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martedì 12 maggio 2020

Movimento nazionale italiano, "per restituire la sovranità al popolo"

Per anni la parola "nazionale" in politica è stata patrimonio di pochi: in parlamento prima era stata dei monarchici e del Blocco nazionale (con liberali e qualunquisti), poi dei missini (divenuti "Destra nazionale") e dei fuoriusciti di Democrazia nazionale; nella Seconda Repubblica sarebbe stata quasi esclusivo carattere di Alleanza nazionale. Negli ultimi anni, tuttavia, sono molte le formazioni che cercando di inserire il riferimento alla Nazione (rigorosamente con la maiuscola): tra queste, si può annoverare anche il Movimento nazionale italiano, che ha mosso i suoi primi passi il 21 luglio 2015, con tanto di atto notarile.  
A concepirlo è stato il fiorentino, allora 35enne, Francesco Campopiano: la sua idea era "vedere il Popolo Italiano finalmente padrone di se stesso", visto che a suo dire la sovranità popolare era progressivamente sparita. "Il nostro intento - spiegava al blogger Domenico Marigliano - è riprendere le redini dell'Italia e riconsegnarle al Popolo": puntava a riuscirci attraverso un programma in 19 punti, "fondamentali per il ritorno di una Italia libera" e in nessun modo negoziabili. Si parte con il ritorno alla sovranità monetaria, con l'uscita dall'Euro e dall'Unione europea (attraverso un referendum) e il ritorno alla Lira; altre modifiche significative dovrebbero riguardare la Costituzione, per rendere l'Italia una repubblica presidenziale, a bicameralismo imperfetto (con il Senato "composto da una delegazione di parlamentari provenienti dalle regioni senza diritto di voto") e imperniata sul federalismo fiscale. Altri punti cardine del programma dovrebbero essere il blocco dell'immigrazione clandestina, con il rimpatrio coatto di tutti coloro che si trovano illegalmente nel territorio italiano) e l'incentivo alle sole imprese italiane (purché abbiano sede nel Paese e paghino qui le imposte); sul piano fiscale è prevista anche la riduzione del prelievo per dipendenti e per le imprese e l'agevolazione dell'accesso al credito.
Nel programma non manca poi il sostegno alla produzione italiana (anche prevedendo una "detrazione totale su spese fatte in aziende Italiane per tutti i cittadini Italiani" e difendendo i prodotti nostrani contro quelli stranieri) e la garanzia di uno stipendio minimo sociale a lavoratori, casalinghe e disoccupati (pur se con un limite massimo temporale), nonché di pensioni dignitose a chi non lavora più; restando in ambito lavorativo, si vorrebbe intervenire sul sistema del collocamento, per "creare un elenco unico di figure e lavori da interfacciare". Sul piano sociale, oltre a tutelare in modo speciale la prima casa ("un diritto su cui lo Stato non può pretendere tasse"), si vorrebbe garantire l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie "a tutti gli aventi diritto" e all'istruzione, così come rendere certo l'accesso al lavoro o all'università, non mancando di "incentivare la ricerca e riportare i nostri Figli a casa". Completano gli elementi essenziali del programma l'abolizione di "tutti i privilegi dei parlamentari, compresi vitalizi e auto blu", la riscrittura dei codici per "garantire la certezza della pena", la lotta alle mafie e, in generale, a concussi e corrotti, nonché l'istituzione di "un nuovo assetto carcerario" (con il rimpatrio di tutti gli stranieri e la creazione di "laboratori utili a imparare un lavoro tale da consentire, almeno in parte, il sostentamento per la permanenza nelle carceri degli stessi" e il reinserimento alla fine della pena).
Tutto ciò dovrebbe essere riassunto da un simbolo molto semplice e schematico, per il quale il 30 aprile è stata anche depositata una domanda di registrazione come marchio. L'emblema è descritto come "cerchio di colore nero contenente la scritta 'Movimento nazionale italiano' in lettere maiuscole di colore nero, in forma circolare adiacente alla bordatura del cerchio stesso. Al suo interno si ripete la scritta, sempre di colore nero ma suddivisa su due righe, 'Movimento nazionale' sopra e 'italiano' sotto, divise da una striscia tricolore verde, bianca e rossa, delimitata con bordo nero. All'interno del campo verde si trova la lettera M, nel campo bianco si trova la lettera N e nel campo rosso si trova la lettera I". Evidentemente c'è l'intenzione, in un modo o nell'altro, di fare sul serio, preparandosi alle prossime elezioni (quando saranno), o almeno volendo proteggere l'uso del nome o sperare che qualcuno sia interessato e il progetto si ingrandisca. Tra le persone interessate a cosa accadrà nelle prossime settimane, dunque, c'è anche Francesco Campopiano.
Nel frattempo, peraltro, su Facebook esiste una pagina con lo stesso nome (Movimento nazionale italiano), il cui simbolo è però completamente diverso: all'interno del cerchio è raffigurata la dea Minerva, nella stessa foggia che per decenni ha caratterizzato il verso delle monete da 100 lire; al posto di un ramo dell'albero di alloro (che manca del tutto), la dea tiene in mano un tricolore. Non è chiaro se l'emblema si riferisca a un altro movimento effettivamente esistente; di certo è la testimonianza che quell'etichetta può riscuotere un certo interesse, anche se è possibile declinarla graficamente in vari modi. Anche se il tricolore non può mancare da nessuna parte.

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