martedì 19 maggio 2026

Venezia, simboli e curiosità sulla scheda

In Veneto un solo capoluogo di provincia è chiamato a rinnovare la propria amministrazione il 24 e 25 maggio, ma è di particolare peso specifico: si tratta infatti del capoluogo di regione, Venezia. Dopo due mandati piucchepieni da sindaco di Luigi Brugnaro, il comune si prepara necessariamente a cambiare guida.
A contendersi il ruolo più rilevante dell'amministrazione veneziana saranno ben otto persone, sostenute in tutto da 20 liste. Si tratta di un numero rilevante: cinque anni e mezzo fa - a dispetto del numero di firme da raccogliere significativamente ridotto - i simboli sulla scheda furono 18 (ma gli aspiranti sindaci erano uno di più, nove); nel 2015, però, le liste erano state 23, presentate in appoggio anche in quel caso a 9 candidati alla carica di sindaco.
   
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Pierangelo Del Zotto

1) Prima il Veneto.

Il sorteggio ha collocato in prima posizione la candidatura di Pierangelo Del Zotto, commercialista veneziano di lungo corso, esperto in revisione contabile, assessore al bilancio per alcuni anni della giunta provinciale veneziana di Francesca Zaccariotto (2009-2013), già militante leghista. Questa volta Del Zotto si candida sostenuto dalla lista Prima il Veneto. (con il punto che fa parte del nome, quasi a non ammettere repliche o eccezioni, con fermezza); si tratta dell'associazione fondata dagli espulsi dalla Lega/Liga nel 2013, quando segretario nazionale era Flavio Tosi. Il simbolo pone il nome blu scuro su uno sfondo verde sfumato radicale su cui si staglia la sagoma della regione, di colore giallo come il leone di San Marco con l'Evangeliario aperto; il cerchio è bordato da una circonferenza discontinua verde, che ricorda un po' quella di Prima il Nord! di Diego Volpe Pasini.
 

Luigi Corò

2) Futuro per Venezia Mestre

Si presenta sostenuto da una sola lista anche Luigi Corò, già assessore a Mirano (e candidato sindaco a Mira nel 2022), presidente del Cmp (Comitato Marco Polo) a difesa del cittadino e persona nota per varie campagne contro il degrado della città. La sua lista, inattesa anche dai media (ma presentata per prima), è Futuro per Venezia Mestre: il nome (bianco e giallo su fondo blu con un elemento tricolore) richiama in qualche modo il partito Futuro nazionale, fondato da Roberto Vannacci, al quale Corò e vari candidati sembrano aderire (al pari dell'autenticatore delle firme, Stefano Valdegamberi). Formalmente, però, la lista è civica, con caratteri diversi da quelli di Fn, così come sono lievemente diverse le tinte (il blu e il giallo sono più scuri) ed è diverso il tricolore (una striscia leggermente ondulata e nessun riferimento nominale al candidato sindaco o al progetto vannacciano (che, non essendosi ancora strutturato come partito, formalmente non corre alle elezioni).
 

Simone Venturini

3) Fratelli d'Italia

La terza candidatura, in ordine di estrazione, è quella di Simone Venturini, 38 anni, tre consiliature alle spalle, una da consigliere (2010-2015, eletto con l'Udc a sostegno del centrosinistra) e due da assessore delle giunte Brugnaro. Potrà contare sul sostegno di sei liste, quasi tutte riconducibili al centrodestra. La prima sorteggiata è quella di Fratelli d'Italia, che a Venezia presenta il suo contrassegno elettorale varato ufficialmente alle europee del 2024 (al di là di qualche esperimento condotto in precedenza), con il nome del partito in alto, il riferimento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al centro (entrambi su fondo blu) e - sotto una striscetta tricolore - la fiamma tricolore con base rettilinea. Capolista è il filosofo Stefano Zecchi, nel 2020 candidato sindaco per il Partito dei Veneti; Fdi parte dal 6,56% di cinque anni e mezzo fa.

