venerdì 19 gennaio 2018

Elezioni politiche 2018: i simboli uno per uno



Di seguito illustro tutti i contrassegni elettorali depositati in vista delle elezioni politiche del 4 marzo 2018. L'articolo vuole essere un work in progress, quindi cercherò di inserirli e commentarli quasi in tempo reale, quasi come se foste con me a vederli finire in bacheca. Buona abbuffata simbolica!


Depositati domenica 21 gennaio 2018


86) Movimento sociale















87) Movimento autonomo autotrasportatori europei - Movimento pensionati europeo













88) Movimento disoccupati e precari meridionali-italiani













89) Lista difesa consumatori 













90) Partito pensionati e invalidi - Giovani insieme














91) Federalisti democratici europei 
















92) Italia madre 















93) La luce del sud













94) No riforma forense














95) Partito socialista democratico italiano













96) Movimento gente onesta













97) Fratelli d'Italia













98) Partito democratico













99) Italia dei diritti










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Depositati sabato 20 gennaio 2018

56) Rinascimento Sgarbi - Mir














57) Libeguali















57-A) Libeguali














58) Lista del popolo














59) Coordinamento politico italiano














60) Nuova Italia














61) Movimento poeti d'azione














61-A) Movimento poeti d'azione














62) Noi con l'Italia














63) +Europa con Emma Bonino - Centro democratico














64) Lega per l'Italia














65) Pensionati consumatori














66) Movimento riscatto nazionale














67) Il Sole d'Italia














68) Mo! - Unione mediterranea














69) Fronte friulano - Front Furlan














70) Nuovo Psi














71) Autodeterminatzione














72) Prima il Nord!














73) Partito sardo d'azione














74) Indipendenza del Veneto - Autonomia














75) Ameritalia














76) Civica popolare














77) Sdebitalia














78) Sergio Pirozzi presidente













79) Moviment Friul - Movimento Friuli














80) Pensioni & Lavoro














81) Riscossa Italia














82) Movimenti per Italia sovrana- Difesa bambini e famiglia














83) Ora - Rispetto per tutti gli animali














84) Partito repubblicano italiano - Ala















85) Blocco nazionale per le libertà


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Depositati venerdì 19 gennaio 2018

1) Movimento associativo Italiani all'Estero (Maie)

Il primo posto, quest'anno, se l'è aggiudicato il Maie, presente nel Parlamento italiano ormai dal 2006. Proprio come allora, il simbolo è sempre lo stesso, cioè il profilo tricolore tracciato a matita dell'America meridionale, il tutto su fondo blu e con l'indicazione del leader, Ricardo Merlo. Come sempre, l'emblema - depositato da Antonella Rega - è stato disegnato e sarà presentato nella sola circoscrizione Estero e con riferimento alla ripartizione America meridionale. Finora, del resto, la formazione è stata sempre molto fortunata sul piano elettorale, avendo ottenuto eletti a ogni consultazione ed è probabile che possa confermare il risultato. 

2) Unital - Unione tricolore America latina

Il secondo simbolo invece è una new entry, si tratta dell'Unione tricolore America latina, una formazione nuova, evidentemente anch'essa pensata per la circoscrizione estero e, in particolare, per i seggi del Sudamerica. Si tratta di un soggetto politico guidato dall'avvocato Fabio Cantarelli, imprenditore residente in Paraguay, che ha raccolto attorno a sé persone provenienti dalle associazioni di volontariato,  esponenti delle istituzioni italiane (Comites) e persone legate al territorio. Al centro della corona blu (che contiene il nome e due cuori tricolori), c'è una sagoma dell'Italia sovrapposta al Sudamerica tricolore, in mezzo a 

3) Sacro Romano Impero Liberale Cattolico - Movimento Europeo Liberal-Cristiano "Giustizia e libertà" - Giuristi del Sacro Romano Impero - Atuttocampo nel tempo e nello spazio

Non si può davvero prescindere dalla presenza fondamentale di Mirella Cece, che anche quest'anno ha curato l'ordine della fila, distribuendo il numero ai presenti (da giorni!) con imperturbabile pazienza e presenta il suo simbolo decisamente completo, che raccoglie sotto l'egida imperiale e cattolica del Diritto Canonico tutti i movimenti o le realtà da lei create negli anni e che figurano debitamente nel nome, quasi certamente il più lungo di quest'anno. Si tratta ormai di un vero classico imperdibile delle elezioni e del rito che le apre: viene quasi il sospetto che, senza Mirella l'imperatrice, le elezioni valgano meno, anche se magari lei non presenta liste.

4) Movimento 5 Stelle

Inutile negarlo, l'attesa davanti al Viminale era tutta per Beppe Grillo e Luigi Di Maio, arrivati insieme a Davide Casaleggio a bordo di un van nero decorato coi colori e le insegne stellate per presentare il simbolo del M5S, ma non nell'ultima versione nota e divulgata, cioè con il riferimento al sito del MoVimento e non più a quello di Grillo, ma piuttosto a Ilblogdellestelle.it. Quando tutto il gruppo presente con Grillo (c'era pure Vito Crimi con Alfonso Bonafede) è passato, una massa di microfoni, flash, taccuini e registratori si è spostato lungo i corridoi, quasi una scorta pronta a travolgere i malcapitati non interessati al deposito. Commento captato al volo: "'na vorta Grillo s'andava a vedello a teatro, ora tocca annà ar Ministero!" Esatto...


