mercoledì 17 marzo 2021

L'Alternativa c'è, ma al Senato non si vede (a causa dell'Idv, ma non solo)

Meno di un mese fa, il 23 febbraio 2021, è stata autorizzata alla Camera la costituzione all'interno del gruppo misto della componente politica L'Alternativa c'è, richiesta il giorno stesso. Si trattava dunque del nome scelto dalle persone elette in Parlamento con il MoVimento 5 Stelle e che sono state espulse dal gruppo e dal M5S stesso per non avere votato la fiducia al governo Draghi, dopo che in un primo tempo era circolata la possibilità che il nome utilizzato potesse essere semplicemente "Alternativa". Una scelta non casuale: si trattava di un messaggio volutamente apposto al 
there is no alternative proposto di frequente da Margaret Thatcher.
Ci sarebbe già un simbolo da abbinare al nome ("una ruota dentata con all'interno una stella tricolore. Un logo che richiama la fratellanza tra lavoratori" aveva anticipato sempre il 23 febbraio Antonio Atte per Adnkronos), anche se ancora non è stato mostrato. Più che su quell'emblema, tuttavia, l'attenzione dei più - e anche quella di chi scrive ora - si era concentrata su un altro simbolo, quello dell'Italia dei valori, che sembrava fosse stato messo a disposizione di senatrici e senatori ex M5S per poter avere riconoscibilità all'interno di Palazzo Madama. In tal senso, per lo meno, erano state le dichiarazioni di varie persone elette e anche di Ignazio Messina, attuale segretario dell'Idv, che si era detto disponibile a dichiarare che la nascitura articolazione parlamentare avrebbe rappresentato l'Idv - in modo che questa potesse formarsi senza essere ostacolata in questo dalle modifiche apportate alla fine del 2017 al regolamento del Senato - purché ci fosse l'intenzione di dare vita a un "progetto politico nuovo partendo da idee e valori condivisi" (sempre parole raccolte da Atte) e non la semplice idea di sfruttare un espediente tecnico.
Per vari giorni, in effetti, si era pensato che la strada fosse quella di formare addirittura un gruppo a Palazzo Madama, sulla scorta di quanto già avvenuto con il gruppo di Italia viva - Psi grazie alla partecipazione di quest'ultimo (questo del resto era stato il paragone fatto da Messina a ilGiornale.it). Nella seduta del 10 marzo 2021, tuttavia, si è appreso - basta leggere il resoconto stenografico di quella seduta per averne riscontro - che il 24 febbraio scorso, dunque il giorno dopo rispetto alla costituzione della componente a Montecitorio, era stata depositata presso la Presidenza del Senato "un'istanza per la costituzione di una componente all'interno del Gruppo Misto": non un gruppo, dunque, ma una componente, anche perché la richiesta era pervenuta da sei persone elette in Senato. Dopo sedici giorni da allora, tuttavia, il senatore di L'Alternativa c'è Mattia Crucioli ha sollecitato la vicepresidente di turno, Anna Rossomando (Pd), ricordando che "la Presidenza può autorizzare l'istituzione di una componente oppure, in caso di dubbio, convocare la Giunta per il Regolamento" ed evidenziando "l'importanza, in questa situazione in cui la maggioranza coinvolge quasi interamente le forze del Parlamento, di avere la possibilità di fare un'opposizione organizzata, anche attraverso le forme indicate dal Regolamento, che appunto prevedono la costituzione di componenti all'interno del Gruppo Misto". Crucioli chiudeva il suo intervento notando: "Il ritardo o, peggio, il diniego alla costituzione di questa componente comprime la possibilità di fare opposizione in forma organizzata, non come singoli, ma come collettivo, in rappresentanza di una collettività maggiore presente nel Paese e che non è rappresentata in questo Parlamento al momento. Rossomando non ha potuto far altro che dire che della questione si era parlato il giorno prima nella conferenza dei capigruppo e che avrebbe riferito la sua richiesta alla presidenza.
Si è poi appreso, attraverso il profilo Facebook del senatore Crucioli, che per "mercoledì", cioè oggi, era attesa la decisione sul punto. In effetti, la Giunta per il regolamento era stata convocata per questa mattina alle ore 11 e 30, avendo come unico punto all'ordine del giorno "Prosecuzione discussione sulle componenti del Gruppo Misto". Già, prosecuzione, perché in realtà la discussione era già iniziata mesi fa e non certo con riguardo al caso di L'Alternativa c'è, anche se le questioni in ballo erano sempre relative ad articolazioni di senatrici elette con il MoVimento 5 Stelle e passate al gruppo misto. In particolare, Tiziana Drago e Paola Nugnes avevano chiesto di costituire nel gruppo misto le componenti politiche rispettivamente di Alternativa popolare e Rifondazione comunista: il primo partito aveva partecipato in modo manifesto alle elezioni del 2018, consentendo alla Camera il sorgere - non senza polemiche - della componente di Popolo protagonista - Ap; il secondo non aveva partecipato con il suo simbolo da solo o all'interno di un contrassegno composito, limitandosi a partecipare alle liste di Potere al popolo! Il tema era stato discusso nelle sedute della Giunta del 2 dicembre 2020 e del 27 gennaio 2021 perché, se in passato bastava di fatto che uno o più senatori comunicassero l'intenzione di costituire la componente perché questa nascesse, la riforma regolamentare del 2017 aveva suggerito maggiore prudenza. 
