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giovedì 9 gennaio 2020

Alleanza per l'Europa, la lista libdem "in pectore" per l'Emilia-Romagna

Come si è visto nei giorni scorsi, i simboli pronti a finire sulla scheda delle elezioni regionali in Emilia-Romagna sono 17. Eppure, chi ha cercato di seguire la marcia di avvicinamento alla definizione delle candidature in campo, per alcune settimane ha immaginato che potesse essercene anche un'altra; anzi, per l'esattezza, che sulle schede finisse un simbolo diverso rispetto a quelli che ci arriveranno tra meno di venti giorni. A novembre, infatti, circolando su Facebook ci si poteva imbattere nella pagina della lista Alleanza per l'Europa - Liberaldemocratici e riformisti, una formazione di cui si sapeva poco al di là della generica collocazione politica: appariva misteriosa il giusto, ma tutti potevano vedere il suo simbolo - con la sagoma dell'Emilia-Romagna sullo sfondo di una grafica filoeuropea - realizzato per giunta con una certa cura. 
Una volta presentate ufficialmente le candidature, quell'emblema non è risultato tra quelli depositati assieme alla documentazione, eppure aveva tutte le carte in regola per non sfigurare sulla scheda. Insomma, se davvero la lista fosse riuscita a raccogliere le firme necessarie - come sulla pagina si era detto ancora all'inizio di dicembre - sarebbe stata pronta a fare sul serio. Come sono andate allora le cose? Cosa si può sapere ora della lista che non c'è, che non è mai nata?
"Io direi piuttosto che è la lista che per ora non è sulla scheda, ma è nei nostri cuori": esordisce così Matteo Riva, reggiano, presidente di Alleanza per l'Europa, che in effetti è nata ma solo come associazione. "Il simbolo in effetti era stato studiato proprio in vista di una partecipazione alle elezioni regionali e, a dire il vero, all'inizio sembrava che ci fossero le condizioni per poter concorrere". L'inizio quando? "Alla fine di ottobre. In quel periodo eravamo un gruppi di 138 persone in tutta la regione. Alcuni di noi erano iscritti a +Europa, alcuni erano legati a Siamo Europei che non era ancora diventato Azione, altri erano tra i primi aderenti a Italia viva, c'erano anche alcuni repubblicani e altre persone di sensibilità liberaldemocratica. E noi volevamo proprio mettere in piedi una lista liberaldemocratica ed europeista che potesse concorrere alle elezioni: il nostro gruppo voleva essere di stimolo affinché una lista del genere venisse presentata. Le forze politiche di quell'area, però, per un certo periodo hanno continuato a nicchiare, a quel punto noi abbiamo deciso di partire".
In effetti, la pagina Facebook è stata creata il 13 novembre 2019, quando mancava in sostanza un mese e mezzo alla scadenza del termine per depositare le liste; il giorno prima, il simbolo aveva fatto la sua comparsa sulla bacheca di Riva corredato da un messaggio sibillino ("Siamo quasi pronti. Che ne dite? #EmiliaRomagna"). "Il fatto è - spiega Riva - che fino circa alla fine di novembre +Europa sembrava intenzionata a non presentare la lista: anche nel coordinamento regionale del partito si era discussa questa posizione, magari con l'idea di schierare candidati nella lista di Bonaccini". Quando però, alcuni giorni dopo, il livello nazionale di +Europa ha deciso che la lista doveva essere fatta e occorreva impegnarsi perché quell'obiettivo fosse raggiunto, le cose sono cambiate.