5) Lega - Salvini Premier

Alla fine dalla Lega Nord non è arrivata nessuna sorpresa: l'arrivo di Roberto Calderoli intorno alle 7 del mattino è ormai un must, assieme ai soggetti ormai esperti della fila che si erano prodotti nello stesso compito (e bene, visto che erano arrivati primi) nel 2014. Nessuna sorpresa nemmeno dal simbolo, esattamente lo stesso divulgato settimane fa, con la sparizione del Nord, il nome di Salvini in giallo in grande evidenza e, sotto, la qualifica di "premier", tanto per non lasciare dubbi sulle intenzioni. A farla da padrone, però, è sempre la figura di Alberto da Giussano, nella statua di Legnano. Lo spadone è sempre lì, Calderoli (che si fa un selfie alla bacheca) anche  

6) CasaPound Italia

Erano stati tra i primissimi nel 2014 e anche questa volta si confermano "mattinieri" gli attivisti (molti, giovani e non solo) di CasaPound Italia. Con loro c'è anche il leader Simone Di Stefano, che provvede personalmente a depositare il contrassegno: è il solito, con la tartaruga ottagonale all'interno di una corona tricolore. Le firme per le candidature sono già state raccolte e Di Stefano ha le idee molto chiare sull'immediato futuro elettorale della sua forza politica: "Ci presenteremo alle elezioni - dichiara ai giornalisti che lo interrogano - supereremo lo sbarramento del 3% ed entreremo in Parlamento!" La notte dopo il 4 marzo si vedrà...

7) 10 volte meglio


La seconda fila viene aperta da un'altra new entry, la forza politica 10 volte meglio, fondata da Andrea Dusi. Stefano Ciccarelli, volontario ventenne che ha tenuto la fila al mattino, è convintissimo: "Siamo un partito principalmente rivolto ai giovani, oggi il 70% di loro non sa per chi votare e quindi non vota. Per noi occorre puntare soprattutto sulle competenze, Basta con gli slogan o con le politiche a breve termine. Il presente è irrecuperabile, bisogna puntare su tecnologie e innovazione, solo così può arrivare il cambiamento". Cambiamento che dovrebbe arrivare con un simbolo tutto lettering,  molto semplice, col nome su fondo rosso mattone e il 10 in evidenza. Il messaggio è chiaro: qualunque cosa, la faremo 10 volte meglio di voi. La grafica può non piacere, ma di sicuro emerge.

8) SìAmo

Altro emblema nuovo, anche se in realtà si era visto da qualche parte nei giorni scorsi. Si tratta di un gruppo, come tengono a precisare i depositanti, nato dal basso: "siamo nati nelle piazze, lottando contro il decreto Lorenzin in tema di vaccini e abbiamo raccolto in fretta molte persone, strutturandoci come movimento politico". Il gruppo è presente su Facebook e ospita vari contributi del dottor Dario Miedico; il simbolo non spicca particolarmente dal punto di vista grafico, al di là della A a tre colori, ma contiene in pratica tutto il loro programma: attenzione alla salute r e all'ambiente ("ma noi non c'entriamo con la componente parlamentare omonima di Pepe", assicurano), libertà di cura, comunità e coscienza. Da segnalare lo sbarco alle politiche dell'espressione "SìAmo", tipica delle elezioni amministrative degli ultimi anni. 

9) Democrazia cristiana

Eccolo qui il primo scudo crociato apparso in bacheca. Come era stato immaginato, a depositare il proprio emblema si è presentata pure la Dc che a dicembre del 2016 ha ottenuto dal tribunale di Roma di poter svolgere la propria assemblea autoconvocata da un decimo degli iscritti (della Dc-Fontana del 2012), per risvegliare il partito ritenuto dormiente. Da quella assemblea, non senza polemiche, uscì eletto Gianni Fontana, che oggi ha delegato al deposito Diego Coroni. Lui - dopo aver ricordato le sentenze che, a suo dire, rendono il suo gruppo titolare dell'emblema - assicura che quello è proprio l'ultimo simbolo utilizzato dalla Dc prima della sua indebita trasformazione in Partito popolare italiano. In effetti gli somiglia molto, non essendoci il bordo bianco tipico del logo usato in passato dalla Dc-Pizza. A guardar bene, i bracci della croce sono più stretti e il carattere con cui è scritta la parola Libertas è un Helvetica e non il vecchio Franklin Gothic. In stile Pizza, appunto. Non bastasse, c'è chi polemizza per quel deposito: "In teoria presentare il simbolo sarebbe giusto, ma se fosse fatto in buona fede - tuona Pellegrino Leo, tra i più attivi nel voler riproposta la Dc -. Fontana e Coroni non hanno parlato con nessuno di questo deposito, questo sembra fatto per danneggiare il centrodestra e non fa gli interessi della Dc, la smettano!" O bianco fiore, simbol d'amore...

10) Movimento tecnico nazionale popolare per la pace

"Guardi, io ho creato questo movimento perché sono il nuovo per gli italiani, perché in giro non vedo niente di nuovo, solo cose vecchie. Non ho altro da dichiarare." Sono queste le poche parole che Sergio Veronese ha speso per presentare il suo movimento, poi però aggiunge qualcosa: "Qui nessuno vuole cambiare le cose, invece dobbiamo farlo e dobbiamo lavorare per la pace e per portare la pace". Tutto questo sarebbe rappresentato da un simbolo in cui tre persone stilizzate si abbracciano tra di loro, mentre sopra di loro sembra quasi che ci sia il mare. Non un capolavoro di grafica, ma l'idea c'è.