In realtà il regolamento del Senato si limita a citare una sola volta le componenti del gruppo misto all'art. 156-bis, comma 1 (per cui i capigruppo e "i rappresentanti delle componenti politiche del Gruppo misto" possono presentare non più di un'interpellanza con procedimento abbreviato ogni mese), senza prevedere alcuna regola sulla loro costituzione: nella prassi, così, si era sempre concessa la formazione di tali componenti come mere "etichette politiche", anche se non corrispondevano nemmeno a un partito (come Insieme per l'Italia di Sandro Bondi e Manuela Repetti). Come si diceva, però, dopo la riforma del regolamento che ha reso più severe le regole sulla formazione dei gruppi, specie in corso di legislatura, si è ritenuto opportuno limitare di fatto pure il sorgere di componenti politiche del gruppo misto (anche se la loro nascita quasi non ha effetti, al punto che non è neanche comunicata in aula e sui resoconti): si è così verificato che le componenti richieste rappresentassero una forza politica che aveva davvero partecipato alle ultime elezioni politiche, direttamente o all'interno di altri soggetti politici purché ciò emergesse da qualche documento (così era avvenuto quando si era costituita la componente Idea e Cambiamo: da un atto notarile risultava che il partito di Gaetano Quagliariello aveva partecipato alla fondazione di Noi con l’Italia, formazione a nome della quale si era candidato proprio Quagliariello, eletto in un collegio uninominale). Aveva i requisiti la richiesta di Drago per Alternativa popolare, mentre c'erano più dubbi per Nugnes, perché il Prc non era ufficialmente cofondatore di Potere al popolo!; la presidente del Senato aveva però invitato a considerare che Rifondazione comunista aveva avuto "un indubbio rilievo nella storia politica del Paese" ed era bene trovare un punto di equilibrio tra l'intento anti-frammentazione della riforma regolamentare e l'esigenza di distinguersi con proprie etichette politiche manifestata da alcuni eletti in Senato.
In quelle due sedute della Giunta per il regolamento, stando ai resoconti sommari diffusi, non era stata presa alcuna decisione, essendosi scelto di trattare in modo più ampio (e - si sperava - definitivo) la questione in seguito, benché ormai dalle richieste fosse trascorso parecchio tempo. Poco meno di un mese dopo la seconda seduta, è dunque arrivata la richiesta di L'Alternativa c'è, al fine di costituire la componente: essendo il corrispondente gruppo politico appena nato, si era comunque ritenuto opportuno corroborare la richiesta con il contemporaneo deposito del "simbolo di Idv (che ci aveva autorizzato per iscritto senza porre alcuna condizione)", come ha scritto lunedì sera sulla sua pagina Fb Crucioli. Sulla base delle sedute precedenti della Giunta per il regolamento, dunque, c'era la consapevolezza che quel simbolo, o meglio il potersi dire rappresentanti dell'Italia dei valori che aveva partecipato alle elezioni all'interno di Civica popolare, avrebbe potuto essere determinante per ottenere la formazione della componente e, se non altro, ottenere che il nome di questa fosse citato nei resoconti. 
Lo stesso post di Crucioli, tuttavia, permette di sapere che la situazione si era complicata sul piano politico venerdì 12 marzo: in quel giorno, infatti, "il legale rappresentante di Idv ha revocato l'autorizzazione all'uso del simbolo asserendo che sarebbero 'venute meno le condizioni politiche'". Senatrici e senatori che hanno chiesto di costituire la componente, tuttavia, proprio lunedì hanno prodotto un documento in cui insistono "per il riconoscimento della nostra componente, depurata da qualsiasi apporto di Idv, poiché in assenza di previsioni regolamentari esplicite deve intendersi che le componenti possano formarsi anche in assenza di accordi con altri partiti, specie in una situazione come quella odierna in cui tutti i partiti sono d'accordo con il governo e hanno un evidente interesse a non consentire un'opposizione organizzata". Questa vicenda, dunque, avrebbe portato all'attenzione della Giunta del regolamento un caso ancora diverso rispetto a quelli già