4) Partito dei Veneti

La seconda formazione che costituisce la compagine a favore di Venturini è proprio il Partito dei Veneti, presenza già incontrata più volte nelle elezioni di vario livello (comunali e regionali) celebrate sul territorio regionale a partire dalla sua fondazione (nel 2019), anche se spesso ha corso in solitaria, con propri candidati sindaci o presidenti. Il simbolo, intatto, ripropone il leone marciano giallo del tempo di pace (con il libro dei Vangeli aperto e tenuto con la zampa dal leone alato, ma senza la scritta "Paxe") su fondo rosso in alto e il nome bianco e giallo su fondo blu in basso. 
 

5) Unione di centro

Fa parte della coalizione a sostegno di Venturini anche l'Unione di centro, confermando - come nel 2020 - il proprio posizionamento all'interno del centrodestra (mentre nel 2015, come detto, aveva sostenuto il candidato di centrosinistra Giorgio Orsoni). Il simbolo impiegato è quello uffudc naziciale nazionale: l'unica piccola - ma significativa - modifica è l'eliminazione della parola "Italia" nel segmento rosso superiore, sostituita con il riferimento alla città lagunare, senza che sia citato invece l'aspirante sindaco all'interno del contrassegno.
 

6) Simone Venturini sindaco

Per la precisione, l'unica lista della coalizione che appoggia Venturini a contenere un riferimento al candidato sindaco è proprio la civica più vicina all'assessore uscente e aspirante primo cittadino, Simone Venturini sindaco. Il magenta - che insieme al giallo, scelto come colore "ispirato da serenità, gioia e luce", tinge una parte del cerchio, in particolare il segmento entro il quale è inserita la parola "sindaco" - ricorda molto il colore che aveva caratterizzato le campagne elettorali (vittoriose) di Luigi Brugnaro, su scelta di Mauro Ferrari e Paolo Bettio, nonché il simbolo di Coraggio Italia. E non a caso vari candidati di questa nuova lista erano già presenti nella civica Luigi Brugnaro sindaco. Incidentalmente si nota che tra le forze politiche a sostegno di Venturini, pur senza spendere il simbolo, c'è anche Azione.
 

7) Lega

Se nel 2020 la lista Brugnaro aveva superato il 30%, la seconda formazione più votata della coalizione vincitrice (con il 12,37%) era stata la Lega. Il contrassegno schierato è esattamente identico a quello impiegato cinque anni e mezzo fa, con il riferimento nominale (a sinistra) e grafico (a destra) alla Liga Veneta: il Leone di San Marco in tempo di pace, colorato di giallo (tipico del simbolo storico della Liga), convive con il léon da guèra collocato sullo scudo di Alberto da Giussano. Nel segmento inferiore blu, proprio come nel 2020, c'è solo il cognome di Matteo Salvini, senza altri riferimenti locali. 
 

8) Forza Italia

La coalizione a trazione centrodestra che appoggia la candidatura di Venturini si completa con la lista di Forza Italia, partito che negli ultimi due appuntamenti elettorali ammnistrativi veneziani è parso in difficoltà (3,77% nel 2015, 2,72% nel 2020). Fi conferma comunque la sua presenza, con il simbolo che nella parte prevalente (superiore, a fondo bianco) mantiene la bandierina tricolore di Cesare Priori (questa volta raffigurata per intero, non priva della parte superiore come nel 2020), il cognome di Silvio Berlusconi e il riferimento al Ppe; nel segmento inferiore blu c'è invece il riferimento al comune di Venezia, un po' meno compresso rispetto alla parte superiore del contrassegno.
 

Michele Boldrin

9) Ora!

La quarta candidatura, secondo l'ordine del sorteggio, è quella di Michele Boldrin, economista, docente presso la Washington University in St. Louis e segretario di Ora!, il partito promosso con Alberto Forchielli. Si tratta dell'uscita più rilevante finora per questa forza politica (dopo le suppletive nel collegio di Padova - Selvazzano Dentro dello scorso marzo): il simbolo del partito - "il nome 'ORA!' e, a ciascun lato, tre semicerchi di arco e spessore progressivamente crescenti verso l’esterno, di colore nero su sfondo giallo" - è integrato con il riferimento a Venezia e, in basso, un segmento blu sfumato con l'espressione "Michele Boldrin sindaco", con il cognome del candidato in evidenza. 
 