11) Grande Nord

Se la Lega ha tolto la parola Nord dal simbolo, lo stesso termine è presente in formato gigante nel contrassegno - nomen omen - di Grande Nord, il soggetto politico creato ormai mesi fa da Roberto Bernardelli. A presentare il simbolo è venuto proprio lui, insieme ad Angelo Alessandri, già segretario della Lega Nord Emilia. Il simbolo lavora per essere presente alla Camera e al Senato in tutte le regioni del Nord e, ironia della sorte, nella bacheca è stato sistemato proprio sotto al contrassegno della Lega. "Devono cominciare ad avere paura, stiamo arrivando e adesso sono c...", precisa Bernardelli, che si stupisce un po' della mancanza di simboli di disturbo da parte della Lega. Forse non è così strano: magari non avevano nessuna voglia di fare loro pubblicità.

12) Partito liberale italiano


Ecco un altro partito che, pur essendo nuovo, si richiama espressamente alla tradizione. Si tratta del Pli che ha in Gianfranco Morandi e in Stefano De Luca i suoi dirigenti più importanti. Anche se molto probabilmente non presenterà le liste, essendo confluito all'interno della cosiddetta quarta gamba, ha comunque scelto di depositare il suo simbolo con il tricolore stilizzato al vento - ce l'ha dal 2004 - per avere un minimo di visibilità e per tutelarsi da eventuali imitazioni sgradevoli. Va bene che erano presenti in Parlamento all'interno della denominazione di un gruppo (con Idea di Quagliariello), ma la prudenza quando c'è di mezzo la politica non è mai troppa.

13) Potere al Popolo!

"Riuniamo la sinistra anticapitalista, nasciamo dal basso per raccogliere le istanze dei pensionati, dei lavoratori, dei precari, di tutti quelli che sono schiacciati nel conflitto capitale-lavoro. Un conflitto che non riconosce nessuno, ma il capitale la sua lotta la sta facendo e vincendo". La persona in fila al mattino presto per Potere al popolo, che riunisce tante sigle di base e partiti noti come Rifondazione comunista, il ricostituito Pci, Democrazia atea e vari altri, è convinta e sembra pronta alla battaglia. Nessuna immagine particolare - a parte la stella, naturalmente - nel simbolo, che è esattamente come lo si è visto nei giorni scorsi: testuale e pulito, tra il nero e il bordeaux.

14) Insieme - Psi, Verdi, Area civica

Nessun'altra sorpresa, dopo il primo intervento sul rametto d'Ulivo (che ora non è più centrale ma defilato a destra e rappresentato solo dalle foglie, giusto per evitare grane con chi rappresenta ancora l'associazione L'Ulivo), per il simbolo delle liste di Insieme, che raccoglie i "prodiani" di Giulio Santagata, nonché il Partito socialista italiano guidato da Riccardo Nencini e la Federazione dei Verdi di Angelo Bonelli, che accostano le loro "pulci" a quella di Area civica, legata al sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Grazie al Psi loro non avranno problemi di firme, ma convincere gli elettori non sarà comunque facile. Intanto il simbolo c'è.

14-A e B) Insieme

Non può dirsi a tutti gli effetti una sorpresa - al più la si può classificare una curiosità . la presentazione, da parte di Insieme, di due simboli alternativi, dedicati esclusivamente alle regioni in cui sono presenti minoranze linguistiche. In effetti, i Verdi o comunque i raggruppamenti che li contenevano hanno sempre perseguito questa politica (prima di loro lo hanno fatto frequentemente anche i radicali - soprattutto con la lingua tedesca; nel 2013 ha fatto questa scelta anche Sel, che peraltro aveva all'interno la componente ecologista di Loredana De Petris). 
Così, nel primo simbolo è stata aggiunta la dicitura in tedesco e ladino "miteinander - ensema", mentre nel secondo si legge "skupaj", che è la traduzione in slavo di "Insieme". Curiosità, in entrambi i casi i puntini delle "i" e dell'unica "j", per quanto meno visibili a causa delle dimensioni del testo, sono stati tutti resi con il pallino rosso, per perpetuare anche lì il richiamo allo stile dell'Ulivo. A dispetto del maggior affollamento del contrassegno (mai gradevole), tutto sommato l'effetto ottico non è disastroso e le tre "pulci" inserite restano comunque identificabili dall'elettore: ci vuole una buona vista, ma i veri problemi verranno - c'è da giurarci - con altri contrassegni. Soprattutto quelli non ancora depositati in bacheca.

15) W la fisica

Una delle novità assolute di questa tornata elettorale e un simbolo che, per semplice che sia, ha attirato l'attenzione. Lasciate perdere le malelingue maliziose di professione, che vorrebbero vedere a tutti i costi un doppio senso potando le lettere centrali di "fisica": qui c'è un progetto vero e proprio, in dieci punti, che si vuole portare avanti. Quali? Più scienza a scuola, più scienza in politica ("non può inseguire la piazza calpestando la scienza, come ha fatto con l'approvazione della sperimentazione di Stamina") e una giustizia che rispetti la scienza, sì alla sperimentazione animale e agli ogm ("fatti i dovuti controlli non ci sono motivi scientifici per bloccarli"), basta programmi di fuffa anti-scienza sulla Rai, attrazione degli scienziati in Italia e incentivi alla ricerca sulle energie rinnovabili, radiazione dei medici che prescrivono l'omeopatia e reato di istigazione per chi invita a non vaccinarsi. Tutto questo sta in un simbolo con un grafico di funzioni all'interno e la FISICA al centro. C'è anche il sito www.butta.org, che rimanda all'artefice del progetto, Mattia Butta, che sta completando la raccolta firme. Se il simbolo vi ha colpito, sappiate che non lo vedrete sulle schede: è destinato alla circoscrizione Estero (Europa)... 