al suo esame, più simile in apparenza a quelli delle richieste di costituire componenti che - come spiegato in Giunta il 2 dicembre 2020 dalla presidente del gruppo misto, Loredana De Petris - non sono state prese in considerazione proprio "alla luce delle [...] più restrittive disposizioni in vigore". Disposizioni che però per i richiedenti della componente L'Alternativa c'è non esistono (e sulla carta in ogni caso hanno ragione: di disposizioni non c'è nemmeno l'ombra, visto che il regolamento non si occupa delle componenti; al più potrebbero esserci delle norme, cioè delle regole che si possono trarre anche da altre disposizioni o che si possono applicare per analogia a casi simili non regolati).  
Il giorno della seduta di Giunta è dunque arrivato. "Da come si esprimeranno - scriveva ieri la senatrice Bianca Laura Granato - si comprenderanno tante cose. Innanzitutto si capirà se c'è rimasta un minimo di onestà intellettuale nelle forze di maggioranza tale da consentire a dei fuoriusciti anomali come noi, che hanno visto la propria forza politica trasformarsi fino a diventare un'altra, un minimo di agibilità politica per poter fare opposizione rispetto ad una maggioranza bulgara guidata da un tecnico [...]. Ci troviamo nella stessa situazione in cui si sono ritrovati nella precedente legislatura i bersaniani vittime di Renzi che aveva hackerato il Pd, trasformandolo nell’orrido Giano Bifronte che è attualmente [...]. Oggi sarebbe veramente paradossale che persone che hanno vissuto quella tragica esperienza negassero a noi e al Paese agibilità democratica, in questo contesto così privo di rappresentanza plurale". 
Come sia andata lo si capisce da quanto scritto da Crucioli oggi: "Speravo in un sussulto di dignità e indipendenza da parte di rappresentanti di partiti sempre più asserviti al potere, ma non c'è stato. Hanno deciso di non decidere, si sono nascosti dietro ad un rinvio sine die, senza neppure avere il coraggio di respingere apertamente la nostra richiesta". "Rinviata la decisione della Giunta del Regolamento. Agibilità politica e democratica sospesa sine die - ha scritto poco dopo Granato -. Certo è che se il nuovo Regolamento del Senato approvato nel 2017 doveva servire tra le altre cose a fermare gli strategismi di gruppuscoli di parlamentari tipo Ala di Verdini, Renzi docet, ha miseramente fallito. Infatti il regolamento sulla costituzione dei gruppi all’art. 14 comma 4 è talmente fumoso e suscettibile di interpretazioni che Renzi è riuscito a servirsene per fare un gruppo collegato al PSI e buttar giù il governo Conte-bis, invece, paradossalmente noi, che vorremmo avvalercene per garantire la sopravvivenza di spazi  democratici, stiamo ancora qui a combattere e a contrattare con difficoltà enormi. Le maglie della legge secondo i Romani erano associate all’idea della tela di ragno: gli insetti piccoli vi restano intrappolati e i grossi la sfondano. Saremo insetti piccoli, ma venderemo cara la pelle".
Al momento non è possibile sapere nulla di più sul contenuto della Giunta, per lo meno per vie ufficiali, visto che i resoconti dell'organo vengono pubblicati con un certo ritardo rispetto alle sedute. Non è dato dunque sapere se il rinvio di cui parlano Crucioli e Granato sia relativo a tutte le questioni sul tavolo, incluse quelle in discussione da più tempo (e proprio per l'ulteriore attesa cui tali questioni erano costrette alla fine di gennaio Roberto Calderoli, componente della Giunta, aveva manifestato una certa sorpresa) oppure soltanto all'ultima richiesta presentata da L'Alternativa c'è. Di sicuro il cammino di quella componente si complica, ponendo da una parte la necessità di interrogarsi una volta per tutte su come trattare le componenti al Senato (la natura di semplici "etichette" senza altri effetti dovrebbe aiutare a usare meno severità, ma a quanto pare non è scontato) e dall'altra una riflessione seria sulla visibilità delle forze di opposizione. Ma per trattare questi profili (e anche solo per capire cosa sia accaduto oggi) ci vorrà altro tempo; per allora, poi, magari L'Alternativa c'è avrà reso noto il suo simbolo e sarà pur sempre qualcosa di più concreto rispetto alla bondiana Insieme per l'Italia, alla quale il simbolo l'aveva dovuto dare - #sischerza ovviamente - proprio questo sito

2 commenti:

  1. ho scoperto per caso quest'articolo il nome esiste già nel 2013..

    https://www.lecodelsud.it/grillini-poco-originali-lalternativa-ce-cera-gia-a-terme-vigliatore-nel-2013

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    1. A suo tempo ne parlammo anche qui: https://www.isimbolidelladiscordia.it/2016/09/terme-vigliatore-se-le-tre-scimmiette.html

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