Roberto Agirmo

10) Resistere Veneto

Quinto aspirante alla carica di sindaco è Roberto Agirmo, imprenditore turistico, candidato sindaco a Marcon nel 2017 per Indipendenza Noi Veneto (soggetto di cui era tra i promotori; si era proposto pure alle regionali del 2015 nella circoscrizione di Venezia). Lo sostiene la lista Resistere Veneto, per cui lo stesso Agirmo era candidato consigliere alle ultime regionali. Il simbolo è lo stesso di pochi mesi fa, quando l'aspirante presidente della regione era il medico Riccardo Szumski, che in questo caso è il capolista: per questo, nel contrassegno a fondo rosso e blu, che nella parte superiore contiene il leone di San Marco raffigurato "in moléca" (o "moéca") - cioè accovacciato e in posizione frontale, con le ali a ventaglio - non suona troppo strano che appaia il nome del capolista e non del candidato sindaco, peraltro dell'unica lista che lo appoggia.
 

Claudio Vernier

11) Città vive

Come sesto candidato il sorteggio ha indicato Claudio Vernier, anch'egli imprenditore (è titolare del Caffè al Todaro), in passato presidente dell'associazione piazza San Marco. Anche lui è appoggiato da una sola lista, Città vive, qualificata - così si legge su VeneziaToday - come che raccoglie diversi attivisti veneziani, e che si descrive come . "forza civica composta da cittadini indipendenti che già si sono dati da fare con associazionismo e volontariato", "libera dai partiti e dalle ideologie". Il simbolo infatti non ha alcuna connotazione politica: la parte superiore, che contiene il nome del candidato, è di colore blu chiaro sfumato, mentre quella inferiore (separata dall'altra da un elemento bianco curvilineo, che sembra dividere il cielo dal mare), contiene la denominazione - su due righe, con la parola "vive" in evidenza e il puntino della "i" verde - su fondo viola (in qualche modo il colore e il carattere ricorda le grafiche di Volt, che - salvo errore - ha partecipato all'elaborazione del programma).
 

Andrea Martella

12) Pace salute lavoro

Il settimo aspirante sindaco è Andrea Martella, senatore dem, sostenuto dal centrosinistra in versione "campo larghissimo" (anche se in effetti, come si è visto, manca qualche pezzo). Quella che appoggia Martella è la coalizione più nutrita, formata da sette liste. La prima, in ordine di sorteggio, è Pace Salute Lavoro, la stessa vista nella coalizione di centrosinistra alle ultime regionali venete; proprio come allora, alla lista concorre in modo visibile il Partito della rifondazione comunista, il cui simbolo figura su fondo verde nella parte inferiore del cerchio, mentre la parte superiore - rigorosamente rossa - contiene il nome scelto per la formazione elettorale.

13) Partito democratico

La seconda lista che appoggia Martella è quella espressione della sua stessa formazione politica, vale a dire il Partito democratico. Se nel 2015 il Pd aveva presentato il suo simbolo ufficiale senza alcuna altra aggiunta, questa volta come cinque anni e mezzo fa è stato inserito il riferimento al candidato sindaco (anchde allora espresso dai dem); se però per Pier Paolo Baretta il segmento circolare inferiore era di colore verde (il Pd aveva superato il 19%), in questo caso per Martella quella parte di sfondo si tinge di rosso (una scelta cromatica più in linea con il percorso politico dello stesso Martella).
 

14) Terra e Acqua 2026

Tra le liste su cui Martella potrà contare c'è anche Terra e Acqua 2026, aggiornamento di Terra e Acqua 2020 vista alle precedenti elezioni comunali a sostegno della candidatura di Marco Gasparinetti, ancora impegnato presso la Commissione europea; questa volta Gasparinetti - eletto nel 2020 in consiglio - è capolista e la sua formazione ha scelto di aderire al "campo larghissimo" e di sostenere il suo candidato. Il simbolo è praticamente identico a quello impiegato cinque anni e mezzo fa: nel cerchio dominano i confini veneziani di terra ed acqua, con gli elementi indicati in verde e in blu; ci sono ancora tre punti di posizione che corrispondono a Venezia, Mestre e Marghera; è stato aggiornato solamente l'anno.
  