16) Free flights to Italy

Destinato chiaramente anch'esso alla circoscrizione Estero (America centrosettentrionale), questo simbolo rimanda chiaramente al viaggio degli emigrati. "Free Flights to Italy - si legge nel sito www.freeflightstoitaly.ngo - è l'unica organizzazione nel mondo che ha come obiettivo specifico il beneficio dei cittadini italiani che vivono all'estero: costruire ponti tra comunità attraverso voli gratuiti da e per l'Italia. Essa opera sotto gli auspici del Presidente della Repubblica italiana. La più parte dei membri dell'organizzazione, tutti volontari AIRE, desiderano rafforzare i loro legami culturali con l'Italia con la scolarizzazione, l'apprendimento della lingua, i viaggi (gratuiti), la genealogia, lo studio della storia e dell'arte italiana, etc.". Sempre nel sito si precisa che non si è di fronte a un partito, né ci sono affiliazioni, ma volendo fare una politica propositiva, vuole partecipare alle elezioni e sta raccogliendo le firme per farlo. Se il nome è il messaggio più evidente nel simbolo blu, non potevano mancare un aereo e un tondino tricolore. Se "l'America è lontana / dall'altra parte della luna", così qualcuno si sentirà più vicino; se può volare gratis, meglio ancora.

17) Il popolo della famiglia

Aveva detto fin dall'inizio di voler partecipare alle elezioni, ma non solo quelle amministrative, volendo puntare decisamente alle politiche. E così a presentare il Popolo della famiglia al Viminale è arrivato proprio Mario Adinolfi: il suo simbolo, a fondo blu, ricco di stereotipi e con il monito "No gender nelle scuole", ormai rappresenta una sorta di piccolo classico della politica italiana degli ultimi anni. Che faccia o no le liste - le firme, anche dimezzate, non sono poche nemmeno per lui - era assolutamente necessario che oggi fosse presente, proprio per dare continuità almeno ideale al processo iniziato nel 2016 con la partecipazione a varie elezioni locali. Finora non è andata benissimo, ora chissà. 

18) Movimento politico Forconi

No, neanche stavolta sono i "Forconi" di Mariano Ferro, che non ce l'avevano fatta a presentare il proprio simbolo alle elezioni europee del 2014, arrivando in drappello alla fine dell'ultimo giorno al Viminale, e lamentandosi perché prima di loro qualcun altro aveva presentato un simbolo con la stessa parola. Anzi, a depositare (ci ha pensato il presidente nazionale Orlando Iannottisono proprio quei Forconi che nel 2014 presentarono un simbolo bianco con quella parola (e un tridente) soltanto: l'emblema stavolta è tutto diverso, con la scritta rossa su fondo nero con sfumatura blu, l'indicazione "La voce del popolo" e un nastrino tricolore preso dalla rete, perché in fondo un tocchino di italianità non fa mai male.

19) Per una sinistra rivoluzionaria

Il simbolo era già stato divulgato nelle scorse settimane, anche perché c'era assolutamente la necessità di raccogliere le firme per partecipare alla competizione elettorale. Questo non ha comunque scoraggiato Marco Ferrando dalla presentazione del contrassegno che contiene il suo Partito comunista dei lavoratori (con la già nota falce e martello trotzkista) e l'emblema della più recente Sinistra classe rivoluzione, con tanto di pugno stretto, duro e puro. In alto, le immagini di bandiere da manifestazione - rigorosamente rosse - parlano di altri tempi. Una sorta di Quarto stato, ma molto più rivoluzionario. Appunto.

20) Movimento Destre unite

Un ritorno, con qualcosa di nuovo, volendo. Il simbolo era già stato visto nel 2014, quando il suo artefice Massimiliano Panero l'aveva depositato per le elezioni europee e utilizzato alle regionali piemontesi (in sostegno a Gilberto Pichetto). Allora però alla fiamma simil-lepenista dovette sostituire una striscia tricolore: "Stavolta però il simbolo non possono più bocciarlo, perché è stato registrato insieme al nostro statuto: l'apposita Commissione l'ha approvato e ora resta così". C'è un altro ritocco interessante: nella parte blu inferiore, infatti, è apparso il simbolo dell'Alleanza europea dei movimenti nazionalisti, partito europeo rappresentato a Strasburgo di cui è segretario generale Valerio Cignetti e cui anche Panero appartiene. Secondo lui quella presenza è sufficiente a evitare la raccolta firme com'è stato concesso ai Verdi - Green Italia nel 2014. Non è facile che la sua tesi sia accettata, ma è giusto provare a farlo valere: in ogni caso, conviene riparlarne. 

21) Unione Imprenditori e Lavoratori Socialisti

La formazione è già nota, perché si è presentata più volte nel corso degli anni all'appuntamento con le bacheche ministeriali (dopo il 2007, anno in cui fu fondata). Questa volta, però, il simbolo dell'Uils, movimento politico, sociale e culturale fondato da Antonino Gasparo, si rinnova almeno in parte e soprattutto si colora. Il simbolo - uno degli ultimi con un disegno fatto a mano - ora è circondato da una corona tricolore; in più, a spezzare le catene, oltre alla Giustizia sociale, si trova la stilizzazione di un garofano (esile esile, ma è il primo ad apparire sulle bacheche quest'anno). Niente più nome intero stavolta: basta la sigla, più evidente e più colorata di prima, per identificarsi.

