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domenica 12 luglio 2015

Da Scelta civica a Stagione civica? Chissà...

Da ieri, in pratica, è ufficiale: il nastrino tricolore di Scelta civica per l'Italia ha i mesi contati. Il marchio, creato da Giovanni Sasso di Proforma per la formazione politica varata alla fine del 2012 da Mario Monti (che all'epoca aveva chiesto sì di dare un’impronta istituzionale e sobria, che comunicasse slancio e incitasse a partecipare, con il tricolore disegnato in chiave identitaria e dinamica, ma aveva anche invitato a dare più risalto al suo nome nel logo) l'anno prossimo dovrebbe lasciare il posto a un altro emblema, il cui contenuto è ancora tutto da immaginare: l'idea è di averlo pronto per schierarlo alle elezioni amministrative previste per il 2016 (voto in oltre 1200 comuni, 120 sopra i 15mila abitanti).
La direzione nazionale di Scelta Civica, in particolare, ha dato mandato al segretario Enrico Zanetti di elaborare e presentare entro la fine dell'estate una nuova iniziativa politica che apra "attraverso un simbolo ed una nuova denominazione, un processo costituente finalizzato alla costruzione di un Movimento Civico Nazionale, di un Partito dei Cittadini Italiani": si pensa di "raccogliere la migliore eredità dell'esperienza di Scelta Civica per proiettarla in un orizzonte nuovo caratterizzato da un esplicito civismo di dimensione locale e territoriale". Visto che sembra vietato, anche qui, parlare di superamento, di archiviazione o, peggio, di scioglimento, il partito si è affrettato a definire il passaggio come "il secondo tempo di Scelta Civica, la nuova Stagione Civica". 
Guardando all'indietro, che qualcosa nel progetto concepito da Monti nel 2012 e stabilizzato l'anno dopo non fosse andato nel migliore dei modi era chiaro da tempo. Alcuni mesi fa al creatore Sasso - intervistato da Giuseppe Spadaro di Termometro Politico - era stato chiesto se fosse stato quel simbolo formato due anni e mezzo prima a non funzionare: "Non per evitare di prenderci una responsabilità - rispose - ma penso che il logo di Scelta Civica non abbia molto a che fare con la parabola politica di Mario Monti. Io credo ci sia stato un corto circuito tra l’uomo Monti, per come era comunemente percepito, e l’uomo Monti che a un certo punto si è deciso di “vendere”. Non si è capito che i suoi limiti (un certo grigiore, una sobrietà istituzionale) potevano essere anche le sue virtù e si è deciso di cancellarli e di sovvertirli su un piano di comunicazione che è apparso falsato. Questo è il peggior danno che un comunicatore possa fare a un politico: raccontarlo per quello che non è".
Ciò detto, il primo problema sarà capire con chi costruire il nuovo progetto politico, per non avere solo un repackaging di Scelta civica. Il segretario Zanetti ha sottolineato che alle ultime elezioni è emerso "un disagio crescente del corpo elettorale italiano che sfocia ormai ripetutamente in comportamenti diffusi di astensione e di ribellismo anti politico": l'antidoto dovrebbe essere "una forte riscossa civica su base territoriale", che restituisca primato alla politica ma le chieda di recuperare dignità, allontanando la corruzione e tagliando i costi. "La prospettiva - ha aggiunto Zanetti - è quella di dare vita a coalizioni civiche nel perimetro ricompreso tra il Pd, che continua anche sotto la gestione Renzi a mostrarsi un partito Giano bifronte, schiacciato nella contraddizione infinita tra conservazione ed innovazione, l'area di destra antieuropea ed estremistica del ForzaLeghismo, oltre che l'area del distruzionismo in servizio permanente" del M5S. L'area dei "moderati innovatori" obiettivamente sembra molto vasta, forse anche troppo per riuscire a dare un'idea precisa.
Sicuramente, comunque, prima della scelta del simbolo sarà importante quella del nome. Il discorso di Zanetti - ripreso dalla nota del partito - paradossalmente contiene già tre nomi "papabili". Il primo, Movimento civico nazionale, in realtà è difficilmente utilizzabile: in rete si trova traccia di un'associazione che ha proprio quel nome, anche se il sito è aggiornato al 2013 e l'account di Facebook è fermo da un anno. Fermo o no, comunque, il nome non sarebbe disponibile (salvo accordi con chi lo ha utilizzato per primo).
Un'alternativa potrebbe essere Partito dei cittadini italiani, anche se i problemi potrebbero iniziare con la sigla: Pci o Pdci sono già state tutte utilizzate a sinistra (anche se l'ultima è tornata all'antico, dopo che i Comunisti italiani hanno dato vita al Partito comunista d'Italia). Può essere poi utile ricordare che già nel 1992 era stato presentato il simbolo di una formazione denominata "Il Partito dei Cittadini", anche se non è dato sapere che fine abbia fatto.
Anche di recente, in compenso, il nome è tornato: alle ultime elezioni politiche erano ben due le formazioni politiche che avevano nella loro denominazione l'espressione "Partito dei cittadini", anche se poi nessuna di queste ha raccolto le firme per poter presentare le liste. Non si leggeva sul simbolo il nome "Partito dei cittadini" sulla lista legata al nome di Fabiola Stella (e che era parte della coalizione guidata da Ottavio Pasqualucci, quello di Forza Roma, No alla chiusura degli ospedali e quant'altro); si vedeva piuttosto bene invece nel contrassegno (non troppo appetibile sul piano grafico, ammettiamolo) della formazione "L'Italia migliore", che invece un suo sito ce l'ha eccome. E' vero che una cosa è dire "Partito dei cittadini" e altro è dire "Partito dei cittadini italiani", ma per evitare anche solo il rischio di qualche grana legale, forse è meglio cambiare obiettivo.
Resterebbe la terza possibilità, Stagione civica: qui la certezza è assoluta, altre forze politiche con quel nome non ce ne sono (sulle associazioni è più difficile dirlo). Da qui ad avere certezza che quel nome potrebbe funzionare, però, ce ne corre e anche l'eventuale traduzione del nome in simbolo si presenterebbe complessa; toccherà dunque a Zanetti fare la sua Scelta.

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