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martedì 2 dicembre 2014

M5S, Grillo trasloca dal simbolo?

L'anticipazione è di domenica, anche se più di qualcuno poteva immaginare che prima o poi le cose sarebbero andate così. Perché è vero che i numeri ottenuti via via dal MoVimento 5 Stelle sono dovuti - in particolare per ciò che è accaduto tra il 2012 e il 2013 - innanzitutto a Beppe Grillo, alla sua notorietà e alla sua capacità di emergere nel mare congestionato della Rete e di fare capolino (non senza fatica) sugli altri media: nessuno discute. Certamente, però, la realtà civico-politica nata con Grillo è pensata per "camminare con le sue gambe", come più volte lo stesso fondatore e ispiratore ha ricordato. Dunque, se così è, non stupirebbe che Gianroberto Casaleggio, artefice della macchina comunicativa del MoVimento, stia pensando di  "voltare pagina", togliendo il nome di Grillo dal contrassegno degli attiVisti.
E' stato Antonio Calitri a scrivere sul Messaggero che, nel nuovo corso del MoVimento, accanto alla creazione di un nuovo sito ufficiale del tutto slegato dallo storico blog Beppegrillo.it, si preparerebbe anche una sostituzione emblematica: "anche il nome [di Grillo], che fino ad ora è stato nel simbolo elettorale che ha accompagnato il movimento in tutti i suoi successi, sarà cancellato. Al suo posto dovrebbe esserci il nuovo indirizzo web del movimento".
A ben guardare, in realtà, l'indicazione del sito - che pure ha sempre caratterizzato le uscite elettorali a 5 Stelle (della Lista CiVica prima e del MoVimento poi) - non sembrava essere un elemento essenziale del contrassegno. Per lo meno, dal punto di vista del marchio: se si va a vedere il segno che Grillo ha fatto depositare presso l'Ufficio italiano brevetti e marchi, infatti, l'indirizzo web non c'è, mentre è presente nel disegno registrato presso l'Ufficio europeo per l'armonizzazione del mercato interno ad Alicante, in Spagna. 
Dunque, nel segno distintivo registrato - qualità che permette a Beppe Grillo, come titolare, di ritirare l'uso del marchio a chi non ritenga più in linea con il MoVimento - formalmente il sito non è presente, né sarebbe richiesto in un'eventuale nuova versione. Non è del resto nemmeno una novità il ripiego delle insegne personali nella politica italiana: l'Italia dei valori a togliere il nome di Antonio Di Pietro dal contrassegno ha impiegato 13 anni (15 se si considera anche la primissima fase del partito), Sinistra ecologia libertà ha mantenuto il nome di Vendola dal 2010 al 2014. 
In entrambi questi casi, va detto, la scelta è arrivata in momenti di difficoltà se non addirittura di crisi (l'Idv è fuori da ogni assemblea parlamentare, mentre Sel ha scontato un'emorragia pesante di eletti verso il Pd); l'ipotesi del M5S è leggermente diversa. La flessione c'è stata e il MoVimento ha vissuto momenti decisamente migliori, è innegabile, ma i numeri sono ben diversi rispetto ai due "precedenti" visti poco fa. L'operazione, in fondo, ha una sua buona dose di coraggio: se fino a questo momento chi ha votato per il M5S ha votato "per Grillo", con il nuovo simbolo la croce sarà fatta sul progetto, beneficiando solo indirettamente della notorietà di chi lo ha messo in campo. I risultati si vedranno; per ora, in ogni caso, il nome e il sito rimangono al loro posto.

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