22) Movimento mamme del mondo

Si può parlare di ritorno, in un qualche modo, per il Movimento mamme del mondo (ma con la specificazione "per l'Italia"), già visto tra i simboli depositati prima delle elezioni politiche del 2013. Del movimento, in realtà, non si sa moltissimo, Considerando che nella pagina Facebook ufficiale l'unica informazione data è un motto, "sono tutti figli miei". Il link inserito, tuttavia, rimanda al sito di un'associazione onlus, Casa Africa, si tratta di dunque di una  realtà attenta al volontariato e alla solidarietà, immaginando che si rivolga anche e soprattutto alle mamme e stanno dall'altra parte del Mediterraneo. Difficilmente presenterà liste, ma il messaggio è importante. Anche se il simbolo, oggettivamente, non è tra i più memorabili.

23) Partito pensionati


Quello del partito di Carlo Fatuzzo, ormai, è a buon diritto uno dei simboli storici delle competizioni elettorali italiane e, insieme, probabilmente il più semplice, il più vuoto è il più immediato, con la sua scritta blu semplicissima ed evidente su fondo bianco. 
Nonostante questo e il lungo corso politico da lui affrontato in Italia, in Europa e in varie regioni (a partire ovviamente dalla sua Lombardia), Fatuzzo sembra particolarmente battagliero, o così almeno tiene a mostrarsi ai suoi elettori. Dopo aver depositato il contrassegno e averlo visto in bacheca, infatti, si fa registrare un video in cui proclama con forza: "Pensionati, all'attacco!!" Alè! 

24) PPA - Movimento politico pensiero e azione

A pensarci bene, anche il Ppa di Antonio Piarulli è ormai una presenza abituale all'interno delle bacheche del Ministero dell'Interno. Il simbolo ha continuato la sua evoluzione grafica, mostrandosi in questo caso più curato ma anche decisamente più pieno di elementi rispetto agli anni scorsi. In particolare, in questo caso è presente un riferimento evidentissimo al popolo delle partita Iva, così come in basso c'è una pulce di Proiezione italia, un progetto di studio per rilanciare decisamente il paese punto particolarmente interessante, peraltro è il fatto che Piarulli ritenga di non avere bisogno di raccogliere le firme, avendo ottenuto la registrazione del proprio statuto, in base a una lettura delle norme in materia da lui proposta. Anche qui sarà il caso di tornarci sopra.

25) Movimento sociale italiano

Ecco un altro simbolo che ci si poteva aspettare di trovare, irriducibile a ogni elezione politica, per far valere il proprio diritto all'esistenza e a fregiarsi di un certo nome e di un certo simbolo. Il simbolo del Msi di Gaetano Saya e di Maria Antonietta Cannizzaro torna nelle bacheche, stavolta senza base gialla e rossa (solo bianco e nero, come da tradizione) e sempre con il segno di marchio registrato accanto a "Destra nazionale". Saya e Cannizzaro rivendicano il loro diritto (esclusivo) all'uso dell'emblema del vecchio Msi in base alla sua registrazione come marchio e sulla base di una sentenza di corte d'appello di Firenze del 2016 - che loro ritengono ormai passata in giudicato - che darebbe torto alla Fondazione An e a Fratelli d'Italia (sentenza che su questo sito ho criticato e ancora mi lascia perplesso). Toccherà al ministero decidere, ma le speranze di farcela sono poche. 


26) Solidarietà - Libertà giustizia e pace

Il nome è quello consueto, che da anni siamo stati abituati a vedere nelle bacheche (e, da un po' di tempo a questa parte, anche nel registro dei partiti politici, essendo stato registrato lo statuto di Solidarietà). Eppure, al di là della prima parola del nome, tutto il resto è una vera rivoluzione nominale grafica, nel senso che al vecchio emblema viene letteralmente sovrapposto e circoscritto un messaggio nuovo. O meglio, un messaggio che era certamente già parte del programma precedente del partito, ma non era mai stato esplicitato sull'emblema. Si parla così di "Cristiani per la crescita felice" e di un "Nuovo modello di sviluppo per l'Italia". Messaggio importante, per carità, ma l'effetto grafico è davvero imbarazzante.

27) Movimento delle libertà

Ecco un altro emblema dedicato soltanto alla circoscrizione Estero, che poteva far pensare a un soggetto molto neoberlusconiano se ci si fosse fermati al primo sguardo. In realtà si tratta di un progetto creato nel 2007 che cerca di aiutare gli imprenditori all'estero a fare squadra con le imprese italiane, "per lavorare insieme sui mercati esteri per l'innovazione e per lo sviluppo" si legge nel sito. L'idea è aggregare le comunità e gli imprenditori operanti all'estero per creare un network delle ricchezze produttive e sociali (in Europa) fin qui disperse. Per questo c'è il tricolore e c'è la bandiera europea, per mettere bene i paletti sul territorio da considerare.


28) Partito valore umano

Come la precedente, ecco un'altra new entry delle elezioni nazionali, in tutti i sensi: la formazione è nata a novembre. A presentare il simbolo è stato il coordinatore nazionale politico Pasquale Ruga ed è lui a spiegare la "sua" creatura politica: "Obiettivo del nostro partito è ridare il sorriso agli italiani, dare a tutti l'opportunità di esprimere il proprio talento, applicazione della nostra Costituzione, che è la più bella del mondo. Vogliamo che l'Italia torni a essere il grande paese che è da una vita come storia". Questo dovrebbe essere comunicato attraverso un enorme cuore (con tanto di luce alla sommità, sotto la scritta (per un nuovo umanesimo"), dal quale partono le onde concentriche per diffondere, si immagina, lo stesso valore umano e l'amore per il paese. Tanto, tanto love.


