fondo blu. Certamente con questa lista il centrodestra appare più completo, ma colpisce vedere questa forza presentare candidature autonome, a differenza di ciò che si vedrà per altri soggetti, riuniti nello stesso simbolo.
 

4) Fratelli d'Italia

Al terzo posto, nella coalizione di centrodestra (con innesti civici) è stata sorteggiata la lista di Fratelli d'Italia, che nel 2016 aveva sfiorato il 3%, ma questa volta con grande probabilità si prepara a migliorare di molto la sua prestazione elettorale. Se cinque anni fa il contrassegno era quello consolidato in quel periodo, con l'emblema che conteneva il simbolo di Alleanza nazionale (messo a disposizione dalla Fondazione An), questa volta si è impiegato il contrassegno elettorale visto per la prima volta alle politiche del 2018, con il fregio ufficiale di Fdi contenuto nel cerchio bicolore, con grande evidenza al nome di Giorgia Meloni: nemmeno in quest'occasione sono stati aggiunti riferimenti territoriali o al candidato.
 

5) Noi (amiamo) Rimini - Paesani per Ceccarelli sindaco

La quarta lista della coalizione che sostiene Ceccarelli ha bisogno di qualche attenzione in più. Si tratta di una formazione civica, come suggerisce il nome scelto: Noi amiamo Rimini. Così, almeno, dovrebbe leggersi, "traducendo" il cuore tinto in quarti dei colori prevalenti del gonfalone locale, anche se il rosso si confonde con il colore del fondo; la parte superiore del simbolo è occupata dalle stilizzazioni dell'arco di Augusto e del ponte di Tiberio. L'elemento più evidente è la parola "Paesani", riferimento al capolista Lucio Paesani, mentre la parte inferiore bianca è riservata al candidato sindaco. Il tricolore che spunta in basso a destra e la stessa struttura del simbolo rimandano graficamente al simbolo finiano di Futuro e libertà per l'Italia, ma il secondo nome in lista è quello dell'ex assessore (e già capogruppo dei Ds) Massimo Lugaresi.
  

6) Il Popolo della famiglia

Nel 2016 aveva partecipato alle elezioni anche Il Popolo della famiglia, a una delle sue prime prove elettorali dopo la fondazione: la candidata sindaca era Addolorata (Ada) Campi e dalle urne era arrivato l'1,59% dei voti. Questa volta il partito fondato da Mario Adinolfi partecipa a pieno titolo alla coalizione di centrodestra, apportando i suoi consensi al candidato sindaco Ceccarelli. Rispetto alla sua prima corsa elettorale, tuttavia, il simbolo è stato modificato nella parte inferiore, sostituendo la famigliola disegnata a pastello con un segmento rosa (stesso colore usato per la scritta "No gender nelle scuole"), recante il riferimento al candidato sindaco inserito in colore bianco.
 

7) Frisoni con Ceccarelli

La penultima - sempre in ordine di sorteggio - delle liste presentate a sostegno della candidatura di Ceccarelli è di nuovo una lista civica: si tratta di Frisoni con Ceccarelli. Promotore di queste candidature - nonché capolista - è infatti Davide Frisoni, presidente della locale Commissione Cultura ed egli stesso pittore. Alcune forze politiche (Rete Civica, Rinascimento e Con Rimini) avevano proposto la sua candidatura come sindaco, poi si è optato per una lista a sostegno di Ceccarelli, ma con il carattere civico ben in vista. Per questo il cognome di Frisoni ha un certo rilievo (poco minore di quello del candidato sindaco) e, nella parte inferiore, emergono i colori bianco e rosso del gonfalone cittadino.
 

