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mercoledì 18 gennaio 2017

Una nuova Idea (con nuovo simbolo) per far ripartire il centrodestra

Il 13 gennaio, dunque cinque giorni fa, si può dire che abbia rappresentato un nuovo inizio per Idea, la formazione voluta e guidata da Gaetano Quagliariello. Si dovrebbe votare nel 2018, ma il partito non può certo pensare di limitarsi ai parlamentari su cui ora può contare (oltre all'ex ministro per le riforme, Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella, Andrea Augello, Luigi Compagna, Guglielmo Vaccaro e Vincenzo Piso), senza cercare di mettere radici nei territori. Poteva cercare di aprire circoli o sezioni città per città; ha invece preferito cercare di coinvolgere nel progetto gruppi già esistenti e presenti nelle istituzioni locali, cercando di preparare così la propria presenza in tutta l'Italia. Nell'incontro tenuto nella sala del Refettorio - nel palazzo che ospita la biblioteca della Camera - e nei giorni successivi, Quagliariello al momento sarebbe riuscito a raccogliere una cinquantina di movimenti, liste civiche e associazioni territoriali, con oltre 300 amministratori locali sparsi in tutte le regioni, tranne Valle d'Aosta e Liguria.  
Quello concluso nei giorni scorsi è stato qualificato come un "patto di federazione" con Idea: i soggetti locali, in particolare, manterrebbero "a livello territoriale tutta la loro autonomia - ha spiegato Quagliariello - devolvendo a un vertice comune la loro rappresentanza nonché la ricerca di una più ampia politica di alleanze". Alcuni dei gruppi che hanno risposto all'appello di Idea sono particolarmente nutriti: è il caso, ad esempio, di Cuori italiani, progetto politico legato ad Andrea Augello che propone nel simbolo il tricolore formato dai tre cuori stilizzati e che, al momento, nel Lazio può contare addirittura su circa 150 amministratori, decisamente la compagine più grande.
Non va comunque sottovalutato l'apporto di altri soggetti politici. Eloquente è l'esempio di Noi Centro, formazione legata a Massimo Ferrarese, ex presidente della provincia di Brindisi, alla quale si riconduce pure l’attuale sindaca della stessa città, Angela Carluccio. Il partito è stato fondato nel 2010 - nato "dall'esigenza - si legge nel sito - di dare una risposta ai bisogni di un Sud ed una Italia in difficoltà" e con lo sguardo volto "verso il Partito della Nazione, la grande forza che dal centro condurrà l’Italia verso un domani migliore" - e si distingue graficamente con un sole senza raggi, che sorge da un mare piuttosto placido (setting poco socialdemocratico quindi); l'emblema denota una certa cura grafica (si vede anche, per dire, un uso studiato delle luci e dei riflessi, come se l'emblema fosse coperto da un vetro). 
Tra gli emblemi che da qui in avanti faranno riferimento a Idea, anche Verona domani, formazione guidata dal consigliere regionale Stefano Casali, già capogruppo in Regione legato a Flavio Tosi, ma allontanatosi dall'attuale sindaco di Verona e probabile aspirante sindaco nella stessa città. L'emblema scelto dalla formazione è dominato dal Ponte Pietra, un segno evidente del territorio veronese, così come sono scaligeri i colori giallo e blu; decisamente originale è un particolare della grafica attualmente in uso, che "ripiega" all'indietro una parte della circonferenza per creare la V di "Verona" (una soluzione certamente interessante, che però non potrebbe essere ripresa in un contrassegno elettorale, dovendo il cerchio comprendere tutti gli elementi). 
Non va lasciato da parte nemmeno Umbria Next, movimento guidato dal consigliere regionale Sergio De Vincenzi, nato il 4 dicembre 2015 e diffusosi via via in tutta la regione. La prima assemblea regionale, tenutasi il 14 gennaio 2017, giusto il giorno dopo l'incontro romano di Quagliariello, è servita appunto ad aderire al patto federativo con Idea, "nell'ottica del rispetto dell'autonomia locale e di un'alternativa cristianamente laica e liberale alla sinistra". Una curiosità: accanto all'emblema (poco originale, con un romboide verde e due bande rosse su fondo bianco e all'interno di una spessa circonferenza blu) non si può non notare la sigla TM, che starebbe per marchio registrato; in effetti, però, cercando nel database dei marchi si scopre che la richiesta di registrazione riguarda solo il nome e, in ogni caso, la domanda risulta "registrabile", senza che il titolo sia stato rilasciato.
L'idea (anzi, Idea) di Quagliariello era di mettere in campo il suo piccolo partito "per coltivare la grande ambizione di contribuire alla costruzione di un forte e ampio partito di centrodestra", sperando di riuscire a mettere in piedi una coalizione "che ambisca a governare questo Paese, nella chiarezza del confronto e nella ricerca di sintesi comuni", mentre continuare ad avere un centrodestra diviso tra particolarismi porrebbe "le premesse perché si ripeta ciò che accadde a Weimar, laddove le cosiddette forze centrali non avevano insieme la maggioranza del Paese e le estreme erano tra loro incoalizionabili".
E mentre il partito si prepara alle assemblee provinciali (da svolgersi dopo il 31 marzo, almeno nelle province in cui sarà stato raggiunto "il numero previsto di iscritti secondo un criterio legato alla popolazione territoriale"), qualcuno si è reso conto che il simbolo era già cambiato da alcune settimane, all'incirca dalla metà dello scorso dicembre. Via il nome "Identità e azione", è rimasta solo la sigla, sempre arancione, tranne che per la "e", bianca sul nuovo fondo blu scuro, ma sempre minuscola: continua infatti a fare da congiunzione, stavolta nell'espressione Popolo e libertà. A prima vista sembrerebbe una riedizione (senza tricolore) del Pdl berlusconiano, in cui ha militato lo stesso Quagliariello; riflettendoci un po', in realtà, il ritocco sembra piuttosto un modo per dare maggiore visibilità all'esperienza dei Popolari liberali di Carlo Giovanardi (anch'egli ex Pdl), che dunque avrebbero pari dignità grafica all'interno dell'emblema.
Nel frattempo, però, chi ha buona memoria potrebbe anche ricordare che la parola "Idea" ben in vista in un emblema - peraltro a fondo blu - c'era già stata. Bisogna tornare indietro al 2010, quando alle elezioni regionali del Veneto a sostegno di Giuseppe Bortolussi era stata presentata anche una lista "verde": il sole che ride (in quel caso rosso a fondo giallo, con la scritta "Nucleare? No, grazie" che riprendeva quella delle origini) era stato piazzato su un cerchio color carta da zucchero con la parola "idea" tutta minuscola, piuttosto visibile. In quel caso la sigla significava "Italia democratica etica ambientalista"; ironia della sorte, nella stessa tornata elettorale Idea era apparsa anche in Basilicata, ma in quel caso era acronimo di "Insieme democrazia economia ambiente". L'Idea di Quagliariello, insomma, non era proprio nuovissima, ma è stato fortunato, perché nessuno se n'era accorto... 

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