29) SMS - Stato moderno solidale

La telefonia non c'entra, ma l'emblema ha in comune con la messaggistica breve la stringatezza: la sigla di Stato moderno solidale è così evidente da diventare essa stessa nome (più conciso di così...). Il nuovo progetto politico - che si presenterà solo in Basilicata e accoppia verde e arancione in modo quasi inedito, visto essenzialmente nel Nuovo partito d'azione - fa riferimento a Silvana Arbia. Lei, sulla sua bacheca Facebook, spiega il progetto: "SMS, l'acronimo che racchiude la nostra volontà di dare alle generazioni presenti e future uno stato moderno e solidale. Lo stato di diritto deve prevalere sullo stato di mercato che ha condizionato e svilito la condizione umana rendendo sudditi e consumatori gli individui la cui aspirazione a diventare cittadini viene sempre di più mortificata. La modernizzazione dell'impianto istituzionale, dell'esercizio della funzione pubblica, del modello organizzativo della società, è un obiettivo strategico come lo è un nuovo modello attuativo del dovere statale di solidarietà. E' stato un onore testimoniare la sua nascita in terra lucana ed è una grande soddisfazione constatare che anche se giovanissimo sta già suscitando attenzione e simpatia". In bocca a lupo (in un sms ci sta).

30) Movimento Italia nel cuore

Pensavate che l'esagerazione d'amore fosse finita con SìAmo e col Partito valore umano? No: il top - almeno per il primo giorno - si tocca con il Movimento Italia nel cuore, che ha il 49enne bresciano Mauro Tiboni come capo della forza politica. Il Movimento, si legge sul sito, è nato il 7 novembre 2015 dall'incontro tra Tiboni, padre separato che da 15 anni lotta per vedere il figlio, e Pietro Boero, ex agente Nocs ingiustamente accusato di omicidio, condannato a due ergastoli e solo in seguito giudicato innocente: da allora è nata l'idea di "un movimento politico che si occupa dei problemi concreti e quotidiani", attraverso un nome e il cuore che rappresentano le donne e gli uomini che vivono la quotidianità con spirito di sacrificio, umiltà e onestà, uniti nell'obiettivo di costruire una nuova classe politica, che fa e non si lamenta.

31) Recupero maltolto

Quando Enrico Andreoni, a passo svelto, percorre i corridoi del Viminale e arriva a depositare il suo contrassegno, la curiosità è tanta. Non per il motivo grafico dei suoi emblemi, che è sempre il salvadanaio (un tempo verde, ora blu), ma per il suo contenuto. Nel 2013 invocava gli Stati uniti d'Europa, nel 2014 anche; quest'anno, invece, nel salvadanaio c'è lo statuto dei lavoratori e il suo articolo 18; al di sotto, "Bonum commune aqua" è rimasto al suo posto, mentre quest'anno - al posto di "Aboliamo le province" e "No amnistia" - arrivano "Tutela domicilio" e "Jus pro merito", con riguardo alla cittadinanza. Con Andreoni non c'è da annoiarsi: si condividano o no le sue idee, è sempre interessante vedere cosa mette "in vetrina" di volta in volta. 

32) Sudtiroler Volkspartei - Partito autonomista trentino tirolese

Quanto fa una stella alpina più due stelle alpine? Una stella alpina! Se vi sembra che matematicamente ci sia qualcosa che non torna, sappiate che questo è quanto avviene con il contrassegno comune presentato da Svp e Patt. Non è la prima volta che le due forze politiche del Trentino Alto Adige, distinte ma accomunate dall'uso della edelweiss, corrono insieme: non si è scelto di fare una bicicletta tra simboli, ma di partire dalla grafica della Svp (con un unico fiore, nella foggia storica) e di inserire la sigla del Patt all'interno, peraltro acquisendo lo stile dell'emblema ospitante (lettere in italic e la A che normalmente è rossa ma qui sembra piuttosto la V di Svp capovolta.

33) Partito dei valori cristiani 

Non vi bastano il tentativo di far tornare la Democrazia cristiana, o il Sacro Romano Impero Liberale Cattolico? Suvvia, siete incontentabili, ma (anche) per voi c'è il Partito dei valori cristiani, nato a Pinerolo (To) nel 2017, fondato e guidato da Damiano Cosimo Cartellinodi matrice liberal democratica, e collocato nel centrodestra. “Il tasso di povertà e disoccupazione è ora così alto e insostenibile che noi ci vediamo costretti a scendere e lottare politicamente per metter ordine nella nostra Nazione e ricostruire nuovamente l’Italia, economicamente ma soprattutto con diritti e doveri verso il Popolo lavoratore ed onesto", sulla scorta di quanto fece la Dc. 
Non aspettatevi però un simbolo simile alla Dc: tutto l'emblema è basato sul tricolore, proposto in otto fasce (da sindaco o da inaugurazione)che si sovrappongono e al centro lasciano libero un ottagono, in cui ci sono quattro "punte di freccia" affrontate attorno aIl'asta di un tricolore italiano sventolante. Se peraltro il contrassegno vi sembra un po' vuoto al centro, avete ragione: prima al posto della bandiera c'era una croce bianca a contorno giallo, se la si fosse lasciata si sarebbe rischiata con certezza la bocciatura.