8) Ceccarelli Con Te - La casa dei moderati

Il sorteggio ha collocato in fondo alla coalizione di centrodestra Ceccarelli con te, una sorta di lista omnibus, che sotto all'arco di Augusto (che torna anche in questo simbolo, stavolta stilizzato in giallo) riunisce almeno cinque soggetti politici in quella che si autodefinisce La casa dei moderati. La miniatura più grande (si fa per dire) e in posizione centrale - collocata su uno sfondo tipo cielo racchiuso da un arco tricolore - è quella di Forza Italia, ma ci sono anche l'Udc (che stavolta si riunisce visivamente al resto del centrodestra, dopo essere stata assente dalle schede nel 2016), Cambiamo!, Noi con l'Italia, nonché - a patto di riuscire a leggerlo, nei pochi millimetri di diametro riservati dalla scheda elettorale - la lista civica Città metropolitana.
 

Matteo Angelini

9) Movimento 3V

Terza candidatura a sindaco, secondo l'ordine indicato dal sorteggio, è quella di Matteo Angelini, quarantenne, impiegato. La sua corsa elettorale è sostenuta da una sola lista, quella del Movimento 3V (Vaccini vogliamo verità), che in queste elezioni amministrative porterà avanti sia i temi per cui è più nota a livello nazionale (quelli sulla libertà di scelta in ambito sanitario: lo stesso Angelini ha detto di non volersi vaccinare) a questioni locali, legate al governo del territorio. Elettrici ed elettori riminesi troveranno sulla scheda lo stesso simbolo presentato negli altri comuni in questa tornata elettorale, con "3V" al centro, le parole "Verità" e "Libertà" intorno e una spessa circonferenza rossa a racchiudere tutto.
 

Mario Erbetta

10) Erbetta sindaco - Rinascita civica - Liberalsocialisti - Amici dell'Avanti

La quarta candidatura a sindaco di Rimini è l'ultima delle tre a valersi dell'appoggio di una sola lista, anche se composita. L'aspirante primo cittadino è Mario Erbetta, avvocato riminese, consigliere comunale uscente, eletto nel Patto civico per Gnassi ma fondatore nel 2018 del soggetto politico Rinascita civica (già visto alle elezioni a Santarcangelo di Romagna). Nel contrassegno - che, su fondo azzurro, diviso in due, contiene l'espressione "Erbetta sindaco" in giallo, con la "R" di Rimini inquartata di rosso e bianco - figura la "pulce" di Rinascita civica (col suo albero-corolla tricolore su fondo azzurro) accanto a quella dei Liberalsocialisti per l'Italia; sotto c'è anche il logo del Circolo Amici dell'Avanti! di Rimini (anche se della testata originale è rimasta solo la "A", probabilmente per non incorrere in qualche problema per l'uso di quel segno). Una presenza significativa questa, nella città di un congresso (quello del tempio) e di due conferenze programmatiche del Psi craxiano (tutti eventi con la scenografia di Filippo Panseca).
 

Gloria Lisi

11) Rimini per le imprese

Accanto alle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra (entrambe peraltro con significativi apporti civici), ce n'è un'altra comunque piuttosto nutrita, composta da sei liste, in appoggio alla candidatura di Gloria Lisi, già vicesindaca di Gnassi, privata a luglio delle sue deleghe quando annunciò di voler correre come sindaca in alternativa al candidato ufficiale del centrosinistra. Prima formazione indicata dal sorteggio è la lista civica Rimini per le imprese, che dunque guarda al mondo produttivo locale: sotto un tricolore ondeggiato emerge la sagoma anonima di uno stabilimento produttivo, collocato vicino al mare per poter comprendere tutto il territorio nel cerchio del contrassegno.
 

12) A political party

Non passa certo inosservato il secondo emblema della coalizione che sostiene Lisi, vuoi per il colore del fondo (l'arancione), vuoi per il nome in inglese (A political party, peraltro scritto in carattere Cooper Black, decisamente insolito su un contrassegno elettorale), vuoi per la curiosa figura che si staglia al centro del simbolo. Candidate e candidati di A political party (un po' partito, un po' festa) si qualificano come "la voce di giovani apolitici che parlano della Rimini che non c'è" (maiuscole originali), proponendo un rilancio della città, dal punto di vista della valorizzazione turistica e della sicurezza, pensata da chi vive Rimini "dodici mesi l'anno, di giorno e di notte".
 

