In Puglia i comuni capoluogo chiamati al voto sono due, con la particolarità che appartengono alla stessa provincia (BAT): sia Andria sia Trani, infatti, rinnoveranno la loro amministrazione. Qui ci occupiamo di Andria, il centro più popoloso dei due: le ultime elezioni si erano tenute il 20 e 21 settembre 2020 (dunque l'ultimo mandato è durato un anno e mezzo), voto che era seguito a ben un anno e mezzo di commissariamento a causa del voto contrario del consiglio comunale al bilancio di previsione predisposto dall'amministrazione guidata da Nicola Giorgino.
La competizione, questa volta, sarà piuttosto ristretta: saranno soltanto due persone a sfidarsi per la carica di sindaco, sostenute da 12 liste. Nel 2020 - quando, peraltro, le firme necessarie per presentare le liste erano ridotte a un terzo a causa dell'emergenza Covid-19 - le candidature erano cinque, per un totale di 20 liste.
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Sabino Napolitano
1) Lega
La prima candidatura sorteggiata è quella di Sabino Napolitano, pediatra di lungo corso, proposto dal centrodestra. La coalizione che lo sostiene è a cinque punte: la prima lista, in ordine di estrazione, è quella della Lega. Il partito di Matteo Salvini aveva esordito alle scorse elezioni locali (mentre nel 2014 aveva partecipato Noi con Salvini), risultando la lista più votata della coalizione (6,04%, trasformato in uno dei seggi di opposizione). Il fregio è identico a quello impiegato cinque anni e mezzo fa, identico a quello usato dalla Lega alle elezioni politiche, con il riferimento alla Puglia collocato al posto della parola "premier".
2) Fratelli d'Italia
La seconda lista della compagine che sostiene Napolitano è quella di Fratelli d'Italia, che nel 2020 era risultato il secondo partito più votato (un eletto ottenuto con il 5,72%). Se allora era stato impiegato il simbolo inaugurato in occasione delle elezioni politiche del 2018 (con il riferimento giallo a Giorgia Meloni in alto e il simbolo ufficiale del partito al di sotto), in questo caso Fdi ha schierato il fregio adottato alle europee di due anni fa - e in varie altre elezioni locali, con il nome del partito in alto, il riferimento a Meloni al centro e - sotto alla striscetta tricolore - la fiamma tricolore lievemente ingrandita in basso (curiosità, in questo caso non c'è la base della fiamma tricolore).
3) Andria fatti grande
Il primo fregio della coalizione di centrodestra in cui si incontra il riferimento al candidato alla più alta carica cittadina è quello della lista civica Andria fatti grande: il nome replica lo slogan scelto per la campagna elettorale, che richiama in qualche modo anche l'attività di pediatra dello stesso Sabino Napolitano. Il simbolo elaborato per la lista - l'unica davvero civica della coalizione - è molto semplice: su fondo blu (una tonalità che ricorda molto quella del fondo dello stemma comunale) sono stati inseriti il nome della lista in carattere bastoni e, al di sotto, la dicitura "Napolitano sindaco". Curiosità, la capolista è Giovanna Bruno, omonima della sindaca uscente ricandidata (nata nel '75, mentre la capolista è della classe '66).
4) Andria riparte
In qualche modo impiega un nome da lista civica anche la formazione Andria riparte, che condivide con quella appena vista lo stesso colore del fondo; in realtà, però, la lista è presentata anche dal Nuovo Psi (nella parte sinistra c'è l'ultima versione del garofano rosso utilizzato: si tratta di una delle non numerose ma significative partecipazioni elettorali del partito guidato da Lucio Barani e Stefano Caldoro) e da Io Sud, partito guidato dalla sindaca Adriana Poli in Bortone, dal 2024 di nuovo in carica come sindaca di Lecce (il simbolo è presentato a colori invertiti, con le lettere blu su fondo bianco); tra la parte superiore bianca e quella inferiore blu (contenente anche il riferimento al candidato sindaco) c'è una striscia tricolore, che ricorda quella del Pdl.
5) Forza Italia
Ultima lista della coalizione che sostiene Napolitano è quella presentata da Forza Italia, che nel 2020 raggiunse solo il 4,04% (ma ottenne comunque un consigliere, al pari delle altre tre liste del centrodestra che riuscirono ad avere rappresentanza). Il simbolo è sostanzialmente quello ufficiale, con la bandiera tricolore di Cesare Priori al centro, sopra al cognome di Silvio Berlusconi, mentre in alto è disposto ad arco il riferimento al Partito popolare europeo, cui Fi aderisce. Colpisce che le tre liste principali di natura politica abbiano scelto di non includere nei rispettivi contrassegni il nome del candidato (mentre Fi lo aveva inserito nel 2020).