34) Rete liberale

Non si tratta del soggetto politico fondato a suo tempo da Vincenzo Palumbo, bensì di un partito nato nel 2009, che ha i piedi ben piantati nel centrodestra ed è guidato da Maurizio Cipolletti (dal 2014). L'aquila blu, con tanto di tricolore è sempre rimasta al suo posto, anche quando - in una fase intermedia - il gruppo si è chiamato Rete liberal e in quel periodo ha ospitato anche la candidatura di Vittorio Sgarbi (che con quel nome, "Liberal", ha corso il più delle volte). Il simbolo, ora tornato al nome originario - ma già dal 2016, quando lo si è visto sulle schede delle comunali di Roma - arriva per la prima volta alle bacheche del ministero e (come a Roma) ci arriva senza le stelle che inizialmente aveva.

35) Movimento nazional socialista dei lavoratori

Prima di quest'anno, il simbolo dell'associazione-partito Nsab non era mai arrivato nelle bacheche del Viminale, né nella precedente versione con le scritte nere su fondo bianco, né in quella attuale in cui si è scelto un più risaltante rosso. Il colore, però, non è un problema. Il fatto è che il gruppo, nato nel 2002, si chiama Nsab nel senso di NationalSozialistische Arbeiter Bewegung, cioè Movimento NazionalSocialista dei Lavoratori. Qualcosa che ricorda molto il Dnsap, cioè l'esperienza che ha preceduto la svolta nazionalsocialista (in breve nazista) in Germania: non c'è apologia o esaltazione, ma il simbolo sembra in contrasto con le nuove istruzioni predisposte dal Ministero dell'interno. In base ad esse, "Sono tassativamente vietati i contrassegni in cui siano contenute parole, espressioni, immagini, disegni o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie: per esempio, le parole 'fascismo', 'nazismo', 'nazionalsocialismo' e simili". Posso sbagliare, ma credo che per questo simbolo sia davvero molto difficile evitare la bocciatura.


36) L'Italia di Mameli

"E lira e spada staranno, giusto simbolo della sua vita, sulla pietra che un dì gli ergeremo in Roma nel Camposanto dei martiri della Nazione." Questa frase di Mazzini di fatto descrive il simbolo del movimento L'Italia di Mameli (la citazione si trova nel suo sito), creata il 20 dicembre 2016 da Andrea Natale, romano, del 1988: lui vive ad Atlanta - il simbolo si presenta all'estero - e lavora come law clerk (assistente di studio di un magistrato). Il suo progetto è nato dopo la vittoria del "no" al referendum costituzionale: "da quel momento ho deciso di smettere di ignorare la sofferenza del nostro Paese - ha dichiarato a Italianiovunque -. la politica è l’unica via per destare l’Italia dal suo incubo sociale, morale, ed economico. [...] L’Italia di Mameli è la dedica a chi ha sacrificato veramente la vita per la causa della Repubblica Italiana. Nasce dalla definizione di Patria di Mazzini (il sentimento di unione e comunione che unisce in uno tutti i figli d’Italia) ed intende ripristinare il significato originario di Res Pubblica (il bene pubblico). L’obbiettivo è realizzare l’idea d’Italia per cui Mameli e la sua generazione sono stati martiri, attraverso la riscoperta sia dello spirito di servizio di Garibaldi che dei valori di eguaglianza e dignità di Mazzini". Un lavoretto da niente, insomma.

37) Italia agli Italiani

Le previsioni sono state rispettate. E' uguale a quello mostrato nei giorni scorsi in prospettiva della raccolta firme il simbolo del cartello Italia agli Italiani, trainato da Forza Nuova e dal Movimento sociale Fiamma tricolore e che riunisce in sé anche altre sigle minori riconducibili all'estrema destra (Fasci italiani del lavoro (quelli dell'eletta a Sermide), Fiamme nere - Italia libera. Azione sociale (ma non quella di Alessandra Mussolini eh?), Movimento Nazionale Italiano e Movimento Italia Sociale. Il fondo nero della parte inferiore e i due simboli delle formazioni maggiori caratterizzano in modo indubitabile il contrassegno. Per la cronaca, la versione consegnata dai depositanti e affissa nelle bacheche al Viminale è stampata da cani. 

38) Liga Veneta Repubblica

Rieccolo, il simbolo della Liga Veneta Repubblica coniato nel 1998 da Fabrizio Comencini: il leon da guera sullo stendardo rosso su fondo azzurrino è comparso ormai tante volte nei corridoi del ministero, oltre che sulle schede, così non poteva mancare anche questa volta, a tenere buona compagnia agli altri emblemi di chiara estrazione locale. Tempo qualche ora e Roberto Calderoli, in uno dei suoi innumerevoli passaggi per il Viminale, lo guarda e lo fotografa, preparandosi probabilmente a fare opposizione alla sua accettazione. Lo ha fatto molte volte in passato, e - va detto - finora davanti ai magistrati di Cassazione non gli è mai andata bene.

39) Ragione e libertà

Altra new entry assoluta al ministero, Ragione e libertà si qualifica come "gruppo di cittadini che in un momento politico e storico particolarmente difficile ha sentito il bisogno di dare voce a quella parte della società che non trova un'adeguata rappresentanza politica". Si invoca una rinascita culturale per riportare "al primo posto i valori etici e deontologici" e attivare "comportamenti adeguati e corretti nei confronti degli avversari politici". Ragione e libertà sarebbe una "nuova forza politica di ispirazione cattolica liberale, moderata, laica e riformista", con l'idea di far riscoprire e rivendicare "l'identità nazionale nella grande Europa". Tutto questo dovrebbe emergere dall'Italia gialla su fondo blu con sei stelle a tricolore; il nome del movimento, però, è scritto in una font  più da insegna che da scheda elettorale. 