15) MoVimento 5 Stelle

Trattandosi di "campo larghissimo", alla coalizione appartiene anche il MoVimento 5 Stelle, che nelle tre precedenti elezioni comunali aveva sostenuto da solo propri candidati; l'ultima, Sara Visman, diventata consigliera anch'ella nel 2020 (la lista sfiorò il 4%), è ora la capolista. Il simbolo è l'ultima versione dell'emblema del M5S, con il riferimento al 2050 come anno della neutralità climatica (cinque anni e mezzo fa c'era il sito Ilblogdellestelle.it); il nucleo grafico del contrassegno, però, è rimasto intatto rispetto alle partecipazioni elettorali precedenti.
 

16) Venezia è tua

Faceva già parte della coalizione che nel 2020 aveva appoggiato la candidatura di Baretta la lista Venezia è tua, allora promossa da +Europa, Italia viva e Partito socialista italiano. Guidata dall'ex sindaco Ugo Bergamo, questa volta si qualifica semplicemente come "movimento civico". Il contrassegno questa volta non contiene nessun simbolo di partito, ma si fonda semplicemente su due colori: rosso (un tempo amaranto) e bianco, con il secondo che tinge una sorta di cuore che contiene il concetto centrale del nome ("è tua", nel 2020 collocato al di fuori, insieme al riferimento alla città). 
 

17) Venezia riformista

I simboli dei partiti citati prima, presenti all'interno della lista Venezia è tua nel 2020, si trovano piuttosto nel simbolo di Venezia riformista, formazione che mostra qualche parentela grafica - oltre che politica - con Uniti per Manildo presidente, vista alle scorse regionali. Il nome e la campitura sfumata blu-fucsia della parte superiore rimandano direttamente al progetto di Casa riformista, promosso da Italia viva ma aperto alle forze che condividono quell'area politica: non a caso, al centro si trovano le miniature di Avanti (il progetto elettorale del Psi), Iv, +Europa e anche di Radicali Venezia. Da segnalare la dicitura nella parte inferiore: "La politica dell'uguaglianza". 
 

18) Alleanza Verdi e Sinistra

Completa la coalizione del "campo larghissimo" schierata a favore di Andrea Martella la lista di Alleanza Verdi e Sinistra, che trova il suo antecedente nella lista Verde progressista che sostenne Baretta cinque anni e mezzo fa: Il capolista, l'ex parlamentare e assessore Gianfranco Bettin, era stato tra i promotori della lista alle scorse elezioni amministrative (il 4.93% aveva portato un consigliere eletto). Il simbolo utilizzato in quest'occasione è lo stesso coniato in vista delle elezioni politiche del 2022 - e ripresentato identico in occasione delle europee di due anni fa - senza alcuna variazione. 
 

Giovanni Martini detto Andrea

19) Tutta la Città insieme!

Ultimo aspirante sindaco in questa tornata elettorale veneziana è Giovanni "Andrea" Martini, candidato anche nel 2020 al di fuori delle coalizioni principali (fu eletto in consiglio) ed ex presidente della municipalità Murano-Burano (2010-2015). Come all'appuntamento precedente, si presenta sostenuto da due liste, la prima delle quali aveva già concorso alle ultime elezioni: Tutta la Città insieme!, formazione civica, mantiene identico il suo simbolo che, su fondo bianco bordato di rosso, presenta l'impronta multicolore di una mano sulla quale sembrano vedersi altre mani (con il nome della lista sul palmo eil riferimento al candidato subito al di sotto).  
 

20) ABC Ambiente Bene Comune

La seconda lista presentata in appoggio a Martini è ABC Ambiente Bene Comune, anch'essa in qualche modo in continuità con la candidatura precedente: nel 2020, infatti, la seconda lista era Per Mestre e Venezia - Ecologia e solidarietà, aveva dunque una sensibilità ambientalista e soprattutto tra i promotori c'era l'ex parlamentare Michele Boato; lui figura anche questa volta nel simbolo, il cui elemento dominante è un cuore verde che reca al centro la sagoma bianca di una bicicletta, richiamo di una mobilità lenta e sostenibile.
 

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