Giovanna Bruno
6) Andria Bene in Comune - Per Andria
La seconda candidatura in gioco in questa competizione elettorale è quella di Giovanna Bruno, avvocata e sindaca uscente di Andria eletta nel 2020. A suo sostegno le liste saranno 7. La prima nel simbolo è indicata solo come ABC, ma il confronto con le elezioni del 2020 permette di capire che si tratta di Andria Bene in Comune: viene da quell'esperienza, infatti, il logo con la freccia a cerchio dell'aggiornamento su fondo rosso scuro, collocato nella parte superiore (la lista nel 2020 ottenne il 10,18%, tradotto in cinque consiglieri). Accanto, invece, c'è il simbolo in miniatura di Per Andria, declinazione locale del progetto Per la Puglia, gruppo di Saverio Tammacco, Sebastiano Giuseppe Leo e Ruggiero Passero: il "per" nel quale è ricavato un cuore giallo è riproposto nel segmento biconcavo al centro del simbolo, accanto alla sigla del nome; nella parte inferiore è riportato il riferimento alla candidata.
7) Azione
Quella che sostiene Bruno nella sua candidatura è una coalizione che nella sostanza può essere assimilata al campo largo, anzi, molto largo: della compagine, infatti, fa parte anche Azione, che presenta una propria lista schierando il suo simbolo ufficiale. A dire il vero, si tratta della versione precedente del simbolo, visto che il logotipo collocato nella parte superiore è tutto blu (come nella parte inferiore che contiene il riferimento a Carlo Calenda), senza alcuna virata sfumata verso il verde come la stessa descrizione riportata nello statuto prevederebbe. A ben guardare, si tratta dell'unico contrassegno della coalizione che non contiene un riferimento alla candidata.
8) 3 - Andria Lab
La terza lista della coalizione che appoggia Bruno è già nota al corpo elettorale di Andria. 3 - Andria Lab, infatti, ha partecipato alle elezioni comunali precedenti, ottenendo un buon risultato (9,6%, che fruttò l'elezione di cinque candidati). Si tratta di una delle tre liste del "Laboratorio civico" e il simbolo è stato mantenuto identico rispetto a cinque anni e mezzo fa: un "3" arancione in alto a sinistra, a fianco un settore blu con il resto del nome, mentre la parte inferiore - sfumata dal fucsia all'arancione con la base "a onda" - contieme il riferimento alla sindaca ricandidata.
9) MoVimento 5 Stelle - Alleanza Verdi e Sinistra
La quarta formazione unisce le forze del MoVimento 5 Stelle (che nel 2020 aveva sostenuto un proprio candidato, Michele Coratella, approdato al ballottaggio con Bruno; anche il nuovo capolista, peraltro, fa di cognome Coratella) e di Alleanza Verdi e Sinistra (nel 2020 Europa Verde aveva fatto parte della lista Futura, insieme - tra l'altro - a Italia viva, concorrendo al 5,14% che permise di eleggere tre consiglieri). Il contrassegno accosta i due simboli ufficiali, con il rosso che tinge parte del fondo in alto, mentre il riferimento alla candidata in basso è nero e verde. In un primo tempo il M5S aveva immaginato di correre da solo, sostenendo una terza candidatura, salvo poi aderire al campo largo di Bruno.
10) Progetto Andria
La quinta lista della coalizione che appoggia Giovanna Bruno è Progetto Andria, new entry di questa competizione elettorale: si tratta di una formazione civica, il cui simbolo - a fondo bianco - si basa soprattutto sul nome in primo piano (reso in arancione con un carattere graziato un po' pesante, inconsueto per i contrassegni elettorali) e sul cuore giallo che emerge dal fondo, elegantemente stilizzato. Completa il quadro grafico il segmento arancione inferiore all'interno del quale trova posto il riferimento bianco e giallo alla candidata.
11) Bruno sindaco
Lo stesso carattere - che dovrebbe essere un Hernandez Heavy - emerge con chiarezza nella lista che probabilmente è la più vicina alla sindaca ricandidata: Bruno sindaco (qui più che altrove emerge con chiarezza la scelta di indicare la carica al maschile non marcato, in controtendenza rispetto a quanto di norma accade all'interno del centrosinistra). Il cognome bianco della candidata (e in parte anche la parola "sindaco" gialla, ma molto più piccola e con un carattere bastoni) si staglia su uno sfondo arancione su cui si legge una sorta di freccia rossa che punta avanti.
12) Partito democratico
L'ultima lista della coalizione e della competizione elettorale è quella del Partito democratico, che nel 2020 aveva ottenuto il 12,69% ed era stata la lista più votata (ottenendo sette seggi da sola). Se però nelle elezioni precedenti il Pd aveva sempre scelto di schierare il proprio simbolo ufficiale schietto, senza alcuna aggiunta, questa volta il logo di Nicola Storto è stato lievemente ridotto per lasciare il posto, nella parte inferiore, a un segmento risso con il riferimento alla candidata alla guida dell'amministrazione. Ciò benché nel 2010 Bruno sia stata la candidata - oltre che di Andria 3 - anche dell'Italia dei valori, dell'Udc e di Io Sud.












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