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giovedì 18 gennaio 2018

Autodeterminatzione, in Sardegna si osa lo scarabeo

Ci sarà anche la Sardegna, o almeno un pezzo di Sardegna, nelle bacheche del Viminale. Da alcuni giorni, infatti, è stato ufficializzato il simbolo di un nuovo soggetto politico. Si tratta del Progetto Autodeterminatzione, che raccoglie sotto lo stesso emblema otto movimenti e partiti dell'area indipendentista e sovranista: si tratta, in particolare, di Rossomori, Sardegna Possibile, Sardigna Natzione, Irs, Liberu, Sardos, Communidades e Gentes (non ne fa evidentemente parte il Partito sardo d'azione). Il soggetto ha in progetto la presentazione di liste in tutti i collegi uninominali e plurinominali sardi, quindi la copertura completa dell'isola.
E, da buoni isolani, non ci saranno alleanze di alcun tipo con forze politiche nazionali: "Ci alleiamo con la Sardegna e con i sardi - ha spiegato il portavoce Anthony Muroni, già direttore per tre anni dell'Unione Sarda - corriamo in Italia ma senza partiti italiani che sinora hanno fatto il male di questa terra". Quello di Autodeterminatzione viene presentato come "un progetto di assoluta rottura verso chi sino a oggi ha occupato le istituzioni sarde e di chi sino a oggi ha rappresentato, più che la Sardegna, gli interessi di una parte dei sardi e non della moltitudine dei sardi in Parlamento".
Il movimento vorrà presentarsi anche alle elezioni amministrative previste in primavera e, con lo sguardo un po' più lungo, alle regionali previste tra svariati mesi; a prescindere dagli appuntamenti elettorali, però, Muroni rivendica di voler portare avanti "un progetto culturale e politico per cambiare la visione e la consapevolezza dei sardi rispetto alla loro capacità di autodeterminarsi nel dialogo con l'Italia, con l'Europa e col mondo", una sorta di "indipendenza culturale" da portare avanti al di là dell'eventuale presenza in Parlamento.
Sul piano simbolico, peraltro, nessuno probabilmente aveva mai osato tanto: l'emblema, infatti, contiene la raffigurazione schematica di uno scarabeo ("Su carrubusu", in sardo). Le ragioni alla base della scelta le hanno spiegate gli stessi promotori in un post su Facebook:
È noto che i contatti tra Sardegna ed Egitto hanno origini antichissime, e i numerosissimi ritrovamenti di scarabei, come quello straordinario di Monte Sirai, lo dimostrano ampiamente.In Sardegna lo scarabeo prende il nome di “carrabusu” che secondo autorevoli studi è una parola composta dai termini geroglifici: Ka (spirito), Ra (sole), Bs (ideogramma di Bes, o Bisu, dio beneaugurante e positivo).Su carrabusu si connette quindi con il simbolismo solare e il significato di rigenerazione costante.Un simbolismo che si ispira, prima di tutto, al suo stesso modo di vivere.Su carrabusu è l’animale ripulitore dell’ambiente.Ciò che raccoglie, e trasporta con fatica e determinazione fino alla sua tana, trasforma, depositandovi all’interno il suo uovo e generando quindi nuova vita.Un simbolo forte, su carrabusu, che nella marcazione a colori si richiama immediatamente a un altro emblema caro all’immaginario di tutti i sardi: la bandiera dei quattro mori.Su carrabusu è l’insieme dei segni della nostra storia: la tanit, la protome taurina, i simboli della nostra arte monumentale.Il nostro simbolo è un cerchio aperto ma protetto dalla scritta “AUTODETERMINATZIONE”, il luogo della rinascita e della trasformazione, dal quale parte e al quale ritorna su carrabusu (Autodeterminatzione).Il carattere usato per il nome, lineare e solido, compone un’unica parola in cui il rosso della “N” rafforza il termine Natzione e lo declina a significato di approdo ultimo e insieme di popolo che conquista la piena coscienza di sé.
Un emblema, probabilmente, carico di significati più di quanto non ne abbiano espresso i simboli creati negli ultimi anni. Difficile che i non-sardi possano apprezzarli fino in fondo, ma non si può non essere grati a chi si è preso la briga di spiegare tutto, segno per segno, colore per colore. Basterà un simbolo così identitario, ma politicamente nuovo, ad attirare il consenso degli elettori sardi? 

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