13) Rimini per Gloria Lisi sindaco

Rimini per Gloria Lisi sindaco è la terza lista a sostegno della candidatura dell'ex vicesindaca, quella a lei più vicina e probabilmente quella che più somiglia alla "lista civica centrista nell’area del cattolicesimo politico e della cooperazione sociale e aperta a tutti, anche a esponenti di destra di buona volontà" di cui aveva parlato nell'annunciare la propria candidatura a luglio. Il simbolo, semplice ma graficamente piuttosto curato, richiama inevitabilmente il mare mosso (anche grazie all'alternarsi delle tonalità di blu), ma con un tocco tricolore nella parte destra. In qualche modo, questo elemento può ricordare anche il simbolo di Obiettivo civico visto nel 2016, ma è un rinvio (forse non voluto) da #drogatidipolitica.

14) MoVimento 5 Stelle

Unica candidatura espressamente politica a favore di Gloria Lisi è quella del MoVimento 5 Stelle, che torna sulle schede elettorali riminesi dopo la clamorosa assenza del 2016 (nel 2011 con Luigi Camporesi, poi rieletto cinque anni fa con il sostegno soprattutto di Obiettivo civico, aveva ottenuto l'11,76%). Il simbolo, ovviamente, è quello dell'ultima versione del M5S a guida Giuseppe Conte, quindi con il riferimento al 2050 sul segmento rosso. Quella di Rimini è una delle compagini più ampie cui partecipa il MoVimento 5 Stelle (insieme a quelle di Napoli e Bologna, che però hanno chiara impronta politica, mentre qui - come si è detto - il M5S è l'unico soggetto politico nazionale della compagine).
 

15) Ben-essere e transizione ecologica

Quinta lista su cui Lisi potrà contare al voto del 3 e del 4 ottobre sarà Rimini Ben-essere e transizione ecologica, una formazione dichiaratamente civica che sembra unire sensibilità per la salute (la capolista è Gina Ancora, primaria della terapia intensiva neonatale dell'ospedale di Rimini) e per uno sviluppo rispettoso dell'ambiente (anche se, come subito si vedrà, non si tratta dell'unica lista della coalizione con sensibilità ecologista). Come simbolo per quest'occasione è stata scelta una figura umana stilizzata blu (in modo da dare l'idea delle tre dimensioni) a braccia larghe, con il verde e il rosso a completare l'idea del tricolore insieme alla parte superiore del cerchio interno. 

16) Un futuro verde per Rimini

L'ultima lista della coalizione a sei che sostiene l'ex vicesindaca Gloria Lisi è, come si diceva, a sensibilità ecologista: la civica Un futuro verde per Rimini (guidata da Loris Grossi, professore di chimica organica al Campus di Rimini dell'università di Bologna) la esprime con tre foglie stilizzate - che, per la loro posizione e forma, ricordano almeno un po' il segno del riciclaggio dei rifiuti - poste a protezione del sole, se così si vuole interpretare il cerchio giallo dai bordi sfumati all'interno. Si segnala che la parola "Verde" è in grande evidenza: a questo proposito, Europa Verde - Verdi si era opposta all'ammissione di questo simbolo, ritenendolo confondibile con il proprio; la commissione elettorale circondariale di Rimini ha però rigettato l'opposizione ("Appare evidente che i simboli, le caratteristiche grafiche e le scritte presenti non ingenerano confusione nell’elettore", viste le differenze nelle tonalità dei colori usate per le scritte, gli sfondi e gli elementi grafici; non toccava poi alla commissione esprimersi sulle politiche ambientali delle due liste).
 

