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domenica 8 febbraio 2015

La margherita dell'Unione per il Trentino in soffitta. Anzi, no


Ai curiosi della politica nazionale la notizia potrebbe essere sfuggita, come se ciò che riguarda una forza politica meno che regionale potesse avere poca importanza o potesse essere trascurato a priori. Eppure a fine gennaio era spuntata la possibilità di pensionamento di un simbolo a suo modo storico del Trentino, in nome di un nuovo impulso all'autonomia di quell'area. Al centro del discorso c'è l'Unione per il Trentino ed è stato proprio uno dei suoi ideatori - lo stesso Lorenzo Dellai di cui si è da poco parlato a proposito di Democrazia solidale - a dettare un'ipotetica scadenza per quella formazione, nata nel 2008 e cui lui stesso ha legato parte della propria storia.
Il primo logo dell'Upt
Dellai - che prima di entrare in Parlamento della provincia di Trento è stato tre volte presidente, eletto al terzo mandato anche grazie all'Upt - in un documento presentato a fine gennaio al "parlamentino" provinciale dell'Unione, aveva immaginato un nuovo progetto per corroborare il futuro dell'autonomia, immaginando tra l'altro che il partito potesse "ammettere la possibilità di un nostro superamento", magari attraverso la promozione di "liste aperte a chi è disponibile a concorrere al rilancio del centrosinistra". Questo, secondo il deputato, poteva arrivare con l'adozione di "un simbolo e una denominazione delle liste che connotino questa impostazione", mandando dunque in soffitta l'emblema azzurro-verde in uso da sette anni.
Nel caso, non sarebbe stata una rinuncia da poco. L'Upt, infatti, si poneva e si pone come l'evoluzione della lista Civica per il governo del Trentino, nota fin dall'inizio come "Civica Margherita" proprio per la corolla del fiore rappresentata sullo sfondo. La storia di questo raggruppamento era ancora più vecchia, essendo questo nato dieci anni prima dell'Unione, fondato proprio da Lorenzo Dellai (che fino a poco prima stava nel Ppi) come disegno di un partito regionale che curasse l'autonomia della provincia trentina ma rilanciando nel contempo il progetto ulivista del 1996. Il successo ottenuto alle elezioni provinciali del 1998 (che l'anno dopo hanno portato lo stesso Dellai per la prima volta alla presidenza) suggerì di esportare l'esperienza su scala nazionale: non fu dunque un caso che il cartello "Democrazia è libertà", che unì Ppi, Rinnovamento italiano, Democratici e (finché fu della partita) Udeur avesse come emblema proprio il fiore della margherita.
Lo stesso logo floreale era finito nel nuovo contrassegno dell'Unione, recentemente ingrandito nell'ultima versione (come unico cambiamento di rilievo); magari poteva anche essere presente nel nuovo soggetto immaginato da Dellai, come segno di evoluzione nella continuità. L'idea di voltare graficamente pagina però non doveva andare a genio all'attuale segretaria dell'Upt, Donatella Conzatti, ben decisa tra l'altro a mantenere l'autonomia del soggetto politico (senza farsi schiacciare dal Pd e dal Partito autonomista trentino tirolese). Alla fine, in ogni caso, il partito sembra destinato a restare in piedi, dopo l'ultima riunione del "parlamentino" a febbraio: "L’Upt c’è - si legge nel sito - mantiene la sua identità, simbolo e rappresentanza". Una margherita, insomma, da qualche parte resiste.

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