"Si era fatta strada - continua Riva - l'ipotesi che +Europa, Azione, Centro democratico e i repubblicani presentassero una lista unitaria: a quel punto per noi era naturale guardare con attenzione a quest'iniziativa elettorale e abbiamo lavorato perché quella lista potesse esistere. Com'è noto, la situazione via via si è modificata: da una parte, +Europa avrebbe posto veti alla presenza di un riferimento a Centro democratico nel contrassegno della lista; dall'altra, Matteo Richetti, che in Emilia-Romagna rappresenta Azione, ha deciso di contribuire alla costruzione della lista Bonaccini presidente, anche se in un'intervista aveva dichiarato la disponibilità a presentare la lista con +Europa. Insomma, posso dire che il cammino di Alleanza per l'Europa è arrivato a meno di metà del percorso che avevamo immaginato e voluto: avevamo in mente un soggetto più ampio, che aggregasse un numero ancora maggiore di componenti dell'area liberaldemocratica, riformista ed europeista. In ogni caso, questa lista è in campo e noi la sosteniamo".
Il sostegno, in effetti, si è tradotto anche in una partecipazione alla lista: nella circoscrizione di Bologna, infatti, la lista che +Europa ha presentato con il Psi e il Pri comprende anche Silvia Vallisneri, avvocata, già candidata al consiglio comunale di Reggio Emilia nella lista di +Europa, ma prima ancora candidata nel collegio uninominale di Modena e in quello plurinominale di Modena-Ferrara sotto le insegne del Partito repubblicano italiano (e dei verdiniani di Ala, che aveva concesso il simbolo per consentire all'edera di finire sulle schede senza raccogliere le firme). "Ho partecipato alla nascita di Alleanza per l'Europa come repubblicana - spiega lei - credendo nell'importanza di unire le forze di iscritti a partiti diversi per costruire un progetto nuovo in cui gli elettori possano ritrovarsi, autenticamente liberaldemocratico e aperto anche a chi ha un'estrazione cattolica. Porto avanti con orgoglio le idee del Partito repubblicano perché credo che i suoi valori originari, anche se oggi sono poco diffusi, siano ancora vivi e validi: lo faccio anche all'interno della lista +Europa-Psi-Pri, che ha accettato di candidarmi in quanto repubblicana e come esponente di Alleanza per l'Europa".
L'associazione Alleanza per l'Europa nel suo statuto non prevede "date di scadenza": "Il nostro progetto esaurirà il suo scopo quando i liberaldemocratici si saranno finalmente uniti" spiega Riva, che con lo stesso spirito aveva aderito a +Europa e aveva partecipato anche al congresso fondativo del partito, finendo anche al centro di polemiche per la lista "In Europa sì, ma non così", esclusa alla vigilia del congresso per irregolarità e che aveva fatto considerare Riva come uno "scalatore di partito". "So che sono stato visto in quel modo, ma non era il mio scopo. Quella lista aveva messo insieme sensibilità anche molto distanti tra loro; personalmente l'esperienza di mettere insieme forze europeiste e democratiche molto diverse, com'erano Radicali italiani e Centro democratico di Tabacci, mi era piaciuta molto e avevo affrontato quel passaggio con lo stesso spirito, tant'è che personalmente alla segreteria io comunque ho votato Marco Cappato, anche se dopo l'esclusione della lista In Europa sì, ma non così si era fatto un accordo con la lista di Tabacci". L'accordo, a ben guardare, non era sorprendente: Riva era approdato in +Europa proprio in virtù della sua militanza in Centro democratico, peraltro dopo essere stato eletto con l'Italia dei valori consigliere comunale a Reggio nel 2009 e consigliere regionale nel 2010 (fino alla scelta di abbandonare i gruppi nel 2011, seguita poi da strascichi di altra natura di cui le cronache hanno dato conto).
Ora Riva sostiene la lista di +Europa-Psi-Pri che ha accettato di candidare Vallisneri, ma l'associazione Alleanza per l'Europa continua a esistere e mantiene il suo simbolo, che tra l'altro è quasi pronto all'uso, anche su scala nazionale: basta togliere dal fondo il profilo dell'Emilia-Romagna o, volendo, sostituirlo con quello dell'Italia e il gioco per esibire un emblema buono per tutta l'Italia è fatto. Una lista che non sta sulla carta della scheda, dunque, ma può dirsi in pectore, in attesa che i tempi siano maturi...

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