40) Società e Famiglia

Si continua con i nuovi tentativi con Società e Famiglia, partito che "vuole promuovere un radicale rinnovamento delle istituzioni e della società in Italia ed in Europa attraverso la riscoperta della valenza politica-economica-sociale della famiglia". Ove per famiglia si intende "una società naturale, composta da genitori, figli e generazioni precedenti, che agiscono in un contesto di relazioni dettate da regole condivise e basate sul rispetto, sulla sussidiarietà e sulla solidarietà". Per il partito del presidente Elio Covino, c'è la sagoma dorata di una coppia con tre bambini (che ricorda un po' le figure di Intesa popolare) su una strada verde bordata di tricolore che porta verso il mondo nel cielo blu.

41) Partito delle buone maniere

Non poteva davvero mancare una delle molte reincarnazioni di Giuseppe Cirillo, alias Dr. Seduction. Stavolta niente Preservativi gratis, niente Impotenti esistenziali, niente Voto di protesta: probabilmente il Dr. Cirillo ha ritenuto che i tempi fossero così grami da dover tornare all'antico, cioè al primo simbolo depositato alle europee del 1999, ossia il Partito delle buone maniere. Rispetto al simbolo originale è rimasto il fiore offerto da una mano (rivisitata, a unghie dipinte) così come il rosa di fondo, ma il nero diventa blu, cambiano i caratteri, ma soprattutto vengono inseriti la mail cui scrivere - difficile da leggere sulla scheda, ma si vede bene sul simbolo gigante portato al Viminale da Cirillo, assieme a strisce pedonali portatili, paste e caciocavalli - e soprattutto i "dispositivi anti-molestie": a quanto pare, in meno di vent'anni il mondo è decisamente peggiorato.

42) La catena



Dopo la prima apparizione nel 2014, è tornato a mettersi in fila al Viminale Bruno Franco, giovane artigiano edile nato a Bolzano. Lui, che non si qualifica politico e non vuole diventarlo, è convinto che sia necessario unire tutti gli imprenditori, artigiani e commercianti. "Chi paga è colui che comanda, quindi siamo noi che dobbiamo andare al potere", dice convinto nel suo sito. La Catena è la rappresentazione visuale del suo progetto: "sono tanti anelli saldamente uniti e proprio restando uniti che possiamo farcela, perché l’unione fa la forza ed è la rabbia che abbiamo che fa la differenza. Quando saremo tutti riuniti come un esercito di artigiani, di imprenditori e di commercianti, allora ce la faremo!" La scure a doppia lama, probabilmente, serve per tradurre la rabbia in qualcosa di più concreto e per mandarli "tutti a casa". 

43) Fronte verde

C'era a tutte le ultime occasioni di deposito dei contrassegni, che ne hanno seguito l'evoluzione grafica. E' dunque un nuovo ritorno quello di Vincenzo Galizia con il suo Fronte Verde, che riporta nelle bacheche del ministero il suo arciere un po' Robin Hood e un po' Green Arrow, che rispetto all'ultima volta è ancora più green per la presenza delle foglie sul legno dell'arco. Galizia, con un passato nella Fiamma tricolore, porta avanti il suo disegno di "un'alternativa ecologica di vita, per una società che deve vedere l'unione e la convivenza tra l'uomo e la natura che lo circonda", garantendo allo stesso tempo l'ambiente, la giustizia sociale, economica e politica. E magari bastasse impugnare un arco e scoccare una freccia per farlo.

44) Patto per l'autonomia

Altra matricola assoluta, nelle bacheche del Viminale è arrivato anche il simbolo del Patto per l'Autonomia, nato per raccogliere le istanze autonomiste del Friuli - Venezia Giulia. A depositare il contrassegno - che sarà utilizzato anche alle prossime elezioni regionali - si è presentato il presidente Markus Maurmair (sindaco di Valvasone Arzene), con l'assessora di Carlino Miriam Causero. Il movimento politico, che inizia la raccolta firme e ha qualcosa da dire sui miliardi versati dalla regione per compartecipare alla riduzione dell’indebitamento nazionale e potevano servire per rilanciare l'economia, ha come elemento caratterizzante "la sovrapposizione di quattro rettandoli gialli, contornati di blu che richiamano le varie componenti che costituiscono il Friuli – Venezia Giulia, riunite dal nuovo movimento politico incentrato sui cittadini della Regione che per gli ispiratori del Patto vengono prima di tutto". Astratto, ma interessante.

45) Democrazia è libertà - La Margherita

Non stupisca il vedere nelle bacheche il simbolo della Margherita (maiuscola), anche se il partito non opera più dal 2007. Evidentemente le polemiche legate al possibile uso del fiore della margherita da parte di Beatrice Lorenzin e della sua Civica popolare devono aver suggerito ai liquidatori e legali rappresentanti del partito che fu di Rutelli di presentare comunque l'emblema, giusto per cautelarsi da eventuali copie. Un po' come ha fatto il Partito popolare italiano nel 2014, quando Pierluigi Castagnetti chiese a Luciano Gesuelli di depositare quell'emblema, dopo che erano spuntati i Popolari per l'Italia di Mario Mauro. Allora come oggi, comunque, la cautela è stata fin troppa: nessun simbolo confondibile.










46) Partito comunista














47) Liberi e Uguali














47-a) Liberi e Uguali














48) Movimento Liberazione Italia














49) Movimento Passione Italia














50) NON DEPOSITATO

(Gabriele Paolini)

51) Energie PER l'Italia - Liberali popolari  - Civici e innovatori














52) Forza Italia














53) Salvini Berlusconi Meloni - Lega - Fi - Fdi














54) Unione sudamericana emigrati italiani














55) Italia moderata