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martedì 17 marzo 2015

Ad Albano, sui colli, si litiga per un cerchio rosso

Anche la lotta politica, la scaramuccia, in fondo ha una sua liturgia. Le campagne elettorali, a ben guardare, sono fatte apposta per dirsele (e possibilmente non darsele) di santa ragione per una trentina di giorni, poi si deposita la scheda nell'urna, ci si calma un po' – vincitori e vinti hanno pur sempre bisogno di ricaricare le batterie – e poi si è pronti per ripartire daccapo, stavolta centellinando un po' le forze, visto che bisognerebbe resistere per cinque anni. Ma c'è chi non si tira indietro se si tratta di scontrarsi anche prima che la campagna elettorale inizi sul serio: si può litigare per tutto, anche per un cerchio rosso.
Già, perché a quanto pare proprio un piccolo tondino rosso con la scritta "L'altra Albano", una forma che sulla scheda potrebbe arrivare addirittura a sette millimetri di diametro, è l'oggetto del contendere nell'area sinistra di Albano Laziale, comune dei Castelli romani che si prepara al voto di fine maggio. Sono passati giusto pochi giorni dalla presentazione dell'emblema della lista che vede l'impegno di un collettivo di cittadini, di Rifondazione comunista e del Partito comunista d'Italia – una delle prime uscite elettorali dell'evoluzione del Pdci, tra l'altro, al punto che vedere il simbolo sulla scheda fa una certa impresione. 
Pochi giorni, si diceva, in cui chiunque avrebbe potuto soffermarsi un po' sulla parola "Sinistra", scritta in rosso con caratteri a prova di ipovedente ("Abbiamo convenuto – hanno spiegato dalla lista – sulla necessità di porsi in opposizione a qualsiasi forma o espressione di fascismo, razzismo, sessismo. Volendo rappresentare sinteticamente tutto ciò agli elettori con un nome non si è trovato termine più adatto che la parola SINISTRA") o, al limite, ironizzare su una curiosa fascetta tricolore, che non fosse stato per la forma la si sarebbe potuta trovare tranquillamente in un simbolo destrorso o similberlusconiano. Invece no, si litiga per una "pulce", molto più rossa che nera.
Il fuoco l'ha aperto il segretario cittadino di Sel, Marcello Scarponi: "Con grande rammarico abbiamo constatato che sono stati impropriamente usati il simbolo e lo slogan utilizzati alle elezioni europee dalla lista L’altra Europa con Tsipras. Riteniamo questo un grave errore politico. Nonostante i tanti inviti da Noi rivolti ai dirigenti locali del Prc per correttamente discutere su come impostare anche la questione dei simboli al fine di consolidare ciò che ci unisce, si è coscientemente voluto rimarcare la distinzione-separazione". Sel rivendica di avere sempre visto il comitato Tsipras "come sede possibile per la ripresa di una elaborazione strategica tesa a contrastare efficacemente le gravi conseguenze della ristrutturazione capitalistica", ricorda che il Pcdi "si era apertamente schierato contro l’esperienza de l’Altra Europa" e nota che il Comitato Albano per Tsipras "per le diverse sensibilità ed anime di cui è composto, ha deciso di non dare appoggio ad alcuna lista alla prossima tornata elettorale amministrativa". Anche questa lista dovrebbe essere parte del centrosinistra, per cui il messaggio è chiaro: il consenso non va conquistato "a danno dei propri alleati".
Manco a dirlo, il Pcdi non è stato a guardare e ha risposto con il suo responsabile, Maurizio Aversa: "Dai giornali online, e sulla pagina personale di un social, Marco Calzavara, pontifica a nome del Comitato di Albano per Tsipras con un 'comunicato ufficiale'. Citando, fuori luogo, il nostro partito. Per dire al Partito Comunista d’Italia cosa? Che anche la nostra lista contiene un cerchio rosso. E’ uno scherzo? Questo signore, che non sappiamo in che veste parli emettendo comunicati, pensa davvero che un cerchio rosso possa essere di suo appannaggio? Neanche fosse il Punt e Mes! Oppure vuol contestare che i non iscritti né al Prc né al PCdI che sono in lista con noi, non abbiano il diritto di autodefinirsi 'Altra Albano'? E’ di nuovo uno scherzo, oppure è roba da psicanalisi? Faccia un favore ai cittadini di Albano, questo signore, lasci stare l’anticomunismo e non ci rompa le scatole".
Potrebbe finire qui, e magari finirà davvero; l'alternativa è che qualcuno voglia fare il birichino e piantare grane in sede di deposito della documentazione. Forse qualcuno lo farà davvero, forse non avrà tempo e voglia da impiegare in tutto questo. Nel frattempo i giornali e i siti ne hanno parlato, qualcuno si sarà fatto due risate e i più giovani, magari, per capirci qualcosa si sono messi a cercare su internet. Per sapere cosa sia il Punt e Mes, ovvio.

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