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mercoledì 15 gennaio 2020

In Movimento, verso le comunali di Trento?

La parola "Movimento" caratterizza da sempre la politica agita e da alcuni anni conosce un uso assai maggiore, soprattutto dopo l'avvento del MoVimento 5 Stelle; non per questo, naturalmente, ha abbandonato il suo significato originario, di persone che si mettono insieme per far circolare un'idea, che non stanno ferme e anzi sono disposte a spostarsi per propagarla meglio, anche solo su un territorio delimitato come quello di un comune. Non stupisce, dunque, che tante liste alle elezioni amministrative contengano l'espressione "In movimento" all'interno del loro nome. E In Movimento si chiama anche un progetto politico sorto a Trento nella prima metà del 2019, sulla base di alcune parole chiave.
In Movimento, che graficamente è reso come un hashtag (#inMovimento) si pone come progetto "distante dai richiami sovranisti e populisti", ma comunque interessato a "interpretare in chiave rinnovata, senza preconcetti, la vocazione autonomista, riformista, solidale e pragmatica" di Trento e del Trentino. A creare il gruppo in consiglio comunale, cinque eletti in varie liste nel 2015 (Paolo Biasioli, Paolo Castelli e Massimo Ducati in Cantiere civico democratico, a sostegno del sindaco in carica Alessandro Andreatta; Eugenio Oliva in Progetto Trentino; Andrea Robol nel Pd) che non hanno condiviso l'assetto assunto dalla maggioranza di centrosinistra in seguito alle elezioni provinciali di Trento (dopo le quali il sindaco ha dato maggior peso al gruppo Futura 2018, alleato del centrosinistra in provincia). Il progetto è imperniato sulla visione di Trento come "città alpina", che ha conosciuto un'importante evoluzione ma ha bisogno di operare al meglio negli ambiti del turismo e della cultura, dell'economia e della finanza, della cooperazione, della formazione e ricerca e della mobilità. Gli interventi di cui tanto il comune, quanto la provincia avrebbero bisogno sono, secondo i promotori, all'insegna di tre concetti chiave: territorio, comunità e sostenibilità. 
Quegli stessi valori figurano all'esterno della circonferenza gialla che contraddistingue il gruppo e che, oltre al nome-hashtag, contiene anche la sagoma del territorio della provincia di Trento, coperto e attraversato da un reticolo di frecce che simboleggiano l'idea di movimento. Quell'immagine, vista così, fa pensare che il progetto politico abbia un respiro più ampio rispetto al comune, puntando anche alle prossime elezioni provinciali, che però sono lontane (2023, in condizioni normali). Anche per questo, forse, è stato predisposto pure un emblema più semplice, che contiene solo il nome in blu con i puntini delle "i" gialli, come la circonferenza che viene tagliata in due "uncini" per fare spazio al nome. Questa soluzione grafica (che ha il pregio di essere contenuta per intero in un cerchio) rende il testo molto evidente e potrebbe essere spesa più facilmente sulle schede delle elezioni comunali che invece sono molto più vicine. E, proprio in queste settimane in cui si inizia a lavorare sui possibili candidati al ruolo di sindaco, In Movimento - attraverso il suo presidente Luciano Rizzoli - si era detto interessato a un disegno di "polo territoriale" con Partito autonomista trentino-tirolese e Unione per il Trentino, poi però quel tavolo è saltato: il Patt sosterrà la candidatura di Franco Ianeselli con il centrosinistra e l'Upt, quindi In Movimento ha ribadito la sua posizione poco affine a una logica bipolare. La lista potrebbe nascere comunque, ma non è detto: singoli esponenti del progetto potrebbero candidarsi altrove, conferendo comunque movimento al quadro politico, sempre avendo a cuore territorio, comunità e sostenibilità. 

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