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sabato 20 maggio 2017

Movimento animalista, marchio nuovo, nome vecchio

Se facciano sul serio non si sa, se ci sia l'idea di proporsi davvero agli elettori sulle schede non è ancora dato sapere. Per ora accontentiamoci di sapere che da oggi tutti gli italiani hanno appreso dell'esistenza del Movimento animalista, fondato da Michela Vittoria Brambilla e che ha come primo socio (co-fondatore) Silvio Berlusconi. 
Non si tratta, a dire il vero, del primo soggetto politico animalista, anche se di solito si è trattato di formazioni diffuse soprattutto a livello locale (mentre gli ambientalisti avevano raggiunto ben altre dimensioni). Nessuna di queste, tuttavia, ha potuto annoverare tra i fondatori un ex Presidente del Consiglio. Non stupisce allora che la presentazione, all'Istituto dei Ciechi a Milano, abbia visto inevitabilmente prevalere l'attenzione per le parole di Berlusconi rispetto a quelle di Brambilla. Al di là della promessa di appoggio incondizionato in futuro ("A quello che farete come forza politica saremo vicini e come Fi sosterremo le vostre proposte di legge", con un uso sapiente del "voi" e del "noi" che fa subito capire che, in ogni caso, il "capo" non sarà mai candidato sotto la nuova insegna"), merita di essere analizzato almeno in breve il resto. 
Sapere che "una famiglia su due in Italia ha animali di affezione" basta all'ex capo del governo per dar credito a un sondaggio ("effettuato su un campione di 2mila") in base al quale, "se alle prossime elezioni si presentasse un movimento per la difesa dei diritti degli animali e dell'ambiente avrebbe il 20%": da lì Berlusconi, come un novello incrocio tra Liedholm (che peraltro nel 1987 fu cacciato dal Milan proprio dal Cav, un anno dopo il suo arrivo alla presidenza) e Oronzo Canà, ha sentenziato che "secondo questi dati" agli animalisti spetterebbero "160 deputati e 63 senatori" (con il Consultellum, il Rosatellum o con altri sistemi a noi ancora sconosciuti?) e che, pur non essendo "così tanti", avrebbero potuto "inviare in Parlamento un nucleo compatto per combattere da dentro le vostre battaglie di civiltà". 
Tutto pronto, insomma, per la lotta agli "allevamenti intensivi per le mucche, i maiali e le galline" (che fanno inorridire l'ex presidente) e per cercare un'alternativa alla sperimentazione sugli animali; non poteva mancare un riferimento sacro, che stavolta ha pescato dal repertorio di madre Teresa ("Se amerete gli animali come meritano vi accorgerete di essere più vicini a Dio") e all'immagine del (mancato) presidente bucolico, che di mattina passeggia nel parco di Arcore circondato dagli animali che, in un'esplosione d'amore, si baciano tra loro.
Al di là degli scherzi, che Brambilla pensasse da tempo a un soggetto politico animalista è facile da scoprire: il 28 febbraio 2013, infatti, ha depositato quattro domande di registrazione come marchi dell'espressione "Movimento animalista" e delle sue varianti "Movimento animalista ambientalista", "Movimento italiano animalista" e "Movimento animalista italiano"; tutte e quattro le richieste, peraltro, sono state rifiutate (non è dato saperne i motivi). La domanda di marchio relativa alla grafica del Movimento animalista, invece, risale giusto a tre giorni fa.
Certo, il risultato finale lascia un po' perplessi: il tricolore (sbilenco) di fondo è seminascosto dalle sagome bianche bordate d'azzurro di un cane (che non somiglia a Dudù), di un gatto (almeno così pare) e di un uccello, unica figura che farebbe escludere - per evidenti ragioni tecniche - il paragone con un adesivo da auto del tipo "Animali a bordo". Il nome scritto - in Bodoni - sulla fascetta azzurrina in primo piano, poi, non potrebbe mai finire così sulle schede, visto che le istruzioni del Viminale obbligano a contenere tutti gli elementi del contrassegno all'interno della circonferenza. Il movimento politico dedicato c'è, il fondatore famoso pure, i sondaggi a suo favore anche. Ma chi lo spiega agli amanti degli animali di ogni colore che devono votare per Bramblla, anche se prima votavano Forza Italia, Pd, 5 Stelle o - magari - avrebbero riservato a tutti i politici giusto le gabbie dei peggiori canili, riservando tutte le loro cure agli amici a quattro zampe?

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