JAMIL SADEGHOLVAAD

17) Rimini futura con Jamil - Azione

Conta su cinque liste la coalizione che sostiene nella sua campagna elettorale Jamil Sadegholvaad, assessore uscente alla sicurezza della giunta Gnassi. Il sorteggio ha collocato al primo posto la lista Rimini futura con Jamil: questa si pone in continuità con la lista Futura #conGnassi già vista nel 2016 (Luca Pasini, allora eletto con quella lista, si ripresenta ora), ma si amplia (altra consigliera uscente è Diana Trombetta, eletta con la Lega Nord nel 2016, ma uscita polemicamente dal gruppo e dal partito a fine gennaio). Partecipa alla lista Azione di Carlo Calenda, così come il Partito socialista italiano, rappresentato da un garofano (il coordinatore della lista è Francesco Bragagni, membro della segreteria nazionale del partito); non mancano in lista sensibilità repubblicane.   
 

18) Jamil sindaco - Rimini rinata

Volendo identificare una lista particolarmente vicina al candidato sindaco, figlio - come racconta lui stesso - di un iraniano arrivato nel 1967 in vacanza a Rimini e lì innamoratosi di una donna del luogo che studiava da hostess, questa è certamente la lista Jamil sindaco - Rimini rinata. Qui, ancora più che nella formazione vista prima (e in altre che si vedranno tra poco), il nome del candidato sindaco - e non il suo cognome, certo più lungo e più difficile da pronunciare - diventa il vero e proprio simbolo, scritto a caratteri cubitali su fondo azzurro carico, mentre "Rimini rinata" nel segmento arancione in basso vorrebbe richiamare il progetto di rinascita della città  portato avanti dall'amministrazione uscente e di cui la città ha ancora bisogno.
 

19) Rimini coraggiosa

Le sensibilità "più a sinistra" rispetto al Partito democratico sono rappresentate dalla terza lista della coalizione che sostiene Sadegholvaad: si tratta di Rimini coraggiosa, diretta declinazione in ambito locale del progetto politico avviato con le regionali del 2020 e che ha portato Elly Schlein alla vicepresidenza della giunta emiliano-romagnola. Il simbolo stesso riprende molto quello coniato per quelle regionali, per i colori impiegati (non c'è il contorno dell'Emilia-Romagna sull'area verde, ma si è scelto di non complicare il contrassegno), il cuore e gli aggettivi inseriti sotto "coraggiosa": a "ecologista" e "progressista" già usati nel 2020, qui si è aggiunto "solidale" per completare il quadro.
 

20) Europa Verde - Rimini

Quarta lista della compagine in appoggio a Sadegholvaad (e penultima formazione a comparire sulla scheda elettorale) è Europa Verde - Verdi, dunque il soggetto politico evoluzione della Federazione dei Verdi e della lista Europa Verde presentata alle europee del 2019. Il contrassegno presentato è appunto un'evoluzione di quello usato da quest'ultima formazione, con il cerchio verde che ospita il nome e il girasole del Partito verde europeo (ma, dentro "Europa Verde", c'è anche lo storico "Sole che ride" usato dai Verdi Italiani), il riferimento anche testuale ai Verdi in alto a destra e, in basso, con una certa evidenza, il nome di Rimini in giallo, secondo lo stile già visto in altri comuni. Capolista è l'ex europarlamentare Marco Affronte

21) Partito democratico 

Chiude la coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Jamil Sadegholvaad (e figura anche come ultimo contrassegno sui manifesti e sulle schede) la lista del Partito democratico, forza politica più votata nelle ultime due elezioni (nel 2016 ottenne addirittura il 33,46%). Se nel 2011 il simbolo era presente nella sua versione ufficiale, senza alcuna altra aggiunta, mentre cinque anni dopo era stato aggiunto un segmento rosso con il riferimento al candidato sindaco Gnassi, questa volta lo spazio dedicato all'aspirante sindaco (indicato, anche qui, con il nome) è aumentato ancora di più: ciò non stupisce, essendo Jamil Sadegholvaad proprio del Pd (che ha scelto lui dopo che si era arrivati a un passo dalle primarie con Emma Petitti: Chiara Bellini, docente universitaria a lei vicina, sarà vicesindaca in caso di vittoria). Il fondo usato per ospitare il nome è sempre rosso, ma sembra quasi una mezzaluna collocata in orizzontale, che occupa quasi metà del cerchio e riduce lo spazio per il logo del partito.